Juan Orlando Hernandez, che il presidente Trump ha definito vittima di persecuzione, ha contribuito a orchestrare una cospirazione di trafficanti di cocaina durata decenni
I post sui social media del presidente Trump sul Venezuela e sull'ex presidente honduregno hanno evidenziato una dissonanza nella sua campagna contro il traffico di droga.
Dicembre 2025: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.
Argomenti del sito Religione Pagana
Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana (con i suoi limiti, i suoi errori e le sue imperfezioni).

31 dicembre 2025

Come si può discutere di libertà sociali con i terroristi sociali cristiani? Certo, non spareranno nella testa ad Aldo Moro, ma sparano nei bisogni e nelle necessità dei cittadini privandoli dei diritti Costituzionali.
Non si tratta di libertà di esprimere idee diverse; si tratta di attività criminale, riconducibile ai modelli di mafia, che ha lo scopo di violentare i cittadini più fragili per sottometterli a quella che, questi criminali, ritengono sia la "volontà di Dio", di un padrone che vogliono imporre alla Costituzione della Repubblica Italiana.
Scrivevano i quotidiani (riporto il Gazzettino) il 10 febbraio del 2008 (La Repubblica titolava "Solo maschi e femmine è Dio che ha voluto così"):
Il Papa: niente confusioni, Dio ha creato maschio e femmina
Ribadito il no a culture e leggi che vorrebbero eliminare le differenze sessuali
CITTÀ DEL VATICANO - La differenza sessuale tra uomo e donna è stata "voluta da Dio": diversità tra il maschile e il femminile" e della "loro vocazione alla reciprocità e alla quindi bisogna opporsi ai tentativi di negare o offuscare tale "differenza originaria e complementare". Benedetto XVI riafferma la diversità - quella che lui chiama "unità duale" - tra uomo e donna e mette in guardia contro le politiche dirette a confondere l'identità sessuale. Allo stesso tempo difende a spada tratta la dignità della donna contro il suo sfruttamento, anche nel mondo dello spettacolo, e reagisce alle culture che usano pretesti religiosi per opprimere e discriminare le donne.
Ricevendo in Vaticano i partecipanti al convegno "Donna e uomo, l'humanum nella sua interezza promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici a venti anni dalla lettera apostolica 'Mulieris dignitatem' di Giovanni Paolo II, papa Ratzinger ha voluto schierarsi contro le correnti che attentano al valore della differenza sessuale tra uomo e donna, pronunciando il suo implicito "no" a ogni iniziativa in favore delle unioni omosessuali o delle adozioni da parte di coppie gay. "Di fronte a correnti culturali e politiche - ha scandito il Pontefice - che cercano di eliminare o almeno di offuscare e confondere, le differenze sessuali iscritte nella natura umana considerandole una costruzione culturale, considerandole una costruzione culturale, è necessario richiamare il disegno di Dio che ha creato l'essere umano maschio e femmina, con un'unità e allo stesso tempo una differenza originaria e complementare". Ricordando i temi della 'Mulieris dignitatem', papa Ratzinger ha parlato della "uguaglianza in dignità" e della "unità" dell'uomo e della donna, della "radicata e profonda diversità tra il maschile e il femminile" e della "loro vocazione alla reciprocità e alla complementarità, alla collaborazione e alla comunione". "Questa unità-duale dell'uomo e della donna - ha proseguito - si basa sul fondamento della dignità di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio, il quale 'maschio e femmina li creò, evitando - ha spiegato - tanto una uniformità indistinta e una uguaglianza appiattita e impoverente quanto una differenza abissale e conflittuale". Per il Papa, "questa unità duale porta con sé, iscritta nei corpi e nelle anime, la relazione con l'altro, l'amore per l'altro, la comunione interpersonale".
Dal quotidiano Il Gazzettino del 10 febbraio 2008
Si tratta di una violenza contro le società civili che andrebbe censurata come un atto di terrorismo se non trovasse complicità nelle Istituzioni che preferiscono far violenza a cittadini più deboli anziché agire per far trionfare la giustizia Costituzionale.
Il bello è che se glielo dici, ti deridono pure: "Ancora credi nei diritti della Costituzione?".
E poi, se li accusi di essere dei terroristi fascisti, dicono che non stai riferendoti ai loro comportamenti, ma che li stai insultando.
E' proprio dei cristiani sparare nella psiche delle persone usando apparenti "interposte persone" come il Ministero degli Interni, Sindaci prezzolati, amministratori comunali complici, politici traditori della patria che spergiurano sul loro giuramento (sulla Costituzione) mettendosi al servizio della monarchia assoluta.
Fu nel 2008 che Ratzinger sparse odio contro la ricerca scientifica in nome della sua "verità di fede" che voleva elevare a dignità sociale. Si opposero i docenti della Sapienza di Roma che furono violentemente insultati da politici al servizio della monarchia assoluta, come Cacciari.
Alla fine, Ratzinger non andò alla Sapienza, ma politici criminali non si astennero dall'insultare studenti e docenti che, davanti alla monarchia assoluta del Vaticano e alla menzogna di fede, opposero la verità e la dignità della nostra Costituzione.
I politici cattolici, spalleggiando le pretese assolutiste del Vaticano contro il relativismo Costituzionale, stavano lavorando per porre le basi all'avvento del fascismo in Italia. Il Vaticano dette ordine a Mastella di dimettersi dal Governo Prodi per favorire un Governo Berlusconi che porterà l'Italia ad una delle più gravi crisi economiche dal dopoguerra ad oggi.
