"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare
il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa."
Vangelo di Matteo 10, 34-36. Questa è la missione dei cristiani!
Ottobre 2026: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.
Argomenti del sito Religione Pagana
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31 ottobre 2026

Il frammento 33 di Angelo Tonelli è preso da Proclo nel commento al Timeo di Platone.
Letteralmente, il frammento dice: l'edificatore esperto che costruisce il mondo infiammato.
Platone nel Timeo parla del fuoco come un mezzo con cui il Dio creatore formò l'universo. In questo contesto, la citazione degli Oracoli Caldaici, usata da Proclo per commentare il Timeo, assume un significato creazionista.
Scrive Platone nel Timeo:
Ciò che è generato deve essere corporeo, visibile e tangibile. Ma se fosse separato dal fuoco, nulla potrebbe essere visibile; né potrebbe essere tangibile, senza una solidità; e non potrebbe essere solido, senza terra. Di conseguenza, Dio fece il corpo dell'universo, cominciando a costruirlo di fuoco e di terra. Ma che due cose si compongano bene da sole, prescindendo da una terza, in maniera bella, non è possibile. Infatti, deve esserci in mezzo un legame che congiunga l'una con l'altra.
Da: Platone, Timeo, in Tutti gli scritti, Editore Bompiani, 2014, pag. 1363
Platone tratta il fuoco come un mezzo usato dal Dio creatore assieme ad un altro elemento, la terra.
Il mondo nasce dal fuoco: è un concetto eracliteo.
Platone non aveva mai capito Eraclito che, per lui, era "l'Oscuro". Dopo aver tentato di confutarlo ha finito per distorcere alcuni fondamenti eraclitei per farli aderire all'ideologia assolutista della creazione.
Dice il Diels Kranz:
Come sostiene Eraclito, ad un certo momento tutto diventa fuoco. Anche Eraclito dice che talora tutto si distrugge nel fuoco, e che poi dal fuoco si riforma, secondo periodi di tempo determinati, nei quali egli dice "a misura si accende e a misura si spegne".
Da Diels Kranz, I Presocratici, Editore Bompiani, 2008, pag. 331/333
Per contro Gemelli cita:
Clemente Alessandrino, Stremati V 104, 2 (DK 22 B 30)
Ma che [Eraclito] sapesse che il mondo individualmente formato da tutta la sostanza è eterno, lo rende chiaro dicendo:
"quest'ordine qui, lo stesso di tutti [scil. i corpi celesti?], non lo creò ne un dio né un uomo, ma era sempre ed è e sarà; fuoco sempre vivente, che si accende a misura e si spegne a misura."
Da: Laura Gemelli Marciano, sentieri di sapienza attraverso la Ionia, da Talete ad Eraclito, Editore Lorenzo Valla Mondadori, 2023, pag. 415/417
Il mondo nasce dal fuoco. Un fuoco inteso sia come un evento fisico che come fuoco emotivo che incendia l'inconsapevolezza dell'universo per renderlo, progressivamente, consapevole.
Non è un Dio che usa il fuoco per creare l'universo, come sostiene Platone, ma è il fuoco che trasforma il presente permettendo la germinazione dell'universo.
Cosa può infiammare il mondo se non la nascita della Coscienza di Sé, la Consapevolezza dell'esistenza e il bisogno dell'espansione espresso attraverso volontà?
Il mondo igneo è il mondo della Conoscenza. Il mondo si infiamma quando passa dalla non Conoscenza alla Conoscenza individuando sé stesso diverso dall'inconsapevole. Il mondo percorso da Coscienze di Sé che si dilatano e che costruiscono delle relazioni. Il mondo igneo è il brodo primordiale. Ogni brodo da cui scaturisce Coscienza, Consapevolezza, necessità di sapere, Potere di Essere e dilatazione del soggetto attraverso i conflitti dell'esistenza per costruire la propria Coscienza nell'infinito dei mutamenti.
L'artefice è la costruzione. Quante volte una frazione di Energia Vitale è diventata Cosciente di Sé riconoscendo sé stessa diversa dall'oggettività in cui è sorta e non ha saputo costruirsi nei mutamenti finendo per ritornare al proprio stato di inconsapevolezza disperdendosi nel tutto inconsapevole? Quante volte un'opportunità di eternità è andata perduta? Non sempre tutto è fallito. Per molti fallimenti qualcuno è riuscito. Quel qualcuno è l'artefice di sé stesso. Colui che ha avuto sufficiente Potere o velocità per sovrapporre a Necessità, che lo ha spinto in essere. la propria volontà. Colui che, colta l'occasione della propria Consapevolezza ha sviluppato la propria necessità d'esistenza e ha messo in atto strategie per assicurarsi di poter continuare a sviluppare sé stesso anche quando le condizioni, apparentemente casuali, che lo hanno generato sarebbero cessate.
Costoro, negli infiniti brodi primordiali che le situazioni generano all'infinito, sono gli artefici. Sono coloro che costruiscono dei cammini di eternità. Sono coloro che popolano il mondo fiammeggiante della Conoscenza e della Consapevolezza. Sono coloro che lo arricchiscono e che lo alimentano. Alimentando il mondo fiammeggiante della Conoscenza e della Consapevolezza si nutrono da quel mondo alimentando il proprio cammino di eternità.
Ci sono e ci saranno sempre Coscienze che per un motivo o per un altro si rifiutano di alimentarsi dalle fiamme della Conoscenza e della Consapevolezza. Avranno sempre paura di essere bruciate. Sarà proprio la paura di essere bruciate che finirà per consumarle annientando la loro Coscienza di Sé.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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30 ottobre 2026

[1] Figlio mio, chiunque tu sia, guarda i miei errori e da essi impara.
[2] Ti attrezzeranno per affrontare la tua vita e il seme della sottomissione in te non sboccerà.
[3] Passione e coraggio non ti abbandonino; determinazione e intento siano scritte nel tuo cuore.
[4] Solo con l'impegno otterrai i favori del mondo e successo contro il dio padrone e ogni suo schiavo.
[5] Alimenta la tua intelligenza, giorno dopo giorno, azione dopo azione, scelta dopo scelta.
[6] In tutti i tuoi passi pensa all'obbiettivo che ti prefiggi di raggiungere.
[7] Non sognare ali che ti spuntano dalle spalle, né sognare montagne di polenta e mari de tocio; la provvidenza non arride a chi non ara sette volte il campo delle proprie passioni e dei propri progetti.
[8] Figlio mio, chiunque tu sia, disprezza ogni padrone, ogni dio padrone, perché chi rinuncia alla libertà oggi rimane in catene in eterno e non apre la porta dell'infinito.
NOTA: Si tratta di una riscrittura di alcuni Proverbi Sapienzali della bibbia cristiana. Non hanno nessuna pretesa letterale, solo la modificazione del senso volto alla liberazione dell'uomo dalla sottomissione imposta anche attraverso questi proverbi dalla bibbia cristiana ed ebrea.
30 ottobre 2026
Se ciò che produce i piaceri dei dissoluti dissolvesse le paure proprie della mente nei confronti dei corpi celesti e della morte e dei dolori, e, ancora, insegnasse quale sia il limite dei desideri e dei dolori, non avremmo alcunché per cui biasimarli, colmi come sarebbero di piaceri da ogni parte e in ogni caso privi di dolore fisico e di afflizione, cioé, del male.
Epicuro, "Massime capitali"
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29 ottobre 2026

Il frammento 32 della serie di Tonelli è ripreso anche da Albanese che lo rintraccia nel Commento al Timeo di Proclo.
Il frammento dice che un operatore colma il grembo fecondo di Ecate elargendo fuoco che dona vita. L'operatore sui vincoli riversa potentissimo fuoco vivificante.
L'elemento centrale del frammento degli Oracoli Caldaici è il personaggio di Ecate.
Negli Inni Orfici, l'Inno a Ecate sembra fare da cappello e introduzione alla serie degli Inni. Fra le altre cose, la Dea Ecate è la Dea della nascita. Non della nascita della vita fisica, ma della nascita di ogni Dio anche partorito dalle trasformazioni e dal divenuto della vita fisica.
Ecate è rappresentata come una triade. Passato, presente e futuro. Spesso, posta come immagine ai crocicchi delle strade, invitava il viaggiatore a scegliere la strada da percorrere. Era la rappresentazione razionale del percorso di trasformazioni che, durante la propria strada della vita, il viaggiatore doveva scegliere.
Gli orfici scrivono gli Inni Orfici nello stesso periodo in cui vennero scritti gli Oracoli Caldaici. Di Ecate dicevano:
Inno a Ecate
Ecate protettrice delle strade celebro, trivia, amabile,
celeste e terrestre e marina, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante, con le anime dei morti,
figlia di Perse, amante della solitudine, superba dei cervi,
notturna, protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, senza cintura, d'aspetto imbattibile,
domatrice di tori, signora che custodisce tutto il cosmo,
guida, ninfa, nutrice dei giovani, frequentatrice dei monti,
supplicando la fanciulla di assistere alle pie celebrazioni
benevola verso il bovaro sempre con animo gioioso
Da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli
Il punto centrale del frammento è Ecate. E' la forza di questo Essere come guardiano della nascita e delle trasformazioni della Coscienza di Sé. Esattamente come dice l'Inno Orfico.
Ecate è il potere della nascita. Non è il potere della nascita dell'Essere della Natura. Quello è Giunone o Era. Ecate è il potere della nascita di quanto l'Essere della Natura partorisce all'atto della morte del corpo fisico. Era e Giunone sono legate agli Esseri della Natura. L'imperativo di Giunone Lucina di sciogliere tutti i nodi della partoriente e di chi assisteva al parto era funzionale a concentrare l'attenzione di chi assisteva la partoriente affinché la morte dell'Essere Feto si trasformasse nella nascita di un Essere della Natura. Giunone Lucina operava affinché il parto andasse a buon fine. Operava affinché un nuovo Essere della Natura cominciasse ad articolare il proprio intuire per muoversi nell'intuibile della vita.
L'opera di Giunone Lucina è visibile nelle azioni della partoriente e di chi l'assiste mentre partorisce; l'opera di Ecate è visibile soltanto al veggente nel momento del trasferimento della Coscienza di Sé dal corpo fisico al corpo luminoso che il soggetto ha costruito durante tutta l'esistenza.
Il fuoco che dona la vita è sempre l'Energia Emotiva di cui una Coscienza di Sé si può alimentare mettendo in essere delle strategie attraverso le quali aumentare il proprio potere di determinazione nella sua oggettività. Il potere di determinazione è il Potere di Essere di quella Coscienza di Sé che, mentre viene alimentato, costringe l'Energia Emotiva inconscia affinché partecipi alla costruzione della propria Coscienza di Sé.
Chi opera è dunque il Potere di Essere della singola Coscienza di Sé che ricolma il grembo di Ecate partorendo il corpo luminoso all'atto della morte del corpo fisico. I vincoli sono quelli della morte del corpo fisico a cui l'Essere della Natura è sempre legato e sempre sottomesso.
La morte del corpo fisico giunge sempre ed è inevitabile. Ecate, al momento della morte del corpo fisico, versa la sua forza per alimentare la trasformazione dell'Essere della Natura in Essere Luminoso. Sempre!
Sta all'Essere della Natura aver accumulato sufficiente Potere di Essere nel corso della sua esistenza per poter afferrare la mano che il Potere di Essere di Ecate gli allunga. Per gli Esseri umani, sottoposti alla sottomissione del macellaio di Sodoma e Gomorra, non esiste potere sufficiente per poter afferrare quanto Ecate tende. La presa sfugge e quanto è rimasto del loro Potere Personale (che non si sia mangiato la sottomissione al macellaio di Sodoma e Gomorra) viene dissolto col loro corpo fisico: Ecate ha abortito!
Ecate non costruisce l'eternità delle Coscienze di Sé: le aiuta a passare dalla Coscienza dell'essere fisico alla Coscienza di essere luminoso. Le partorisce soltanto se le Coscienze di Sé si sono costruite sommando, alla Necessità che le ha spinte a nascere, la propria volontà in risposta all'Intento della propria espansione nell'intuibile che le circonda. Ecate alimenta il Potere di Essere della Coscienza di Sé all'atto della morte del corpo fisico ma, nello stesso tempo, Ella può alimentare soltanto quanto ha forza e il Potere d'esistenza del soggetto ha costruito: non può resuscitare i morti e nemmeno coloro che hanno deciso di morire.
Sul Potere di Essere dell'individuo, al momento del passaggio dal corpo fisico al corpo luminoso, Ecate versa "forza di fuoco vivificante, potentissimo". Lo versa sulle determinazioni dell'esistenza, non sul nulla o sulla disperazione di chi ha distrutto sé stesso.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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28 ottobre 2026

