La stagnazione economica, tanto voluta e desiderata, sta facendo soffiare sussurri di guerra. La guerra, come ricerca del consenso elettorale, in un tempo in cui l'informazione corre veloce, è pura follia. Fra troppe nazioni avanza il desiderio di genocidio e troppi uomini sono ciechi davanti agli eventi.
Febbraio 2024: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.

Febbraio 2024
cronache della religione pagana

Claudio Simeoni

Argomenti del sito Religione Pagana

 

25 febbraio 2024

Esopo e il diritto soggettivo a scegliere

Quando si è in pericolo, come in ogni situazione della vita, si sceglie sempre ciò che può dare maggiori possibilità.

E' l'insegnamento di Esopo nella favola "Il lupo e l'agnellino rifugiato nel tempio".

Fra la situazione immediata di essere sbranato dal lupo e il "periodarsi" che possa venir sacrificato nel tempio, il "periodarsi" conferisce più possibilità di sopravvivenza che la situazione immediata nella relazione con il lupo.

Fra sé e il lupo, l'agnellino pone la barriera del tempio che il lupo non è in grado di valicare.

Non è una questione di onore o disonore, è la necessità di una scelta date le condizioni che si sono presentate.

Esopo esorta gli uomini, in ogni condizione nella quale possono o devono scegliere, a fare una scelta sempre soggettivamente vantaggiosa perché le condizioni esistenziali spesso ti costringono a fare delle scelte obbligatorie nelle quali il tuo personale interesse è in contrasto con l'interesse dell'ambiente in cui vivi.

L'onore non sta nell'obbedire a dei modelli comportamentali predefiniti, l'onore sta nel sopravvivere a condizioni distruttive facendo la scelta più opportuna in quelle condizioni.

Scrive Esopo:

Un lupo inseguiva un agnellino, e questo andò a rifugiarsi in un tempio. Il lupo cominciò a chiamarlo e ad avvertirlo che, se il sacerdote lo coglieva là, lo avrebbe immolato al dio. "Meglio immolato a un dio", rispose l'agnello, "che sbranato da te!".

[Esopo: Il lupo e l'agnellino rifugiato nel tempio, Editore BUR, 1982, 222, pag. 251]

La scelta è ciò che separa l'uomo e la donna di una società civile dall'uomo e la donna sudditi di qualcuno o di qualche cosa.

Noi dobbiamo sempre scegliere, in qualunque circostanza. Anche quando decidiamo di non scegliere, di fatto abbiamo fatto una scelta che inciderà sulla e nella nostra vita.

Dobbiamo sempre chiederci "Che cosa vogliamo nella nostra vita?" e da ciò che decidiamo di volere, fare la migliore scelta che individuiamo per ciò che vogliamo; come l'agnellino!

 

25 febbraio 2024

Articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana

I cittadini si possono organizzare democraticamente se lo Stato agisce democraticamente, ma se lo Stato organizza bande di picchiatori contro i cittadini per imporre un'ideologia piuttosto che un'altra a danno dei cittadini, lo Stato tradisce la Costituzione e viola i diritti democratici dei cittadini alimentando l'avversione dei cittadini per uno Stato che non percepiscono come loro, ma come loro nemico.

Anche se uno Stato non nega il diritto di voto, quando la violazione delle norme Costituzionali da parte dello Stato sono pesanti con il controllo dell'informazione, la manipolazione della magistratura, il ricatto della struttura di controllo della Polizia di Stato; di fatto non esiste un "voto democratico" (per quanto questa democrazia sia inficiata dall'assolutismo cristiano), ma esiste una volontà precisa di allontanare i cittadini dalla vita democratica, dalla partecipazione alla gestione della cosa pubblica, in funzione di ideologie e comportamenti riconducibili all'attività mafiosa che in politica si chiama “fascista”.

L'articolo 49 della Costituzione della Repubblica intendeva preservare il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione politica, ma non tenne conto di tutto quello che avrebbe inficiato la formazione della coscienza democratica in funzione della rinascita dell'ideologia fascista il cui scopo era quello di trasformare il cittadino, consapevole dei propri diritti e doveri democratici, in un suddito, obbediente e sottomesso ad uno Stato che pretende di possederlo.

L'articolo 49 della Costituzione della Repubblica fotografa una situazione storica che condanna: l'impedimento dei sudditi a trasformarsi in cittadini che partecipano alla vita democratica.

Questo articolo non poteva prevedere i meccanismi di controllo delle persone che avrebbero impedito alle persone la partecipazione alla vita democratica del paese.

Articolo 49 della Costituzione della Repubblica dice:

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale

Questo è l'articolo 49 della Costituzione dove il diritto di associarsi è un diritto negato da forze armate che valutano se quell'associazione di cittadini è loro conveniente o se quell'associazione di cittadini non è loro favorevole agendo di conseguenza fino a costringerla a sciogliersi. Non siamo davanti alla legge che impedisce delle azioni precise da parte di associazioni di cittadini (come ad esempio la ricostruzione del partito fascista), ma siamo davanti ad attività che negano l’espressione delle idee e la manifestazione di esse (quando la Polizia di Stato manganella ragazzini siamo davanti ad attività squadrista, come lo siamo ogni volta che la Polizia di Stato manganella cittadini che non la pensano come i poliziotti vorrebbero).

Purtroppo, fino ad oggi, e l'esperienza P2 insegna, è lo Stato che non ha ottemperato all'articolo 49 della Costituzione spingendo i cittadini all'esasperazione per averli privati dei diritti fondamentali che la Costituzione, unico organo che legittima lo Stato ad essere Stato e non un'organizzazione criminale, garantiva e assicurava loro. Alla lettera della Costituzione che garantiva ai cittadini il diritto di partecipazione alla vita democratica, veniva sostituito il diritto dello Stato, e con esso di associazioni che vengono ritenute parte dello Stato, di vessare e violentare i cittadini nella loro quotidianità.

In questa situazione i cittadini hanno perso il loro Stato costituzionalmente definito e, quello Stato, che ha tradito i cittadini, non ha solo perso i cittadini, che cessano di agire per arricchire lo Stato, ma ha perso sé stesso e la propria dimensione internazionale per trasformarsi in un'alcova pronta a proteggere interessi criminali (come nel caso delle agevolazioni all'evasione fiscale).

 

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24 febbraio 2024

Il rito celebrativo del Giorno Pagano Europeo della Memoria

Il rito del Giorno Pagano Europeo della Memoria serve per ricordare i martiri dell'odio religioso. Quegli uomini che hanno vissuto nel loro presente per costruire un futuro diverso da quello ideologicamente imposto dalle dittature religiose. Celebriamo i sacerdoti di Baal trucidati, i Pagani macellati dai cristiani, gli eretici che sognavano una diversa ideologia, le donne chiamate Streghe che volevano volare in un infinito che i cristiani negavano loro.

Noi ricordiamo quanta sofferenza è stata necessaria per uscire dall'ideologia cristiana, uscire dalle dittature in nome della democrazia. Celebriamo questo divenuto Sabato 24 febbraio 2024 presso l'Altare Pagano al Bosco Sacro in Jesolo sito in Via Ca' Gamba 7^ traversa 3B. Il rito inizierà dalle ore 16.00 e si concluderà all'incirca alle ore 18.00

Accenderemo il Sacro Fuoco della Memoria. Reciteremo gli Inni della Memoria e attraverseremo i fuochi invocando gli Dèi che abitano il mondo affinché alimentino il coraggio dentro di noi.

La partecipazione è assolutamente gratuita e non comporta nessun obbligo.

Il giorno della celebrazione del Giorno Pagano Europeo della Memoria si avvicina. Esistono situazioni sociali in cui sembra che sia facile ricordare perché qualcuno ha interesse a farlo, esistono tempi sociali in cui ricordare è più complesso. Non sono molte le persone che ricordano solo per l'affetto di ricordare e perché sono consapevoli che quegli avvenimenti incidono sul presente che viviamo.

C'è sempre la contraddizione vissuta dagli uomini fra il bisogno di spezzare ogni "catena" e la presenza di uomini che tendono a imporre paraocchi per impedire di percepire la complessità dell'esistenza nella quale viviamo.

I paraocchi non sono fisici, sono idee, preconcetti, credenze e visioni distorte dai desideri che costruiscono indifferenza nei confronti delle tragedie attraverso desideri che idealizzano uomini e comportamenti che andrebbero censurati e condannati.

Idee aberranti secondo cui lo schiavo che si ribella al padrone viene indicato come violento nello stesso tempo in cui si manifesta comprensione per il padrone che riduce uomini in schiavitù. E' l'educazione cristiana che porta ad "amare Dio" disprezzando gli uomini che non si sottomettono a colui che si pensa "portavoce di Dio".

Domandiamoci: noi che cosa vediamo quando guardiamo il mondo?

 

24 febbraio 2024

Inno Orfico a Sileno Satiro e alle Baccanti

Inno Orfico a Sileno Satiro e alle Baccanti

  Inno Orfico a Sileno Satiro e delle Baccanti

Ascoltami o venerabile che hai nutrito e allevato Bacco,
di gran lunga il migliore dei Sileni, onorato da tutti gli Dèi
e dagli uomini mortali nelle stagioni trieteriche,
celebrato nei riti santi, venerando, fondatore dei misteri del tiaso pastorale
gridi evoé, ami la veglia facendo il giovane con i Sileni
guidi le Naiadi e le Baccanti che portano l'edera:
vieni qui alla cerimonia di tutti gli Dèi insieme a tutti i Satiri
dalla forma ferina, lanciando il grido del sovrano bacchico
accompagnando con le Baccanti il santo compimento delle Lenee
mostrando nelle cerimonie sante i riti orgiastici che splendono di notte
gridando evoé, amante del tirso, sereno verso i tiasi.

da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla, Trad. Gabriella Ricciardelli

In questo Inno Orfico viene celebrato Sileno "satiro" come colui che si prese cura di Dioniso assieme alle Ninfe. Vengono celebrate le Baccanti, le donne che escono dall'omologazione sociale per riprendere la veicolazione delle proprie emozioni. Si tratta del significato delle affermazioni "rompere le membra" o "sciogliere i legamenti" che viene attribuita all'azione degli Dèi nel rompere la forma e liberare le emozioni.

---continua al link---

 

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23 febbraio 2024

Esopo e il rapporto schiavo padrone

La misura della lealtà è la misura con cui si considera la relazione fra schiavo e padrone. Una volta che un soggetto si fa schiavo di un padrone, fa saltare tutte le relazioni sociali fra sé e le altre persone con cui intratteneva legami.

Esopo ci racconto del padrone che, avendo la necessità di accontentare un ospite, decide di sacrificare all'ospite la pernice che usava come richiamo nella sua attività di caccia.

C'è una distanza fra il padrone che soddisfa le sue necessità e la morale della pernice che si riteneva in diritto di riconoscenza per i servizi che aveva reso a quel padrone. Solo che il padrone riteneva che i servizi, fatti dalla pernice nei suoi confronti, fossero un dovere della pernice per i quali lui non doveva nulla alla pernice.

Le persone che si fanno schiavi (per estensione "dipendenti" o "subalterni") ad un qualche padrone ritengono che il loro servilismo debba essere ricompensato da quel padrone mentre, il padrone ritiene che quelle persone siano tanto miserabili che possono vivere solo servendolo e, pertanto, devono essere riconoscenti al padrone che si fa, da loro, servire.

E' un aspetto che Esopo non prende in considerazione perché la schiavitù, vissuta da Esopo, non era la schiavitù cristiana che costringeva lo schiavo ad amare il padrone "con tutto il suo cuore e tutta la sua anima". Ma era una "schiavitù" di natura economica anche se, all'interno di quella schiavitù si presentavano dinamiche di "pretesa di amore del padrone" o "pretese di riconoscenza dello schiavo da parte del padrone".

Scrive Esopo nella favola "L'uccellatore e la pernice":

Un uccellatore, essendo giunto da lui un ospite a sera tarda e non avendo nulla da imbandirgli, si volse alla sua pernice addomesticata e stava per ucciderla, quando questa cominciò ad accusarlo d'ingratitudine, perché intendeva ammazzarla, dopo esser stato tanto aiutato da lei, che attirava gli uccelli della sua razza e glieli consegnava. "Ma questa", disse lui, "sarà una ragione di più per sacrificarti, se non risparmi nemmeno i tuoi fratelli!".

[Esopo: L'uccellatore e la pernice, Editore BUR, 1982, 285, pag. 311]

La pernice ha possibilità di scegliere? Può la pernice scegliere di non far da richiamo per altre pernici favorendo il proprio padrone?

Se la pernice non ha scelta, la pernice è incolpevole.

Il padrone si priva di uno strumento con cui si è arricchito per compiacere il suo ospite. Per il padrone la pernice è solo uno "strumento d'uso", appunto "uno schiavo", che in quel momento serve il padrone soddisfacendo l'ospite del padrone.

Noi possiamo ipotizzare che se la pernice avesse avuto una scelta, probabilmente sarebbe volata via.

Quando si è incatenati, al di là della sostanza e della realtà delle catene, l'unica scelta che rimane all'uomo incatenato è la scelta fra il suicidio e la sopravvivenza ad ogni costo e non c'è infamia in chi tenta di sopravvivere in uno stato di schiavitù.

 

23 febbraio 2024

Riflessione sulla morte

Gli antichi avevano grande attenzione per gli "antenati". Avevano grande attenzione per la morte. La morte non era vissuta con dolore. Semmai il dolore riguardava la perdita che i vivi subivano.

Esempi noi li troviamo nell'Antalogia Palatina dove i morti parlano ai vivi raccontando la loro condizione. Come Antifilo:

176 Di Antifilo

Non perché il sepolcro m'abbia rifiutato,
nudo cadavere qui giaccio sotto
le zolle feconde di grano; anch'io
fui prima sepolto, ma il vomere alla terra
mi ha ora strappato col suo artiglio di ferro.
Chi disse la morte fine dei mali, o straniero,
se anche la tomba non m'è ultima sventura?

Da Antologia Palatina (sepolcrali)

Tutti noi moriamo e molti di noi desiderano la morte come quel definitivo pensionamento rispetto ad una vita vissuta con passione e intensità.

 

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22 febbraio 2024

Preprarazione dell'Altare Pagano per la celebrazione del
Giorno Pagano Europeo della Memoria

E' stato abbastanza complesso riuscire a fotografare questo grande stormo di gru, ma il risultato non sembra male con le nostre piccole macchine fotografiche.

Dettaglio dello stormo di gru in volo sul Bosco Sacro in Jesolo.

E' impressionante veder arrivare questo stormo di gru. In questa foto il gruppo è preso appena ci si è accorti. Sono puntini, ma la foto permette di capire quante erano. Io non ho mai visto un gruppo così numeroso. Passavano sopra il Bosco Sacro mentre stavamo per caricare la legna per l'altare. Erano dirette ad est.

Il presentarsi diuno stormo di gru così grande ci ha lascito senza fiato.

Essere nel posto e nel momento in cui questo stormo è apparso ci ha indotto a condividere sui social questa esperienza.

Stiamo lavorando per preparare l'Altare. Raccogliere la legna, trasportarla e costruire la catasta per la celebrazione del Giorno Pagano Europeo della Mwmoria nel Bosco Sacro fra pettirossi, giandaie, picchi rossi, cincie, anatre, poiane e altri volatili che arricchiscono rendendo unico il luogo del Bosco Sacro in Jesolo.

 

22 febbraio 2024

Crollo demografico in Italia

Esiste una resistenza sociale che nessuno organizza, ma che nasce dal sentire delle persone come risposta ad azioni "malvage" messe in essere da chi controlla le Istituzioni.