31 dicembre 2025

Quando si cammina per strada, o col carrello in un supermercato, e ci si scosta per lasciare passare qualcuno che arriva in senso contrario, nella mente di chi si è favorito si formano due categorie di pensiero che identificano due tipologie diverse di persone.
La prima pensa: "Si è scansato perché sono più forte!" che vale anche per questa categoria "Sono più bello/a; ha avuto paura: sa che sono superiore a lui; ecc."
La seconda categoria di pensiero pensa: "Gentile, grazie!"
In una categoria si immagina una causa proiettandola a significare l'azione. Nella seconda categoria ci si limita a prendere atto dell'azione.
Mi sembra superfluo dire che vengono identificate due categorie opposte di persone: una mette sé stessa al centro del mondo; l'altra abita il mondo.
Sono due categorie di persone in perenne conflitto in cui la prima categoria agisce per prevaricare la seconda, ritenendola debole, mentre alla seconda non interessa prevaricare la prima anche se reagisce con "rabbia" ai tentativi di prevaricazione della prima categoria.
Pagina specifica dell'argomento
30 dicembre 2025
Il discorso sulla verità, fatto da Aristotele nella metafisica, appare ambiguo perché Aristotele non distingue sé stesso, che pensa, dall'oggetto pensato. Non si rende conto che l'oggetto pensa a sua volta che, a sua volta, può essere in grado di pensare sé stesso diversamente da come Aristotele lo pensa.
Dice Aristotele nella metafisica:
E esatto, altresì, chiamare la filosofia scienza della verità. Infatti lo scopo ultimo dell'attività teoretica è la verità, come l'azione è lo scopo dell'attività pratica, giacché gli uomini d'azione, anche quando osservano il modo in cui stanno le cose, non si mettono a contemplare la causa in se stessa, ma ne scorgono solo la relazione con uno scopo e con una circostanza determinata. Ma noi non conosciamo la verità senza conoscere la causa; e la cosa che, fra tutte le altre, possiede in modo eminente la proprietà di essere causa è proprio quella mediante la quale la determinazione comune diviene proprietà anche delle altre cose (così, ad esempio, il fuoco è caldo in modo eminente, giacché esso è la causa del calore per le altre cose); epperò è
Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 54
Affermare che esiste una "scienza della verità" è come dire che l'uomo comprende la realtà in cui vive, anziché essere compreso dalla realtà in cui vive.
Non esiste una scienza della verità perché non esiste una verità. Esiste piuttosto una continua ricerca del vero dove ogni vero, cercato e scoperto, nega l'idea del vero dal quale il ricercatore ha iniziato la ricerca.
Esiste un'attività di ricerca dell'essere della realtà in cui viviamo. Questa attività non può determinare il vero se non in una pretesa di onniscienza e di onnicomprensione che può essere ricondotta nella categoria del delirio psichiatrico.
Si può affermare il vero della propria comprensione di un oggetto, di una situazione, ma non si può affermare la verità di un oggetto o di una situazione perché, sempre e comunque, ognuno di noi è spettatore dell'oggetto o della situazione e non vive l'interiorità dell'oggetto o della situazione.
Lo scopo ultimo dell'attività del filosofo è la ricerca della verità. La verità cercata e trovata dal filosofo, attraverso un percorso di disvelamento continuo, è la verità che lui elabora dell'oggetto o della situazione. Continua ad avere un carattere soggettivo e contingente anche quando tale scoperta, ritenuta una verità, diventa patrimonio culturale collettivo.
Guardando gli oggetti dal di fuori, come Dio che contempla l'uomo o come lo sperimentatore che contempla i comportamenti della cavia, si ha la propria visione degli oggetti. Si immagina uno scopo degli oggetti o delle situazioni, ma non essendo l'oggetto o non abitando la situazione, lo spettatore proietta sé stesso, lo scopo che immagina, sull'oggetto o sulla situazione.
Il rapporto verità e causa in Aristotele è un rapporto ambiguo. La verità è l'oggetto al di là che questa sia la verità dell'oggetto in sé o la verità dell'oggetto immaginata dal filosofo; la causa dell'oggetto è indipendente dalla verità dell'oggetto in sé ed è un'esigenza estranea all'oggetto perché appartiene allo spettatore. Lo spettatore si chiede: cosa ha causato l'oggetto che appare alla mia coscienza?
L'esigenza non è parte della verità dell'oggetto, ma risponde a necessità dell'osservatore.
L'oggetto, nella misura in cui pensa sé stesso, può tranquillamente affermare "io sono causa di me stesso". Il me stesso, nella misura in cui considero la coscienza, che è il me stesso, è un oggetto incausato. Potremmo chiederci: quali sono le condizioni che hanno permesso all'oggetto di manifestare una coscienza? Ma le condizioni non sono cause. Sono esse stesse oggetti che abitano il mondo.
Da qui l'idea della condizione, che determina l'oggetto, in contrapposizione all'idea della causa, che determina l'oggetto.
Aristotele porta un esempio dicendo:
"Ma noi non conosciamo la verità senza conoscere la causa; e la cosa che, fra tutte le altre, possiede in modo eminente la proprietà di essere causa è proprio quella mediante la quale la determinazione comune diviene proprietà anche delle altre cose (così, ad esempio, il fuoco è caldo in modo eminente, giacché esso è la causa del calore per le altre cose); epperò è
L'esempio che fa è quello del fuoco che, secondo lui, è la causa del calore. Anche se il calore è la causa del fuoco. Il fuoco si accende perché è stato elevato il calore della legna che sta bruciando.