I giornali lanciano la notizia che Flavio Bolsonaro, invitato a consegnare il passaporto, è scappato dal Brasile e sarebbe in volo verso gli USA.
Sconfitto alle elezioni presidenziali del paese latino-americano, sembra che stiano emergendo delle irregolarità sulle quali è stata aperta un'indagine.
Flavio Bolsonaro si era candidato a Presidente del Brasile con il dichiarato scopo di far uscire di prigione suo padre che tentò un colpo di Stato dopo essere stato sconfitto da Lula e dopo aver fatto incarcerare Lula nel tentativo di liberarsi di un avversario politico.
Prima delle elezioni Lula era dato vincitore della tornata elettorale. A sorpresa Flavio Bolsonaro aveva vinto il primo turno elettorale.
Fu questa sconfitta di Lula che ha mobilitato gli elettori brasiliani che si sono resi conto di essere stati superficiali durante le elezioni del primo turno elettorale.
Il capitale internazionale già progettava di intervenire per uno sfruttamento massiccio delle risorse naturali brasiliane. La vittoria di Lula ha fatto saltare, almeno per ora, i loro piani.
Hanno reagito aggredendo la struttura finanziaria del Brasile. Hanno venduto azioni e fatto deprezzare la moneta brasiliana. Si tratta solo di una fase momentanea dal momento che non hanno intaccato la capacità industriale ed economica del Brasile che continua sulla scia degli anni precedenti.
28 ottobre 2026

Il gas nell'Unione Europea ora sfiora i 90 dollari ed è la quotazione massima dal 2022.
Si tratta del risultato ottenuto dalla concomitanza di due azioni. La guerra ucraina e la guerra del Golfo Persico con il genocidio della popolazione di Gaza.
Le guerre hanno prodotto questo notevole risultato.
Ci dobbiamo chiedere: chi è il nemico?
Qual è il fine di queste guerre?
Il Governo dell'Unione Europea, quali responsabilità ha in questi aumenti? Ha fatto scelte oculate o ha mandato i cittadini europei allo sbando?
Russia e Ucraina si stanno facendo guerra, ma sia la NATO che i paesi Europei stanno finanziando ed armando l'Ucraina al fine di prolungare la guerra.
Io non parteggio, ma constato che l'Europa sta pagando un conto molto alto e che masse di cittadini europei sono esasperati.
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27 ottobre 2026

Il frammento 31 è tratto da Damascio, l'ultimo responsabile neoplatonico dell'ultima accademia di Atene.
Secondo il frammento 31 il legame della triade prima fluirebbe da "entrambi" dove verrebbero sottoposti a misura gli intuibili.
Il frammento a prima vista appare complesso, eppure è chiaro. Dipende sempre dall'uso che ne si fa del frammento e dei contenuti che si vuole attribuire alle parole del frammento.
Il frammento si riferisce alla formazione della Coscienza di Sé all'interno dell'Essere Natura. O, almeno, per gli Esseri bisessuati. Entrambe le Coscienze di Sé, di diverso sesso, fanno fluire verso un unico Intento il loro legame con la triade. Ognuno di loro sono Necessità, Intento e Volontà. Generano una Coscienza di Sé che inizia ad intuire gli intuibili della realtà nella quale è venuta in essere.
La nuova triade ha sovrapposto la propria soggettività all'oggettività di Necessità e Intento che l'ha spinta a germinare date le condizioni che "entrambi" hanno costruito. Nello stesso tempo, ogni triade è portatrice della rappresentazione del meccanismo di ogni altra triade che ha trasformato l'inconsapevole in consapevole, ma non è la prima triade. C'è un inizio della trasformazione, ma non c'è una gerarchia di un prima e di un dopo. Sono triadi determinatesi attraverso le trasformazioni dei singoli Esseri che compongono l'Essere Natura.
Quel fluire di legami dalla diade di triadi all'interno dell'Essere Natura pone le basi per la nascita di una nuova triade: una nuova Coscienza di Sé.
Ed è in quella nuova triade che gli intuibili, ancora una volta, sono sottoposti a misura. Quella triade, che scaturisce dall'unione di due triadi, a sua volta si espanderà nell'intuibile che la circonda. Essa userà il proprio intuire misurando l'intuibile del circostante e imparando a nuotare in quell'intuibile.
Il frammento indica un modo, all'interno dell'Essere Natura, attraverso il quale viene a costruirsi una Coscienza di Sé trasformando l'Energia Emotiva inconscia in una concentrazione di Energia Emotiva consapevole di Sé stessa. Il frammento definisce la formazione della Coscienza di Sé propria dell'Essere Umano e la formazione della sua Coscienza di Sé che si espande nell'Essere Natura.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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26 ottobre 2026

[1] Figlio mio, chiunque tu sia,
guarda i miei errori e da essi impara.
[2] Ti attrezzeranno per affrontare la tua vita
e il seme della sottomissione in te non sboccerà.
[3] Se cercherai le emozioni del mondo
troverai il segreto delle emozioni che ti trasformano nel tempo.
[4] Allora comprenderai
il coraggio che chiama gli Dèi.
[5] Perché le emozioni esprimono il nostro intento
e le nostre mani mettono in moto il nostro pensiero.
[6] La nostra azione rappresenta il giusto
che apre le vie al futuro.
[7] E' il futuro la misura della giustizia
ed è il coraggio l'arma per fondarlo.
[8] Il coraggio trasforma l'intento in sapienza
E la scienza svela lo sconosciuto in cui vivi.
[9] La saggezza si trasformerà in potere;
il potere, mediante la tua l'intelligenza, si riverserà nel mondo
sotto forma di progetto.
[10] Non soffermarti a riflettere sul male;
è male chiunque voglia fare di te uno schiavo obbediente.
[11] Dagli schiavi che accettano la catena di un padrone,
non farti indicare nessun sentiero
né devi farti accalappiare da parole suadenti
e da intenti perversi che voglio imprigionare il tuo intento.
[12 ]Sii attento.
[13] Il pericolo non viene dallo straniero che usa parole seducenti,
ma dall'amico che trova in te la sua preda quando
ha abbandonato sentieri di intento e di passione.
[14] Non esiste giovinezza che persiste;
non esiste vecchiaia dalla quale fuggire.
[15] La morte è la tua gloria, la sua casa il tuo rifugio,
guardati da coloro che indicano infedeli e malvagi da perseguitare,
tu sei la loro preda;
ti vogliono rinchiudere in gabbie dalle quali
non può fuggire la tua sottomissione.
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25 ottobre 2026

Il frammento 30 della serie di Tonelli è preso da Damascio.
Il frammento parla di una matrice che conterrebbe ogni cosa e agirebbe come una fonte di tutte le fonti. Gli interpreti sono in disaccordo sull'interpretazione del frammento perché, secondo alcuni, il frammento farebbe riferimento alla vagina come fonte che tutto contiene. Damascio lo userebbe per indicare il "cosmo intelligibile".
La fonte delle fonti è la sostanza che attraverso le sue qualità la Coscienza di Sé germina e si sviluppa. Non importa in che modo la Coscienza di Sé si sviluppa o quale direzione intraprende per trasformarsi. Che sia la Coscienza di Sé delle Galassie, di Esseri di Sola Energia Emotiva, dell'Essere Terra, dell'Essere Luna, degli Esseri della Natura, delle tensioni Coscienti di Sé; ogni Consapevolezza può esistere solo in presenza dell'Energia Emotiva mattone primo dell'universo.
L'Energia Emotiva è l'unico a priori, arké, del pensiero Pagano Politeista.
l'Energia Emotiva è la sostanza che genera qualsiasi Coscienza di Sé. Il "Padre", come Necessità e Intento, è un elemento della qualità dell'Energia Emotiva.
Ogni cosa contenuta nell'universo sta ad indicare che ogni possibile Coscienza di Sé che si esprime attraverso l'Energia Emotiva è potenzialmente già presente nella sostanza che formerà la Coscienza di Sé. Nello stesso tempo, molte Coscienze di Sé, che potenzialmente avrebbero potuto esprimersi, non si esprimeranno perché le condizioni incontrate da Necessità e Intento hanno permesso la germinazione di quelle e solo quelle Coscienze di Sé.
Molte Coscienze di Sé, potenzialmente possibili come risultato dello sviluppo dell'Energia Emotiva, non percorreranno il sentiero nell'infinito dei mutamenti. Non hanno usato con sufficiente impegno la loro volontà per manipolare la loro Energia Emotiva nelle contraddizioni che hanno vissuto. Altre Coscienze di Sé, nell'affrontare le condizioni della loro esistenza, non solo plasmeranno la loro Energia Emotiva ma costruiranno condizioni favorevoli per lo sviluppo di altre Coscienze di Sé.
La fonte delle fonti della Coscienza di Sé è l'Energia Emotiva senza la quale la Coscienza di Sé non può esistere, germinare e trasformarsi. La matrici altro non sono che le infinite diverse Coscienze di Sé che nei miliardi di anni sono germinate dall'Energia Emotiva e hanno percorso il loro sentiero mutamento dopo mutamento.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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24 ottobre 2026

Il frammento 29 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus di Giovanni Lido del VI secolo d.c.
Il frammento dice: il soffio vitale fu mescolato dal padre mediante questa triade.
Che cos'è il "soffio vitale"?
E' un'espressione del veggente. Il venir in essere della coscienza dall'inconsapevole può essere interpretato come un "soffio vitale". Il veggente vede l'Energia Emotiva muoversi nello spazio per effetto di Necessità; poi osserva alcune parti di Energia Emotiva accelerare in modo vorticoso il proprio corso. Una parte dell'Energia Emotiva si muove in modo differente da come si muove l'Energia Emotiva attorno. La velocità è diversa, una velocità maggiore; una diversa luce appare alla coscienza del veggente. Il veggente percepisce questo come l'effetto di un "soffio" che alimenta il venir in essere di una Coscienza di sé. Un soffio che trasforma l'inconsapevole in consapevole.
Il "soffio vitale" è il respiro emotivo della Consapevolezza. E' il fluire di quanto si tramuta da inconsapevole in consapevole. E' il passaggio demiurgico della nascita della Coscienza di Sé che si riconosce diversa dal circostante.
Perché mescolare ogni "soffio vitale"?
Perché Necessità e Intento determinano le tensioni del movimento. Un movimento lineare e apparentemente senza meta (o in direzione di una Coscienza di Sé quando queste si relazionano) rappresenta il movimento dell'Energia Emotiva inconscia. Un vortice, all'interno di quel movimento, indica come quell'Energia Emotiva si stia compattando e separando dall'oggettività circostante riconoscendo sé stessa come Coscienza, parte diversa del circostante, e in lei sorge la tensione di espansione espressa attraverso i suoi bisogni che la inducono a soddisfarli mediante l'uso della sua volontà.
Le Coscienze di Sé sono espressione soggettiva in sé di Necessità. Intento, Eros, nel padre, è la trasformazione da inconscio a cosciente; Intento della Coscienza è la sua necessità di espansione.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
23 ottobre 2026