E' una risposta che in Italia sta andando avanti da oltre 20 anni e che sta raggiungendo soglie di non ritorno incidendo grandemente nella struttura sociale. Si tratta del "calo demografico". Il rifiuto degli Italiani a fare figli e trasformarli in oggetti d'uso da parte di uno Stato che vive di disprezzo per i cittadini. Incitare a "fare figli" è un modo per tassare e vessare i cittadini e i cittadini sono stanchi di questo vessare. Ormai anche gli "extra-comunitari" in Italia si stanno rifiutando di fare figli.

Quest'immagine riassume, in un convegno sulla demografia Italiana, l'irreversibile calo demografico degli italiani.

 

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21 febbraio 2024

La continuità storica della ciarlataneria

Se c'è una cosa da ricordare della Magna Grecia italiana è che questa fu la culla delle peggiori scelte ideologiche che si fecero nel campo della filosofia metafisica.

La necessità di una medicina, che non esisteva, dette vita a gruppi di guaritori itineranti che deliravano fra "rimedi fantasiosi" e "deliri religiosi". Finché tali deliri venivano contenuti nelle pratiche individuali si poteva sopravvivere, ma quando questi deliri venivano elevati a "norma civile", mediante la definizione per legge, le società si disponevano per il fallimento sociale. Come avvenne per Selinunte. Se credi nell'assurdo, tutte le tue scelte sociali saranno legate all'assurdo e il futuro sociale va verso il fallimento. Scrive Laura Gemelli Marciano in "Presocratici, sentieri di sapienza..." a pag. LVIII:

"Ancora a Selinunte una legge piuttosto antica risalente agli anni fra il 460 e il 450 ac contemporanea cioè ad Empedocle, fissa il rituale per la purificazione degli "elastores", equivalenti agli "alastores, i demoni vendicatori che perseguono chi si è macchiato di un delitto o chi ha antenati omicidi, ben noti della tragedia, ma anche dal trattato ippocratico "de morbo sacro". La legge non parla espressamente di purificatori di professione, ma dal trattato ippocratico suddetto risulta che questi personaggi itineranti erano piuttosto diffusi e ricercati per curare determinate malattie. Empedocle, nella sua apostrofe agli aristocratici di Agrigento, tale si presenta."

E' indubbio che quando si parla di "antichi filosofi" si parla di ciarlatani dei quali si ricordano solo alcune intuizioni anche se i loro ragionamenti sono stati distrutti. La ciarlataneria contraddistingue tutta la filosofia metafisica. Il Dio creatore è ciarlataneria. Come la medicina che vuole scacciare i demoni.

Ciarlataneria che non viene combattuta, ma coltivata, compresa e tollerata. Poi, la ciarlataneria, per scacciare i demoni, fa tre morti e, allora, si grida allo scandalo come se la ciarlataneria non fosse premessa ideologica al genocidio fattivo.

Il fatto che Empedocle fosse del 450 ac mentre gli omicidi sono avvenuti nel 2024 (mi sto riferendo agli omicidi avvenuti qualche giorno fa in Sicilia per scacciare i demoni) sta a dimostrare la continuità della ciarlataneria puntando il dito su chi, tale ciarlataneria, ha coltivato ed usato nel corso dei secoli. Selinunte, con i suoi ciarlatani, oggi non esiste più. Rimangono rovine ti templi a ricordare ciò che era e a portare lo spettatore a riflettere su ciò che avrebbe potuto essere e che, grazie alla ciarlataneria, non è stato.

 

21 febbraio 2024

Celebrazione Giorno Pagano Europeo della Memoria

Domani iniziamo a preparare l'Altare per la celebrazione del Giorno Pagano della Memoria che si terrà Sabato 24 febbraio.

Forse manderò qualche foto dall'Altare Pagano e del lavoro che faremo per preparare l'Altare.

 

21 febbraio 2024

Ambiente culturale e ambiente esistenziale

Noi viviamo in un immenso emotivo e culturale.

A volte, la fuga dall'immenso avviene mediante il rifugio nella specificità. Le persone si ritagliano un ambiente culturale nel quale diventano molto abili. Si sentono brave e forti fintanto che frequentano quell'ambiente e, spesso, si sentono smarrite quando escono da quell'ambito.

Quando noi affrontiamo i lavori di quelle persone, le consideriamo come delle autorità. Dopo anni di lavoro si sono specializzate.

Per farlo, queste persone, hanno limitato la loro "conoscenza esistenziale". Non sono in grado di riconoscere l'altro quando escono da loro ambiente. L'altro è "ignorante" e solo ciò che coincide con la conoscenza del loro ambiente ha un qualche valore.

La "conoscenza esistenziale" è la conoscenza che implica una "sospensione sistematica del giudizio" rispetto all'altro all'interno del contesto sociale. La sospensione del giudizio necessita del "giudizio di necessità" cioè quel giudizio privo del carattere di "verità", ma pieno del carattere contingente per essere immediatamente abbandonato al variare delle condizioni contingenti.

La "conoscenza esistenziale" implica lo "scetticismo carneadiano" dove tutto è relativo sia alle condizioni che alle necessità della soggettività che abita quelle condizioni.

Negli specializzati culturalmente, quando sono fuori dal loro ambito culturale, pensiamo di scorgere questo. Sono spesso timidi nell'atteggiamento e timorosi nelle relazioni. Ma non si tratta di "sospensione del giudizio", si tratta di una tecnica di controllo sociale che dice: "Non "attaccarmi", ma io ti aspetto dove sono forte, dove sono preparato per "attaccarti" e dimostrarti che ti sono superiore."

Noi viviamo in un immenso emotivo e culturale una giungla di rapporti di forza in cui ogni soggetto vorrebbe essere il "re della giungla" e ridurre la massa di uomini a sue prede. Se sappiamo sottrarci, i "re della giungla" finiscono per sbranarsi l'uno con l'altro.

 

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20 febbraio 2024

Inno Orfico ad Anfiete (Dioniso)

Inno Orfico ad Anfiete (Dioniso)

  Inno Orfico ad Anfiete (Dioniso)

Invoco Bacco Anfiete, Dioniso ctonio,
che si risveglia insieme alle Ninfe fanciulle dalle belle trecce,
che presso Persefone dormendo nelle sacre case
fa riposare il tempo trieterico, santo Bacchico.
E quando egli di nuovo risveglia la festa Trieterica,
si mette ad inneggiare con le nutrici dalla bella cintura
gridando evoè e sollecitando i cori nelle stagioni che si volgono in cerchio.
Ma beato, dai frutti verdeggianti, che porti le corna, Bacco che produci i frutti,
vieni con viso radioso alla cerimonia di tutti gli Dèi
ricolmo di sacri frutti maturi.

da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla, Trad. Gabriella Ricciardelli

In questo Inno si celebra il Dioniso ctonio.

Nella Magna Grecia si sviluppò il culto di "Dioniso ctonio" legando la figura di Dioniso non a Semele, ma a Persefone che non era considerata la compagna di Ade, ma era celebrata come la "signora" dell'Ade (Core).

Il mito di Dioniso assunse connotazioni particolari legando Dioniso al viaggio di Orfeo nell'Ade alla ricerca di Euridice.

In questo Inno a Dioniso Anfiete, si celebra una sorta di "dormire" nell'Ade di Dioniso che si sveglia assieme alle Ninfe presso Persefone. Si parla di "tempo trieterico", il tempo che trascorre fra una nascita e l'altra.

----continua nella pagina linkata---

 

20 febbraio 2024

Il Bosco Sacro di Jesolo

Il Bosco Sacro di Jesolo visto dall'alto. L'area a sinistra, nell'angolo fra due canali. è l'altare Pagano.

 

20 febbraio 2024

Discorso sulle illusione come arma di controllo dell'uomo

Discorso sulle credenze e sulle illusioni come arma per il controllo delle persone. Per trasformare le persone in merci e in prede è necessario di illuderle di essere importanti, di essere nell'attenzione del loro predatore. Chi si illude crede con tutto il cuore che ciò in cui crede sia la realtà, ma l'unica realtà è che costui è stato privato di sé stesso e della propria capacità di decidere.

 

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19 febbraio 2024

La forma degli Dèi

Olimpiodoro Il Giovane nasce ad Alessandria d'Egitto nel 480 dc e muore nel 565. Scrive una "vita di Platone. Neoplatonico, sopravvisse alle persecuzioni cristiane. Con i cristiani ha in comune l'odio per il Mito e l'amore per la dittatura. Contribuì molto alla distruzione del Mito in nome dell'ideologia assolutista. Per lui gli Dèi del Mito erano uomini padroni di altri uomini e tutto veniva ragionato in base all'ideologia del possesso e del dominio dell'uomo sull'uomo.

Di Olimpiodoro, Kern riporta alcuni passi, in cui Olimpiodoro parla dell'orfismo, che sono in grado di chiarirci il suo modo di pensare il Mito.

Scrive Kern:

107. [6] - Olympiodor. in Plat. Phaedon. 61 c p. 3,9 Norv.

Come Empedocle diceva che l'intelligibile e il sensibile diventano mondi a turno, non perché una volta nasce questo, un'altra l'intelligibile - infatti, essi sono sempre -, ma perché la nostra anima una volta vive secondo l'intelligibile, e allora si dice che il mondo è intelligibile, una volta secondo il sensibile, e si dice che il mondo è sensibile, così, anche presso Orfeo, questi quattro regni non esistono una volta sì e un'altra no, ma sono sempre: fanno allusione ai diversi gradi delle virtù, in base alle quali la nostra anima è attiva, con simboli di tutte le virtù teoretiche, purificatrici, politiche ed etiche. Infatti, essa agisce secondo le virtù teoretiche, il cui modello è il regno di Urano, per cominciare dall'alto; perciò è anche chiamato Urano dal fatto che guarda le cose in alto; oppure essa vive in maniera purificatrice e il suo modello è il regno di Crono; perciò, è anche chiamato Crono quasi fosse per così dire koronous, per il fatto di guardare se stesso: per tale motivo si dice anche che divori i propri figli, perché si volge verso se stesso. Oppure agisce secondo le virtù politiche, il cui simbolo è il regno di Zeus: perciò Zeus è anche demiurgo, in quanto la sua attività riguarda le cose seconde. Oppure agisce secondo le virtù etiche e fisiche, il cui simbolo è 4, il regno di Dioniso: perciò è anche dilaniato, dal momento che le virtù non sono connesse tra loro, e i Titani ne mangiano le carni, perché il mangiare indica la grande divisione, in quanto sorveglia le cose di quaggiù, dove c'è grande divisione a causa del mio e del tuo, ed è smembrato dai Titani, fatto che mostra una parzialità; la forma universale è smembrata alla nascita: la monade dei Titani è Dioniso. Si dice che sia smembrato a causa della sua nascita, poiché i responsabili vengono a conoscenza di questa ... secondo il piano proposto da Era, in quanto la dea è garante del moto e della processione....

Tratto da Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Editore Bompiani, 2011 pag. 377

Come si può notare, tutto è meccanicistico e creazionismo. La materia non si trasforma. Gli Dèi non si trasformano. Sono sempre uguali a sé stessi.

Vengono dipinti come assassini e macellai come se la vita non procedesse per conflitti, contraddizioni e modificazioni continue di un presente che si trasforma.

Una volta che si sono trasformati gli Dèi in uomini, ogni storia di uomini può essere imitazione delle storie degli Dèi e gli Dèi cessano di essere il mondo in cui viviamo per diventare soggetti al di fuori ed estranei al mondo.

Cronos è il tempo che protegge i suoi figli dentro sé stesso, allo stesso modo in cui Zeus protegge Dioniso dentro la propria coscia. Il tempo ha il potere di preservare la vita nell'attesa delle condizioni attraverso la quale germogliare.

Ma se si trasforma Cronos in un uomo seduto a tavola che banchetta con i suoi figli nel piatto, non si capisce perché gli antichi veneravano quel Dio e perché i Romani lo hanno accolto come "Saturno" alla "corte" di Giano.

Gli antichi sapevano esattamente cos'erano e chi erano gli antichi Dèi. I neoplatonici saccheggiarono la vita per il loro desiderio di dominio e furono saccheggiati a loro volta da chi desiderava dominare ben più di loro.

 

19 febbraio 2024

Prove tecniche per migliorare i siti web

Ho caricato un video partendo dal sito senza passare per i social.

Il risultato mi sembra buono anche se devo fare degli esperimenti sulle dimensioni per adattarlo meglio agli smart phone Per i computer non ci sono problemi.

Ho visto che lo smart phone messo in orizzontale da un risultato quasi perfetto.

Si tratta dell'ultimo video a proposito di come i pagani percepiscono gli Dèi.

 

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18 febbraio 2024

Motori di ricerca e intelligenza artificiale

Il fenomeno della ricerca nell'web con l'Intelligenza Artificiale che molti motori di ricerca hanno adottato, in questo momento sta provocando un fenomeno analogo a quello che si verificò nei primi anni del 2000 quando arrivò il motore di ricerca Google a modificare i parametri della ricerca dei siti web.

Io ricordo l'arrivo del motore di ricerca Google. Prima di Google si doveva elemosinare per essere negli elenchi dei vari motori di ricerca. Il motore di ricerca Altavista era il più popolare. Tuttavia, la classificazione dei siti avveniva per decisione umana e i siti venivano linkati in base alle preferenze delle persone addette alla selezione. Un povero "deficente" per tutelare i propri interessi da malato wicca, classificò uno dei miei siti come "satanista". Dovetti protestare parecchio perché fosse rimosso da quella classificazione.

Non sapevano leggere la filosofia metafisica e chi lavorava per quei motori di ricerca erano dei poveri falliti che speravano di trovare una loro collocazione nel mondo. Poi arrivò Google e spazzò via la soggettività. La selezione dei siti divenne oggettiva per molti anni. Poi, la necessità di vendere pubblicità impose algoritmi diversi dove chi pagava poteva essere visibile rispetto a chi non pagava.

Ora l'uso dell'Intelligenza Artificiale sta facendo la stessa operazione di Google allora. Per ora c'è un certo grado di oggettività e continuerà fintanto che interessi soggettivi non cominceranno a discriminare siti, persone, idee e quant'altro possa servire ad alcuni per prevalere su altri.

L'intelligenza artificiale è in realtà un algoritmo che lavora in base a dei parametri predeterminati. Chi predetermina quei parametri e ha il potere di modificarli è colui che controlla l'intelligenza artificiale. Ora hanno bisogno di diffonderne l'uso, poi sorgerà la necessità di trasformarla in arma di controllo e introdurranno, via, via, delle variabili che faranno dell'intelligenza artificiale uno strumento più sofisticato per il controllo dell'informazione.

 

18 febbraio 2024

Esopo e il concetto di partecipazione morale

Esopo ci parla del reato di "partecipazione morale" attraverso il quale la cicogna viene condannata a morte non perché ha commesso un qualche delitto, ma perché frequentava qualcuno che avrebbe commesso quel delitto, secondo l'opinione dell'uccellatore che evita di dire quale delitto è stato commesso.

Esopo sottolinea l'ambiguità di una pretesa di legittimazione di un giudizio privo di contenuti sostanziali.

Scrive Esopo:

Un uccellatore, che aveva teso le reti alle gru, stava a sorvegliare di lontano la sua caccia. Una cicogna andò a posarsi insieme con le gru, ed egli accorse, e prese anche quella. La cicogna pregava di lasciarla andare, dicendo che essa non recava alcun danno agli uomini, ma era anzi utilissima, perché acchiappava e divorava serpenti e altri rettili. Però l'uccellatore rispose: "Ma anche se realmente non sei cattiva, tu meriti in ogni caso una punizione per esser andata a metterti con dei cattivi compagni".