Si è passati dall'enunciare il concetto della verità in filosofia, alla necessità di una dimostrazione fisica per confermare un enunciato astratto. Questo perché il concetto di verità esposto da Aristotele non è supportato da nessun argomento logico.
Infatti, partendo dal fuoco quale causa del calore Aristotele afferma "i princìpi degli enti eterni" che sarebbero sempre sommamente veri dal momento che "giacché essi non sono veri soltanto qualche volta, né la loro esistenza è causata da alcunché, ma sono essi che causano l'esistenza a tutte le altre cose".
Sono affermazioni gratuite e prive di supporto logico.
Innanzi tutto non dimostra gli "enti eterni" e i loro principi. Da qui la conclusione che nella testa di Aristotele si agitano "enti eterni" da cui egli fa derivare gli esseri e la verità degli esseri (cause di). In secondo luogo, Aristotele immagina questi "enti eterni" come "soggetti incausati ma artefici dell'esistenza di tutte le altre cose.
In queste condizioni, la filosofia di Aristotele cessa di essere la ricerca di una qualche verità degli oggetti o delle situazioni e si trasforma in un delirio in cui immagina esseri eterni quali causa del mondo e di sé stesso negando, di fatto, la ricerca dell'essere del mondo e degli oggetti che contiene perché, quanto egli percepisce dovrebbe essere la verità del percepito in quanto egli stesso è un prodotto causato dagli "enti eterni" allo stesso modo di quanto percepisce. Quanto percepisce diventa vero e non mette in atto nessuna ricerca del vero sull'oggetto perché la verità dell'oggetto è quanto appare ai suoi occhi.
In questo modo si genera il concetto di verità che uccide ogni ricerca del vero perché, affermando che ciò che si percepisce o ciò che è presentato è la verità, questa nega l'esistenza di uno sconosciuto di sé stessa che deve essere indagato.
La verità è l'oggetto che blocca i cervelli e la modificazione dei soggetti nel mondo.
La verità è ciò che noi affermiamo soggettivamente di quanto abbiamo compreso, non è l'oggettività che tentiamo di comprendere.
Non per nulla Estia è immobile nella casa. La mia verità è ciò che io sono riuscito a comprendere, ma sono consapevole che c'é un immenso da comprendere che devo esplorare e che ancora non ho compreso.
Estia, la verità è immobile e dice all'uomo: "tu da qua non torni indietro! La tua comprensione del reale può sono andare avanti, ma non puoi tornare nella condizione di “ignorare” che avevi prima!". Infatti, la sorella di Estia, Demetra, è alla perenne ricerca del vero. Rimuove uno ad uno i veli della sua non-conoscenza e percorre un sentiero "di verità in verità".
Ogni oggetto, portatore di coscienza, può dire di essere "causa di sé stesso" grazie a condizioni che gli hanno permesso di venir in essere e della sua volontà che gli ha permesso di persistere nel presente e di modificarsi.
Pagina specifica dell'argomento
29 dicembre 2025

I personaggi della storia di Matteo sono: Gesù, che si identifica col re; una gerarchia di servi; guardie che, obbedendo ad una legge, gettano in prigione. Queste guardie vengono chiamate aguzzini. Scrive Matteo:
A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".
Vangelo di Matteo 18, 23-35
Innanzi tutto: chi è il re?
E' Gesù stesso identificato col Dio suo padre.
Gesù si identifica nell'onnipotente, nel giudice, in un'umanità ridotta in servi. Per la precisione, in una gerarchia di servi. Se mettete in discussione la relazione che sta alla base del racconto, l'intera struttura del racconto non regge alla verifica logica. L'ingiustizia sta nell'esistenza della gerarchia che pretende che ogni elemento, ogni servo, che sta nella scala gerarchica abbia le stesse necessità e gli stessi bisogni del Dio padrone pur non essendo il Dio padrone.
Come si può chiedere un comportamento uguale quando i soggetti che si relazionano sono diversi? Significa pretendere che gli individui si appiattiscano su delle categorie di bisogni proprie del Dio padrone. Significa che le persone devono rinunciare ad essere persone per obbedire a categorie che esulano dal considerare, i soggetti a cui si attribuiscono, delle persone con desideri e bisogni. E' come colpevolizzare un pesce perché anziché usare le ali come le aquile usa la pinne limitandosi a nuotare.
La premessa del racconto è fatta in modo tale da presentare una situazioni di giustizia del regno dei cieli come concepita da Matteo. Il padrone è magnanimo e, dunque, anche i suoi schiavi devono essere magnanimi. Fin dalle prime frasi appare chiaro come quel regno di Gesù è una grande galera dove la legge è espressione del capriccio del secondino. Il secondino, il vigliacco per eccellenza, è il re di cui Matteo si serve per costruire la sua similitudine.
Il re è oggetto in sé! E' l'oggetto del quale non si può discutere e che l'ascoltatore deve considerare soggetto privilegiato, indiscutibile, insindacabile sul quale proiettare le qualità positive elaborate nel proprio pensato. Il lettore si identifica con il re! Il lettore legge la storia raccontata nel vangelo di Matteo dal punto di vista del re. Il lettore non è il servo che deve sopravvivere. Il lettore si sente nelle grazie del Dio di Matteo. Gioisce col Dio di Matteo.
