La religione è una scienza: la madre di tutte le scienze. La religione è la scienza che agisce sui bambini. La religione manipola la loro struttura psico-emotiva. Quei bambini saranno gli scienziati di domani. Nessuna idea, nessuna scienza e nessuna società potrà essere pensata e vissuta senza la religione dell'infanzia. Per questo non può esistere una vita senza una religione.

E' un sito di filmati in italiano sulla Religione Pagana. Le idee religiose della Religione Pagana

97 tesi Teologiche

della Religione Pagana.

Religion is a science: the mother of all sciences. Religion is the science that acts on children. Religion manipulates their psychic-emotional structure. Those children are tomorrow's scientists. No idea, no science and no society could ever be conceived and lived without the religion of our childhood. This is why a life without religion can't exist.

This is a site of Italian videos for pagan people. The religious ideas of the Pagan Religion

LA RELIGIONE PAGANA

Medusa sullo scudo di Atena

 

Gott mit uns

 

Le forze divine nella vita

 

Il rito dell'Equinozio di Primavera

 

Il rito del Solstizio d'Estate 2011.

 

Lo Stregone Arlecchino

 

Il rito del Giorno Pagano Europeo della Memoria 2012

 

L'etica Pagana

 

La formazione della conoscenza nella Religione Pagana.

 

Lo Stato Padre e il Ragazzo con la Rana

 

Il rito di commemorazione del Giorno Pagano Europeo della Memoria.

 

Presepe Pagano per il Sol Invicto.

 

Diventare un Dio nella Religione Pagana.

 

Col discorso della caverna nella Repubblica, Platone costruisce le illusioni fra gli uomini.

 

Le religioni dell'Europa precristiana e la comune etica pagana.

 

Dalle Linee di Tensione alla Religione Romana di Numa. Gli Dèi nella religione di Roma.

 

Peppino Englaro: una battaglia per il diritto alla vita

 

Spiegare il Paganesimo e la Stregoneria

 

I Luoghi Sacri della Religione Pagana

 

Come la Religione Pagana vuole la società civile.

 

WCER Atene 2004 Anversa 2005 - Rito Pagano Collettivo

 

Scoprire gli Dèi

 

Scoprire gli Dèi nel mondo in cui viviamo.

 

Il Bosco Sacro in Jesolo Ve come Tempio Sacro

 

Come creano gli Dèi nella Religione Pagana

 

La Stregoneria nella vita del Pagano

 

Come i cattolici si spacciano per atei per circuire i laici

 

Manifestare pubblicamente il pensiero religioso e sociale dei Pagani

 

I dogmi della Religione Pagana

 

Principi filosofici della Religione Pagana

 

Il desiderio e il piacere nel monoteismo

e nella Religione Pagana

 