[Esopo: L'uccellatore e la cicogna, Editore BUR, 1982, 284, pag. 311]

L'uccellatore voleva mangiarsi la cicogna, ma dal momento che la cicogna protestava, l'uccellatore, come il lupo e l'agnello, si è inventato una motivazione con la quale giustificare il mangiarsi la cicogna imputandole la frequentazione di "brutte compagnie".

Questo uccellatore è come il Dio dei cristiani che, dal momento che vuole macellare le persone per il proprio divertimento, inventa che quelle persone sono malvagie o frequentano i malvagi.

Esopo esorta le persone a mettere attenzione non tanto a coloro che frequentano, ma a coloro che hanno interesse ad annientare le persone del loro ambiente. Mettere attenzione su chi ha interesse a dominare altre persone e a giustificare il proprio diritto al dominio con artifici retorici. Dice di fare attenzione perché la retorica dell'uccellatore può essere interpretata, ma le azioni dell'uccellatore non lasciano dubbi.

Ci sono uomini che per sapere cosa pensano è necessario guardare attentamente le loro azioni e non farsi ingannare o fuorviare dalle loro parole: fatti ingannare e domani sarai tu la cicogna che viene uccisa perché non frequenta le giuste compagnie.

 

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17 febbraio 2024

Piccola riflessione su Anassimene

Nel leggere "Presocratici - sentieri di sapienza attraverso la Ionia e oltre da Talete a Eraclito" a cura di M. Gemelli Marciano, è la prima volta che incontro le analogie fra la filosofia presocratica e la Teogonia di Esiodo.

Tutti coloro che hanno trattato i presocratici hanno teso a separare il complesso religioso del tempo dalla "filosofia" finendo per relegare il Mito nello sgabuzzino della filosofia. La filosofia era considerata una "cultura elevata" mentre il Mito una "cultura misera".

Tutta la filosofia è interpretazione del Mito, sia quando tenta di spiegare il mito attraverso deduzioni apparentemente razionali (come il tentativo di spiegare i fenomeni naturali o le malattie) sia quando combatte il Mito per sostituirlo con affermazioni assolutiste o ontologiche che hanno nella struttura psichica dell'individuo desiderante la loro realtà soggettiva che una logica filosofica vorrebbe oggettivare.

In particolare, il concetto di aria che Anassimene pone come origine delle cose altro non sarebbe che una mediazione fra il concetto esiodeo di Caos, come origine del mondo, e il concetto di Zeus che altro non è che l'atmosfera che avvolge la terra.

Anassimene si nutre dal mito, ma nello stesso tempo cerca delle risposte nell'oggettività in cui vive. Zeus, per Anassimene non è relegato fuori dalla vita degli uomini da dove domina la vita degli uomini, ma è l'aria generatrice di vita, elemento essenziale per i viventi e, corpo vivente a sua volta, che si muove, agisce e si trasforma provocando continue trasformazioni nell'oggettività.

Anassimene non avrebbe fatto altro che riscrivere il mito esiodeo con termini diversi, più vicini al sentimento religioso, che interpretava il mondo in alternativa alla visione poetica antropomorfica attraverso la quale i poeti interpretavano la realtà.

Fra il poeta, che narra, e il filosofo che descrive, c'è l'uomo religioso che, individuando gli Dèi e le intelligenze del mondo, fornisce materiale ai poeti per le loro narrazioni e materiale ai filosofi per le loro speculazioni. Il centro rimane sempre l'uomo che interpreta il mondo attraverso la sua percezione e la cui percezione viene trasformata in narrazione o in speculazione che sempre, per chi fa religione, devono essere ricondotte alla percezione che rimane la fonte dalla quale sgorga la cultura umana.

Scrive M. Gemelli Marciano:

La conoscenza secondo la quale tutti i fenomeni derivano dalle varie trasformazioni di un solo elemento naturale si differenzia senza dubbio dalle rappresentazioni delle teogonie. Tuttavia non si può sopravvalutare la portata "scientifica" di una tesi fortemente influenzata dai modelli mitici e letterari e non molto meno speculativa di quelli. L'aria viene infatti rappresentata come un'entità divina, vicina allo Zeus onnipotente e ordinatore dei poemi omerici ed esiodei e delle teogonie orfiche. Non si può affermare che Anassimene l'abbia identificata col Dio, come hanno fatto più tardi Diogene di Apollonia, Democrito e l'autore del "papiro di Derveni", ma l'immagine omerica ed esiodea di Zeus, padre di uomini e Dèi e potente generatore e signore dei fenomeni naturali aleggia nel resoconto di Ippolito (2C). L'ambito tradizionale di Zeus è infatti l'aria, da lui ricevuta in sorte nella divisione del mondo con i fratelli Posidone e Ade; il suo epiteto classico è "adunatore di nembi", i suoi strumenti, per dare segni agli uomini e incenerire i nemici, sono il tuono e la folgore, ma anche l'arcobaleno ed è sempre lui a suscitare pioggia, venti e tempeste. Come Zeus, anche l'aria genera tutti questi fenomeni, così come gli Dèi tradizionali e le "cose divine", probabilmente gli astri.

Tratto da: "Presocratici - sentieri di sapienza attraverso la Ionia e oltre da Talete a Eraclito" a cura di M. Gemelli Marciano, Editore Fondazione Valla, 2023, pag. 66 e 67:

Esistono molte analogie fra le elaborazioni di Anassimene e il mito.

Il mito, di Omero e di Esiodo, assieme ai miti orfici e dionisiaci, erano la base culturale non solo del sistema religioso degli antichi, ma dell'intera loro cultura. Per questo motivo, per costruire una cultura assolutista, pitagorici, eleatici e Platone dichiararono guerra ai poeti vedendo nei poeti i nemici da distruggere in nome di una visione ontologica che sottrae l'uomo all'analisi critica del mondo in cui vive per conchiuderlo in una psiche che, delirando, proietta sul mondo una propria descrizione pretendendo che sia accolta come una "verità" dalla quale far discendere un ragionamento "logico" che però non metta in discussione la "verità" dalla quale quel ragionamento procede.

 

17 febbraio 2024

Il Giorno Pagano Europeo della Memoria

Il giorno della celebrazione del Giorno Pagano Europeo della Memoria si avvicina. Esistono situazioni sociali in cui sembra che sia facile ricordare perché qualcuno ha interesse a farlo, esistono tempi sociali in cui ricordare è più complesso. Non sono molte le persone che ricordano solo per l'affetto di ricordare e perché sono consapevoli che quegli avvenimenti incidono sul presente che viviamo.

C'è sempre la contraddizione vissuta dagli uomini fra il bisogno di spezzare ogni "catena" e la presenza di uomini che tendono a imporre paraocchi per impedire di percepire la complessità dell'esistenza nella quale viviamo.

I paraocchi non sono fisici, sono idee, preconcetti, credenze e visioni distorte dai desideri che costruiscono indifferenza nei confronti delle tragedie attraverso desideri che idealizzano uomini e comportamenti che andrebbero censurati e condannati.

Idee aberranti secondo cui lo schiavo che si ribella al padrone viene indicato come violento nello stesso tempo in cui si manifesta comprensione per il padrone che riduce uomini in schiavitù. E' l'educazione cristiana che porta ad "amare Dio" disprezzando gli uomini che non si sottomettono a colui che si pensa "portavoce di Dio".

Domandiamoci: noi che cosa vediamo quando guardiamo il mondo?

 

17 febbraio 2024

Riflesione sulla Costituzione della Repubblica

Esiste una lettura Pagana della Carta Costituzionale che si contrappone ad una lettura cristiana. La lettura cristiana parte dal presupposto che Dio è il padrone degli uomini e gli uomini devono obbedienza a Dio mentre, la lettura Pagana consiste nel considerare gli uomini attori della società e fruitori della Costituzione.

La Carta Costituzionale non parla né del diritto di Dio, né del diritto di chi, sostituendosi a Dio, pretende di essere un'autorità sottratta alla critica e alla censura per le azioni che mette in atto.

La questione non è politica, la questione è religiosa.

Che cosa mettiamo al centro delle nostre riflessioni? Mettiamo l'uomo, la donna, le persone in quanto uomini, donne e persone o mettiamo al centro delle nostre riflessioni il ruolo sociale che viene ricoperto?

 

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16 febbraio 2024

Riflessione sull'articolo 50 della Costituzione della Repubblica Italiana

E' un articolo della Costituzione che è stato non solo ignorato, ma è servito per prendere in giro gli Italiani da parte della Camera e del Senato.

Nessuna legge e nessun provvedimento è stato adottato nei confronti delle camere che ignorano gli appelli dei cittadini.

Cittadini offesi, violentati da atti di arroganza e di disprezzo che nei loro confronti arrivano dalla Camera e dal Senato che, anziché considerarsi strumenti dei cittadini, in nome dell'ideologia fascista si ergono a padrone dei cittadini.

Sono stati fatti provvedimenti del tipo "legge di iniziativa popolare", oppure "legge referendaria". Per il primo provvedimento, Camera e Senato hanno provveduto ad annichlire e a svuotare ogni inziativa, per il secondo si è provveduto sia a costruire norme vessatorie (as esempio, l'alto numero di firme richiesto ai cittadini o la limitazione dei referendum solo per fini abrogativi) sia a manipolare l'informazione in modo tale da rendere incomprensibile, a livello popolare, sia i quesiti referendari che gli effetti che i quesiti referendari hanno sulla vita dei cittadini.

Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 50

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Alla fine, in nome dell'ideologia fascista, Camera e Senato sono state separate dai cittadini perdendo la loro autonomia legislativa trasformate in un semplice braccio del Potere Esecutivo.

Dal momento che la Costituzione non prevede nessun provvedimento contro la Camera o il Senato per non aver discusso le necessità presentate dai cittadini, ha permesso alla Camera e al Senato di pensarsi "padrone dei cittadini" in nome della ritrovata ideologia nazi-fascista. Sono le azioni che qualificano l'ideologia di un sistema, non i proclami dietro i quali nascondere la qualità delle azioni

La resa inefficace di questo articolo Costituzionale è stato il tradimento della Repubblica Italiana messo in atto dalla Camera e dal Senato che hanno contribuito a trasformare i cittadini in sudditi obbedienti a chi doveva essere al loro servizio e si è, invece, trasformato in loro padrone.

 

16 febbraio 2024

Inno Orfico al Trieterico

Inno Orfico al Trieterico

E' un Inno che parla del "trieterico" il nato tre volte: Dioniso.

Però, più che parlare di Dioniso, parla dell'iniziato che si fa Dioniso percorrendo il sentiero di "rinascite" proprio degli Esseri della Natura (che non ha nulla a che vedere con l'infantilismo della reincarnazione o della resurrezione della carne).

  Inno Orfico al Trieterico

Te invoco, beato, dai molti nomi, invasato, baccheo,
dalle corna di toro, Leneo, nato dal fuoco, Nisio, Liseo,
nutrito nella coscia, Licnite, iniziatore di coloro che celebrano i misteri,
notturno, Eubuleo, porti la mitra, agiti il tirso,
mistero indicibile, triplice, germoglio segreto di Zeus,
Protogono, Erichepeo, padre e figlio di Dèi,
ami la carne cruda, porti lo scettro, pazzo per i cori, guida dei cortei,
baccheggiante nelle sante trieteridi serene,
rompi la terra, risplendi di fuoco, Epafio, figlio di due madri,
vaghi sui monti, con le corna, vestito di pelle di cerbiatto nelle feste biennali,
Paian dalla lancia d'oro, nel grembo, adorno di grappoli d'uva,
Bassaro, ami l'edera, dalle molte fanciulle, dalla bella chioma,
vieni, beato, agli iniziati rigoglioso sempre lieto.

da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

Questo sarebbe il secondo Inno, dopo l'Inno Orfico n. 45 dedicato a Dioniso Trieterico,

Nel leggere l'Inno non posso far altro che ripetere il concetto sul quale si regge il "trieterico" che è uno dei misteri fondamentali del dionisismo rispetto ad un insieme religioso cristiano che non comprende né mutamento né trasformazione.

Le tre nascite, attraverso le quali Dioniso diventa un Dio, erano talmente misteriose che quando i cristiani elaborarono il concetto della "resurrezione" del loro Gesù la elaborarono nel concetto elementare della "resurrezione della carne".

In realtà, il vangelo più vecchio, il vangelo di Marco, originariamente, si concludeva con la morte di Gesù. La resurrezione era attribuita solo al dionisismo e il cristianesimo, che si opponeva al dionisismo nel secondo secolo dc, non era ideologicamente in grado di usare la resurrezione che avrebbe richiamato un elemento ideologico fondamentale del dionisismo.

L'aggiunta della resurrezione di Gesù nel vangelo di Marco è un'aggiunta medioevale e riprende l'idea dionisiaca probabilmente già ripresa e anticipata, come aggiunta al vangelo di Marco, da altri vangeli.

---continua al link---

 

16 febbraio 2024

I Lupercali

Il 14 febbraio è il giorno dei Lupercali. Il giorno dell'amore celebrato a Roma. Fu l'ultima celebrazione Pagana ad essere cancellata dai cristiani.

A Roma era un giornata di sesso, di carnevale e di ricerca dell'amore, solo l'odio cristiano poté aggredirla per imporre la sua morale sessuale coercitiva.

Dopo che Gelasio, con il suo esercito, ha proibito ai cittadini di celebrarli ha costretto i cristiani ad inventarsi qualcos'altro per poter soddisfare i bisogni di sesso fra gli uomini e le donne.

 

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15 febbraio 2024

Articolo 51 della Costituzione della Repubblica Italiana

L'articolo 51 della Costituzione della Repubblica è un articolo che ha come nemico il cristianesimo e, in particolare, il cattolicesimo.

La discriminazione sessuale è propria dei cristiani che hanno sempre impedito alle persone discriminate di raggiungere cariche politiche e sociali dividendo e discriminando i cittadini per il loro sesso.

Se oggi qualche "demente" accusa altre forme religiose o sociali di discriminazione, è solo perché la violenza del cristianesimo ha inciso in maniera così violenta sui cittadini che, mentre nei regimi in cui si sono presentate forme di "comunismo" si sono ingenerate necessità di uguaglianza fra i sessi, in paesi dove non si sono presentate forme di "comunismo", l'uguaglianza fra i diversi sessi è rimasta una forma di utopia. Un desiderio che non trovava veicolazione.

Se oggi come oggi noi possiamo osservare una diversa condizione della donna in Cina, rispetto all'India, per quanto ognuno di noi possa preferire un paese rispetto ad un altro, il diritto di uguaglianza delle donne in Cina, inteso come insieme della popolazione, è giuridicamente riconosciuto ben più che in India. Cosa, ancora più importante, l'uguaglianza è riconosciuta nelle relazioni fra le persone.

La stessa cosa vale per i paesi, sia pur di religione islamica, che hanno avuto un regime sovietico. I principi di uguaglianza, anche se non realizzati rispetto all'ideale che noi vorremmo, sono comunque migliori che non i paesi islamici che sono stati costretti a combattere il colonialismo e la disarticolazione delle società civili che il colonialismo cristiano imponeva loro. Recita l'articolo 51 della Costituzione della Repubblica Italiana:

Articolo 51

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

L'articolo 51 della Costituzione cerca di armonizzare il principio di uguaglianza con il principio di libertà da ogni forma di ricatto economico che i cittadini, chiamati a funzioni pubbliche, potrebbero subire in vista del loro futuro.

Sappiamo quanta discriminazione subiscono le donne nella società civile. Spesso si tende ad imputare questo alle leggi, ma non sono le leggi che discriminano, sono le persone che non rispettano le leggi perché, anziché rispettare le leggi, preferiscono imporre i loro personali interessi in violazione di ogni legge e di ogni norma.