Matteo, nel scrivere questa storia, si identificava col re. Si sente magnanimo come il re. Il re è padrone di ogni cosa e ogni decisione era ammessa perché la decisione del re era legge. Il re non poteva sottostare a nessuna legge né rispettare nessun canone morale. Egli è detta ogni canone morale partendo dal suo insindacabile capriccio.
Matteo vuole descrivere la bontà del suo padrone. Dice come fosse nel diritto del suo padrone vendere il servo come schiavo con tutta la sua famiglia. Il re avrebbe potuto benissimo vendere quest'uomo e danneggiarlo. Sua moglie e i suoi figli erano oggetti di possesso di quell'uomo e dunque il re avrebbe potuto venderli in quanto erano oggetti posseduti e non soggetti di diritto. Il re può fare quello che vuole delle persone sottraendosi alla legge o ad ogni canone morale. Questo tipo di relazione e di assolutezza è quella che Matteo intende imporre all'interno della setta religiosa che sta organizzando. Egli è padrone ed è re della setta ed egli, in quanto re e in quanto padrone, può fare quello che vuole dei partecipanti alla setta. Nessuna struttura giuridica dell'epoca permetteva ciò. I re, gli imperatori o i reggitori, dovevano seguire delle regole. Regole e leggi che pur presentando un'ampia possibilità interpretativa personale dovevano essere rispettate o comunque invocate per un giudizio. E' sufficiente pensare ad Erode il Grande e il profondo rispetto che aveva per le leggi.
Il re di Matteo è al di sopra di ogni legge. E' al di sopra di ogni decreto giuridico. In fondo questa è la vera rivoluzione che il cristianesimo introdurrà fra gli Esseri Umani: la loro trasformazione in bestiame senza diritti sociali o giuridici!
Quando Matteo riesce a convincere il lettore ad accettare l'idea che il re non è sottoposto a restrizioni o a vincoli di sorta; quando Matteo riesce a convincere il lettore a non porsi domande sul perché quel re voleva fare i conti; quando Matteo riesce a convincere il lettore della colpevolezza soggettiva del servo per non aver pagato un debito; dopo aver sorvolato sul come quel debito era stato formulato; ecco Matteo convincere il lettore che l'oppressione che subiva il re per la mancanza di diecimila talenti era uguale all'oppressione che subiva quel servo, che per non aver pagato il debito aveva appena rischiato di essere venduto, per la mancanza di cento denari.
Per Matteo la situazione economica generale del servo che doveva cento denari, era uguale alla situazione economica del servo cui il re aveva appena condonato il debito di diecimila talenti.
Il re, la cui parola e il cui desiderio era legge, aveva costruito un Sistema Sociale in cui chi non pagava i debiti poteva essere venduto. Un Sistema Sociale che sacrificava i suoi abitanti i quali, non solo non avevano diritti, ma potevano diventare oggetto di possesso qualora non pagassero i debiti. Un simile Sistema Sociale dovette essere cancellato da Solone ad Atene perché un Sistema Sociale in cui un numero ristretto di individui si arricchiva saccheggiando l'intero Sistema Sociale costruiva la miseria anche per quegli stessi individui.
Matteo descrive il suo Dio padrone come un re che aveva un tale disprezzo per il Sistema Sociale da aver imposto una procedura penale al proprio Sistema Sociale per cui la funzione del debito era quella di trasformare il debitore in schiavo. Prima ti faccio un prestito e poi, se non sei in grado di pagarlo, ti riduco in schiavitù. Da Matteo ha origine l'insegnamento comportamentale assunto dalle Banche e dalle Finanziarie di oggi e praticato ampiamente dalla mafia.
Si dirà che non è questo l'intento del racconto.
L'intento del racconto era quello di restituire ad altri la magnanimità ricevuta. Fare ad altri quanto era stato ricevuto dal padrone assoluto. Proprio perché quanto è stato ricevuto, è stato ricevuto dal padrone assoluto non lo si può fare ad altri. Perché, mentre il padrone assoluto dei diecimila talenti non ha bisogni relativi ai diecimila talenti, è ragionevole presumere che nella situazione in cui si trovava il servo i cento denari fossero importanti per la sua sopravvivenza.
Pretendere un'uguaglianza nelle azioni e nei comportamenti in contesti e condizioni diverse è un'aberrazione: è come togliere un pesce dall'acqua e colpevolizzarlo perché non sta respirando.
Un altro aspetto importante da notare nel vangelo di Matteo è che il servo non è colui che fa le leggi, ma è colui che chiede un'applicazione delle leggi. Se il re, in quanto padrone assoluto, può scegliere se vendere il servo o condonargli il debito e, una volta condonatogli il debito, scegliere comunque di punirlo secondo il suo capriccio, il servo può chiedere soltanto l'applicazione della legge voluta dal re. Pertanto il re obbedisce al suo capriccio, mentre il servo obbedisce alle leggi. Come si può pretendere che il comportamento sia uguale fra chi è sottoposto alla legge e chi della legge può farne quello che vuole ignorando il valore della propria parola e degli impegni presi?