Un elemento distintivo fondamentale fra la Religione Pagana e ogni altra religione oggi esistente, è la questione del desiderio e del desiderare. Mentre nelle religioni l’unico soggetto che desidera è il loro dio o il soggetto centrale a cui gli uomini si devono sottomettere, nella Religione Pagana la veicolazione del desiderio dell’uomo costituisce la forza attiva per la quale l’uomo, e con esso ogni soggetto della Natura, si trasforma in un dio. Tutta l’ideologia delle religioni ruota attorno all’attività di desiderare e del desiderio dell’uomo: chi per sottometterlo in funzione del proprio dio e chi per liberarlo e favorirne la veicolazione nella natura e nella società in cui viviamo. Il controllo dell’uomo, sia nelle religioni rivelate, ebraismo, cristianesimo e islam, che nel buddismo e nell’induismo, si ottiene mediante il controllo e la repressione del desiderio dell’individuo fin dalla prima infanzia. Per contro, la liberazione del desiderio dell’uomo nella società, avviene partendo dall’uomo adulto che, manipolato nel desiderio nell’infanzia, non è in grado di concepire altra liberazione dal desiderio se non all’interno della manipolazione emotiva subita. Per l’individuo adulto la liberazione del desiderio può avvenire soltanto nella dualità imposta dalle religioni monoteiste o dal buddismo che la conchiude all’interno dell’ideologia del possesso. Dice Gesù: “Non si può servire dio o la ricchezza, mammona”. Dove l’unica dualità concepita dai vangeli di Gesù è essere dio o ricchezza (intesa come capacità dell’uomo di autodeterminarsi nel possesso), in cui il soggetto è servo e asservito a quella, e solo a quella, veicolazione del proprio desiderio. Si desidera essere servi di dio o si desidera la ricchezza per asservire altri. L’uomo viene imprigionato in questa struttura ideologica. O sei ricco o sei servo di qualcuno. E diventa una condizione naturale alla quale indurre il desiderio dell’infanzia. Un’induzione all’essere servo mediante l’aggressione al desiderio dei bambini e dei ragazzi. Un desiderio piegato all’interno di forme morali che fanno del dovere e dell’obbedienza un valore sociale desiderabile. La condanna del desiderio dell’uomo è totale in tutte le religioni. L’unica cosa che l’uomo può desiderare è quella di obbedire al suo dio padrone attraverso la negazione dei propri desideri. L’obbedienza a dio è il desiderio del cristiano, dell’ebreo, del musulmano, del buddista e dell’induista. Costoro non obbediscono ai bisogni o ai desideri della società, ma ai desideri del padrone che attraverso la sottomissione del singolo individuo sottomette la società. Nei vangeli cristiani l’ordine di Gesù di rinunciare alle ricchezze è l’ordine di distruggere il benessere sociale in funzione della sottomissione a dio. Quando Gesù non può ricattare il giovane ricco, perché è sempre stato osservante della legge, gli chiede di rinunciare alle ricchezze, di diventare povero e indigente per seguirlo. In realtà sta parlando alla società civile. Una società che deve diventare povera ed indigente affinché i suoi desideri siano veicolati nell’attesa speranzosa nella sua venuta dalle nubi con grande potenza. In questa attesa speranzosa il cristiano rinuncia ai suoi desideri o, quanto meno, li esercita in un’identificazione con Gesù che tende a considerarsi al di fuori della legge e delle norme sociali al di sopra degli “altri” individui procedendo al saccheggi ideologico della società al fine di riaffermare, al di là della sua collocazione sociale, la sua superiorità nell’identificarsi con Gesù. La violenza ai minori, messa in atto nelle società occidentali, è una riaffermazione dell’identificazione del cristiano con Gesù. Mediante la violenza sessuale il cristiano riafferma il possesso sul più debole, come il Gesù in cui si identifica: che serva dio o mammona, il cristiano è sempre un servo che deve trasformare gli altri uomini (per quello che può nella sua collocazione sociale) in suoi servi.

La negazione del desiderio di vivere è propria dell’ideologia religiosa buddista. Nell’Ottuplice sentiero è scritto:

“Cosa è, o monaci, retta intenzione? Quella che è intenzione di astenersi da bramare, che è intenzione di astenersi da astio, che è intenzione di astenersi da crudeltà. Questa o monaci, vien detta retta intenzione.”

Dove, la negazione del desiderio, che porta alla distruzione dell’uomo, viene elevata a comportamento divino che rompe la sequenza delle rinascite. Il dio buddista (il Buddha o chi ne manifesta i principi) si compiace della distruzione dell’uomo e come il cristianesimo promette la vita eterna (e la resurrezione nella carne), così il buddismo promette la rottura del ciclo delle rinascite nella carne e la fine del dolore. Noi non sappiamo quanto Platone abbia inciso nella formazione dell’ideologia religiosa buddista. Facciamo un piccolo conto. Platone nasce nel 427 a.c. e muore nel 347 a.c. Pirrone nasce nel 365 a. c. e muore nel 275 a.c. Sappiamo che Pirrone con Anassarco furono al seguito di Alessandro Magno in India da dove importarono la filosofia scettica nelle relazioni che ebbero con i gimnosofisti indiani. La filosofia scettica, elaborata da Pirrone nella relazione con i gimnosofisti indiani, consisteva nel ritenere che tutte le nostre sensazioni e opinioni non sono né vere, né false e, pertanto, secondo Pirrone, la saggezza consisteva nel sospendere il giudizio (epoché), praticare il silenzio (afasia) e vivere immune da passioni in uno stato di imperturbabilità (atarassia). Ciò che ci rimane da chiederci, è l’altro aspetto: che cosa Pirrone e Anassarco hanno lasciato all’India? Noi sappiamo che la consacrazione di Asoka avvenne nel 270 a.c. circa 60 anni dopo l’invasione dell’India ad opera di Alessandro Magno. Il buddismo è estremamente recente come ideologia religiosa e il sincretismo portato da Pirrone e Anassarco se hanno introdotto elementi indiani nella filosofia greca hanno certamente introdotto elementi platonici nella formazione del pensiero indiano e, in particolar modo, del futuro buddismo. L’analogia che troviamo fra la teoria del ciclo delle rinascite buddista, che viene interrotta mediante l’atarassia, la rinuncia al desiderio e alle passioni, ha troppe analogie con la teoria delle rinascite di Platone nella Repubblica per essere considerato uno sviluppo parallelo di due concezioni diverse della morte e della vita.