Nell'idea cristiana, l'imprenditore è Dio e la donna si può affiancare all'imprenditore solo come la madonna si affianca a Dio: cioè come puttana che esalta il suo stupratore.

Questo è il concetto sociale diffuso dall'educazione cristiana che vede nella Costituzione della Repubblica il nemico da combattere con sistemi mafiosi.

Oggi come oggi c'è un "presidente del consiglio della Repubblica" donna, ma è una donna che si crede una sorta di "unta dal signore" e che manifesta un'attività distruttiva dispetto al principio di uguaglianza discriminando ogni entità sociale che ritiene più debole.

La discriminazione è il tradimento della Costituzione. Solo che, in questo momento, la discriminazione giuridica è più difficile mentre sono aperte le porte alla discriminazione sociale. C. S., il finanziere di 27 anni che il 13 febbraio scorso a Cisterna di Latina, al culmine di una lite con la ex fidanzata Desirée Amato, ha tirato fuori la pistola d'ordinanza e ha iniziato a sparare ammazzando la madre e la sorella di lei. E' realizzazione del principio di discriminazione in conflitto con la Costituzione della Repubblica imposto dall'educazione cristiana. Dio, il finanziere, non poteva sopportare che l'individuo inferiore, la donna, si sottraesse al suo potere e al suo dominio.

La discriminazione passa all'interno della società civile, per quanto il diritto Costituzionale la censuri, perché è il prodotto dell'educazione cristiana, non dei principi Costituzionali.

 

15 febbraio 2024

Esopo e la logica del genocidio

Esopo, nella sua filosofia metafisica, ci racconta attraverso quale logica psico-emotiva si genera l'ideologia del genocidio. Io ti stermino perché io ho voglia e desidero sterminarti.

Solo che lo sterminatore si vergogna di non giustificare a sé stesso il proprio desiderio di sterminare il più debole e allora, come il Dio dei cristiani, trova delle "scuse" con cui giustificare, a sé o agli spettatori, la sua volontà omicida.

Il Dio dei cristiani stermina gli abitanti di Sodoma e Gomorra accusandoli di essere malvagi. Però non ci presenta nessuna azione che noi possiamo considerarla "malvagia". L'unica azione che possiamo considerarla come "malvagia" è l'azione attraverso la quale il Dio dei cristiani procede al genocidio delle persone più deboli. L'unico malvagio, nel racconto, è il Dio dei cristiani che, per giunta, si attribuisce il merito di aver creato quegli uomini in quel modo.

Esopo ci presenta la questione nella relazione fra il lupo e l'agnello.

Il lupo vuole uccidere l'agnello. Il lupo deve giustificare a sé stesso e agli spettatori per quale motivo egli si ritiene in diritto di uccidere l'agnello non potendo, per un qualche motivo, dire semplicemente che lui ha fame e vuole mangiarselo.

Scrive Esopo:

Un lupo vide un agnello presso un torrente che beveva, e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto. Standosene là a monte, cominciò quindi ad accusarlo di insudiciar l'acqua, così che egli non poteva bere. L'agnello gli fece notare che, per bere, esso sfiorava appena l'acqua col muso e che, d'altra parte. stando a valle, non gli era possibile intorbidare la corrente a monte. Venutogli meno quel pretesto, il lupo allora gli disse: "Ma tu sei quello che l'anno scorso ha insultato mio padre". E l'agnello a spiegargli che a quella data egli non era ancor venuto al mondo. "Bene", e concluse il lupo, "se tu sei così bravo a trovar delle scuse, io non posso mica rinunziare a mangiarti".

[Esopo: Il lupo e l'agnello, Editore BUR, 1982, 221, pag. 247]

Sembra di sentir parlare gli ebrei di Israele che dicono ai palestinesi "Voi siete così bravi a cercare delle scuse per voler sopravvivere, ma noi non possiamo non macellarvi tutti in nome di Dio!".

Io ci starei un po' attento a questi sventolatori di bibbie e di crocifissi. Non i lupi sono pericolosi, ma loro non solo lo sono, ma hanno come unico obbiettivo la devastazione delle società civili per la gloria del loro Dio.

 

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14 febbraio 2024

Tafuri e l'Inno Orfico ad Etere

L'Inno all'etere è un Inno a Zeus nella sua realtà fattiva.

Come in tutte le sue riflessioni, il Tafuri non è in grado di pensare all'esistenza di un'intelligenza proprie dell'ambiente e così è sempre alla ricerca della forma antropomorfa a cui attribuire intelligenza. Un'intelligenza e una capacità progettuale che riesce a pensare solo attribuendola ad una forma umana.

Etere è un Inno a Zeus, ma Tafuri, in quanto cristiano, non è in grado di cogliere l'intelligenza e il corpo di Zeus come aria, come cielo, anche se l'inno mal distingue, non ne ha bisogno, il concetto di Cielo col concetto di Etere; il concetto di Urano Stellato con quello di Zeus.

Per un cristiano, gli Dèi hanno corpi umani: e vuoi che l'uomo non sia immagine e somiglianza degli Dèi? Gli antichi (le persone religiose antiche) distinguevano fra rappresentazione antropomorfa e realtà oggettiva degli Dèi. I cristiani non fanno questa distinzione e, per impedire di farla, hanno elevato la forma umana alla forma del loro Dio.

Tafuri, commentando l'Inno ad Etere che dice:

O tu che hai l'eccelsa forza per sempre indistruttibile di Zeus,
parte degli Astri e del Sole e della Luna,
che tutto domi, spirante fuoco, scintilla per tutti i viventi,

Interpreta con:

1. Dall 'alto tetto: corte e alto trono della divinità; lì, infatti, risiedono le cose divine, lì si manifestano in atto le cose più grandi.
Forza sempre insuperabile: potenza che non si logora col tempo né diminuisce, ma sta sempre allo stesso modo, poiché è immortale.
2. Degli Astri e del Sole: parte assegnata agli Astri, in quella parte del cosmo, infatti, si muovono le stelle fisse e quelle mobili.
3. Che tutto domi: perché, mentre quello rimane eterno, tutte le cose sono soggette alla distruzione ed egli insieme con gli altri dei del cielo crea e distrugge le cose presso di noI.
Spirante fuoco: se, secondo l'opinione di alcuni antichi e di Anassagora, i quali dicevano che il cielo è igneo per la superficie concava del fuoco dall' estremità del primo cielo, per cui diedero ad esso il nome di etere, invece, secondo Aristotele il corpo etereo è caldo in potenza e non ancora anche in atto; perciò, il termine "spirante fuoco" deve essere inteso nel senso che emette soffi ed emanazioni calde e vitali in potenza.

Tratto da: Matteo Tafuri, Commento agli Inni Orfici (vergato nel 1537 a Napoli), Edizione Bompiani, 2021, pag.159

Innanzi tutto il Tafuri ha la necessità di separare quelle che lui chiama "cose divine" dalla sua vita stessa che non ritiene un "atto divino" forse perché questo gli apparirebbe un atto di superbia e un'offesa al suo Dio. Per Tafuri "l'alto tetto del cielo" diventa il trono delle divinità e non semplicemente l'alto tetto del cielo che è divinità in sé vissuta e ammirata dai viventi della Natura.

La forza sempre insuperabile del cielo è la trasformazione e la persistenza del cielo che modifica continuamente la realtà vissuta dai viventi della Natura e che i viventi della Natura, con la loro esistenza, modificano la consapevolezza dell'Etere lasciando immutabile l'apparenza.

Gli Orfici pensavano all'etere come infinità nella sua presenza nel cosmo e, in quanto tale, capace di avvolgere gli astri e il Sole.

Il "che tutto domi", è riferito alle condizioni e alle contraddizioni d'esistenza dei viventi che risolvono le loro contraddizioni e i loro conflitti sotto il cielo.

La vita sotto e nel cielo è fuoco che arde. Fuoco che si accende alla nascita e fuoco che viene alimentato dall'esistenza per spegnersi al momento della morte del corpo fisico.

In Tafuri troveremo sempre questa contraddizione fra il concetto dell'"essere in sé" dell'oggetto e il concetto di uso "dell'oggetto privo di determinazione soggettiva". Il Tafuri deve trasformare tutto nell'oggetto d'uso del Dio padrone o delle potenze "angeliche e demoniache", non è concesso dal Tafuri che gli Esseri siano oggetti-soggetti in sé che progettano sé stessi senza l'intervento di un Dio padrone che determini il "destino" o siano destinati ad un uso o ad una funzione.

Dice ancora il Tafuri:

6. Invocando: proclamando con la voce ci incontriamo con i dèmoni circostanti, per mezzo dei quali intermediari veniamo esauditi dagli altri, dei quali questi sono mediatori e ministri.

Tratto da: Matteo Tafuri, Commento agli Inni Orfici (vergato nel 1537 a Napoli), Edizione Bompiani, 2021, pag.161

Il daimon è l'aspetto divino di ogni coscienza di sé che ci circonda mentre, per il Tafuri, i demoni sono soggetti altro dalle coscienze degli oggetti del mondo e mediano fra gli uomini e potenze superiori.

 

14 febbraio 2024

Ancora sulla strage fatta da cristiani in Sicilia

Se la notizia fosse vera, come riportato da alcuni blog, sarebbe preoccupante.

Che in Italia siano arrivati i fanatici Evangelici, gli stessi che appoggiano Trump, era noto da tempo e che costoro agiscano sulle fasce più fragili della popolazione, lo vediamo negli USA dove la popolazione è stata falcidiata dalla droga che viene diffusa e facilitata proprio dagli evangelici e dal loro fanatismo.

Sono cristiani, come i cattolici, e perseguono lo stesso obbiettivo dei cattolici. Come Toto Reina e Provenzano erano dei mafiosi diversi che avevano la mafia come denominatore comune, così cattolici ed evangelici sono diversi, ma con i medesimi intenti ideologici.

Si sono divertiti a torturare e uccidere delle persone e lo chiamano esorcismo: non fa così anche il Dio dei cristiani? Dunque, hanno imitato il loro Dio.

I due accusati di complicità nella strage fatta in Sicilia sono fanatici cristiani che praticano incontri di preghiera. Dice di loro un blog:

Sono S. F. e Massimo Car. le due persone arrestate insieme a Giov. Bar. per la strage di Palermo. I due soggetti, descritti come fanatici religiosi, avrebbero istigato Barreca a commettere l'omicidio della moglie e dei due figli, un'ossessione maturata durante incontri di preghiera in una chiesa evangelica. La coppia avrebbe inoltre partecipato materialmente ai delitti, spingendo la convinzione mistica del muratore. [blog di Virgilio notizie]

Gli incontri di preghiera cristiana producono omicidi. Lo dicono i fatti e, dopo questo fatto, attendiamo il prossimo.

La stampa sta facendo un tentativo di attribuire gli omicidi ad opera di una "setta satanica", ma lo fa al solo scopo di evitare l'imputazione del delitto ai cristiani; esattamente come 20 anni fa venivano attribuiti stupri di bambini a fantomatici "satanisti" mentre la chiesa cattolica stuprava decine di migliaia di bambini in nome e per conto del suo Dio.

 

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13 febbraio 2024

Smarrimento

 

13 febbraio 2024

L'articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana

L'articolo 52 della Costituzione della Repubblica Italiana è uno degli articoli Costituzionali che ha vissuto uno dei maggiori disprezzi da parte dello Stato Italiano che ha provveduto, con la violazione di questo principio, a insultare e ingiuriare i cittadini Italiani.

Recita l'articolo 52 della Costituzione Italiana:

Art. 52.

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

Primo: che cos'è la Patria? La Patria è quanto definito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, non è qualche cosa di diverso da quanto definito dalla Costituzione della Repubblica. La Patria inizia con la Costituzione della Repubblica e non c'è una patria che abbia preceduto la nascita della Costituzione della Repubblica.

Non è Patria l'Impero Romano come non è Patria lo Stato monarchico o lo Stato fascista!

Questo concetto è stato ignorato al fine di inserire i principi assolutisti monarchici e fascisti nello Stato Democratico come definito dalla Costituzione della Repubblica.

Ignorare la Costituzione della Repubblica, permettendo l'organizzazione dell'esercito entro modelli ideologici assolutisti, fu tradimento della Patria. Ciò che doveva essere un esercito al servizio dei cittadini, fu trasformato in una banda criminale da usare per alimentare le guerre internazionali e spesso usato come minaccia nei confronti dei cittadini per affiancare le azioni antidemocratiche della Polizia di Stato.

Secondo, il servizio militare obbligatorio: è il concetto di integrazione dei cittadini con le forze armate e delle forze armate con i cittadini. L'idea Costituzionale era che i cittadini dovevano essere l'elemento centrale delle forze armate. Questa idea cozzava con l'idea fascista secondo cui le forze armate erano il braccio armato dello Stato contro i cittadini. Sia dello Stato monarchico che dello Stato fascista. L'ideologia dell'assolutismo gerarchico domina la struttura dell'esercito fascista e dell'esercito monarchico; la gerarchia "di funzione" era l'idea democratica su cui l'esercito doveva organizzarsi.

Che cos'è la "gerarchia di funzione" è l'idea secondo cui "comanda chi è in grado di fare quella mansione o quel lavoro". Idea apparentemente complessa da applicare perché significa addestrare la "massa" dei cittadini permettendo l'emergere dei cittadini più abili. Un'idea che non fu mai applicata perché l'esercito si rese conto che i cittadini che diventavano più abili erano quelli che avevano una psicologia più attiva ed erano i meno inclini alla sottomissione e all'obbedienza acritica.

Per questo motivo l'organizzazione militare alimentò il bullismo, il nonnismo e tutta una serie di forme umilianti che dovevano servire a stuprare la struttura psicologica delle "reclute" affinché "non si vantassero davanti a Dio". Con queste strategie di dominio l'esercito finì per essere una raccolta di incapaci e di incompetenti dove incapaci e incompetenti, con i loro gradi militari, pensavano di essere altrettanti Dio nei confronti dei subalterni.

In questa situazione l'esercito formato dalla leva obbligatoria fu sciolto. Non era funzionale nella prospettiva della ricostruzione dello Stato fascista. Si preferirono i "reparti specializzati", reparti di "volontari" che accettavano volontariamente la violenza della gerarchia rinunciando al loro essere cittadini democratici e che potevano veicolare il loro bisogno di sovranismo e dominio in giro per il mondo in deliranti e sanguinarie "missioni di pace".

In questo modo l'Italia perse il suo esercito. L'esercito che si chiamava "italiano" finì per tradire la Patria rinunciando ai valori democratici in nome dei valori assolutistici di Dio.

I peggiori traditori della democrazia furono gli alpini con tutta la violenza che mettevano in atto contro le reclute. Mancavano di dignità morale. La violenza sulle reclute, approvata dai comandi militari, doveva spezzare psicologicamente la recluta affinché obbedisse agli ordini senza discutere. Gli stessi carabinieri, per decenni, tennero il loro moto fascista "usi obbedir tacendo" la cui ideologia era tradimento della patria.

Ancora oggi gli alpini vanno fieri del loro diritto di “aver commesso genocidio” contro persone inermi e per fini razzisti, come il genocidio fatto dagli alpini in Russia prima della nostra Costituzione.

 

13 febbraio 2024

Covid e lo spirito nero dell'occidente

Tre anni di covid sono riusciti a svelare l'animo nero che serpeggia nei paesi occidentali e, come risposta, nel resto del mondo.