Il frammento 28 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus di Giovanni Lido del VI secolo d.c.
Il frammento dice che ogni cosa è seminata partendo dall'intimo di questa triade.
Il concetto di seminare deve essere letto come: dall'attività intima di questa triade è stata presente, potenzialmente, ogni cosa che è stata, che è e che sarà. Significa che le scelte, fatte nella veicolazione della triade, possono portare in molte direzione e produrre molte cose e molte relazioni. La triade stessa, essendo il sistema base del venir in essere di ogni Coscienza di Sé, è in grado di alimentare ogni percorso fino alla costruzione della Coscienza Universale.
Il fatto che ogni cosa sia seminata attraverso un movimento triadico non significa che ogni cosa germogli o, almeno, non una cosa che un veggente può pensare in anticipo. Qualcosa germoglia perché la triade porta al cambiamento. Un nuovo soggetto, una diversa oggettività, un nuovo cammino di trasformazioni. Qualche cosa germoglia; ma cosa? Solo il presente può affermare di essere germogliato da movimenti triadici del passato.
La triade stessa, in quanto espressione di una Coscienza di Sé, obbedisce alla legge divina di adattamento soggettivo alle variabili oggettive.
Pertanto, la qualità di espressione della singola triade alimenta la nascita di alcune cose e ne cancella altre che però possono essere presenti in altre triadi e svilupparsi attraverso esse. Quando le Coscienze di Sé si fonderanno per costruire un unico percorso, quanto è stato prodotto dalle singole triadi si riverserà nelle varie Coscienze di Sé; in altre e diverse triadi.
La triade va interpretata, va letta come il meccanismo di formazione della Coscienza di Sé. Come il motore di un'automobile. Fa funzionare l'automobile, genera la Coscienza, ma non indica la direzione in cui la coscienza si muove e si trasforma. La triade è il meccanismo di formazione della Coscienza, ma non è la Coscienza.
Essere-nonEssere-divenire. Essere-nonEssere-cambiamento. Cambiamento di Essere, e di nonEssere per diversi Essere e diversi nonEssere.
La Coscienza di Sé, ogni Coscienza di Sè, è il risultato di questo meccanismo triadico e si trasforma riproducendo questo meccanismo triadico sovrapponendo la propria volontà alla Necessità che l'ha formata.
Se la monade, la Coscienza di Sé, non sovrappone la propria volontà a Necessità non rifulge, né i semi di cui è portatrice possono germogliare. La monade, in quel caso, attende la sua dissoluzione che può avvenire in modi e cause diverse a seconda di come quella Coscienza di Sé si esprime (gli Esseri della Natura in un modo, gli Esseri Galassia in un altro modo, gli Esseri di sola Energia Vitale in un altro modo ancora ecc.).
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
22 ottobre 2026

[1] Figlio mio, chiunque tu sia, guarda i miei errori e da essi impara.
[2] Ti attrezzeranno per affrontare la tua vita e il seme della sottomissione in te non sboccerà.
[3] La possibilità di SAPERE sta attorno a te. impara ad udire la sua voce che germina dentro di te.
[4] La trovi nel mondo in cui vivi; la trovi nell'amore che frequenti; la trovi nelle biblioteche in cui divori storie di vita.
[5] Io effonderò su di voi l'esperienza dei miei errori; con le parole descrivo i miei errori.
[6] Quando tendevo la mano, ero aperto per farmi ingannare.
[7] Io non rido delle vostre sventure, ma vi avevo mostrato i miei errori affinché voi li poteste trasformare in esperienza.
[8] Quante volte devo sbagliare affinché voi facciate tesoro di quanto nel mondo vi parla?
[9] Tempeste e alluvioni, terremoti e siccità, sono parte della vita, se non vi attrezzate per l'oggi, pensate di essere pronti per domani?
[10] Se tu costruisci la casa sulle rive del fiume; prima o poi arriva la piena.
[11] Se tu concedi il tuo affetto ad ideali che non hanno futuro, vieni travolto in ogni momento.
[12] Poi rideranno perché fosti sciocco; e per questo io soffro; per ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.
22 ottobre 2026

Per il capitalismo, la scuola è un obbligo. Costruisce i lavoratori futuri.
Per il fascismo (e per il cristianesimo) la scuola è un privilegio. Va abolita la scuola in funzione degli istituti privati.
Per i "marxisti" la scuola è un mezzo affinché le persone si approprino della cultura.
Tre modi diversi di pensare l'uomo.
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21 ottobre 2026

Il frammento 27 della serie di Angelo Tonelli è preso da Damascio.
Il frammento dice che una triade rifulge nel cosmo e che questa triade è dominata da una monade.
Si tratta di un discorso di reciprocità dialettica dove nel cosmo, quando una triade tenta di dilatarsi e di costruirsi, domina la monade di cui è espressione. La monade deve rispondere alle forze della vita che hanno generato la Coscienza e, proprio per rispondere alle forze della vita di cui è espressione mediante la propria volontà, ella rifulge della consapevolezza che sarà, alla fine dei mutamenti, dell'intero universo.
La monade è l'attimo in cui l'Energia Emotiva da inconsapevole diventa consapevole e alla Necessità, di cui è emanazione, aggiunge la propria volontà per rispondere alle spinte dei suoi desideri. Desideri che sono espressione di Intento, Eros, dentro di lei.
Tutte le Coscienze di Sé del cosmo sono formate da una triade e possono essere Coscienze di Sé che tentano di diventare eterne proprio perché rispondono al sistema triadico.
Cosa domina la monade? La monade domina sé stessa!
La monade somma la propria volontà a Necessità di cui è espressione. La monade, domina il movimento di Necessità attraverso la propria volontà imponendo, attraverso le sue scelte nella sua oggettività, la direzione in cui praticare il proprio sviluppo.
Il meccanismo di sviluppo triadico della monade, che noi chiamiamo Coscienza di Sé, come relazione fra sé e la sua oggettività, è dominato dalla volontà della monade stessa che si impone allo sviluppo caotico di Necessità per rispondere nel modo migliore ad Eros che, attraverso i suoi bisogni, la spinge affinché si sviluppi.
Questo meccanismo è quanto rifulge agli occhi del veggente. La monade, o la Coscienza di Sé, è tanto più grandiosa quanto maggiormente fa splendere la propria soggettività in relazione all'oggettività che la circonda. Sia che questa oggettività sia formata da Energia Emotiva inconscia sia che sia formata da altre Coscienze di Sé che, determinando sé stesse attraverso la loro volontà, entrano in relazione.
Per le leggi della formazione del Potere di Essere, la Coscienza di Sé maggiore alimenta la Coscienza di Sé minore con cui entra in relazione perché questo alimenta lo sviluppo della propria Coscienza di Sé. Ciò che maggiormente rifulge è la volontà attraverso la quale le monadi, le Coscienza di sé, esercitano la propria volontà per determinare i propri mutamenti e le proprie trasformazioni.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
Pagina specifica dell'argomento
20 ottobre 2026

Pensate davvero che trattare gli Oracoli Caldaici sia un discorso astratto?
Manifestazioni e scontri in Francia, in Italia, in Portogallo. Alluvioni in Grecia (per ora). Manifestazioni e scontri in India. Guerra Russia-Nato; genocidio dei Palestinesi da parte degli ebrei; distruzione del Medio Oriente e del Nord-Africa. Distruzione delle regole internazionali del commercio. Pretese di suprematismo in numerosi Stati che stanno percorrendo un declino economico e culturale.
Tutto questo afferra l'attenzione delle persone. La afferra talmente tanto, bloccandola sul presente che vivono, da non essere in grado di cogliere i meccanismi ideologici e sociali che hanno prodotto questo.
Interpretare gli Oracoli Caldaici è una discriminante fra l'ideologia assolutista che costruisce queste contraddizioni nella società e l'ideologia democratica che, armata di cultura e di attenzione per le trasformazioni del mondo, attrezza le persone per risolvere le contraddizioni in maniera diversa.
O ritenete che il Macellaio di Sodoma e Gomorra sia il vostro riferimento e interpretate gli Oracoli Caldaici dal punto di vista dell'assassino che ha macellato l'umanità col diluvio universale pensando che con la violenza anche voi potete trarre profitto; oppure pensate che il mondo abbia a proprio fondamento Necessità e Intento e si trasformi attraverso l'intelletto con cui intuire le possibilità di agire nel mondo adattando voi stessi senza, per questo, macellare le persone per la vostra gloria.
Tutta la filosofia è un cultura della discriminazione in cui le persone possono scegliere se essere parte del genere umano o se identificarsi col criminale, il Dio dei cristiani, che si vanta di aver macellato l'umanità col diluvio universale.
La stragrande maggioranza dei manifestanti di Milano e dei poliziotti che si sono scontrati avevano nella testa solo il Macellaio di Sodoma e Gomorra con cui si identificavano. Sapevano solo spaccarsi la testa a vicenda. Non è diverso per gli autotrasportatori che il Ministero degli Interni si è guardato bene dallo spaccare loro le teste. Eppure, anche loro si identificano col Macellaio di Sodoma e Gomorra e chiedono privilegi particolari in una società entrata in sofferenza.
Progettare un possibile futuro è una cosa che gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra ignoreranno sempre perché troppo tesi a cogliere l'attimo presente per poter dominare gli Esseri Umani in nome del loro Dio padrone.
Eppure, con gli Oracoli Caldaici possiamo dire: "mai, per oblio, scivolare in un flutto miserabile!".
Ma forse, questo, non interessa a nessuno: fanno a botte, si ammazzano, per dimostrare di avercelo più lungo dell'altro.
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19 ottobre 2026

Il frammento 26 della serie di Angelo Tonelli è preso da De Mensibus, i mesi. Un'opera scritta da Giovanni Lido (490 d.C. epoca dell'imperatore Giustiniano). Il libro contiene dati riconducibili all'antiquaria romana, astrologia, neoplatonismo, misticismo dei numeri (pitagorismo), meteorologia, biologia e miti religiosi antichi.
Il frammento dice che il cosmo, vedendo la monade triadica la venerò.
Non si comprende bene in che cosa consista il soggetto indicato col termine "cosmo" in relazione ad una "monade triadica" che il "cosmo" avrebbe visto.
Questo dubbio apre ad ogni tipo di interpretazione.
Faccio fatica a dubitare che Giovanni Lido abbia usato il frammento per confermare l'idea cristiana del suo Dio padrone come monade trinitaria che viene venerata dal cosmo.
I pitagorici usarono il termine "monade" per contrapporsi al termine "atomo" di Democrito che consideravano un termine materiale come se la monade, come unità fondamentale e indivisibile del presente, non fosse altrettanto materiale dell'atomo democriteo.
Cambiando i termini di presentazione del frammento abbiamo questo:
Vedendo te, atomo triadico, il cosmo ti venerò.
Com'è il cosmo in quel momento?
E' Energia Emotiva che vaga inconsapevole sia sotto forma di materia che sotto forma di energia.
Cosa fa la monade o l'atomo?
Una frazione di quell'Energia Emotiva passa dallo stato di inconsapevolezza allo stato di consapevolezza e, nel farlo, mette in atto la propria volontà d'esistenza con cui veicola Necessità che le ha permesso di venire in essere.
L'Essere gemina nel non-Essere per divenire e trasformarsi.
Non è l'Essere che germina e che si trasforma che viene ammirato dal cosmo. Il cosmo ammira il meccanismo triadico attraverso il quale l'intero cosmo, frazione per frazione, può diventare consapevole e manifestare la sua volontà d'esistenza.
Il più piccolo elemento triadico consapevole è venerato dal cosmo in quanto parte fondamentale della costruzione della consapevolezza del cosmo stesso. Dove il termine "venerare" va inteso in modo letterale: "farsi Venere". Il "farsi Venere" del cosmo nei confronti della più piccola entità triadica che, attraverso le sue trasformazioni, partecipa alla formazione della Coscienza universale.
L'universo stesso è nulla se quell'unità non concorre alla sua formazione.
L'universo si fa Venere nei confronti della più piccola unità triadica che attraverso le sue trasformazioni concorre a formare la Coscienza e la consapevolezza dell'universo stesso. Questo per ogni infinito numero di unità triadiche che compongono l'universo, il cosmo, qualunque sia la loro natura.
La volontà della più piccola unità triadica, la monade, è parte della trasformazione della più grande volontà che, attraverso un processo di trasformazione e interazione, diventa la Coscienza e la volontà d'esistenza dell'intero universo.
La realtà consapevole dell'universo viene costruita, monade triadica dopo monade triadica, in un processo di costruzione e integrazione attraverso un percorso di disgregazione e riaggregazione della coscienza che porta a formare, alla fine dei mutamenti, la Coscienza Universale grazie all'apporto di tutte le monadi triadiche che nel corso dei miliardi di anni si sono formate e si sono trasformate integrandosi.
L'universo concorre a sorreggere anche la più piccola Coscienza di Sé, monade triadica, che tenta di espandersi. Il gioco della contesa e dell'armonia è il gioco del divenire del cosmo, il suo farsi Venere. E' il gioco dell'esistenza e della formazione della Coscienza Universale.
L'Universo si fa Venere nei confronti della monade triadica esattamente come la monade, nel momento stesso in cui esercita la propria volontà per espandersi, si fa Venere nei confronti dell'universo.
Ogni entità triadica che fonda il proprio divenire nell'eternità dei mutamenti è parte fondamentale della futura Coscienza Universale.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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18 ottobre 2026