Con quale diritto, se non in ossequio al suo capriccio, il re lo fa arrestare e lo consegna nelle mani dei suoi aguzzini? Il debito gli era stato condonato e, dunque, egli era fuori della portata giuridica del re. Il re agisce non per giustizia, né seguendo la legge, ma seguendo il principio cristiano descritto da Matteo e fondamento della sua religione: o fai quello che voglio io o ti ammazzo.
Quali sono gli attori di questo raccontino? Un re padrone e assoluto che non solo non obbedisce a nessuna legge, ma nemmeno alla parola data al servo al quale aveva condonato il debito. Con quale diritto, se non con quello del sequestratore mafioso, lo consegna agli aguzzini? Che re è colui che per governare si serve di aguzzini? Solo i cattolici li hanno abbondantemente usati nel corso della storia seguendo gli insegnamenti esoterici di Gesù.
C'è poi il servo che ha un debito e che riesce ad ottenere, in virtù della sua sceneggiata, l'annullamento del debito. Un re che non è in grado di mettere le persone nelle condizioni di pagare quel debito: che squallore! Un servo sicuramente disperato, per le proprie condizioni di vita e che, nonostante questo, ha prestato del denaro a qualcuno, forse più disperato di lui. Una moglie e dei figli che non sono persone, ma oggetti di possesso di cui il re si può appropriare in quanto non essendo soggetti di diritto devono essere merce da vendere per ripagarsi il debito. Un re che non rispetta le leggi, probabilmente da lui stesso emanate. Egli ha condonato il debito al suo debitore, non può più pretendere nulla dal debitore, nemmeno riconoscenza! Il debitore a sua volta si serve, servendosi delle stesse leggi emanate dal re che gli ha sì condonato il debito ma non ha abrogato quelle sue stesse leggi, A quelle leggi il servo non intende rinunciarvi. Proprio perché non rinuncia a chiedere giustizia il re si offende, lo fa arbitrariamente arrestare e arbitrariamente lo consegna agli aguzzini. Secondo il re costui avrebbe dovuto rinunciare a chiedere l'applicazione della legge per soddisfare i suoi bisogni seguendo l'esempio di chi, con i bisogni soddisfatti, poteva permettersi la magnanimità gratuitamente, tanto lui era il re!
Il principio esoterico trasmesso da Gesù consiste nell'aggredire chi chiede giustizia pretendendo che le persone deboli rinuncino a rivendicare i loro diritti.
I principi che vengono imposti e tradotti in legge divina in questo vangelo di Matteo e che la chiesa cattolica ha puntualmente applicato, sono:
1) Il padrone non è sottoposto a nessuna legge (vedi il dictatus papae).
2) Il padrone può fare quello che vuole del servo.
3) La donna è oggetto di possesso del marito, proprio per questo, può essere posseduta dal re che la può vendere per pagare i debiti del marito.
4) I figli sono oggetti di possesso del padre: (vedere storia della giurisdizione).
5) Il diritto del padrone di ricorrere a qualunque mezzo per ottenere quello che vuole, quando lo vuole e come lo vuole: dunque, bastonare chi non si può difendere.
Questi sono i principi di cui parla Matteo. Matteo sta costruendo una sétta religiosa che deve essere separata dalla società civile. Deve vivere per leggi proprie e Gesù deve, secondo Matteo, essere il Dio padrone assoluto. Il tessuto sociale nel quale Matteo opera è un tessuto sociale culturalmente complesso. Molte persone hanno paura delle farneticazioni da onnipotenza di Matteo ed egli provvede a separare i suoi seguaci dal tessuto sociale e alimenta in loro l'identificazione con il Dio padrone assoluto. Un padrone assoluto da presentare affinché gli Esseri Umani si sottomettano. Egli è il padrone assoluto, ciò che scrive è la volontà dell'assoluto, parabola divina. Egli si arroga il diritto di bastonare chi, all'interno della sétta, non accetta quanto viene imposto.
Nello scrivere il suo vangelo Matteo si identifica con Gesù figlio del Dio padrone e il Dio padrone stesso. Non si identifica col servo. Né col primo servo, né col secondo servo e nemmeno con chi lo rinchiude in carcere. Matteo non fa proprie le esigenze del servo, né descrive le ragioni del servo nel suo agire. Questa identificazione di Matteo nel suo vangelo è un insegnamento esoterico cristiano: non ascoltare mai le ragioni dell'altro. L'altro si deve sottomettere. Non esistono ragioni diverse da quelle di Dio o dei suoi rappresentanti.
Matteo è il re che gestisce la sua sétta che deve essere compatta nell'agire contro il Sistema Sociale. Il fratello non è l'uomo, la persona, ma il commilitone, colui che appartiene alla stessa banda di Matteo. Non è l'uomo in generale, ma il compagno con cui Cortez macella gli indios. I fratelli non sono gli Indios, che sono i diversi, ma colui che scanna gli indios con Cortez e Cortez si identifica col padre celeste : "Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello".
In questo racconto Matteo si chiude alla società. Si separa dalla società considerandosi il re che agisce nella società. Un re che chiama servi tutti coloro che partecipano alla sétta e che agisce contro la società che deve obbedire alla sétta. Gesù si identifica col re. Tutta la dottrina di Gesù parte dal presupposto che lui è il padrone e gli altri soggetti il cui diritto è quello dell'obbedienza assoluta al padrone.
In tutto il vangelo non esistono delle ragioni per le quali il re può agire in quel modo. Il re, Gesù e Matteo stesso, non agiscono né obbedendo alla legge, né obbedendo a forme di diritto, ma solo al proprio insindacabile giudizio, al proprio capriccio che viola le leggi per favorire il Dio padrone o Gesù che si identifica col re.