L'animo nero nasce dalla mancanza di prospettive per il futuro. Nasce quando "non si sa che cosa fare" perché si percepiscono gli eventi come troppo grandi e si pensa di essere incapaci nell'affrontarli. Non si è attrezzati per affrontare quelle condizioni. Allora si aggredisce chiunque sembra che sia in grado di affrontare quegli eventi. Lo si aggredisce in nome di quella pulsione secondo cui "nessuno si deve vantare davanti a Dio" perché la drammaticità dell'evento è percepita come la volontà di Dio.

Gli uomini vengono invitati alla resa, la resa davanti a Dio; al destino.

Solo che gli uomini si ribellano, ma mancano di capacità per progettare un futuro e la loro ribellione svela il loro animo nero: violentano il più debole perché non è abbastanza sottomesso a Dio.

Che siano gli ebrei a compiere il genocidio dei palestinesi in nome del loro Dio o che sia l'uomo che stermina la propria famiglia perché posseduta dal demonio in nome di Dio; è sempre la stessa pulsione di dominio manifestata da uomini impotenti e incapaci che avendo rinunciato a vivere si aggrappano alla violenza per poter sopravvivere.

Il covid ha liberato la violenza degli impotenti e in questa violenza a soccombere è la dignità dell'uomo come è sempre stata interpretata e sarà necessario attraversare molta violenza affinché possa nascere una nuova idea di dignità dell'uomo che il Dio dei cristiani vuole negare per la sua gloria.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

12 febbraio 2024

Gli effetti orrifici dell'educazione cristiana

Quando si parla di cristianesimo si parla di educazione all'orrore.

Non tutti i cristiani macellano i loro figli, ma macellare i figli e coloro che si pensano "indemoniati" è parte integrante dell'educazione cristiana presentata ad ogni individuo come attività del Dio cristiano a cui ogni cristiano ha il dovere di attnenrsi.

In questo modo, quando viene a cessare l'attività inebitoria degli impulsi cristiani educazionalmente imposti, questi impulsi si scatenano in un delirio assolutista in cui l'assassino si identifica con l'onnipotenza di Dio.

"G. B., il 54enne che ha sterminato la famiglia uccidendo moglie e due figli, sarebbe un fanatico religioso."

I giornalisti continuano a fuorviare l'opinione pubblica indicando l'assassino, G. B., come "fanatico religioso" quando dovrebbe essere indicato come "fondamentalista cristiano" perché è il cristianesimo che induce ad assassinare i più deboli affinché si mettano in ginocchio davanti a Dio quando non si comportano esattamente come lui pensa che si devono comportare in nome di Dio.

La cronaca ancora molto contraddittoria:

Si è salvata una terza figlia di 17 anni che avrebbe assistito ai fatti e che è stata soccorsa dai sanitari del 118. Da quanto emerso B., un fanatico religioso, durante la notte si sarebbe svegliato farneticando di aver percepito presenze demoniache in casa. Le vittime sono Antonella Salamone e i figli K. di 16 anni e E. di 5.

La donna sarebbe stata bruciata e sepolta. Il delitto sarebbe particolarmente efferato: uno dei figli uccisi sarebbe stato torturato e strangolato con delle catene.

[fonte internet Ansa]

 

12 febbraio 2024

Inno Orfico alle Ninfe

Inno Orfico alle Ninfe

  Inno Orfico alle Ninfe

Ninfe, figlie di Oceano dal grande cuore,
che avete le case sotto i recessi della terra posati sull'acqua,
correte nascoste, nutrici di Bacco, ctonie, date grande gioia,
nutrite frutti, siete nei prati, correte sinuosamente, sante,
vi rallegrate degli antri, gioite delle grotte, vaganti nell'aria,
siete nelle sorgenti, veloci, vestite di rugiada, dall'orma leggera,
visibili, invisibili, ricche di fiori, siete nelle valli,
con Pan saltate sui monti, gridate evoé,
scorrete dalle rocce, melodiose, ronzanti, errate sulle montagne,
fanciulle agresti, delle sorgenti e che vivete nei boschi,
vergini odorose, vestite di bianco, profumate alle brezze,
proteggete i capri e i pastori, care alle selve, dagli splendidi frutti,
che vi rallegrate delle sorgenti, delicate, che molto nutrite e favorite la crescita,
fanciulle Amadriadi, amanti del gioco, dagli umidi sentieri,
di Nisa, invasate, guaritrici, vi allietate della primavera,
con Bacco e Deo portate grazia ai mortali:
venite con animo lieto ai santi sacrifici
versando corrente salubre nelle stagioni che accrescono il nutrimento.

da Inni Orfici, ed Lorenzo Valla, trad. Gabriella Ricciardelli

L'Inno si riferisce alle Ninfe figlie di Oceano, le Oceanine od Oceanidi erano le figlie di Oceano e di Teti e venivano identificate nelle fonti, le sorgenti e i ruscelli che scendono dai monti.

Per gli Antichi tutto il mondo era un crogiolo di Dèi. Tutto era vivo. Tutto aveva una propria coscienza. Tutto era pieno di desideri, progetti e scopi manifestati da un infinito numero di Esseri che abitavano il mondo.

Questo Inno è l'Inno alla vita! La vita intesa come il crogiolo d'insieme degli Esseri della Natura.

Dove sono le Ninfe?

Sono attorno a noi. In ogni recesso. "Ma come, io non le vedo!" diventa l'affermazione di chi pone sé stesso al centro del mondo nel tentativo di proiettare sul mondo il proprio modello d'esistenza.

---Continua---

Questo è il 51esimo Inno Orfico di cui posto il commento dal punto di vista della Religione Pagana.

 

12 febbraio 2024

Sceneggiate e informazione

Che sia finita la sceneggiata sanremese, che sia finito il carnevale, il vuoto dell'informazione non passerà.

Ora i giornalisti non cercano più le notizie sul territorio, le cercano in internet. E allora, chi ce lo fa fare di acquistare giornali se le notizie, magari in maniera più sintetica, chiara e priva dell'enfasi propagandistica, la troviamo noi stessi in internet?

La capacità di navigare in internet non è così diffusa come si crede. In realtà le persone tendono a fermarsi sui social e lasciano i social quando, ciò che guardano abitualmente, come spesso accade, si svuota di contenuti perché postare contenuti costa fatica e impegno senza che quella fatica e impegno vangano remunerati.

Le persone non cambiano perché leggono una notizia "rivelatrice". Le persone tendono a conservare sé stesse e difendono le loro tifoserie, sempre.

Pertanto, che la sceneggiata sanremese finisca o che finisca il carnevale, ci sarà sempre la sceneggiata del calcio a giustificare la mancanza di notizie e di informazioni.

 

12 febbraio 2024

Articolo 53 della Costituzione della Repubblica Italiana

La Costituzione della Repubblica Italiana definisce chi, rispetto alla Patria, è un criminale e chi è un cittadino.

E' indubbio che lo Stato ha molte spese ed è indubbio che si possono criticare quelle spese. Normalmente i Partiti Politici indirizzano le priorità sociali nelle quali investire i soldi che i cittadini versano allo Stato in cambio dei servizi che lo Stato eroga loro.

C'è per esempio chi preferisce dare il "reddito di cittadinanza" a cittadini meno abbienti e chi, al contrario, preferisce togliere questi soldi ai cittadini meno abbienti e darlo agli industriali o ai banchieri. Queste sono scelte di indirizzo politico.

E' indubbio che ci sono sprehi che vanno combattuti medianti interventi della magistratura e migliorando l'efficienza delle strutture sociali.

Ma un aspetto qualifica il criminale sociale: l'evasione fiscale.

L'evasore fiscale è il criminale, il terrorista, per eccellenza. L'evasore fiscale è colui che deruba i cittadini, tutti i cittadini, non lo Stato. E' colui che usa l'illuminazione pubblica senza contribuire a pagarla. E' colui che usa il servizio sanitario nazionale senza contribuire a pagarlo, è colui che usa le strade senza contribuire a pagarle.

Ovviamente, con le tasse si pagano anche le bombe che vengono regalate all'Ucraina o ad Israele, ma questo non giustifica l'evasione fiscale perché la lotta va fatta sull'indirizzo della spesa pubblica, non sul non pagare le tasse. Chi evade le tasse è un mafioso e una polizia che non mette al centro della sua azione il contrasto all'evasione fiscale è complice degli evasori. Una politica che si fa forza elettorale con gli evasori fiscali è una politica mirata a distruggere la Patria.

Dice la Costituzione:

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

La progressività non è relativa, è assoluta perché assoluta è la necessità morale della contribuzione collettiva alle spese della nazione.

Io posso dire che non mi sta bene questa o quella spesa, ma questo non mi consente moralmente di evadere il mio dovere di contribuire alle spese collettive. Lo so che Draghi come Presidente del Consiglio ha rinunciato allo stipendio, riteneva di non averne bisogno, al contrario, Georgia Meloni, che tanto inveiva contro il Governo Draghi, si prende uno stipendio milionario. Ma questo non legittima il non pagare le tasse perché, l'evasione fiscale è il maggior neato contro la Patria che possa essere commesso: si chiama TRADIMENTO!

 

Pagina specifica del giorno

 

 

11 febbraio 2024

Esopo e i proclamatori di intenti

Esopo ci racconta che per truffare le persone è necessario mascherare i propri intenti sventolando promesse e speranze alle quali le persone accorrono permettendo al truffatore di portare a termine i suoi inganni.

La filosofia metafisica di Esopo indaga le relazioni che esistono fra le persone nell'attività del controllo delle persone messa in atto dal più forte sul più debole.

Esopo usa gli animali, nell'idea comune che si hanno di quegli animali, come metafora per indicare i comportamenti umani propri di un potere di possesso che nega la vita all'uomo.

Solo che non basta leggere la favola di Esopo per trasformare il meccanismo espresso da Esopo in metodo attraverso cui pensare la società. E' necessaria la capacità dell'uomo di interpretare in astratto il meccanismo descritto. Questa capacità è assente in chi è stato educato nel credere e, spesso costui, non è in grado di interpretare il meccanismo esoterico nella realtà essoterica della propria quotidianità.

Scrive Esopo:

Un uccellatore stava tendendo reti per gli uccelli. Una cappellaccia, vedendolo da lontano, gli chiese che cosa mai stesse facendo. Egli le rispose che stava fondando una città; poi si ritirò lontano e si nascose. Allora la cappellaccia, che aveva creduto alle sue parole, si avvicinò e incappò nelle reti. Accorse l'uccellatore, e quella: "Caro mio, se è una città di questo genere, quella che tu fondi, abitanti non ne troverai molti".

[Esopo: L'uccellatore e la cappellaccia, Editore BUR, 1982, 283, pag. 311]

Il truffatore vende speranza in cambio della vita delle persone che fanno, di quella speranza fondamento, della propria esistenza.

Esattamente come il Gesù dei cristiani che ha spacciato speranza nel regno dei cieli a cui gli uomini potevano accedere in cambio della vita fisica e quotidiana degli uomini che ha provveduto a distruggere.

Lo stesso vale per i guaritori che fingono di avere rimedi medicali migliori della medicina e vendono speranza là dove le persone vivono momenti di disperazione esistenziale. Vendendo speranza il guaritore deruba la persona di quanto gli è rimasto, di vita o di beni, lasciandolo nudo davanti alla disperazione.

Non è sufficiente sviluppare una capacità critica rispetto agli eventi, serve sviluppare una capacità critica rispetto alla nostra stessa capacità di interpretare gli eventi, ma quando qualcuno vuole imporre il "principio speranza" a persone disperate è troppo tardi per manifestare una capacità critica.

Esopo dice anche un'altra cosa: sia che tu voglia coinvolgere le persone in un'impresa edificante ed eroica, sia che tu voglia coinvolgerle per truffarle, non devi usare la razionalità, ma devi offrire loro la "speranza" in un qualche cosa di illusorio.

 

11 febbraio 2024

Sulla Costituzione della Repubblica Italiana

Scrive la Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 54.

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Essere fedeli alla Repubblica significa essere cittadini e non sudditi.

Essere fedeli alla Repubblica significa manifestare i principi di uguaglianza e di dignità di ogni persona.

Esere infedeli alla Repubblica significa imporre condizioni di sudditanza a cittadini più fragili.

Essere infedeli alla Repubblica significa imporre i principi morali, etici e sociali del crocifisso, della monarchia assoluta contro i principi etici, morali e sociali della Costituzione della Repubblica.

Questo articolo non è, se non nella forma apparente, rivolto al cittadino in quanto cittadino, ma al cittadino che riveste cariche pubbliche e che doivrebbe qualificare tale carica con un comportamento d'onore e non usare tale carica per "fare il furbo" o peggio, per delinquere.

Non si è mai dato molta importanza al giuramento effettuato da quei cittadini che rivestono cariche pubbliche e non si è mai contestato a chi, occupando tali cariche, ha messo in atto comportamenti disonorevoli. E questo è un grande problema per la Repubblica esistendo leggi e provvedimenti per chi ruba una sola mela per bisogno rispetto al tradimento della nazione messo in atto attraverso comportamenti disonorevoli per chi occupa cariche pubbliche.

Questo dimostra la mancanza di onore fra chi occupa cariche pubbliche che, di fatto, si fa complice nel portare disonore alla Repubblica Italiana.

Il tradimento della Costituzione non può avvenire ad opera dei cittadini in quanto cittadini, ma dalle Istituzioni che vengono usate da non-cittadini per scopi diversi da quelli definiti dal dettato Costituzionale e in funzione di interessi diversi dal bene sociale. Le leggi sono tali solo nella misura in cui sono nei limiti definiti dalla Costituzione, altrimenti non sono leggi, ma atti di terrorismo il cui scopo è disarticolare la Costituzione in nome di uno Stato assolutista che la Costituzione condanna. Nell'assolutismo la società civile viene distrutta in difesa di interessi di gruppi di individui che si qualificano come portatori di diritti a discapito di tutti gli altri cittadini.

 

11 febbraio 2024

Certi partiti politici

La storia di molti partiti politici è come la storia di quel negoziante che si divertiva a prendere in giro e ad offendere i propri clienti e poi si lamnetava se i suoi clienti non andavano più a comperare da lui.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

10 febbraio 2024

Il Bosco Sacro in inverno

Inverno al Bosco Sacro di Jesolo. Manutenzione invernale necessaria per la cura del Bosco Sacro.

 

10 febbraio 2024

Ancora riflessioni sull'Inno Orfico al Cielo commentato dal Tafuri

Quando il Tafuri scrive, commentando l'Inno a Cielo:

4. Dimora degli dèi: perché si ritiene che attraverso di esso una moltitudine infinita di angeli si muova, questo secondo i teologi e secondo i platonici, i quali pensano che abitino lì servi di Dio, perciò intendi che l'inno tenda verso il cielo fisico degli dèi, cioè insieme la mente e il corpo celeste.

Quel "dimora degli Dèi" è riferito alla Terra e gli Dèi, a cui gli Inni Orfici si riferiscono, può essere sia gli Dèi, intesi come abitatori dell'Olimpo o del Tartaro, oppure tutti gli Esseri della Natura che abitano la Terra.

La frase dice, per come è tradotta:

"Cielo genitore di tutto, parte per sempre indistruttibile del cosmo, antico, principio di tutto e di tutto fine,cosmo padre, che ti avvolgi come sfera attorno alla terra, dimora degli Dèi beati, che cammini con vortici di rombo, custode celeste e terrestre che tutto circondi ..."

Non dice che "il Cielo" è la dimora degli Dèi, anche se quest'idea piace tanto ai cristiani, ma dice che "il cielo", "Urano Stellato", avvolge la terra che è la dimora degli Dèi. Anche il proseguo della frase conferma questo quando dice "custode celeste e terrestre che tutto circondi ..."