Nella filosofia platonica c’è l’elaborazione delle idee sul piacere dei cirenaici in termini assolutistici e morali. L’ascetismo contro il piacere in Platone si trova in alcuni dialoghi come nel Gorgia o nel Fedone, ma quando Platone passa dall’uomo in sé all’uomo nella sua società ideale, è costretto a mediare sul piacere per la convenienza nelle relazioni sociali. Platone nella Repubblica e nelle Leggi auspica una vita mista di piacere fra intelligenza e soddisfazione corporea.

La negazione del piacere e del desiderio la troviamo anche in Plotino, nell’Enneade I, 12:

“Ma a coloro che chiedono quali piaceri si trovano in una simile vita, si risponderà che non ci sono né piaceri dell’intemperanza, né quelli del corpo – i quali non possono trovarvisi e tolgono la felicità – e neppure gli eccessi di gioia – a che pro difatti? – bensì quelli legati alla presenza del bene, che non sono in movimento, né in divenire: infatti i beni ci sono già e il saggio è presente a sé stesso: e il suo piacere e la sua serenità sono dunque immutabili. Sempre è sereno il saggio e, perché saggio, il suo sentimento è calmo e saggio il suo cuore, né lo può toccare nessuno dei così detti mali. E, se si cercano altri piaceri nella vita del saggio, non si fa più questione di questa vita.”

Enneadi I 4, 12

Il cristianesimo, per negare l’uomo e il desiderio, mise l’accento sulla tendenza ascetica del platonismo e del neoplatonismo, condannano, assieme al corpo, i piaceri sessuali come fonte di peccato. In particolare il cristianesimo avversò la sessualità e la pratica sessuale dell’uomo, esaltò la castità (vedi il magnicat di Maria nel vangelo di Luca) e il disprezzo del corpo, di ogni interesse corporeo, della voluttà, del benessere e del desiderio in generale (peccato di invidia). Il cristianesimo, con la sua radice ebraica, come il platonismo trasferisce la negazione del desiderio nella società. Come nel platonismo la nascita degli uomini li relega nella casta in cui sono nati, così il cristianesimo considera la condizione sociale come voluta da dio. La ricchezza è il premio di dio agli uomini retti, mentre la miseria è la punizione di dio ai peccatori. Per sostenere questo schema serve un’altro schema: solo la rinuncia alla ricchezza avvicina a dio e, pertanto, dio ha determinato la miseria nei peccatori affinché le loro sofferenze li avvicinassero a dio. Ne consegue che tutta l’attività dei missionari cristiani consiste nella costruzione della miseria nei popoli affinché si avvicinino a dio rinunciando al loro benessere e fagocitando la miseria come norma della loro esistenza. Nei dieci comandamenti ebraico-cristiani il desiderio è negato in tutti i suoi aspetti. Viene negato il desiderio di adorare Dèi diversi e di cercare la libertà dal dio padrone; come è negato il desiderio di giustizia con il non-ammazzare o il non-rubare che, di fatto, sanciscono il diritto di dio e di chi lo rappresenta di rubare e di ammazzare; negano il desiderio di benessere (non desiderare la roba d’altri) o di soddisfazione della libido (non desiderare la donna d’altri). La repressione del desiderio dell’uomo è l’elemento centrale dei comandamenti del dio ebraico-cristiano.