Questo principio esoterico nei vangeli è uno dei tanti che sancisce la monarchia assoluta. Il dominio assoluto sull'uomo. Ci vorrà molto sangue e molti gridi di libertà perché dalla Magna Carta fino alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo si libereranno dai regimi assolutisti che il Dio padrone di Gesù e Matteo imposero sulle società umane.
[Tratto da: "Gesù di Nazareth: l'infamia umana" di Claudio Simeoni]
29 dicembre 2025
E' necessario pensare al Vaticano come uno Stato canaglia che alimenta il terrorismo in nome di Dio contro le necessità di libertà degli uomini.
Un esempio dello Stato canaglia Vaticano lo abbiamo in tre foto di titoli di quotidiani del 2009.
Qui non si tratta di esprimere delle idee diverse, ma di organizzazione di mafie all'interno dello Stato Italiano affinché i cittadini non possano beneficiare dei diritti Costituzionalmente sanciti.



Terrore contro uomini sofferenti. Terrore contro chi non si allinea con la morale del Macellaio di Sodoma e Gomorra. Terrore contro le donne. Un terrore messo in atto da organizzazioni che agiscono negli ospedali, nei consultori. Spesso con l'aiuto di Istituzioni che affiancano il terrorismo del Vaticano anziché riaffermare il diritto Costituzionale.
A differenza di quanto, allora, fece Zapatero in Spagna.
Pagina specifica dell'argomento
28 dicembre 2025


Entrambi politici. Volevano far belli con un Ratzinger. Ratzinger li usava per farsi "bello" a sua volta celebrando il trionfo dell'assolutismo che tanto piaceva a quei politici. Non solo hanno fatto grandi danni nelle società, ma sono finiti in galera anche se la magistratura ha permesso loro di vivere la galera in maniera privilegiata.
Entrambi erano caratterizzati da relazioni mafiose e da corruzione. Questo ci porta a pensare che l'attuale governo sia caratterizzato da relazioni mafiose e da attività corruttive.
La corruzione è un reato individuale. Questa è l'idea che deve guidare la Magistratura.
La corruzione è espressione di un'ideologia che la alimenta e la giustifica. Questa è l'idea che deve guidare il giudizio dei cittadini dove la loro idea deve censurare l'ideologia prima che gli individui, di quella ideologia mettano in atto azioni che poi ricadono sotto la competenza di un magistrato.
28 dicembre 2025

Il mercato finanziario è difficile da leggere in un contesto in cui i grandi movimenti finanziari sono regolati attraverso l'azione di mafia che tende ad annullare tutte le regole internazionali. Non siamo abituati a leggere i mercati finanziari secondo le regole della mafia.
Ma questo non riguarda solo noi, come cittadini, ma anche i grandi operatori finanziari estranei ai giochi di mafia.
Sta di fatto che l'impennata dei prezzi sulle materie prime è una strategia di "rifugio finanziario" da regole alle quali si vuole essere estranei.
Le criptovalute hanno permesso l'arrivo della criminalità nella finanza. La finanza ha fatto propri i modelli della criminalità considerandoli più convenienti che il rispetto delle regole economiche.
28 dicembre 2025
Ci si trasforma in "individui massa" quando si dimenticano avvenimenti del passato che si sono vissuti e si immagina il presente privo di storia e privo di possibilità per un futuro diverso.
27 dicembre 2025
Chi la ricorda?
Il Vaticano con la stampa erano scatenati. Alleati dal Dalai Lama scatenarono un'offensiva contro la libertà religiosa in Cina cogliendo l'occasioni delle Olimpiadi. I monaci lamaisti assaltavano le ambasciate in Nepal e la stampa italiana spargeva odio affermando "persecuzioni religiosi" di pura invenzione.
I missionari cattolici ed evangelici stupravano bambini in India e comperavano le conversioni suscitando la resistenza degli induisti. La resistenza alla violenza dei missionari cristiani veniva evocata dalla stampa come "martirio", mentre i martiri erano gli indiani costretti a subire le violenze del Vaticano.
Il Vaticano continuava la guerra contro i musulmani usando i razzisti della Lega, sindaci prezzolati che impedivano ai musulmani in Italia di pregare e nutrivano le file della malavita e della mafia aggredendo ed emarginando gli immigrati. Notizie di polizia locale e poliziotti che picchiavano ragazzi e donne extracomunitarie. Classi con persone di colore a cui era vietato entrare nei siti museali come la Valle dei Templi ad Agrigento o al museo di Venezia. Tosi a Verona che aggrediva i musulmani in nome del razzismo e del nazismo.
La guerra del Vaticano contro le coppie di fatto, contro il diritto a gestire il proprio corpo e morire, contro il diritto d'aborto per poter avere bambini da stuprare.
E tutto questo per coprire la crisi economica delle cartolarizzazioni che dagli USA era arrivata in Italia. Una crisi economica che il famigerato Silvio Berlusconi non vedeva perché i ristoranti che lui frequentava erano pieni.
Una crisi economica che avrebbe portato al governo Monti con la riforma pensionistica, voluta dalla destra fascista e leghista, che diventerà il cavallo di battaglia della destra fascista e leghista per poterla aggravare ulteriormente fingendo di volerla abolire.