Il cielo, nell'Inno Orfico, è un oggetto in sé. Un soggetto che agisce e non uno strumento di un soggetto altro. Non è, come Tafuri vorrebbe, uno spazio, ma è un'Entità che agisce, protegge e cammina.

Non si può ridurre il mito alla visione materialistica-meccanicistica propria dell'ideologia cristiana. Il Mito ha dei significati propri e ha una propria struttura di pensiero che non può essere ridotta nella dimensione del meccanicismo con cui i cristiani intendono le parole.

 

10 febbraio 2024

Riflessione sulle idee preconcette

C'è una conoscenza che si genera nelle persone attraverso il loro "abitare il mondo" che è difficilmente definibile mediante le parole, ma che dona una consapevolezza e una lucidità, rispetto alla realtà vissuta, difficilmente comprensibile da altri e mai, comunque, da altri condivisa.

L'abitare soggettivo del mondo genera una percezione soggettiva di una realtà che non sarebbe svelata alla percezione soggettiva da un diverso abitare il mondo.

Il meccanismo mentale con cui si interpreta soggettivamente il mondo è il medesimo meccanismo mentale che, privato dell'esperienza dell'abitare il mondo, porta l'individuo ad immaginare la realtà del mondo proiettando sul mondo il desiderio che il mondo sia ciò che lui vuole che sia.

In altre parole, o si riempie quell'apparato mentale di esperienza e di necessità di esperienza o quell'apparato mentale viene invaso dal desiderio di esperienza che si trasforma in immaginazione.

Quando si dice "esperienza nell'abitare il mondo" tutti immaginano di essere coloro che fanno esperienza di abitare il mondo perché la dimensione soggettiva che vivono, per loro stessi, è una dimensione assoluta. Pertanto, dire ad una persona che dovrebbe fare "esperienza nell'abitare il mondo" provoca una reazione indignata perché ogni persona pensa di aver fatto, o di stare facendo, "esperienza dell'abitare il mondo".

Fa parte della condanna di Apollo ai cittadini di Troia nei confronti di Cassandra.

"Cassandra farnetica!" dicono i cittadini di Troia: "Portiamo dentro il cavallo che Cassandra crede di sapere tutto, lei."

Abitare il mondo è un atto di violenza che l'individuo fa a sé stesso. Una violenza che porta l'individuo ad immergersi in situazioni delle quali non ha nessun controllo, nessuna padronanza, nessun strumento con cui risalire alle cause o agli effetti della situazione oggettiva in cui sta vivendo. L'individuo è smarrito, confuso. Le sue emozioni oscillano fra l'abbattimento in stati depressivi e situazioni euforiche a mano a mano che lo sconosciuto in cui abita si svela.

Fare violenza a sé stessi significa imporsi una situazione dolorosa dove il dolore scatena la necessità di uscire dal dolore stesso mediante la comprensione della realtà nella quale si sta vivendo.

L'uscita da questa situazione dolorosa necessita sia della modificazione soggettiva della percezione della realtà vissuta, sia nel permettere l'arrivo alla coscienza dei fenomeni sociali nel loro reale significato. Questo necessita di una vera e propria disarticolazione della coscienza che deve diventare capace di portare in primo piano elementi percepiti che normalmente vengono confinati nel rumore di fondo dell'esistenza.

Per contro, le persone sono educate a riempire il loro apparato mentale con l'immaginazione del credere. Il loro apparato mentale viene riempito di idee preconcette e anche quando alcune idee preconcette vengono rimosse, si rimuovono solo alcune idee preconcette, non si rimuove l'intero apparato preconcettuale che, comunque, tende a riformarsi adattandosi alla rimozione di una qualche idea preconcetta.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

09 febbraio 2024

Uguaglianza e discriminazione sociale

Esiste la necessità di fare delle "battaglie" per i diritti a favore di settori sociali che sono, nell'insieme, discriminati. Sia quando la discriminazione è a livello giuridico sia quando la discriminazione, condannata giuridicamente, di fatto avviene nei comportamenti sociali.

Si tratta dell'applicazione del principio di uguaglianza dal quale, chi ha a cuore la società civile, non può prescindere al di là dei propri personali specifici interessi.

Sta di fatto che molti settori sociali che nell'oggi sono discriminati, una volta che le rivendicazioni sociali rimuovono la discriminazione, spesso discriminano a loro volta come una sorta di compensazione per la discriminazione subita.

E' il caso delle donne a cui era negato il diritto al voto in Italia e che, una volta che i comunisti hanno rimosso la discriminazione, si sono precipitate in massa a votare per la Democrazia Cristiana che alimentava la discriminazione nei loro confronti ripristinando una discriminazione di fatto nonostante la rimozione delle leggi discriminanti.

La stessa cosa vale per gli ebrei, discriminati e massacrati dall'assolutismo religioso e politico che una volta raggiunta l'uguaglianza si sono precipitati a mettere in atto il genocidio contro i Palestinesi giustificandolo col genocidio che loro hanno subito.

La stessa cosa vale per i gay che discriminati dai cattolici e dalla destra politica, una volta che avranno la rimozione della discriminazione, sia giuridica che sociale, diventeranno la forza portante della destra sovranista pronta a discriminare altre persone in nome dell'assolutismo.

Questo non significa che non devono essere fatte le battaglie per l'uguaglianza, significa che però si devono riconoscere le dinamiche in atto, sia sociali che emotive, che determinano il comportamento degli individui e, soprattutto, rimuovere le aspettative secondo cui quelle "battaglie di uguaglianza" possono favorire altra uguaglianza sociale, ma sono piuttosto battaglie che vanno fatte anche se i risultati si ritorceranno contro coloro che hanno fatto quella battaglia contro la discriminazione.

Non aspettatevi che la minoranza discriminata, una volta rimossa la discriminazione, sia grata a coloro che hanno combattuto contro la discriminazione. Aspettatevi piuttosto che discrimini a sua volta proprio contro coloro che hanno lottato contro chi li discriminava.

La signora Segre è stata applaudita dalla destra politica in Parlamento. Non è stata applaudita perché condannava chi era fautore dell'olocausto ebraico, è stata applaudita per applaudire il diritto di Israele di praticare il genocidio nei confronti dei Palestinesi come manifestazione dell'odio contro "gli arabi".

Questa è la realtà delle dinamiche sociali. Questo è quanto subiranno i cittadini che hanno a cuore il principio di uguaglianza. Saranno sempre offesi soprattutto da coloro che, discriminati, hanno difeso senza un tornaconto personale.

 

09 febbraio 2024

Riflessione sull’Inno al cielo negli Inni Orfici

Il concetto di cielo nell’Inno Orfico dedicato a Cielo, il quarto degli Inni Orfici, ha proprie caratteristiche.

Ciò che gli Inni Orfici definiscono Cielo, nel mito è Urano Stellato io uso il termine Urano Stellato per qualificare la divinità e il divino che manifesta, ma il termine non è riferibile allo spazio anche se lo spazio è in grado di dare una rappresentazione di forma della sua esistenza.

Urano Stellato è l’immenso mare emotivo in cui navigano le forme. Un immenso mare (o nebbia se preferite come rappresentazione) in cui tutto è indistinto e nel quale il veggente scorge “forme senza luce” distinguendole dalle “forme luminose” che sono formate da forme consapevoli di sé stesse: appunto, stelle di un cielo luminoso privo di forma e privo di rappresentazione oggettiva perché la sua rappresentazione sta solo in particolari stati di percezione soggettiva.

Comprendere Urano Stellato significa comprendere un aspetto essenziale della Religione Pagana dove tutto è emozione e dove l’emozione, manifestata dalla volontà dei soggetti che diventano consapevoli, è la rappresentazione oggettiva delle coscienze di sé al di là dei corpi e dell’oggettività in cui i corpi, che manifestano quell’unità consapevole, vivono, agiscono e abitano.

La difficoltà di definire Urano Stellato sta tutta nella difficoltà di percepire e definire l’entità nel mito. Se in Esiodo ci sono forme antropomorfe che generano a cascata le forme divine che definiscono la realtà nella quale viviamo, negli Inni Orfici l’esigenza è quella di conciliare le tre forme in cui si compone il sentimento religioso: la forma razionale della rappresentazione, cielo; la forma devozionale, emozione; la forma mitica, cosmo padre, che ti avvolgi come sfera attorno alla terra.

 

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08 febbraio 2024

Discorso sulla Religione Pagana del 07 febbraio 2024

Discorso sulla Religione Pagana del 07 febbraio 2024

La Religione Pagana nei tempi moderni, dall'antico all'attuale, Riflessione sull'assolutismo e sulla democrazia degli Dèi.

 

08 febbraio 2024

L'intelligenza artificiale e la necessità di spalare il letame

Dopo tanta propaganda che esalta l'intelligenza artificiale, si potrebbe iniziare a rendersi conto che il letame, che serve come fertilizzante per produrre quanto serve agli uomini, si spala con le mani. Che si usi un badile o che si usi una pala meccanica, sempre con le mani va spalato.

La propaganda tende ad ignorare queste persone che devono diventare oggetto di disprezzo non perché stanno facendo quel lavoro, ma perché facendo quel lavoro non devono rivendicare la dignità sociale e professionale limitando sé stessi nell'ambito dello spalare letame.

Questo disprezzo assume la connotazione ideologica propria del liberalismo dove un gruppo di persone che gestiscono "Dio" o "l'intelligenza artificiale" (che poi nella concettualità ideologica sono sinonimi) devono essere "portatori di tutti i diritti e le libertà sociali" soprattutto nei confronti di chi deve limitarsi a spalare letame e non deve pretendere altro che spalare letame.

 

08 febbraio 2024

L'inconsapevole pratica della Stregoneria delle persone

Le persone hanno sempre praticato Stregoneria solo che non hanno mai voluto distinguere ciò che appartiene allo spazio e ciò che appartiene alla dimensione del tempo.

Vivono nello spazio pensandolo un presente sempre in essere dimenticando che la dimensione spazio che vivono è divenuta per trasformazione. Agiscono come se la loro situazione non dovesse mai cambiare come se fossero tanti "Dio cristiano" che "loro agiscono", ma che il mondo in cui vivono "non è in grado di agire".

La dimensione spazio è la dimensione che li imprigiona.

Della dimensione tempo hanno paura. Hanno paura dei cambiamenti e finiscono per agire in funzione della conservazione del loro presente finendo per introdurre nel lor ambiente modificazioni che poi risulteranno distruttive e finiranno per danneggiare loro stessi.

L'idea cristiana secondo cui "la modificazione del presente è prodotta dal loro demonio, dal loro Satana" è stata talmente inculcata nelle persone che ogni volta che le persone intravvedono un cambiamento si sentono pieni di rimorsi come se avessero offeso la creazione del loro Dio.

Le persone finiscono per praticare "magia nera" impoverendo il mondo in cui vivono anziché arricchirlo.

La volontà con cui le persone modificano il loro presente è sempre un atto di Stregoneria perché tali atti non agiscono sul mondo presente, ma sulle modificazioni che loro stessi apportano al futuro del loro presente. Le modificazioni del presente possono avere effetti distruttivi o aspetti che arricchiscono il presente. Possono essere distruttivi per alcuni e arricchire altri, ma sempre di Stregoneria si tratta, sia che sia voluta, sia che sia "spontanea" o come risultato di "atti necessari".

Le persone vivono nella Stregoneria perché vivono nel tempo: che ne siano consapevoli o meno, questo è un altro discorso.

 

08 febbraio 2024

La subcultura del credere e la cultura del reale

Sta sparendo dalla società una fascia di subcultura che negli ultimi 20 anni ha preteso, con la violenza, di presentarsi come "cultura". Veniva presentata con la violenza da arrampicatori politici, locali e nazionali, che davano l'assalto alla cultura nazionale in nome del principio di uguaglianza dell'ignoranza parassita con la cultura nazionale.

L'ignoranza parassita viveva specchiandosi nella cultura e nascondendosi in un'apparente forma culturale. Si nascondeva dietro la cultura e ogni tanto metteva fuori la testa con battute e brevi interventi il cui scopo non era quello di esporre concetti e tesi, ma era quello di appropriarsi di un "clima culturale diffuso" per poter trasformare chi abitava quel clima in "clienti".

Questa subcultura ha finito per appropriarsi della speranza che lo spazio culturali alimentava e, usando la speranza per i propri fini, ha esaurito nel nulla le persone che speravano finendo per svuotare la cultura delle spinte innovative rispetto al presente vissuto.

In queste condizioni, le persone che non avevano interessi di sfruttare altre persone, ma che si limitavano ad alimentare la cultura, si sono ritirate e hanno detto ai profittatori: "Arrangiatevi!".

In questo modo, anche chi fa cultura ha finito per danneggiarsi, ma non c'era altro modo che immergere nel fuoco della realtà farneticazioni di parassiti che si nascondevano dietro le persone che alimentavano una prospettiva di sviluppo del presente.

Questa subcultura sta sparendo perché i parassiti non hanno più coloro che consentivano loro di vivere. Le stupidaggini che andavano farneticando si rivelano per ciò che sono; le imprecisioni, prima tollerate, ora assumono la rilevanza manifestando l'ignoranza; le prospettive che paventavano si rivelano fallimentari.

E' scoppiata una bolla sociale di vuoto. Finirà come sempre questo tipo di situazioni è finito. La società si riempirà di accattoni che allungheranno una mano offrendo farneticazioni ai passanti e chiedendo compassione per il loro fallimento fra le risate di coloro che li hanno usati per la loro personale scalata sociale mentre una massa di illusi tornerà fra le braccia di "santa madre chiesa" allo stesso modo in cui i laici dei "paesi musulmani" sono stati costretti a tornare fra le fila dell'integralismo per poter sopravvivere ad altri integralismi.

 

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07 febbraio 2024

L'industria su cui investire oggi

In questo momento solo l'industria delle armi è in forte sviluppo. Troppi paesi stanno togliendo risorse economiche ai loro cittadini per incrementare arsenali che poi cedono indebitando gli Stati che si prestano ad utilizzare i loro arsenali.

Oltre all'industria delle armi è fiorente anche il traffico di droga. Ogni droga. Dalla cocaina al calcio, dallo spettacolo leggero alla morfina e a tutti i derivati dell'eroina. Sembra che molti governi stiano investendo molti capitali per l'industria dell'intrattenimento consapevoli del fallimento delle loro politiche economiche.

 

07 febbraio 2024

Le idee errate dei cittadini

C'è un'idea errata che corre fra i cittadini. E' un'idea educazionalmente imposta che ha le sue radici nell'educazione religiosa cristiana secondo cui "Dio non sbaglia mai".

Questa idea ingenera la convinzione che "l'autorità", qualunque essa sia, sia rispettosa delle leggi e i cittadini, qualora "l'autorità" citi una legge, sono sempre e comunque in torto.

In realtà, l'autorità spesso non conosce le leggi, ma conosce la sua personale interpretazione della legge funzionale ai suoi interessi e, spesso, giustifica la sua violazione dei doveri nei confronti dei cittadini interpretando la legge a proprio uso e consumo.

I cittadini spesso confondono l'errata applicazione di una legge e di una norma con la norma stessa e, anziché combattere quell'autorità che impone un'interpretazione della legge a loro sfavore, preferiscono accusare la legge di ciò che, invece, andrebbe imputato all'autorità.

Finiscono per combattere la società, anziché i delinquenti che violano le leggi, solo perché la violazione di tali leggi viene fatta nelle vesti di un'autorità alla quale psicologicamente non sanno opporsi.

 

07 febbraio 2024

Situazione del coronavirus oggi

Ora del coronavirus non se ne parla più. L'infezione ha perso la sua aggressività e si manifesta nelle persone come un "semplice raffreddore" pur contribuendo ancora a provocare qualche morto fra le persone fragili. Chi si ammala di covid non segnala più l'infezione all'autorità sanitaria e tende ad arrangiarsi come ci si arrangiava per un raffreddore fino a qualche anno fa.