Epicarmo (524-438 a.c.)
Epicarmo filosofo è considerato il fondatore della "commedia Siceliota". Forse arriva a 3 mesi in Sicilia, comunque, visse a Siracusa.
Scrive Epicarmo:
Se a un numero dispari - o se preferisci anche a un pari - si vuole aggiungere una cifra, o anche sottrarre qualcosa dalla quantità esistente, ti sembra che poi il numero sia ancora lo stesso?
(B) A me no di certo.
(A) E se a una misura di un cubito si volesse aggiungere una lunghezza supplementare o tagliare un pezzo di quella che c'era prima, non ci sarebbe più la stessa misura? (B) Certo che no.
(A) In questo modo considera anche gli uomini: infatti uno cresce, l'altro invece si consuma, tutti si trovano in mutamento, in ogni istante. Ma uno muta secondo natura e non rimane più nello stesso stato: anch'egli sarà ormai un individuo diverso da quello di partenza. Anche tu e io ieri eravamo altre persone, e ora altri noi siamo, e ancora altri saremo e mai più gli stessi di prima, per questa ragione.
Da: "Proverbi, sentenze e massime di saggezza in Grecia e a Roma", a cura di Emanuele Lelli, Editore Bompiani, 2022, pag. 72
Ericarmo riprende il pensiero eracliteo e lo applica, non solo alle trasformazioni dell'oggettività, ma anche, e soprattutto, alle trasformazioni dell'uomo e di sé stesso.
Che persone siamo oggi, sta dicendo Ericarmo.
E a questo va aggiunta la domanda: che persona vuoi essere domani?
Da qui nasce una filosofia che pitagorici, platonici, neoplatonici e stoici hanno voluto distruggere in nome del dominio dell'uomo sull'uomo.
18 ottobre 2026

Monade = Termine usato nella scuola pitagorica per indicare l'unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri. Dal greco monas = unità. Archita e poi Proclo distinsero la monade dall'Uno assoluto, del quale essa costituisce il principio di limitazione intelligibile. Platone definisce a sua volta monadi le idee per evidenziarne l'essenzialità e la lontananza dalla realtà empirica. Il termine, pur mantenendo la connotazione di semplice e di irriducibile insieme, acquisisce un significato trascendente nei neoplatonici cristiani, per i quali indica Dio come unità ultima ed essenziale.
Come ho già accennato, il termine monade è assunto dai pitagorici in contrapposizione al termine democriteo di atomo. Sia l'atomo che la monade indicano lo stesso oggetto in due sistemi di pensiero diversi. Solo che il sistema di pensiero democriteo era una sistematica ricerca dei meccanismi del venir in essere della realtà in cui l'uomo viveva. Al contrario, ai pitagorici interessava il potere e il dominio dell'uomo sull'uomo e volevano separare la significazione dei numeri dalla realtà per trasformarli in significati trascendentali che giustificassero il loro dominio dell'uomo sull'uomo.
Ineffabile = che non si può esprimere con le parole (per lo più riferito a sentimenti o a sensazioni piacevoli) come una "gioia ineffabile".
Ineffabile non è riferito all'oggetto a cui il soggetto assiste, ma alla sensazione che riceve il soggetto dalla presenza dell'oggetto.
Non è importante se l'oggetto è reale o immaginario. L'ineffabilità è quanto afferma il soggetto dell'oggetto non essendo in grado di di descrivere l'oggetto nelle sue relazioni col mondo.
Il termine ineffabile definisce un oggetto a cui il soggetto assiste, ma che è sconosciuto alla sua ragione. In questo modo, l'oggetto sconosciuto alla ragione del soggetto diventa, per tutte le altre persone a cui il soggetto lo comunica, inconoscibile. Le altre persone possono affermare la realtà di quell'oggetto solo in base alla fede o ad una credenza, ma rimane sempre inconoscibile alla loro ragione e sconosciuto alle loro sensazioni.
L'oggetto definito ineffabile è fuori dal mondo sensibile e se non vengono dimostrati rapporti col mondo sensibile, è chiaramente il frutto di un'immaginazione che si presenta con violenza alla percezione del soggetto costringendo il soggetto a definire la sensazione che prova.
Va da sé che, quando usato in filosofia, il termine descrive sempre un immaginario soggettivo che può essere solo oggetto di studio da parte della psichiatria.
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17 ottobre 2026

Dal Dizionario Garzanti della lingua italiana:
Aporia = Difficoltà o incertezza che incontra il ragionamento difronte a due argomenti opposti entrambi possibili - difficoltà logica insolubile.
Viene definita aporia quando due persone delirano argomentando in merito ad oggetti che non ricadono sotto i loro sensi. Costoro li affermano per fede e per credenza. Questo al di là del livello culturale con cui la fede o la credenza in oggetti, che non rientrano sotto i sensi o nelle condizioni dell'esistenza, vengono argomentati.
Le argomentazioni che ricadono nella categoria delle aporie vengono molto usate nella filosofia greca, in particolare platonica e dintorni, perché la filosofia greca non ha categorie per distinguere, nel tentativo di definire la realtà, l'ipotesi dalla farneticazione accogliendo la farneticazione delirante come un aspetto della discussione filosofica.
Alcuni di questi deliri, riconosciuti come tali anche dal filosofo che li usa e li diffonde per il proprio tornaconto culturale, vengono attribuiti dal filosofo ad autorità filosofiche o a personaggi del passato che non possono smentirlo ( lo ha detto lui!).
I filosofi assolutisti discutono molto delle aporie greche e le usano ancor oggi.
Dire che Dio esiste o dire che Dio non esiste, è un'aporia.
Dal momento che non puoi dimostrare che Dio non esiste, rimane il dubbio che Dio possa esistere assolvendo il delirante, che afferma l'esistenza di Dio, dall'obbligo di provarne l'esistenza.
In fondo, la filosofia è il prodotto di persone deliranti e noi possiamo distinguere fra deliri puri e semplici e ipotesi con cui si tentava di leggere la realtà del vivere delle persone. Ci sono indubbiamente molte lacune nel tentare di leggere la realtà in cui viviamo. La stessa ricerca scientifica è una continua modificazione della descrizione della realtà in cui viviamo.
Solo che il delirio rimane il delirio. E Dio, il padrone di tutti i padroni, al di là di come lo si argomenta, rimane il delirio di tutti i deliri anche se, purtroppo, si deve contrastare la legittimazione del delirio perché i deliranti di Dio, a tutt'oggi, controllano la società civile e impongono regole inumane agli uomini alimentando il disagio sociale.
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16 ottobre 2026

Il venticinquesimo frammento della serie di Angelo Tonelli è preso dal Commento al Timeo di Proclo. Il frammento dice che un mortale fu animato perché il "padre" intuì alcune cose.
Cosa intuisce Necessità e Intento? La Coscienza intuisce; l'inconsapevole persiste nel movimento.
Necessità e intento non percepiscono nulla. Come Desiderio che non percepisce nulla.
La Coscienza percepisce e intuisce. La Coscienza, portatrice di Desiderio (Intento), deve percepire e intuire per soddisfare la pulsione di Desiderio che agisce in lei.
Chi osserva il venir in essere dell'universo e della vita, mal distingue fra Energia Emotiva inconsapevole ed Energia Emotiva consapevole.
Necessità e Intento sono i "padri" del presente e da questo presente germina la Coscienza.
I processi di mutamento della Coscienza avvengono attraverso un processo di tensione-accumulo-carica-scarica-rilassamento. Sia nell'accumulo dell'esperienza conquistato soggettivamente attraverso il vivere quotidiano che nell'accumulo di conoscenza. la Coscienza diviene per morte e rinascite. All'arrivo di una nuova conoscenza alla Coscienza, questa si disgrega per fagocitare la nuova conoscenza per riaggregarsi, diversa, nel rilassamento in cui ricostruisce sé stessa.
Necessità e Intento sono immortali. Sempre uguali a sé stessi anche quando agiscono in Coscienze diverse. Le Coscienze, germinate dall'inconsapevole, divengono morendo e rinascendo. Disgregandosi e riaggregandosi.
Cosa fu animato? Un mortale!
Una concentrazione di Energia Emotiva cosciente che doveva continuamente distruggere sé stessa per continuare a svilupparsi rinnovando la propria coscienza ad ogni esperienza. Le Coscienze germinano da Intento e Necessità e riconoscono sé stesse diverse dall'inconsapevole in cui opera Necessità e Intento attraverso la loro volontà che sommano a Necessità e Intento da cui sono germinate. La volontà porta la Coscienza a raggiungere i propri obbiettivi che Intento, Desiderio, indica in lei e, proprio usando volontà, la Coscienza sviluppa il suo Nous, la sua intelligenza progettuale.
Lo sviluppo della Coscienza è un processo di sviluppo lineare. Eppure la Coscienza che si sviluppa deve continuamente rinascere rinnovando il proprio esistere. Quando rinasce non è più ciò che era e non sarà ciò che avrebbe desiderato essere. Quella coscienza è mortale perché, ad ogni esperienza o ad ogni nuova conoscenza, si dissolve e ricomincia attraverso la forza (volontà e nous) che ha costruito, se l'ha costruita, nel nuovo ciclo.
Il mortale appartiene anche all'Essere della Natura, ma lo stesso Essere Natura è mortale in quanto subisce trasformazioni continue attraverso le quali forgiare la propria Coscienza di Sé e la propria consapevolezza.
NOTA: Il numero dell'Oracolo Caldaico si riferisce alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'Editore Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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15 ottobre 2026
Solone
Fra i vari detti dei sette sapienti greci, ho trovato un detto che, a mio avviso, andrebbe tenuto presente da chiunque fa attività religiosa. Nel campo religioso il singolo tende a spacciare la propria soggettività come oggettività e si stupisce se le persone non l'accolgono come tale.
Solone di Atene, figlio di Essecestide, disse:
Dimostra le cose invisibili in base a quelle visibili.
In sostanza, dice che puoi interpretare le cose invisibili (trascendenti) in base a quanto accade sotto i sensi. Puoi estendere l'oggetto che ricade sotto i sensi e interpretarlo; come puoi interpretare le sue azioni e le possibili conseguenze.
Non puoi affermare un oggetto che sta solo nella tua testa, come l'Artefice di Platone, perché questo non appartiene all'argomentare, ma al delirare.
Ogni oggetto divino ha un riscontro nella realtà razionale in cui noi viviamo ed è dal visibile che possiamo accedere all'invisibile, non viceversa.
Publilio Siro
La vecchiaia non necessariamente dona saggezza. Nella nostra società è più facile che si diventi vecchi e non saggi perché si è vissuto sottomessi ed obbedienti per paura o per convenienza.
Invecchiare diventando saggi è una cosa rara. A molti piace recitare col costume del saggio, pochi sanno guardare oltre l'apparenza. Preferiscono osservare la rappresentazione piuttosto che osservare l'uomo.
Dice Siro:
Un vecchio sciocco non ha vissuto a lungo, ma è esistito a lungo.
La città è piena di vecchi sciocchi che sono esistiti a lungo e si sono dimenticati di vivere una vita di esperienze e di conflitti da risolvere per poter avere un po' di saggezza da distribuire.
Pittaco
Le difficoltà sono delle costanti nella vita degli uomini. Come esistono uomini intelligenti, così esistono uomini sciocchi. Come esistono uomini coraggiosi, così esistono uomini pavidi.
Affermava Pittaco (640-570 a.c.)
E proprio degli uomini intelligenti, anzi che si verifichino le difficoltà, pensarci prima perché non avvengano; è invece proprio dei coraggiosi provvedervi bene una volta verificatesi.
Spesso non vediamo le scelte dell'uomo previdente perché spesso non si colgono le azioni che prevengono il fatto. La previsione e il fatto occupano tempi diversi nella nostra attenzione. La persona non intelligente preferisce parlare di sfortuna o di volontà di Dio.
Osserviamo più facilmente il coraggioso perché il fatto che danneggia avviene nello stesso momento in cui egli esprime il suo coraggio.
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14 ottobre 2026