Tutto questo nasce da una concezione ideologica del possesso dell’uomo ad opera di dio o dell’autorità sociale che rappresenta dio. Negare la soddisfazione del desiderio come desiderio di vita che spinge l’uomo a migliorare sé stesso e la propria condizione d’esistenza è l’elemento centrale del controllo dell’individuo e tutte le ideologie religiose, dall’ebraismo, al platonismo, dal cristianesimo all’islam, dal neoplatonismo al buddismo, hanno al centro della loro dottrina la repressione del desiderio per ridurre l’uomo alla sottomissione, all’obbedienza e, in ultima analisi, alla distruzione di sé stesso come distruzione delle sue possibilità di divenire mediante l’annientamento del desiderio come forza che ha manifestato il suo divenuto.

Al contrario, la Religione Pagana, attingendo dal Mito prefilosofico delle varie culture religiose preplatoniche, fa del desiderio l’elemento centrale attraverso il quale l’uomo vive e abita il mondo. E’ l’uomo che desidera col proprio corpo e che col proprio corpo ricerca il piacere, l’elemento centrale del divenire umano. Tutta la guerra di Ilio, di Troia, è un desiderare. Tutto il viaggio di Odisseo è un desiderare. Tutti i poemi Sumerici rispondono al desiderio dell’uomo di riaffermare sé stesso nella vita e nel suo presente. Tutte le antiche culture fanno del desiderio il fondamento dell’esistenza dell’uomo. La stessa scelta di Paride è la scelta della soddisfazione del desiderio in contrapposizione al potere e al trionfo. In effetti nella Religione Pagana non si pone l’accento sul controllo del desiderio, del piacere e delle pulsioni delle persone, ma sugli strumenti attraverso i quali le persone possono veicolare al meglio il loro desiderio, la loro ricerca del piacere e le loro pulsioni nella società e nella Natura. Mentre abbiamo assistito alla storia in cui da Platone ai cristiani si imponeva La Repubblica o la Città di dio, la Religione Pagana impone la libertà dei desideri dell’uomo. Ciò nonostante, la Religione Pagana è consapevole che la liberazione dei desideri dell’uomo di oggi dalle costrizioni imposte dal cristianesimo e dall’ebraismo avviene all’interno dell’educazione cristiana e porta l’uomo a desiderare entro i parametri imposti dalla dualità cristiana. Per questo la liberazione dell’uomo passa dalla liberalizzazione della società. Solo la liberalizzazione della società permette di costruire le condizioni all’interno delle quale i nuovi nati subendo, progressivamente, un numero minore di costrizioni sui loro bisogni e sui loro desideri, riescono a costruire un equilibrio più favorevole fra la ricerca della soddisfazione dei loro desideri e la soddisfazione dei bisogni sociali che implicano l’aumento di benessere nelle società. La Religione Pagana rimuove le costrizioni dell’uomo nella società e impone dogmi che garantiscono all’uomo la libertà della soddisfazione dei propri bisogni. Sta poi alla società consentire e favorire la soddisfazione dei bisogni fino a far sì che la soddisfazione dei bisogni del singolo siano un arricchimento per tutta la società. Fintanto che si verificheranno conflittualità fra l’individuo desiderante e una società che attenta al desiderio dell’uomo per costruire sottomissione, la malattia mentale della fede nella provvidenza continuerà a danneggiare la società civile finendo per confinare la soddisfazione del desiderio nel delirio del possesso e uccidendo il desiderio dell’uomo di avere delle relazioni empatiche con la società in cui vive. Riconoscere gli Dèi nella società e il desiderio dell’uomo ad un futuro desiderato è l’unico modo per condannare a morte il dio dei cristiani che imponendo l’annientamento del desiderio impedisce all’uomo, da un lato di diventare un dio e dall’altro lato il benessere sociale. Questi sono i motivi fondamentali per i quali la Religione Pagana è diversa da ogni altra religione che, emersa dalla schiavitù ebrea e dall’assolutismo platonico, pretende di avere il controllo militare sull’uomo e i suoi desideri.

Marghera, 19 gennaio 2012

(Leggi i testi sulla formazione della coscienza)

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La Religione Pagana. Nell'arte alla 53^ Biennale d'Arte di Venezia.

Altri testi di religione Pagana

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Per chi vuole le idee della Religione Pagana in un libro.

 

 

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it

 

Per chi vuole le idee della Religione Pagana in un libro.

Per chi vuole le idee della Religione Pagana in un libro.

 

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I Mondi: emozione, azione, ragione.

Il trionfo della morte come trionfo della vita.

 

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