Il covid-19 è diventato endemico. E' parte della vita della popolazione e anche se ora concorre a fare una decina di morti al giorno in Italia, le autorità ritengono che quattromila morti in un anno, fra le persone fragili, sia una perdita accettabile.

 

07 febbraio 2024

Esopo: l'invito a migliorare la situazione

Questa storia di Esopo è un po' come la storia di pinocchio col gatto e la volpe.

Il predatore incita la propria preda a cogliere delle occasioni che lui gli prospetta.

O la preda è sospettosa davanti all'invito, o la preda è credulona e accetta l'invito ignara delle conseguenze per aver accettato l'invito.

E' il sistema che usano molti politici che invitano gli elettori ad abbandonare una parte politica per un'altra prospettando loro grandi vantaggi mentre, alla fine, i vantaggi sono solo per loro o, peggio, finiscono per pasteggiare dei loro stessi elettori.

Scrive Esopo:

Un lupo vide una capra che brucava sull'alto di una rupe scoscesa. Non potendo arrivare fino a lei, la esortava a scendere in basso, ché, senz'avvedersene, non scivolasse, e le dìceva che là, dove si trovava lui, il pascolo era migliore e l'erba tutta fiorita. "Ma questo", gli rispose la capra, "Non è mica un invito al pascolo per me; sei tu che hai appetito".

[Esopo: Il lupo e la capra, Editore BUR, 1982, 220, pag. 247]

Gli uomini vengono educati a non concentrare la loro attenzione sulle conseguenze delle loro azioni e delle loro scelte.

Le conseguenze delle scelte e delle azioni non sono solo quelle che coinvolgono direttamente la persona che sceglie, ma ogni scelta è come un sasso gettato nell'acqua che crea delle onde concentriche. Onde di effetti che possono interferire sia nel tempo che nello spazio. La scelta di oggi interferisce in un domani più o meno lontano, oppure, la scelta che interferisce nel domani di chi sceglie o della società, dell'insieme sociale. Tempo e spazio sono dimensioni che interagiscono e ogni scelta individuale ha delle conseguenze sia nell'uno che nell'altro.

La mancanza di coscienza del vivere in questa dimensione spazio-temporale è il fondamento della superficialità. Se nella società in cui viviamo una percentuale di persone vive superficialmente, inevitabilmente le persone che vivono di impegno e partecipazione vengono non solo danneggiate, ma vengono danneggiate anche, e soprattutto, le persone superficiali. Solo che le persone superficiali non hanno consapevolezza di essere superficiali e immaginano di essere, in quanto persone, il modello di ogni persona non cogliendo l'assenza di ciò che manca loro.

E così, speranzose scendono dalle rocce per farsi mangiare dal lupo di turno.

 

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06 febbraio 2024

Quando il mondo si trasforma in un deserto, è sufficiente un filo d'erba per rovinare il paesaggio.

 

06 febbraio 2024

Quando si sta bene

Quando le persone stanno bene non si preoccupano se poi potrebbe succedere qualche cosa che le faranno star male. Pensano che il loro stato sia eterno e riempiono la loro testa di fantasie.

Quelle fantasie impediscono loro di valutare che cosa si sta preparando e le possibili variazioni della loro situazione.

Le persone, quando stanno bene, non preparano loro stessi per affrontare eventi imprevisti, ma gli eventi imprevisti arrivano e travolgono le persone. Le persone vivono una situazione dolorosa e supplicano il miracolo per poter uscire dalla situazione dolorosa.

In questo modo, chi riesce ad illuderle di poter intercedere per un possibile miracolo può impossessarsi delle persone che provvederà a mantenerle in uno stato di sofferenza per poterle possedere e controllare.

E' quando c'è il bel tempo che si costruisce la casa per poterla usare come riparo quando arriva la tempesta. Quando arriva la tempesta, o hai costruito la casa o ti arrangi come puoi.

 

06 febbraio 2024

Tafuri e l'Inno Orfico a Cielo

L'idea con cui Tafuri affronta gli Inni Orfici è profondamente cristiana. E' evidente la sua volontà di far coincidere gli Inni Orfici con il cristianesimo.

L'azione di Tafuri appare evidente nel preambolo al suo commento all'Inno Orfico al Cielo dove scrive:

L'incenso è anch'esso una goccia proveniente dall' Arabia produttrice d'incenso, è chiamato così dal monte Libano, dove nasce abbondantissimo ed ottimo, poiché ha avuto in sorte una condizione naturale calda e un profumo dolcissimo; quel monte, poi, è altissimo, perciò offre al cielo il proprio aroma; da questo monte derivano le sorgenti del Giordano, fiume divino e insieme purissimo nel quale fu battezzato il nostro sommo sacerdote Cristo, di cui il cielo è trono e la terra è sgabello. Il presente poeta dice che il cielo è figlio di Fanete perché, come è chiaro nell'esposizione dell'inno, apparve come primo prodotto della creazione. è detto cielo, perché è il confine in alto.

Tratto da: Matteo Tafuri, Commento agli Inni Orfici, editore Bombiani, 2021, p. 149

Il cielo, secondo Tafuri, viene evocato in un Inno perché "Il cielo è trono del suo Cristo e la terra il suo sgabello".

Ovviamente il Tafuri non riesce a vedere il cielo come "oggetto-soggetto in sé" ma lo legge in funzione di un'idea di creazione di cui il cielo "appare come primo prodotto della creazione". Tafuri riconduce gli Inni Orfici all'idea creazionista della bibbia quando, negli Inni Orfici non esiste nessuna idea creazionista.

E' una condizione che dobbiamo aver sempre presente nell'interpretazione della relazione fra gli Inni Orfici e il cristianesimo. Dal momento che questi Inni Orfici appaiono abbastanza tardi rispetto alla tradizione Orfica e Dionisiaca, mi sto sempre più convincendo che siano stati scritti per riaffermare la visione religiosa orfica e dionisiaca in un contesto ideologico in cui cristiani e neoplatonici stavano marciando verso un assolutismo religioso che gli orfici ritenevano pericoloso.

 

Pagina specifica del giorno

 

 

05 febbraio 2024

Riflessione sull'attuale depressione sociale

La depressione sociale è uno stato di apatia diffuso, ingenerato dalla consapevolezza che ogni azione è inutile davanti a muri di gomma di comprensione che assorbono e annullano ogni iniziativa che non sia una partecipazione al muro di gomma stesso.

Per superare questo stato psicologico diffuso è necessario un accadimento che ingeneri nelle persone la convinzione che il mondo in cui hanno vissuto muore e che la partecipazione attiva al seppellimento in quel mondo possa, in qualche modo, aprire a nuovi orizzonti esistenziali.

Lo stato di apatia diffusa non coinvolge tutte le persone allo stesso modo. Inizia coinvolgendo le persone a maggior sensibilità sociale. Coloro le cui aspettative vengono frustrate e umiliate per essere omologate in modelli predefiniti. Queste persone sono le prime a ritirarsi dal palcoscenico sociale.

Il loro posto viene preso dai "protestatari", cioè dalle persone che mettono al centro delle loro proteste non interessi sociali, ma i propri interessi personali spacciati per interessi sociali. Queste persone, inizialmente, suscitano una grande partecipazione. E' come se nella società si diffondesse l'idea secondo cui "Ora tutti possiamo rubare, non siamo costretti all'onestà da leggi, ma c'è la libertà di fare quello che si vuole, di delinquere". E in effetti, la politica sociale che vince in questi frangenti è quella del "libera tutti" nella truffa, nella corruzione e nello sfruttamento.

Per un po' c'è una grande euforia.

L'apparenza di un entusiasmo partecipativo nasconde il vuoto della progettualità sociale aprendo ad iniziative individuali che hanno nel delinquere, inteso come attività con cui rendere privato e personale parte del bene pubblico, il fine dell'attività.

La società inizia a costruire sacche diverse di percezione. Coloro che beneficiano del delinquere, e sono un gruppo molto rumoroso, e coloro che subiscono angherie e un aumento delle difficoltà da questo delinquere dal quale non sono in grado di difendersi perché sono venute meno le strutture sociali di garanzia per i cittadini.

Da qui l'apatia sociale. Da un lato le persone difendono sé stesse e dall'altro lato diventano indifferenti alla società iniziando a rifiutare ogni coinvolgimento, sia pur da spettatori, in iniziative che sentono estranee se non ostili.

L'apatia è una forma di difesa con cui il complesso sociale difende sé stesso dall'aggressione di un dominatore dal quale non ha difese.

Un po' alla volta la società muore su sé stessa. Tende a chiudersi su sé stessa e perde ogni spinta verso l'esterno.

L'apatia diventa un oggetto in sé. Diventa attesa dell'avvenimento capace di scuotere la condizione apatica. Per contro, chi ha fatto del delinquere sociale propaganda di libertà dalle leggi che gli impedivano di delinquere, è costretto ad elevare il livello di propaganda aumentando gli spazi d’azione soggettivi a discapito della collettività.

I muri di gomma diventano muri di ferro e, i muri di ferro e di filo spinato, diventano carri armati. Tutto procede un po’ alla volta. Un passo che aumenti la repressione di chi chiede giustizia. Un passo per aumentare gli armamenti. Un passo per aumentare polizia ed esercito sul territorio in nome della sicurezza. Un passo verso il coinvolgimento militare internazionale.

Se fino ad ieri allo Stato non era necessario un esercito, ora l'esercito, le armi, sono l'unico obbiettivo in cui lo Stato investe.

La depressione sociale l'abbiamo conosciuta. La depressione sociale la conosciamo. La depressione sociale è stata imposta. A qualcuno sembrava un buon affare per controllare le persone, chissà se potranno ancora divertirsi.

Ridurre le persone in uno stato apatico-depresso impoverisce la nazione. Una nazione è tanto più ricca quanto più i suoi cittadini sono attivi; una nazione è povera quanto più i suoi cittadini sono depressi e apatici rispetto ad un mondo che vive soffocandoli un po’ alla volta.

 

05 febbraio 2024

La storia

Né voi né nessuno conoscerà mai i nomi degli uomini e delle donne che fecero la storia costruendo il presente.

Conoscerete solo i nomi di chi si fece propaganda attribuendosene i meriti, sia a sé stesso che ad altri funzionali a sé stesso.

Non imitate qualcuno, imitate solo voi stessi.

 

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04 febbraio 2024

Chi odia chi e che cosa

Solo un cristiano può provare odio contro gli ebrei. Solo un ebreo può provare odio per i non ebrei.

L'odio contro le persone discriminate per religione è proprio dell'ideologia cristiana ed ebraica.

Gli altri possono "odiare la pratica del genocidio" e ricondurre la pratica del genocidio ad una precisa ideologia che fa da andante all'attività di genocidio.

Significa che il genocidio è sempre da condannare sia quando è fatto dal Dio dei cristiani, dal Dio degli ebrei o dai cristiani e dagli ebrei. Nessuno odia le persone in quanto cristiane o in quanto ebree, ma si disprezzano quelle persone che pensano di risolvere i problemi attraverso il genocidio.

 

04 febbraio 2024

Inno Orfico a Nera Notte del Tafuri
Terza e ultima parte

Considerazioni sul punto di vista del Tafuri

Il Tafuri, adottando il punto di vista cristiano, non coglie il fatto che Nera Notte, per la sua realtà in essere, è genitrice di uomini e Dèi né coglie il senso religioso insito nelle parole di Omero che fa di Nera Notte "domatrice degli Dèi". Gli Dèi sono soggetti in trasformazione, in divenire e divengono per conflitto e per contraddizione. Conflitto e contraddizione che vengono contenuti in Nera Notte; cioè nei limiti in cui, il divenire cosciente di Nera Notte, contiene sia conflitti che contraddizioni. I conflitti e le contraddizioni, vissute dagli Dèi (e dagli esseri della Natura), non sono distruttivi, nel senso che non annientano l'esistente, ma sono conflitti che annientano l'esistente percepito dai soggetti che consente loro di manifestare un diverso presente, percepito dai medesimi soggetti, che non sono più quelli di prima, ma risorgono nuovi, modificati, ad ogni conflitto e ad ogni contraddizione. Risorgono "domati" da un conflitto risolto. Nera Notte contiene questi conflitti e con questi conflitti nutre, modificandola, la sua stessa coscienza.

Da Notte si genera ogni cosa, la luce stessa. Quiete e letizia si manifestano in Nera Notte perché Nera Notte vive i conflitti che avvengono in essa, ma non produce conflitti, si limita a contenerli, a subirli, e trasforma la propria coscienza attraverso i conflitti che avvengono in essa.

Dopo di che, la Nera Notte universale si cala nella Notte vissuta dagli Esseri della Natura. La Notte in cui gli uomini abitano è il tempo del riposo, del sonno, dell'oscuro che annulla le forme e avvolge l'esistenza. Nera Notte è amica di tutti, di tutti soccorritrice, sempre benevola con le contraddizioni vissute dagli uomini e da ogni Essere della Natura.

Il Tafuri si perde un po' ignorando Nera Notte come realtà universale. Pone la sua attenzione sulla Notte vissuta dagli uomini dove, quest'ultima, è simbolo di una realtà che sta alla base e a fondamento della vita stessa. Se noi non avessimo coscienza di che cosa è la notte, non avremmo nemmeno coscienza di che cosa sia la luce. Siamo Esseri Umani, non abbiamo la vista a raggi infrarossi o altro, distinguiamo le forme fra luce e buio nelle infinite sfaccettature di colore e forme. Troppo spesso, come Esseri Umani, abbiamo perso di vista il mare emotivo che ci circonda e siamo inchiodati alla forma. Nera Notte, annullando le forme, accarezza la nostra percezione facendoci ricordare che esiste un universo infinito di voci che attendono l'arrivo della nostra percezione.

Scrive Tafuri di Nera Notte:

6. Che fai dimenticare gli affanni: è artefice della dimenticanza delle cure e dei pensieri del giorno. E buona: evidentemente che spesso aiuta l'uomo, nell'animo perché lo libera dai pensieri, nel corpo (perché lo libera) dalle fatiche e dal giorno trascorso, perché in quest'ora siamo ben disposti e programmiamo come dobbiamo distribuirci qualche vantaggio nel giorno successivo.

Tratto da: Matteo Tafuri, Commento agli Inni Orfici (vergato nel 1537 a Napoli), Edizione Bompiani, 2021, pag.141

E' la visione cristiana secondo cui Nera Notte non è in sé stessa, ma è un oggetto in funzione e ad uso dell'uomo. Per Tafuri, Nera Notte è buona perché "spesso aiuta l'uomo" e lo "libera dei pensieri". Ma non è Nera Notte che aiuta l'uomo. E' l'uomo che vive in Nera Notte e che usa Nera Notte "aiutandosi nelle contraddizioni" o "liberandosi dei pensieri".

E' proprio del cristiano, che si pensa creato ad immagine e somiglianza del suo Dio, interpretare la realtà in funzione di sé stesso negando, alla realtà in cui vive, un proprio vivere in sé e per sé.

Gli Inni Orfici raccontano la percezione di una realtà in cui anche l'uomo vive, non raccontano una realtà in funzione dell'uomo. Al di là delle interpretazioni che noi possiamo dare di quanto viene percepito e di come quel percepito viene vissuto, gli Inni Orfici raccontano un'oggettività distinta dalla soggettività di chi quell'oggettività percepisce.