Fra le alte cose, sto leggendo qualche pagina di Giulio Cesare Vanini.
In questo caso, non si tratta di confutare le idee di Giulio Cesare Vanini, si tratta di osservare con stupore quali erano le credenze e la cultura alla base della formazione delle idee filosofiche a cavallo fra il 1500 e il 1600.
Il testo è: I meravigliosi segreti della natura. Si tratta di un libro in forma di dialogo fra Giulio Cesare Vanini e tale Alessandro. Il libro è lungo e complesso, ma mi sembrano significative queste poche righe per definire l'ambiente ideologico e le credenze nelle quali, e per le quali, Giulio Cesare Vanini muoveva la sua filosofia.
Nel frammento che presento, Vanini conclude il suo discorso sugli Auguri e sull'astrologia.
Scrive Giulio Cesare Vanini:
Aless.- Non sono sorpreso perché anche io uso frequentemente nella lingua questa espressione «Questo mondo e una gabbia di matti». Eccettuati i prìncipi e i pontefici. Infatti di loro è scritto «Il cuore del re è nella mano del Signore. Per me i re governano e i legislatori distinguono ciò che è giusto». Questi invero «lo Spirito Santo pose in qualità di vescovi a reggere la Chiesa di Dio che egli conquistò con il suo sangue». «Chi ascolta voi - disse Cristo agli Apostoli e ai loro successori - ascolta me».
G.C.- Io non chiamerei Cristiani coloro che chiamano cristiani gli eretici. Il figlio di Dio profferì queste parole: «Colui che non dà ascolto alla Chiesa sia per te come un pagano ed un pubblicano». Ma mettiamo fine a questa disputa sugli auguri.
Aless.- Bisogna solo confutare le tesi degli astronomi egiziani.
G.C.- Che vanno blaterando questi ciarlatani da cui Mosè prese l'uso della circoncisione, come l'empio e sacrilego Diodoro Siculo non si vergogna di attestare?
Aless.- Nella tua Apologia hai confutato ottimamente le menzogne di Diodoro. Ed infatti Mosè, per ordine di Dio, comandò che il fanciullo fosse circonciso l'ottavo giorno della sua nascita. In ciò non tenne in alcuna considerazione gli influssi dei pianeti; avrebbe certo ordinato di tenerne conto se la circoncisione fosse stata suggerita dagli astronomi. Ed invero Haly Abenragel, principe degli astronomi del suo secolo, raccomandò che la circoncisione e il battesimo fossero conferiti quando la luna si trova al di sopra di Venere!
G.C.- Ho letto questa favoletta nella settima parte della sua Summa, al cap. 33. Ma che pensano gli Egiziani degli auguri?
Aless.- Essi affermano che gli auguri sono veri perché la nostra mente è spinta a vaticinare non dalla luna, ma da uno dei cinque pianeti erranti, e non sempre, ma quando il pianeta errante occupa nella figura del cielo la terza o la quarta o la settima o la nona o la decima casa.
G.C.- Mi vergogno di consumare tempo utile nella confutazione di tali favolette.
Tratto da: Giulio Cesare Vanini, I meravigliosi segreti della natura, in: Giulio Cesare Vanini, Tutte le opere, Editore Giunti Editore (Bompiani), 2023, pag. 1453/1455
E' interessante notare la preconcettualità di Vanini rispetto al mondo in cui vive. Una preconcettualità dettata esclusivamente dalla manipolazione mentale cattolica sul prete Vanini che non gli consente di riconoscere dignità all'altro e presuppone di conoscere una realtà che, al contrario, gli era ignota.
Dopo un'esaltazione del cristianesimo che indica negli uomini una "gabbia di matti", ad eccezione dello stupratore di bambini a capo della chiesa cattolica e dei re, che sono re per volontà di Dio, si rifiuta di chiamare cristiani gli eretici. Per colmo dell'ironia, Giulio Cesare Vanini sarà giustiziato come eretico.
Vanini parte dal presupposto di conoscere gli astronomi egiziani; parte dal presupposto che Mosè sia esistito; parte dal presupposto che il Gesù dei cristiani sia esistito; parte dal presupposto che Haly Abenragel (XI sec. d.c.) sia un astronomo del suo secolo e parlasse della circoncisione ebrea.
Presunzione. Ho l'impressione che sia stato un sistema molto in voga in quel periodo. Un po' per convinzione e un po' per convenienza (per non finir sul rogo).
Curioso è il tipo di argomentazioni che Giulio Cesare Vanini adotta per criticare gli auguri. Sembra quasi che Vanini non stia criticando gli Auguri dell'antica Roma, ma stia piuttosto confutando le convinzioni attorno alla provvidenza di Dio e del disegno divino come proposto dalla chiesa cattolica.
Le idee astrologiche di Haly Abenragel erano molto diffuse ai tempi di Giulio Cesare Vanini. Il suo testo astrologico venne tradotto in Spagna dal momento che i re cattolici, durante il periodo della riconquista, avevano la necessità di conoscere il loro futuro. L'opera, tradotta in castigliano e poi diffusa in latino col titolo "Il libro completo del giudizio delle stelle", divenne estremamente famosa e i filosofi, come Cardano, la consultarono e l'usarono sia per interpretare il futuro che la volontà di Dio.
In ogni caso, quel testo non aveva nulla a che fare con gli antichi Egiziani, ma presentava idee che appartenevano al mondo cattolico, ebraico e islamico.
Ai tempi di Vanini non esisteva la ricerca storica. La bibbia era ritenuto un libro di storia e si studiava Orosio e la sua "Storia contro i pagani".
E' in questo contesto che Vanini elabora il suo modo di pensare il mondo e la vita.
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13 ottobre 2026
Si tratta di un breve discorso relativo al venir in essere di un sistema religioso.
Ho fatto una scaletta per permettermi di guidare il discorso fatto a braccio:
1) Concetto di religione nei filosofi ottocenteschi;
2) Chi fonda una religione: i deliranti e i truffatori;
3) I deliranti non escono mai dai confini ideologico-metafisici manifestati dalla religione dominante;
4) I truffatori si appropriano della massa illusa dai deliranti per i propri interessi;
5) Chi segue una nuova religione nella forma? I delusi dalla religione dominante ma che non si vogliono separare dai dogmi della religione dominante.
6) Cosa fa una religione sugli uomini: l'uomo come merce da trasformare in prodotto;
7) Chi usa l'uomo trasformato in un prodotto sociale? Chi domina la società;
8) La differenza fra il delirante che separa le persone dalla società per formare una setta e il costruttore di una religione, si distinguono dal modo di porsi: il delirante esalta sé stesso, il costruttore di una religione parla della propria visione del mondo e la confronta con tutte le visioni del mondo che riesce ad incontrare.
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12 ottobre 2026

Il frammento 24 della serie di Angelo Tonelli è preso da Damascio. Si tratta di una breve citazione degli Oracoli Caldaici in cui si dice che l'ordine di Necessità regola, fin dal principio, fini e mezzi.
Ancora una volta i frammenti degli Oracoli Caldaici ci dicono che la vita è movimento, trasformazione.
Il procedere della vita è dato da Necessità. Necessità è il motore che si attiva in ogni inconsapevolezza e in ogni consapevolezza. Agisce nel medesimo modo. Diverso è come l'uno o l'altro la veicolano attraverso ciò che sono nella loro oggettività.
L'azione di Necessità ha un fine, un Intento, e per raggiungerlo costruisce un mezzo: le Coscienze. La consapevolezza di ciò che diventa inconsapevole.
Necessità è la base dalla quale la triade ha la sua ragione di essere. Il fine è il movimento di Necessità, il suo Intento. Il mezzo è l'elemento per raggiungere l'Intento. La coscienza può essere considerata come il mezzo con cui Necessità alimenta il proprio Intento.
Ciò avviene perché il fondamento del presente è Energia Emotiva e Necessità e Intento sono fuse in un'unica tensione che viene espressa dall'Energia Emotiva.
Quando una coscienza viene in essere, questa diventa il mezzo con cui si esprime Necessità manifesta il suo Intento attraverso la coscienza che è venuta in essere. La Coscienza, venuta in essere, è già espressione dell'Intento di Necessità. Una sorta di tappa nel suo cammino.
Quando noi iniziamo a parlare delle trasformazioni del presente in cui viviamo, iniziamo a parlarne dal venir in essere della Coscienza. Ciò che precede la nascita della coscienza è avvenuto attraverso trasformazioni e modificazioni delle quali non disponiamo né di parole, né abbiamo idea immediata dei meccanismi per dare delle spiegazioni che siano razionalmente sufficienti. Oggi posso dire: come per la materia oscura dell'universo. Ci sono ipotesi. La scienza cerca qualche elemento di prova seguendo delle tracce, ma, per ora, ancora la certezza assoluta manca e la definizione, "materia oscura", è una definizione generica per definire un'ipotesi.
Quando germina una Coscienza (o miliardi di miliardi di Coscienze, la quantità è irrilevante) questa veicola soggettivamente Necessità che si esprime mediante il desiderio di espansione della Coscienza. Alla Coscienza presentano molti "fini", "obbiettivi", da raggiungere per soddisfare il desiderio di espansione. "Fini" che sono determinati, di volta in volta, dalla qualità della Coscienza che è venuta in essere e dalla volontà che quella Coscienza impegna per soddisfare il proprio desiderio. "Fini", "obbiettivi", che si rinnovano continuamente una volta che la Coscienza, soddisfacendo il proprio desiderio, ne raggiunge uno.
Necessità spinge l'Energia Emotiva a costruire la Coscienza Universale.
Necessità spinge l'inconsapevole a diventare consapevole; Necessità spinge il consapevole a usare la propria volontà per raggiungere l'Intento: costruire la Coscienza Universale, mutamento dopo mutamento.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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11 ottobre 2026

Enade, deriva dal greco che significa "uno".
In Plotino l'Enade è l'"Uno" da cui promana l'intelletto, il nous, e con esso il mondo degli oggetti che chiama idee.
Proclo, per risolvere lo stridere fra l'Uno invisibile e il mondo sensibile, introduce il concetto di Enadi.
Le Enadi sarebbero una manifestazione dell'Uno come livello intermedio fra l'Uno in sé e il mondo sensibile.
Le Enadi sono enti superiori. Ciascuna Enade è l'"Uno" stesso che si esprime in modo particolare.
Le Enadi assumono la stessa funzione dei demoni nei medio platonici, farebbero da cerniera, da comunicatori, fra gli uomini e l'"Uno" essendo esse stesse aspetti specifici dell'"Uno". La stessa idea è accolta dai cristiani attraverso Agostino d'Ippona che ai "demoni", che secondo i medio platonici fanno da tramite fra gli uomini e Dio, sostituisce con gli angeli. Poi, in un secondo tempo, i cattolici introdurranno i "santi" come sostituzione alle Enadi di Proclo.
Proclo identifica le Enadi con gli Dèi della mitologia, esattamente come Platone identificava Eros con il demone che faceva da tramite con l'Artefice. Ogni Dio del Mito è, secondo Proclo, un'Enade mentre, secondo i medio platonici gli Dèi della mitologia erano i demoni che facevano da tramite con l'Artfice.
Con questo trucco retorico Proclo si appropria del Mito e sottomette il Mito all'idea assoluta dell'"Uno" allontanando gli Dèi del Mito dalla realtà in cui gli uomini vivono. In quest'ottica gli uomini sono costretti a "pregare" e "supplicare" gli Dèi e non possono trattare gli Dèi alla pari. Come degli amici con cui camminare e trasformarsi insieme nella vita.
Con questo trucco retorico gli uomini sono sottomessi, non si trasformano e non diventano, a loro volta, Dèi.
Gli uomini diventano pecore sottomesse che gli Dèi condurrebbero al macello della vita. In questo senso, al di là del linguaggio, non c'è nessuna differenza fra neoplatonismo, che viene spacciato per "paganesimo", e il cristianesimo. Entrambi sottomettono l'uomo ad entità superiori, estranee all'esistenza degli uomini. Entrambe distruggono la vita degli uomini per conto di un Dio padrone di cui loro pretendono di definire l'etica e la morale fino ad impossessarsi delle società civili sottraendole al controllo degli uomini e delle donne.
11 ottobre 2026
Gli Oracoli Caldaici trattano dei due elementi fondamentali che vengono trattati dalle religioni: il venir in essere dell'universo e della vita e la morte della vita fisica.
Neoplatonici di prima istanza (Porfirio) e neoplatonici di seconda istanza (Proclo e Damascio), gnostici e cristiani hanno voluto confermare le loro affermazioni con gli Oracoli Caldaici.
In linea di massima, si può dire che gli Oracoli Caldaici furono scritti nella stessa epoca dei vangeli cristiani e pertanto è difficile pensare che abbiano avuto influenze neoplatoniche o gnostiche.
Degli Oracoli Caldaici ci sono rimasti solo i frammenti usati da neoplatonici e cristiani. Una cosa colpisce. A parlare per primo degli Oracoli Caldaici fu Porfirio nel suo libro distrutto dai cristiani "Filosofia da attingere dagli Oracoli contro i cristiani". Di questo libro sono rimaste poche citazioni in Agostino d'Ippona e in Eusebio.
Io ritengo che anche se gli Oracoli Caldaici sono stati usati per legittimare affermazioni neoplatoniche e cristiane, l'autore non va annoverato fra i medio platonici, ma appare un qualche cosa a sé. Tanto che Patrizi, un raccoglitore di Oracoli Caldaici, attribuisce gli Oracoli Caldaici a Zoroastro.
Nei frammenti degli Oracoli Caldaici che ci sono giunti, non si cita mai Platone.
11 ottobre 2026