La grande guerra che i cittadini hanno perso vedendo i loro diritti compressi e spesso negati.
Alla fine, la sopravvivenza fu ottenuta col globalismo o il mondialismo: chiamatelo come volete.
I capitalisti. dopo aver portato le produzioni nell'est Europa, le portarono in Cina. Manodopera a basso prezzo, schiavi, pensavano. E i cinesi impararono. Impararono impedendo al Vaticano di interferire in Cina. Impararono allontanando i missionari. Impararono ad isolare il Dalai Lama dal Tibet dimostrando che era solo un maiale che chiedeva ai bambini di baciarlo in bocca.
Ma soprattutto i cinesi forgiarono quella classe media capace di lavorare e di trasformare merci in prodotti di cui il mondo non è più in grado di farne a meno.
La grande guerra, che nessuno ha visto e che nessuno vuole più ricordare.
Pagina specifica dell'argomento
27 dicembre 2025

L'essenza della follia si esprime nel complesso di Dio.
Questo complesso è una psicopatologia fondamentale del delirio umano nella società. In modo conscio o inconscio nella società ogni persona vorrebbe essere Dio, ciò, ad alcuni psicologi, sembra un archetipo umano.
Desiderare di essere Dio; poter agire nell'impunità come il Dio cristiano; auto convincersi di essere Dio, è l'espressione di una psicopatologia talmente diffusa nella società da apparire come un "archetipo".
La fede, l'idea che la creatività, l'indipendenza e la spontaneità, che non richiedono né lavoro, né impegno, né cultura, per il delirante sembrano essere il vero fine dello sviluppo psichico legato al suo essere Dio rispetto agli altri uomini.
Il complesso non è "archetipo", ma è imposto educazionalmente nella primissima infanzia. Spesso il complesso di Dio è attenuato in quanto le persone si considerano "servi di Dio", "servi dei servi di Dio" e agiscono come se fossero Dio nella società umana.
Spesso la follia viene confusa con forme caratteriali perché la follia non rende inabile alla vita l'individuo, ma rende l'individuo adatto a distruggere la società e gli uomini in nome della gloria di Dio.
La caratteristica del complesso di Dio è quella di voler piegare tutti alla medesima idea di Dio del portatore del complesso. La sua capacità di imporre il proprio complesso è determinata dal ruolo sociale che ricopre.
Il complesso di Dio è una costante degli individui deliranti; i danni sociali che possono provocare gli individui deliranti è direttamente proporzionale alla quantità di sistema sociale che controllano. Questa quantità va dalla singola famiglia, per gli individui privi di potere sociale, alla sfera mondiale come stiamo assistendo nell'azione di Trump.
Si tratta dello stesso complesso che porta l'individuo a delirare allo stesso modo, ma con possibilità e mezzi diversi con cui veicolare il proprio complesso.
Questi individui tentano di giustificare socialmente, economicamente e ideologicamente, li loro complesso razionalizzando la sua veicolazione nel mondo. L'uomo che picchia la donna che non si sottomette afferma che questo è il volere di Dio e la donna deve obbedire a Dio.
L'errore delle persone consiste nel discutere sulla giustificazione del delirio e non individuare nel delirio il motore della veicolazione delle azioni del delirante. Non è la donna che non obbedisce alla morale di Dio; è l'uomo che fa violenza per sottomettere identificandosi con l'onnipotenza di Dio.
27 dicembre 2025

La manipolazione mentale, messa in atto dalla società sull'infanzia, è una costante. Nel senso che nei confronti dell'infanzia la società presenta gli stessi fenomeni, con poche variabili, ai quali chiede ai ragazzi di adeguarsi.
La manipolazione mentale, pur presentando un'ampia gamma di successo nella produzione di individui adattati al sistema sociale, varia l'effetto sull'infanzia a seconda delle capacità di interpretazione degli stessi fenomeni che vengono messi in atto da ogni singolo infante che viene manipolato.
Tanto più un infante si discosta dall'interpretazione omologata di quei fenomeni, pretesa dalla società, e tanto più vive una condizione di emarginazione sociale. Un'emarginazione sociale che può essere superata solo se nella società si presentano nuove necessità che possono essere soddisfatte solo attraverso interpretazioni diverse della realtà.
Questi individui vengono chiamati "divergenti" e normalmente sono individui isolati che non sono, né possono, massificare il loro modo di essere e di interpretare i fenomeni perché schiacciati dalla forza militare della società che impone all'infanzia solo quei fenomeni e dall'infanzia pretende solo quel tipo di adattamento con una minima percentuale di variazioni.
La caratteristica del sistema sociale che pretende questo dagli individui è quella di aggredire ogni forma di divergenza che possa, in qualche modo, massificarsi all'interno della società.
Quando le aggressioni si susseguono, diventando socialmente insopportabili, le tensioni divergenti tendono ad essere invisibili.
Gli individui attraversati da quelle tensioni cessano di veicolare nella società i loro bisogni. I loro bisogni diventano "clandestini" e le soluzioni che adottano sono di carattere individuale.
La singola individualità non modifica l'ideologia e i comportamenti con cui la società controlla gli individui, ma la massificazione dei comportamenti individuali produce un movimento divergente distruttivo per la società.
E' il caso, ad esempio, dell'emigrazione massiccia di ragazzi culturalmente preparati che cercano lavoro all'estero.