 

04 febbraio 2024

Il giudice e il bambino

C'era una volta un giudice anziano di un tribunale nella terra dell'ignoto che doveva emettere una sentenza nei confronti di un imputato. Un altro giudice, di un diverso ufficio, va da quel giudice e gli dice: "Non emettere la sentenza a favore di quell'imputato! Conferma la precedente condanna, lo so che quell'imputato ha ragione, ma assolverlo non è nel nostro interesse.". Il giudice anziano disse: "Io non posso tradire il mio ufficio, io devo giudicare in "scienza e coscienza".". Allora il giudice di un diverso ufficio disse al giudice anziano: "Fammi il favore di ritardare l'uscita della sentenza che devo sistemare alcune cose."

Il giudice anziano decise di accontentarlo; era troppo potente per farselo nemico. Poi si guardò la causa che doveva giudicare con un po' più di attenzione del solito. Dopo giorni sbottò: "Questa è una grande porcata, mi sembra logico ed evidente.". Ma aveva promesso un favore al giudice dell'altro ufficio e, così rallentò l'uscita della sentenza. Solo che gli mordeva un pochino la coscienza e decise di fare una sentenza avversa al protetto dal giudice dell'altro ufficio, ma talmente avversa che quel giudice avrebbe rimpianto di avergli chiesto questo favore contro la sua deontologia professionale.

Non accade mai, ma le persone lo desiderano tanto!

 

04 febbraio 2024

Dioniso

Dioniso liberatore libera dalle catene. Non si mette a tirare le catene, questa attività la lascia agli uomini disperati. Dioniso cerca l'anello debole della catena per poterla spezzare. Mentre gli uomini si affannano a tirare la catena che li lega al presente Dioniso riflette che cosa si può fare nel presente per modificare quella catena.

 

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03 febbraio 2024

Inno Orfico a Dioniso Lisio Leneo

Ascolta, beato figlio di Zeus, Bacco epilenio, che hai due madri,
seme degno di molto ricordo, dai molti nomi, demone Lisio,
sacro germoglio dei beati nato nascosto, Bacco Evio,
florido, ricco di frutti, che accresci il frutto che dà molta gioia,
che rompi la terra, Leneo, dalla grande forza, dalle forme cangianti,
ti sei rivelato ai mortali rimedio che mette fine alle pene, fiore sacro,
per gli uomini gioia che detesta gli affanni, Epafio, dalla bella chioma,
Lisio, che impazzi col tirso, Bromio, Evio, a tutti propizio,
che risplendi per quelli che vuoi dei mortali e degli immortali,
ora ti invoco di venire agli iniziati dolce, portatore di frutti.

da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla, Trad. Gabriella Ricciardelli

In questa forma è invocato Dioniso, liberatore degli affanni, celebrando il vino come bevanda liberatoria. La liberazione dagli affanni è l'oggetto centrale dell'Inno mentre, il vino e il tirso, sono mezzi con cui liberarsi dagli affanni.

Questo significa che ci sono altri mezzi con cui liberarsi dagli affanni, non necessariamente mezzi materiali, come il "diventare iniziati" in un percorso di trasformazione.

Dioniso è il Dio che scioglie da un certo tipo di legamenti e di costrizioni.

La vendemmia è sempre il simbolo di Dioniso per eccellenza, ma sciogliere e liberare gli uomini dalle costrizioni significa far diventare gli uomini e le donne degli Dèi che percorrono l'eternità dei mutamenti e delle trasformazioni.

Le vendemmia era chiusa con delle feste dionisiache, ma soprattutto non era la vendemmia che si celebrava, ma la trasformazione dell'uva in vino. L'uva che, come il corpo di Dioniso, veniva fatta a pezzi, macinata, e rinasceva come vino liberatore degli affanni.

 

03 febbraio 2024

Dioniso Lisio Leneo

Nella prima serie degli Inni Orfici ho saltato molte figure, in particolare relative a Dioniso dal commento.

Probabilmente, 25 anni fa avevo delle priorità che oggi vanno precisate come questa figura di Dioniso Lisio Leneo che per quanto poco conosciuta è uno degli aspetti centrali del dionisismo: liberarsi dalle costrizioni che, figurativamente è un liberarsi da corde e catene. Sembra che in alcuni riti dionisiaci si rappresentasse la liberazione con delle persone prima legate e poi liberate.

 

03 febbraio 2024

Riflessione sociale

Per troppe persone un film è una storia o una situazione nella quale identificarsi. Il film produce piacere, soddisfa le tensioni emotive; porta una persona a vivere una situazione che procura piacere. Il salvatore arriva al momento giusto; il poliziotto ha una cultura sufficiente per capire; il giudice è capace di leggersi le carte e capire le persone; i poveri ricevono giustizia. Nei film c'è un'autorità al di sopra dei prepotenti.

Così, nella vita reale non è.

Se non hai forza sufficiente soccombi. Se non sei in grado di infilarti nelle crepe di un sistema che domina, sei schiacciato.

la giustizia consiste nel creare situazioni di ingiustizia per altri. L'economia si regge sullo spaccio di droga (gli Stati Uniti vivono l'emergenza fentanil dopo aver vissuto emergenze da morfina, eroina, cocaina e altro). Senza il traffico di droga la maggior parte delle banche sarebbero fallite.

Lo spaccio di droga come fondamento dell'economia significa una grande percentuale della popolazione in miseria. Significa delinquenza spiccia, significa traffico di corpi e traffico di armi. Significa una percentuale di popolazione malata e significa la fissazione di un'ideologia che semina malattia e disagio sociale e psichico in ogni altra popolazione per poter promuovere la propria popolazione che sta vivendo, in grande percentuale, un disagio sociale e psicologico.

però ci sono i film. Ci sono le storie che promuovono l'uomo e che si affiancano alla manipolazione mentale cristiana che ha imposto all'infanzia l'idea del salvatore. E il salvatore si materializza nell'"arrivano i nostri". "Vedete" dicono i film "i carri armati Sovietici hanno liberato i campi di sterminio nazisti. Applaudite gli americani che hanno liberato l'Europa!".

C'è qualche cosa che non funziona in tutto questo. Si crea il bisogno di una società fantastica mentre si nascondono le sofferenze di una società reale che sta morendo lentamente su sé stessa.

Nel 2007 la finanza mondiale crollò per le truffa delle banche USA. Fu una cosa immediata, rapida.

Ora, invece, è una malattia lenta.

Un cancro che si diffonde in una cultura che alimenta l'inutilità del lavoro e la superficialità nell'affrontare l'esistenza. Disarma le persone e le porta ad una disperazione lenta.

Una disperazione che emerge dentro di loro e alla quale le persone si adattano. Questo fenomeno è già avvenuto nella storia. Ha il nome di razzismo dove l'altro, va sterminato e sottomesso e, tanto più un sistema sociale è debole e fragile e tanto più necessita di rendere debole e fragile il sistema sociale del vicino.

 

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02 febbraio 2024

L'Inno Orfico ad Ipta

Inno Orfico ad Ipta

  Inno orfico a Ipta

Ipta invoco, nutrice di Bacco, fanciulla che grida evoé,
celebratrice di misteri, che si compiace delle cerimonie del santo Sabo
e dei cori notturni di Iacco risonante nel fuoco.
Ascolta me che ti prego, madre ctonia, regina,
sia che tu in Frigia abiti il santo monte dell'Ida
sia che il Tmolo ti allieti, bel luogo di feste per i Lidi:
vieni alle celebrazioni rallegrandoti del volto sacro.

da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla, Trad. Gabriella Ricciardelli

Ipta è la nutrice di Dioniso. E' colei che si prende cura di Dioniso, ma, nello stesso tempo, è colei che partecipa ai riti e accende i fuochi nella celebrazione.

Ipta è il divino che nel resente protegge il divino che sarà.

Con il commento a quest'Inno ho superato la metà degli Inni commentati. Continuerò con la serie degli Inni dedicati a Dioniso che è, in fondo, il divino centrale degli Inni Orfici.

 

02 febbraio 2024

Immettersi su una rotonda

C è sempre qualcuno che non sa come si entra in una rotonda e costringe le forze dell'ordine ad intervenire.

Spesso sono andati a Scuola Guida, ma non hanno abbandonato né la presunzione e nemmeno, spesso l'arroganza di voler passare a tutti i costi. In questo modo si registra la violazione della nosma, ma non la tensione psicologica che ha portato a violare la norma. Si presume sempre che sia un atto di distrazione, ma spesso è volontà di imposizione fatta passare per incidente ovuto a fatalità.

 

02 febbraio 2024

Riflessione su Demetra

Estia e Demetra, due divinità mal comprese e relegate spesso in un immaginario fantastico.

Demetra è associata alla figlia Persefone che viene "rapita" da Ade, ma si dimentica che Demetra è "figlia" di Cronos, il tempo, ed è colei che libera dai legamenti.

Questo liberare dai legamenti viene rappresentato con il concetto di "crescita", la spiga nelle raffigurazioni.

Nel Mito è un concetto che viene ignorato perché il farsi Dio manifestando Demetra entra in collisione con i concetti di Dio propri dell'onnipotenza delle religioni assolutiste, ebraismo e cristianesimo in primis.

Demetra è la "figlia prediletta di Cronos" perché è colei che trasferisce il tempo nel mondo razionale di Zeus e il tempo, trasferito da Demetra, si realizza nel mutamento, nella trasformazione, a cui sono soggetti ogni oggetto che vive nel mondo razionale. C'è sempre una nascita da una trasformazione a cui segue una morte di quella forma e una possibile trasformazione che azzera l'esperienza precedente.

 

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01 febbraio 2024

Vittoria nell'arte

Una Vittoria a Venezia di alcuni anni fa. La necessità degli artisti di ricorrere all'antico per rappresentare idee nuove in un contesto culturale di decadenza ideologica.

La vittoria con le ali bucate e io stomaco squartato dà l'idea della disperazione in cui stiamo vivendo.

 

01 febbraio 2024

Riflessione su concetto di Genius Loci
Tafuri, Nera Notte, Inni Orfici
Seconda Parte

Per conoscere gli Dèi come Nera Notte, Caos, Eros, Gaia e Urano Stellato è necessario parlare del concetto della Religione di Roma relativa al Genius Loci.

L'idea del Genius Loci è un'idea che fu applicata dalle antiche religioni, ma mai definita perché, a quei tempi, era un concetto lapalissiano. Un concetto alla base di ogni sentire religioso e appariva superfluo andare a precisarlo se non quando il concetto del Genius Loci non è stato applicato alla quotidianità degli uomini.

Il Genius Loci è una sorta di Coscienza di Sé di un determinato luogo che si forma come somma di relazioni fra ogni soggetto che abita quel luogo. Esistono dei limiti che separano un Genius Loci da un altro Genius Loci, ma non sono "limiti territoriali" bensì limiti qualitativi per la diversità degli abitatori che frequentano questo o quel luogo.

In sé non ha nessuna "funzione", è semplicemente una somma di coscienze collettive e non partecipa alla "gestione delle coscienze che lo formano", rispetto alle quali è passivo, ma mantiene sue proprie relazioni e ha dei processi propri di sviluppo della propria Coscienza di Sé.

Nera Notte, Caos, Eros, Gaia e Urano Stellato non sono consapevoli di sé stessi. Vengono definiti, ma non hanno coscienza, non hanno progetto, non hanno scopo, non hanno intelligenza. Semplicemente: sono!

Sono inconsapevoli fino a quando in essi non si formano delle Coscienze di sé.

Solo allora prendono consapevolezza come Genius Loci e lo sviluppo della loro coscienza e della loro consapevolezza è in relazione alla quantità e alla qualità delle coscienze di sé che si formano nell'universo.

--fine della breve riflessione come seconda parte---

 

01 febbraio 2024

Cervelli malati e chip nel cervello

La nuova buffonata: hanno impiantato un congegno elettronico nel cervello e la vendono come corsa ai "poteri paranormali".

Sicuramente troveranno decine e decine pronti a prostrarsi davanti al nuovo totem delle illusioni.

 

01 febbraio 2024

Diritto di Dio

Il mondo ha deciso di sterminare, stuprare e violentare i palestinesi in nome della razza ebrea. Noi, come cittadini non possiamo far altro che assistere impotenti a questo genocidio e alla complicità con questo genocidio messo in atto dai governi occidentali.

Il desiderio di genocidio ha compattato anche Partiti Politici apparentemente "anti-ebraici". Ha fatto diventare "sionisti" partiti "anti-sionisti". Osservare con quanta noncuranza gli ebrei macellano i palestinesi ha fatto diventare "filoebraici" anche coloro che fino ad ieri negavano la realtà dei campi di sterminio hitleriani.

La pulsione psicologica che spinge le persone a sterminare il "diverso povero" emerge in tutta la sua violenza negando la dignità di chi cerca di sopravvivere ma è troppo povero e troppo debole per reagire ai sopprusi. I deboli che reagiscono ai sopprusi vengono chiamati "violenti" i prepotenti che macellano i deboli vengono identificati col diritto di onnipotenza di Dio. Quasi avessero diritto di macellare uomini, donne e bambini perché Dio ha concesso loro questo diritto.

 

01 febbraio 2024

Piccola riflessione sociale

Apparentemente c'è un aspetto della crisi economica molto particolare che sembra si stia manifestando ogni giorno sempre più pesantemente. La crisi d'uso delle persone e l'immiserimento della professionalità delle stesse che finiscono per contendersi condizioni di lavoro prive di contenuti professionali tecnicamente avanzati.

Le aziende cercano sempre più frequentemente personale tecnicamente e professionalmente preparato per assumerlo come apprendista, cameriere, personale delle pulizie. Personale tecnicamente preparato da pagare con paghe misere. Il risultato è che i posti di lavoro che vengono occupati vengono sempre più occupati non da persone che sono in grado di fare quel lavoro, ma da persone che sanno vendersi facendo credere di saper far quel lavoro.

In quella situazione, il valore aziendale decade. Saper fare un lavoro dà un risultato diverso da chi fa quel lavoro facendo credere di saper fare quel lavoro.

E' uno degli effetti collaterali dall'aver introdotto psicologi per la selezione del personale. I psicologi analizzano la personalità del candidato e controllano che la personalità del candidato sia confacente alla capacità di controllo dell'azienda sulla persona partendo dal presupposto che, comunque, il lavoro a cui quel candidato sarà assegnato lo potrà sempre fare. Lo psicologo non analizza la capacità di lavorare, ma la possibilità dell'azienda di controllare la persona che viene a lavorare da lei.

Spesso le persone che sanno lavorare sono divergenti rispetto ai criteri di controllo psicologici messi in atto dalle aziende e, come divergenti vengono scartati aprioristicamente dagli specialisti psicologi che le reputano non adatte.

Il cameriere deve essere ossequiso, rispetto al cliente. Una persona con una personalità o con un alto rispetto per sé stessa non può fare il cameriere perché potrebbe avere un atteggiamento di superiorità rispetto al cliente; non è abbastanza "umile" e sottomessa anche se il suo atteggiamento è professionale fintanto che il cliente non pretende di mettergli la mano sul deretano.

Questo vale per ogni tipo di lavoro. E' in atto una selezione della stupidità, della sottomissione, del servilismo che allontana le persone professionali e aggrega persone servili che, magari, sono servili solo per mascherare una mancanza di professionalità.

Una società che affronta il futuro grazie alle personalità divergenti al suo interno viene annichilita attraverso proprio la distruzione delle personalità divergenti perché le personalità divergenti hanno troppa personalità e chi "governa" non è in grado né di gestirle né di utilizzarne il potenziale.

In questa crepa sociale si inseriscono gli extracomunitari in Italia. L'extracomunitario ha la caratteristica di avere un grande bisogno economico, si adatta a quello che trova, accetta umiliazioni e soprusi pur di sopravvivere, accumula conoscenza e professionalità.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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