Sposalizio di Poseidone e Anfitrite (Salacia nella mitologia romana) dalla Reggia di Caserta.
I nobili si immaginavano in questo modo gli antichi Dèi.
In fondo, che differenza c'è fra questa rappresentazione e le rappresentazioni della chiesa cattolica?
Per loro gli Dèi erano una sorta di signori e di padroni. Non erano le condizioni della vita. Questi nobili vivevano distinti dalla popolazione e immaginavano che gli Dèi antichi si sarebbero comportati come si comportavano loro.
Separare gli Dèi dalla quotidianità significa negarne la realtà. Se gli Dèi non sono il mondo in cui io vivo e non sono le tensioni emotive che mi legano al mondo, gli Dèi non esistono.
O si abitano emotivamente gli Dèi o chi li rappresenta in questo modo sta solo scimmiottando gli Dèi per un proprio tornaconto personale.
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10 ottobre 2026

Il frammento 23 della serie di Angelo Tonelli è preso da un teologo cristiano: Didimo il Cieco (313-398 d.C.). Fu direttore della scuola catechetica di Alessandria d'Egitto. Il testo, anche se molti studiosi hanno sollevato dei dubbi sull'attribuzione, si intitola "De Trinitate", "Sulla trinità" ed è un trattato in tre libri. L'autore difende la teologia trinitaria contro gli ariani nel IV secolo d.c.
Anche questo autore cita l'autorità degli Oracoli Caldaici affermando che una triade contiene tutte le cose rapportandole, proporzionalmente o adeguandole l'una all'altra.
La triade contiene tutte le cose. Le contiene non perché tutte le cose sono nella triade, ma perché la triade ha formato tutte le cose che sono in essere. Le cose che non sono formate, in qualche caso, avrebbero potuto essere, ma non sono divenute attraverso una relazione triadica.
La triade elabora le condizioni. I soggetti della triade scelgono seguendo la propria volontà e le proprie determinazioni in base al proprio divenuto. Nello scegliere la triade trasforma i soggetti in altro, diverso, da ciò che sono. Produce un presente che è frutto anche della trasformazione dei soggetti che partecipano alla relazione triadica.
La triade contiene il meccanismo delle trasformazioni della realtà e, in questo senso, si può dire che la triade contiene l'esistito, l'esistente e ciò che verrà. La triade, ogni singola triade, costruisce l'esistente in relazione a tutte le triadi che con lei modificano continuamente il proprio presente.
Modificando la realtà, le cose che vi abitano si adeguano alle sollecitazioni dell'oggettività nelle quali esistono. Adeguandosi, adattandosi mediante soluzione di conflitti, modificano ogni soggetto che partecipa alla relazione triadica facendo apparire ai veggenti oggetti, soggetti e situazioni nuove. Il movimento che avviene nelle relazioni triadiche produce sempre il nuovo. Costruisce un vero e proprio salto qualitativo di coloro che vi partecipano.
La triade può essere considerata un soggetto in sé, con una propria personalità e con propri progetti che sollecitano la relazione continua fra parti diverse, comunque noi le possiamo considerare. Fra un soggetto e un oggetto; fra il soggetto e l'oggettività; fra il soggetto e sé stesso; fra il soggetto e il soggetto. La triade come soggettività è formata da bisogno e necessità che, presentandosi ai soggetti o presentandosi nel mondo come condizioni oggettive, presenta sollecitazioni relazionali alimentando il bisogno o la necessità di relazione all'interno dei soggetti.
Un veggente attento scorge la triade come un soggetto cosciente e consapevole che definiamo un Dio in quanto la Necessità che l'ha generato si è trasformata in volontà e l'Intento universale si è trasformato in Intento soggettivo che cerca di veicolarsi sollecitando relazioni.
La triade separa sé stessa consapevole dall'inconsapevole circostante. Il consapevole è modo uniforme, la triade è moto che manifesta la necessità di relazione fra sé e sé generando una trasformazione di ciò che è. Nel sviluppare la necessità della relazione circoscrive il proprio desiderio dal non desiderio, porta sé stessa nel tempo, nel mutamento.
L'Energia Emotiva diventa consapevole e la triade diventa consapevole-non consapevole-consapevole. Ma quella triade non muta come sé stessa, ma si espande, mutando, la propria consapevolezza.
Poi la triade Dio riconosce sé stessa diversa dall'oggettività inconsapevole. L'Energia Emotiva non muta solo da inconsapevole in consapevole. Muta anche nella qualità della propria consapevolezza e muta nella struttura con cui mutare la formazione della propria consapevolezza e della propria conoscenza.
La triade riconosce sé stessa come soggetto diverso dall'oggettività che la circonda ed agendo sull'oggettività modifica la propria capacità di conoscere. La triade diventa: Essere-nonEssere-Divenire. Nell'Essere il divenire è modificazione della propria conoscenza. Nel non-Essere è modificazione delle condizioni che favoriscono la conoscenza dell'oggettività in cui l'Essere vive ed agisce. Divenire è la trasformazione della triade tesa alla ricerca di altri Esseri affinché costruiscano delle relazioni sia fra Esseri che fra Esseri e non-Esseri.
Quando la triade riconosce in altre triadi la qualità delle relazioni che ognunoa mette in atto, la triade si modifica. Necessità, intenti, progetti, nous, intelletto si possono sommare e relazionare con volontà ed intenti diversi, specifici, dove l'Intento assoluto delle relazioni triadiche diventa la costruzione della Coscienza Universale. Nell'infinito numero di relazioni triadiche noi percepiamo e definiamo la relazione sempre come Essere-Non-Essere-Divenire.
Graia e Urano Stellato dettero vita ai Titani. Essere-non-Essere e divenire. La Gaia che dette vita ai Titani è divenuta diversa dalla Gaia prima di dare vita ai Titani. Urano Stellato che ha dato vita ai Titani è diverso dall'Urano Stellato prima di dare vita ai Titani. Essere-Essere-Divenire.
I Titani evirano Urano Stellato dando vita al tempo, alle trasformazioni di Gaia. I Titani che hanno evirato Urano Stellato non sono più gli stessi Titani di prima di evirare Urano Stellato. Urano Stellato evirato, non è più l'Urano Stellato di prima di essere evirato. Il tempo, il mutamento è il divenire che la relazione ha messo in atto. I Titani sono i soggetti che hanno agito nell'oggettività, Urano Stellato, e il tempo è il divenuto prodotto dalla relazione. Soggetto-Oggetto-trasformazione.
Il soggetto che agisce, Cronos, dando il via al tempo, al mutamento, nell'oggettività, Urano Stellato, costruisce il divenire con condizioni oggettive diverse dal su presente che generano Zeus.
Cronos è il tempo che diventa oggettività per Zeus e Zeus, soggetto che opera nell'oggettività, genera le condizioni per la nascita e il divenire dei viventi come noi li pensiamo. Zeus è il soggetto che opera, il tempo, Cronos, è l'oggettività, la nascita della vita della Natura è l'effetto divenuto della relazione. Soggetto-oggetto-divenire.
Cronos, il tempo non è più Cronos, il tempo di prima che Zeus lo detronizzasse e Zeus non è più lo stesso Zeus che era prima di detronizzare Cronos. Il Divenire, modificazione dopo modificazione, inducendo relazioni triadiche dentro a relazioni triadiche, ha trasformato il presente di soggetti ed oggetti che, attraverso sé stessi risolvono le relazioni in una perenne modificazione.
Necessità e Intento agiscono fuori e dentro ogni Coscienza, qualunque sia la forma o la non-forma del suo divenuto.
Triadi dentro triadi, dove un soggetto riconoscendo in sé stesso Necessità continua le proprie trasformazioni mediante relazioni con soggetti diversi-uguali-complementari.
Un po' come avvenne quando un Essere Unicellulare si fuse con altre cellule per diventare un Essere Pluricellulare e migliorare i processi attraverso cui costruire la propria coscienza e veicolare le proprie necessità sia per sé che per l'oggettività in cui viveva. Essere-Essere-Divenire. Dette vita ad un processo di trasformazione che portò a noi come siamo ora.
Tutto l'esistente è triadi insiemi di triadi. Tutto l'esistente è formato da Dèi. Noi stessi siamo Triadi insiemi di triadi; Dèi noi stessi che abitano il proprio presente.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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09 ottobre 2026

Il frammento 22 è tratto dal commento di Proclo al Parmenide. Il frammento vuole definire il processo di divenire del presente. Il concetto non è creazionista, alla Platone, tanto per intenderci, ma è il fondamento dell'evoluzionismo. Quella tensione verso la trasformazione propria degli Oracoli Caldaici.
Il frammento afferma che il "padre" ha pensato che il movimento dell'universo (tutte le cose) fossero divise in tre. Come avrebbe pensato questo, tutta la realtà sarebbe stata immediatamente divisa in tre.
Questo ci porta a riflettere sul meccanismo di trasformazione del mondo in cui viviamo e di noi stessi nel mondo. I meccanismi dell'esistenza.
Il fondamento dell'esistente e della vita è l'Energia Vitale, o, come preferisco chiamarla oggi, Energia Emotiva. L'Energia Emotiva è il fondamento di quanto esiste, sia quando è percepito soggettivamente in forma di materia che quando è percepito, o immaginato, in forma di energia.
Come l'ovulo fecondato dallo spermatozoo si sviluppa in quella e solo in quella direzione, così l'Energia Emotiva può muoversi in quella e solo in quella direzione. Data la sua qualità specifica, lo sviluppo è solo quello determinato dal suo adattamento alle condizioni che incontra lungo il suo movimento. Lo sviluppo è dato soltanto dal movimento e il movimento non produce le cose, ma sposta sé stessa, riempiendo lo spazio della staticità consapevole di cui è portatrice. La staticità consapevole non è oggetto. E' parte indistinguibile del tutto. Di un tutto che non ha consapevolezza, non ha intelligenza, non ha scopo. Il silenzio, come assenza di coscienza, costituisce il tutto silente. Incontrate condizioni favorevoli, l'Energia Emotiva acquista consapevolezza; la consapevolezza permette a quella frazione di Energia Emotiva di pensare la propria esistenza. La consapevolezza unisce sé stessa alla qualità propria dell'energia vitale che ne costituisce il fondamento e a questa unisce il proprio desiderio. L'Energia Vitale inconsapevole non desidera; l'Energia Vitale consapevole desidera.
La coscienza è il Dio che si separa dal tutto. La sostanza che la regge, la necessità che la conduce e la volontà soggettiva che sceglie tempi e modi per le proprie trasformazioni. Corpo-energia, desiderio e intelligenza.
L'energia emotiva è la fonte della vita. La vita è solo perché l'universo di materia-energia che noi abitiamo è formato di energia emotiva. Elemento base di ogni oggetto nell'universo e artefice di ogni coscienza.
Necessità, come presenza del "padre primigenio", spingendo l'energia emotiva la induce a trasformarsi in Coscienza di Sé modificando la propria vibrazione interna. Volontà, come capacità del soggetto venuto in essere di determinare la direzione delle proprie trasformazioni. Volontà soggettiva che si sovrappone al "padre", Necessità, per determinare le scelte che lo porteranno nell'infinito dei mutamenti.
La coscienza riconosce sé stessa e determinando le proprie trasformazioni, date le condizioni oggettive in cui è venuta in essere, davanti all'infinito afferma: "Io esisto!" "Io sono un Dio!" "Io rivendico il mio diritto all'infinito!"
Il diritto all'infinito è l'Intento.
E' l'Intento in ogni Essere che riconoscendolo lo abita con le proprie scelte e le proprie azioni dilatando sé stesso. E' l'Intento dell'Energia Emotiva che, espandendosi attraverso Necessità, si trasforma in Coscienza proprio per raggiungere e rivendicare il diritto all'infinito. Ogni "Io" è Energia Emotiva, Necessità e Intento che manifesta la propria volontà.
L'intento, espressione e qualità del "padre", si somma, amplia e modifica, attraverso l'intuire dell'intuibile. Questo viene trasformato dal soggetto in conoscenza per un nuovo intuire attraverso il quale trasformare continuamente sé stesso intuito dopo intuito. E' il soggetto che determina la qualità del suo intuire, scegliendo nell'immenso dell'intuibile, attraverso il suo desiderio e mediante la sua volontà.
Come nello spermatozoo e nell'ovulo, il "padre", cessa per trasformarsi nel figlio, pur tuttavia essenza base dalla quale il figlio costruisce sé stesso, così Necessità e Intento sono l'essenza base dalla quale nasce il Dio nella misura in cui, esercitando la propria volontà e le proprie determinazioni, il soggetto tende ad espandersi.
Tutte le cose sono rette dal "Nous del primissimo eterno padre". Il che significa che tutte le cose sono rette da Necessità e Intento. Il volere di Necessità e Intento è il loro permanere in esistenza, qualità intrinseche della materia-energia che forma l'universo. Tutte le cose sono rette da questa diade. Diade statica e inconsapevole che si muove in modo "caotico" nel cosmo attraverso l'Energia Emotiva fintanto che le condizioni del suo movimento non permettono il germinare di una Coscienza che, facendola propria mediante la sua volontà d'esistenza, le veicola nell'inconsapevole in cui vive. La Coscienza è un frammento di Energia Emotiva che riconosce sé stessa diversa dal circostante, si separa dall'oggettività che la contiene e, alla diade che l'ha generata, somma la propria volontà.
Tutte le cose sono divise in tre perché noi, soggettivamente, vogliamo pensarle divise in tre nella misura in cui le nostre intenzioni sono quelle di costruirci il meccanismo del passaggio dall'universo inconsapevole alla formazione delle infinite Coscienze che ora lo abitano con i loro percorsi nell'infinito dei mutamenti.
NOTA: I commenti agli Oracoli Caldaici si riferiscono, come numero di riferimento, alla serie degli Oracoli Caldaici pubblicata da Angelo Tonelli per l'edizione Biblioteca Universale Rizzoli nel 1995.
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08 ottobre 2026

I nobili del 1700, alla Reggia di Caserta si rappresentavano in questo modo l'Autunno. Si tratta di una rappresentazione di Dioniso-Bacco con in mano l'uva.
I nobili, a differenza della gente comune, godevano maggiormente delle stagioni e maggiormente sentivano il peso delle costrizioni morali imposte dal cristianesimo.
Mentre la diffusione dell'eroina e della cocaina è stata fatta fra i poveri delle metropoli per poi diffondersi fra i ricchi e i benestanti sociali; la rimozione dalla costrizione morale inizia dai nobili, i borghesi, per diffondersi fra la popolazione.
Si tratta di percorsi sulla formazione della sottomissione e della liberazione.
La costruzione della sottomissione e della coercizione parte dai settori sociali più poveri e disagiati per diffondersi nei settori sociali più ricchi che trovano conveniente l'uso delle idee diffuse fra i poveri per controllarli. I poveri, desiderando di essere ricchi, aiutano i ricchi a sottometterli meglio.
Poi la sottomissione e la coercizione si diffonde fra i settori sociali ricchi che iniziano a provare insofferenza quando quei principi vengono applicati a loro. In questa situazione i ricchi iniziano a rimuovere la coercizione. Anche se spesso la rimozione della coercizione avviene solo per sé stessi e non per tutti.
La rimozione della sottomissione e della coercizione si espande progressivamente per diffondersi fra i settori della popolazione più poveri e disagiati che iniziano a rivendicare diritti sociali che, loro stessi, hanno negato a sé stessi.
Questo vale sia in campo sociale che in campo religioso.
Tutte le religioni che predicavano la sottomissione ad un'entità esterna agli uomini, iniziano ad aggregare persone sempre dalle classi sociali emarginate, povere e, pertanto, più piene di desideri e pronte ad accogliere chi promette loro un futuro diverso.
Dopo di che, il comando sociale si appropria di quell'ideologia religiosa e la usa per dominare le persone povere ed emarginate della società.
Per povere ed emarginate si intende anche, e soprattutto, persone culturalmente povere ed emarginate. Queste persone non sanno collocare quanto succede nel più ampio insieme sociale e ignorano le conseguenze di quanto hanno deciso di aderire.
Per persone ricche, si intendono quelle persone che governano le Istituzioni dello Stato e controllano l'apparato economico dello stesso. Sono persone con una cultura sufficiente per conoscere l'uso di quell'ideologia religiosa e i possibili benefici nel controllo della popolazione.
Al contrario, una religione o un'ideologia che intende rimuovere aspetti della realtà ideologica che sottomette le persone nasce da persone culturalmente preparate. Tale ideologia si sviluppa in persone culturalmente preparate, ma emarginate nella cultura ufficiale che gestisce il controllo della popolazione.
Può succedere che le persone si ribellino alla coercizione e facciano propria l'ideologia delle persone culturalmente preparate, ma culturalmente emarginate.
Ci sono due tipi di ribellione che può essere messa in atto dalla popolazione. Due tipi di ribellione che vanno ben distinti.
Il primo tipo di ribellione è il tentativo di uscire dalla coercizione e dalle imposizioni morali che vengono percepite come il nemico da rimuovere per costruire il futuro sociale.
Il secondo tipo di ribellione è quello degli arrampicatori sociali falliti che tentano di derubare la società civile della sua ricchezza per non voler contribuire al benessere sociale.
Oggi assistiamo a questo secondo tipo di ribellione sociale. Dal basso sale via via agli strati più ricchi della popolazione e le Istituzioni se ne appropriano per rafforzare il loro potere di controllo sulle persone.
Ci sarà sempre un Dioniso che indica la rimozione degli ostacoli a donne e uomini della società. Pochi uomini riusciranno a cogliere quelle indicazioni che rimangono oscure per i più che sognano il Gesù che venga con grande potenza sulle nubi mentre le stelle, cadendo sulla terra, aprono a loro, proprio a loro, un luminoso avvenire.
Non vogliono sapere che le stelle li bruceranno e di loro non rimarrà che cenere.
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07 ottobre 2026

Tutti i filosofi assolutisti elogiano la dittatura perché essi si identificano nel ruolo del dittatore. Quando si parla del ruolo del dittatore, si parla dell'identificazione del "filosofo" con il Dio padrone della bibbia e dei vangeli cristiani.
Il filosofo assolutista ha la caratteristica di dire che cosa Dio vuole, che cosa Dio fa, che cosa Dio pensa.
Quest'azione del filosofo è possibile perché il filosofo si identifica con Dio; lui è Dio che detta le condizioni morali, le condizioni comportamentali, i diritti civili, le condizioni sociali delle persone.
L'unico Dio padrone che esiste sta solo nella testa del filosofo. Se chiedi a quel filosofo di dimostrarne l'esistenza di Dio o di dimostrare che quanto afferma proviene da quel Dio, il filosofo fugge come è fuggito il sanguinario Ratzinger quando proclamò che "Non si può discutere con chi considera il nostro Dio un Dio padrone!". E, se non ci si può discutere perché non si hanno argomenti per sostenere la realtà di quel Dio che l'altro chiama "padrone", allora, chi chiama "Dio padrone" il Dio dei cristiani deve essere, dai cristiani, ammazzato. Come è avvenuto nel corso della storia.
Questo principio è espresso da Agostino d'Ippona ne "La città di Dio contro i Pagani". Agostino d'Ippona condanna la democrazia del pensiero filosofico e religioso. In una città come Atene sussistono diverse correnti filosofiche e il governo di Atene non entra nelle dispute di quei filosofi. Non condanna le "idee eretiche" e, per questo, Agostino d'Ippona, denigra ed offende Atene con l'appellativo di "città dei demoni".
Scrive Agostino d'Ippona denigrando Atene:
Chi è stato il fondatore di qualche scuola, talmente accettato nella città dei demoni al punto da far rifiutare tutti gli altri che
nutrivano opinioni diverse e contrarie? Ad Atene non si segnalavano forse gli epicurei, per i quali gli dèi non si curano delle cose umane, e gli stoici, che al contrario sostenevano che queste cose sono guidate e difese grazie all'aiuto ed alla protezione degli dèi? Perciò mi meraviglio che Anassagora sia stato ritenuto colpevole per aver detto che il sole è una pietra infuocata e non un dio, mentre nella stessa città conduceva una vita onorata e sicura Epicuro, che non solo non riteneva dèi il sole e le stelle, ma non accettava neppure in nessun modo che Giove e gli altri dèi avessero la dimora in questo mondo, ricevendo le preghiere e le suppliche degli uomini. In quella stessa città Aristippo riponeva il sommo bene nel piacere corporeo, e Antistene asseriva invece che l'uomo diventa felice in virtù dell'anima; si trattava di due illustri filosofi, entrambi seguaci di Socrate, e tuttavia riponevano la perfezione della vita in fini così diversi e contrari. Di loro, l'uno affermava che il sapiente deve essere estraneo alla vita politica, l'altro che deve frequentarla, attirando ciascuno discepoli alla propria scuola. Così dunque alla luce del giorno, nel celebre e notissimo portico, nei ginnasi, nei giardini, in luoghi pubblici e privati, in gruppetti sparsi difendevano polemicamente le proprie opinioni, gli uni sostenendo l'esistenza di un unico mondo, gli altri di innumerevoli; gli uni riconoscevano un inizio a quell'unico mondo, gli altri lo negavano; gli uni ne sostenevano la fine, gli altri no; per gli uni esso era retto da una intelligenza divina, per gli altri dal caso e dalla sorte; per gli uni le anime erano immortali, per gli altri mortali; tra i primi alcuni ritenevano che esse passassero negli animali, altri lo negavano; tra quelli che le consideravano mortali, alcuni ne sostenevano la morte immediatamente dopo quella del corpo, altri la sopravvivenza per poco o tanto tempo, ma non per sempre. Gli uni riponevano il bene supremo nel corpo, altri nell'anima, altri ancora in entrambi; altri aggiungevano al corpo ed all'anima dei beni esteriori; per alcuni si doveva credere sempre ai sensi corporei, per altri non sempre, per altri mai.
Quale popolo, quale Senato, quale potere o carica pubblica dell'empia città si sono mai preoccupati di giudicare queste e tutte le altre dispute, pressoché innumerevoli, dei filosofi, per approvarne ed accoglierne alcune, per disapprovarne e ripudiarne altre? Non hanno forse accolto in maniera indiscriminata e confusa, senza alcun discernimento, al loro interno, tutte le controversie tra nomini in dissenso e che non riguardavano le terre o le case o qualche altra questione economica, ma ciò che permette di condurre una vita misera o felice? Dove si diceva qualche verità, era ugualmente possibile che si dicessero anche delle falsità; perciò non senza ragione quella città ricevette il nome simbolico di Babilonia! Babilonia infatti significa "confusione", come ci ricordiamo d'aver detto. Né il diavolo, loro re, si preoccupa troppo degli errori opposti che li dividono, poiché egli li possiede ugualmente per le loro numerose e varie empietà.
Agostino d'Ippona, "La città di Dio contro i Pagani", Editore Bompiani, 2015, pag. 911-912
Messa in questa forma, appare evidente che Agostino d'Ippona condanna la pluralità del pensiero filosofico e religioso. In questo contesto si è dimenticato di citare la diversità delle opinioni religiose che fungevano da base alle idee filosofiche e ne alimentavano il dibattito.
Per Agostino d'Ippona la diversità delle idee filosofiche significa "confusione". Quando si usa il termine "confusione" per definire una situazione sociale, si evoca la necessità del ripristino di un ordine. La "confusione" è sinonimo di subbuglio, baraonda, caos. Richiama la necessità di ordine, silenzio e quiete. Richiama la necessità che tutti coloro che pensano diversamente vengano messi a tacere.
Agostino d'Ippona ha oggettivamente paura. Agostino d'Ippona non è in grado di argomentare sulla realtà del suo Dio. Ne afferma l'esistenza mediante la violenza, ma non ha argomenti sufficienti per dimostrare quanto sia utile agli uomini quel suo Dio padrone. Certamente, davanti alla strage e al genocidio agli uomini conviene sottomettersi al suo Dio padrone se non vogliono essere scannati, sgozzati.
Qual è dunque l'ideale di Agostino d'Ippona?
L'ideale per Agostino d'Ippona è il terrore ebraico esercitato in nome di Dio per rapinare ogni uomo e ogni popolo che non si sottomette al suo Dio padrone.
Scrive Agostino d'Ippona:
Al contrario quella nazione, quel popolo, quella città, quello Stato, quegli Israeliti ai quali fu affidata la parola di Dio non misero mai sullo stesso piano, confondendoli, i falsi profeti con quelli veri; in piena concordia e senza alcun dissenso essi riconoscevano e ritenevano autentici gli autori delle Sacre Scritture. Questi per loro erano i filosofi, questi gli amanti della sapienza, i loro sapienti, i loro filosofi, i loro profeti, i loro maestri di rettitudine e di pietà.
Tutti coloro che orientarono il loro pensiero e la loro vita secondo quegli autori, l'orientarono non secondo gli uomini, ma secondo Dio, che per loro tramite parlò, pensò e visse. Se fu proibito il sacrilegio, Dio lo proibì; se fu detto: Onora tuo padre e tua madre, Dio lo comandò; se fu detto: Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare, ed altre cose simili, ciò non scaturì dalla bocca dell'uomo, ma dall'oracolo divino. Tutto quanto di vero alcuni filosofi poterono conoscere in mezzo a false opinioni e si sforzarono di accreditare con dispute faticose, che Dio cioè ha prodotto questo mondo e lo governa con infinita provvidenza; tutto quello che poterono dire sull'onestà della virtù, sull'amore della patria, sulla fedeltà dell'amicizia, sulle buone opere e su quel che riguarda i buoni costumi, anche senza sapere a chi e come dovesse essere riferito, fu raccomandato al popolo nella città di Dio con parole profetiche, cioè divine, anche se attraverso gli uomini, non inculcate con argomentazioni competitive, perché conoscendole si temesse di calpestare non tanto l'ingegno dell'uomo, bensì la parola di Dio.
Agostino d'Ippona, "La città di Dio contro i Pagani", Editore Bompiani, 2015, pag. 912-913
Ovviamente Agostino d'Ippona vorrebbe dire che i filosofi di Atene, qualunque sia il loro indirizzo filosofico, dissero forse alle persone di "disonorare il loro padre e la loro madre"? Oppure le loro filosofie incitavano ad uccidere, a stuprare o a rubare? Incitavano forse a commettere sacrilegio?
Quali dispute faticose fecero gli ebrei per legittimare il loro Dio?
Scrive la bibbia di ebrei e cristiani:
Quando si fu avvicinato all'accampamento, vide il vitello e le danze. Allora si accese l'ira di Mosè: egli scagliò dalle mani le tavole e le spezzò ai piedi della montagna. Poi afferrò il vitello che quelli avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell'acqua e la fece trangugiare agli Israeliti.
Mosè disse ad Aronne: "Che ti ha fatto questo popolo, perché tu l'abbia gravato di un peccato così grande?". Aronne rispose: "Non si accenda l'ira del mio signore; tu stesso sai che questo popolo è inclinato al male. Mi dissero: Facci un dio, che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l'uomo che ci ha fatti uscire dal paese d'Egitto, non sappiamo che cosa sia capitato. Allora io dissi: Chi ha dell'oro? Essi se lo sono tolto, me lo hanno dato; io l'ho gettato nel fuoco e ne è uscito questo vitello".
Mosè vide che il popolo non aveva più freno, perché Aronne gli aveva tolto ogni freno, così da farne il ludibrio dei loro avversari. Mosè si pose alla porta dell'accampamento e disse: "Chi sta con il Signore, venga da me!". Gli si raccolsero intorno tutti i figli di Levi.
Gridò loro: "Dice il Signore, il Dio d'Israele: Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell'accampamento da una porta all'altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente".
I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo. Allora Mosè disse: "Ricevete oggi l'investitura dal Signore; ciascuno di voi è stato contro suo figlio e contro suo fratello, perché oggi Egli vi accordasse una benedizione".
Il giorno dopo Mosè disse al popolo: "Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa".
Mosè ritornò dal Signore e disse: "Questo popolo ha commesso un grande peccato: si sono fatti un dio d'oro. Ma ora, se tu perdonassi il loro peccato... E se no, cancellami dal tuo libro che hai scritto!".
Il Signore disse a Mosè: "Io cancellerò dal mio libro colui che ha peccato contro di me. Ora va', conduci il popolo là dove io ti ho detto. Ecco il mio angelo ti precederà; ma nel giorno della mia visita li punirò per il loro peccato".
Il Signore percosse il popolo, perché aveva fatto il vitello fabbricato da Aronne.
Esodo 32, 19-35
Di quali dispute faticose parla Agostino d'Ippona? Stragi ed omicidi caratterizzano il Dio degli ebrei e dei cristiani. Di quali dispute parla Agostino d'Ippona dal momento che la storia ancora arde dei roghi sui quali i seguaci di Agostino d'Ippona hanno bruciato quelli che lui definiva "eretici"?
Solo con le armi e l'odio per gli uomini i profeti di Israele hanno imposto il loro Dio padrone agli uomini. Hanno imposto agli uomini di stuprare i loro figli affinché anch'essi stuprassero a loro volta i loro figli.
Quando Agostino d'Ippona dice: "non inculcate con argomentazioni competitive", nasconde lo stupro che gli ebrei fanno ai loro figli affinché si sottomettano al loro Dio. Inculcare è violentare, stuprare. Agostino d'Ippona avrebbe dovuto conoscere Deuteronomio 6.
Scrive la bibbia di ebrei e cristiani:
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
Quando il Signore tuo Dio ti avrà fatto entrare nel paese che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti; quando ti avrà condotto alle città grandi e belle che tu non hai edificate, alle case piene di ogni bene che tu non hai riempite, alle cisterne scavate ma non da te, alle vigne e agli oliveti che tu non hai piantati, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guardati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla condizione servile. Temerai il Signore Dio tuo, lo servirai e giurerai per il suo nome.
Deuteronomio 6, 4-13
Ogni principio religioso ebreo e cristiano viene imposto all'infanzia mediante la violenza. Mediante lo stupro della struttura emotiva dei ragazzi affinché costoro rinuncino a sé stessi e si sottomettano a quel Dio padrone elevando sé stessi a padroni di altri uomini.
Agostino d'Ippona è solo un volgare ciarlatano che offende ed ingiuria per la sua incapacità a confrontarsi con le persone. Come tutti i dittatori ciarlatani sa solo uccidere, torturare e stuprare per la gloria del proprio delirio di onnipotenza elevato a portavoce del suo Dio padrone.
Il cristianesimo, come l'ebraismo, è costruito sulla schiavitù dell'uomo. L'uomo schiavo di Dio e di chi pretende di rappresentarlo.
Non è un caso che l'attuale capo dei cattolici sia un seguace del dittatore Agostino d'Ippona. In questo modo può reiterare il diritto alla dittatura dell'uomo sull'uomo in nome del suo Dio padrone. Ogni dittatore si identifica nell'ideologia della dittatura di Platone e di Agostino d'Ippona. Ogni dittatore ha in odio la Democrazia e, in particolare, il principio di uguaglianza che, rendendo gli uomini uguali nei diritti e nei doveri al Dio padrone cristiano, possono pretendere di processare il Dio padrone cristiano ed ebreo per i suoi delitti.
I delitti contro l'umanità non cadono mai in prescrizione!
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06 ottobre 2026

C'è una relazione fra la scoperta di Pompei e Ercolano, sommersi dalla lava del Vesuvio nel 79 d.c., e l'ulteriore uscita dal medioevo assolutista cristiano.
Carlo di Borbone dette il via agli scavi di Ercolano nel 1738 e di Pompei nel 1749.
Siamo nell'epoca in cui il libertinismo aveva partorito l'illuminismo e, parallelamente all'illuminismo, si facevano strada i concetti di democrazia che avranno il loro massimo esponente in Robespierre.
Dal 1750 si inizia a recuperare le statue sepolte a Ercolano e a Pompei. La nobiltà d'Europa inizia a modificare i propri costumi mettendoli in relazione con i vestiti delle statue romane e greche.
Il cristianesimo aveva distrutto tutto ciò che gli era stato possibile distruggere. La lava conservava un ricordo del passato che il cristianesimo non era riuscito a cancellare.
Inizialmente fu la rivoluzione dei costumi. Iniziarono a sparire le parrucche, sempre piene di pidocchi, le persone iniziarono a lavarsi e si accentuava la necessità di maggiori rapporti sessuali. Ovviamente fra i nobili, gli unici che avevano forza sufficiente per rigettare l'assolutismo cattolico e cristiano. Poi, a poco a poco, la morale cristiana fu messa da parte anche da masse maggiori di cittadini.
Con la scoperta di Pompei e di Ercolano riemerge il passato. Lentamente, un po' alla volta, e inizia a modificare il modo di pensare e di essere delle persone: il suddito, un po' alla volta, prede coscienza di essere un cittadino.
Il Trionfo di Apollo (spesso indicato anche come Il Regno di Apollo o La Reggia di Apollo) è un celebre affresco di Girolamo Starace Franchis dipinto nel 1769. Non siamo molto lontani dalla Rivoluzione Francese e il trionfo idi Apollo, il principio maschile della vita, è il trionfo sul dolore e sulla sottomissione imposta da Gesù attraverso l'odio cristiano per i cittadini.
06 ottobre 2026
Un conto è dire che 1+1=2 è sempre oggettivamente e necessariamente vero; un altro conto è attribuire ai numeri degli astratti soggettivi e dichiarare oggettivamente vero il risultato immaginato.
Il concetto di verità è proprio della matematica elementare. Chi studia davvero matematica affronta problemi complessi e le soluzioni non sono date, ma sono frutto di una continua ricerca. Tuttavia, il risultato matematico, dimostrato, è una realtà indiscussa, una verità. Una verità che non ammette altre verità perché altre verità sono indimostrabili.
La verità va dimostrata.
Se non dimostri l'oggetto che chiami verità, quanto esce dalla tua bocca non è verità, ma menzogne che pretendono di essere accolte come verità. Che tu menta volontariamente o affermi per fede quanto ritieni "vero", sempre di menzogne si tratta.
Il concetto di verità, spostato dalla matematica o dalla fisica-matematica è un concetto puramente militare.
Il comandante dice: questa è la verità. Se non consideri quanto affermato dal comandante come verità, devi essere fucilato.
Fuori dal contesto fisico-matematico, la verità è uno strumento con cui il più forte domina il più debole costringendolo a far proprie idee a lui estranee.
"Io sono la verità!" dice Gesù. In questa situazione Gesù violenta la struttura psico-emotiva degli uomini affinché accettino le sue affermazioni come verità, ma non dimostra le sue affermazioni.
Da questo nascono gli inganni sociali, le truffe ideologiche, i raggiri religiosi delle persone credulone (in realtà impotenti o incapaci a risolvere i loro problemi esistenziali), le truffe dei commercianti, della maggior parte dei politici, gli inganni nei confronti dei cittadini messi in atto da magistrati vili e codardi.
Tutti tendono ad affermare la loro verità, ma evitano di dimostrarla. Da qui nascono i comportamenti di terrorismo nei confronti dei cittadini e la violenza che, una volta subita, chiede vendetta.
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01 ottobre 2026

Molte statue rinvenute ad Ercolano sono presso il Museo Archeologico di Napoli, altre statue sono state portate nei palazzi nobiliari del napoletano e anche a Roma.
Vicino ad Ercolano c'è la Villa dei Papiri, un vero tesoro culturale. La villa conteneva 1800 rotoli di papiri carbonizzati.
01 ottobre 2026

L'attribuzione dei templi alle divinità è sempre oggetto di discussione fra gli studiosi.
Nell'area archeologica sono rimasti visibili gli imponenti templi che emozionano fortemente i visitatori.
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Verranno postati tutti i messaggi, tutte le proposte di discussione, nel mese di Ottobre 2026.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
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