L'azione è quella di impoverimento del tessuto sociale e una perdita di potere da parte del controllo sociale che dispone sempre di meno soggetti da manipolare culturalmente e socialmente.
Lo stesso discorso vale per la diminuzione delle nascite.
Sono fenomeni le cui motivazioni sono individuali, non organizzate né pianificate. Rispondono a bisogni individuali che sono massificati e sui quali il controllo sociale non ha strumenti per intervenire.
Eppure, bastava non reprimere ed usare una "gestione" meno aggressiva nella veicolazione delle esigenze sociali per controllare e guidare lo sviluppo dei fenomeni (come per altri fenomeni sociali) sociali.
Pagina specifica dell'argomento
26 dicembre 2025

Scrive nel suo vangelo Luca:
Diceva pure a colui che lo aveva invitato: "Quando fai un desinare o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi, affinché non si sentano obbligati anche loro a contraccambiarti l'invito. Ma quando fai un pranzo, invita poveri, storpi, zoppi e ciechi; e tu sarai beato per il fatto che non hanno da renderti il contraccambio; poiché sarai contraccambiato alla resurrezione dei giusti".
Uno dei commensali, udite queste parole, esclamò:
"Beato chi mangerà il pane del regno di dio!"
Gesù gli rispose:
"Un uomo fece una gran cena e invitò molti. Allora della cena mandò il suo schiavo a dire ai convitati "Venite perché già tutto è pronto". Ma tutti quanti cominciarono a trovar delle scuse. Il primo disse: "Ho comprato un podere e bisogna che vada a vederlo: ti prego, fagli le mie scuse". Un altro disse: "Ho comperato cinque paia di buoi e devo andare a provarli; ti prego, fagli le mie scuse". E un altro disse: "Ho preso moglie, quindi non posso venire".
Lo schiavo tornò a riferire queste cose al padrone. Allora il padrone di casa, sdegnato, disse al suo schiavo: "Presto va' per le piazze e per le vie della città e conduci qua poveri storpi ciechi e zoppi". Poi lo schiavo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e ancora c'è posto". Il padrone disse allo schiavo: "Va' per le strade e lungo le siepi e forzali a venire, affinché la mia casa sia piena. Perché vi assicuro che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, gusterà la mia cena"."
Luca 14, 12-24
Le strategie di guerra, a fini religiosi, furono elaborate dagli ebrei prima e dai cristiani che ne hanno riprodotto gli intenti.
Troviamo molti passi nella bibbia in cui il dio dei cristiani ordina di ammazzare tutti quelli che non lo adorano e troviamo la riproduzione di questo odio nei vangeli dei cristiani per bocca di Gesù (Luca 19, 27).
La strategia mediante la quale sterminare i "non-credenti" nelle società civili, viene elaborata da Matteo e Luca nei loro vangeli. I linguaggi sono diversi, ma l'ordine di massacrare, uccidere, sterminare chiunque non si sottometta al loro dio è la costante ordinata da Gesù in entrambi i vangeli.
C'è un terzo vangelo che parla del convitto ed esprime dei concetti similari a quelli di Matteo e Luca. Un vangelo che non entra nella formazione dell'ideologia religiosa cristiana in quanto fu distrutto all'inizio del cristianesimo, circa 1700 anni or sono, e ritrovato a Nag Hammadi nel 1945. Si tratta del vangelo di Tommaso Didimo. Se noi prendiamo l'episodio descritto nel Vangelo di Tommaso Didimo al paragrafo 64 e sottraiamo quanto è scritto al vangelo di Luca o di Matteo, il risultato che otteniamo è la variabile cristiana.
Il cristianesimo, che si fonda sui vangeli ufficiali, diverge dal vangelo di Tommaso Didimo perché il cristianesimo, dei vangeli ufficiali, vi ha aggiunto l'ideologia dello sterminio e della tortura. I vangeli di Matteo e Luca non si limitano a definire un principio di scelte fra chi decide di accogliere la verità di Gesù e chi, per altri interessi, decide di rifiutare tale verità. I vangeli di Matteo e Luca nella parabola del convitto e delle nozze regali legalizzano lo sterminio, il genocidio e la tortura per favorire il dominio di dio e di Gesù. Questa è la differenza fondamentale fra il vangelo di Matteo e Luca e quello di Tommaso Didimo.
Poi ci sono le differenze fra il vangelo di Matteo e quello di Luca. Nel racconto sulle nozze regali, Matteo sottolinea una resistenza attiva degli invitati all'invito "Altri poi, presi i servi, li oltraggiarono e li uccisero." per giustificare il genocidio voluto da Gesù "Allora il re, pieno d'ira, mandò le sue milizie, fece sterminare quegli omicidi e bruciare la loro città". Nel racconto della parabola sul convitto di Luca, l'ordine di Gesù è quello di far violenza alle persone affinché accettino di sottomettersi alla volontà di Gesù "Va' per le strade e lungo le siepi e forzali a venire, affinché la mia casa sia piena.". Matteo, nel suo vangelo, aggiunge il diritto di Gesù di torturare le persone. Nel vangelo di Matteo, prima Gesù ordina un vero e proprio rastrellamento in stile nazista "Allora usciti per le strade, i servi radunarono quanti trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze fu piena di convitati." e poi discrimina sui rastrellati per poter divertirsi a torturarli "Gli disse: "Amico, come sei entrato qua senza aver l'abito da nozze?" Colui ammutolì. Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel buio; ivi sarà pianto e stridor di denti."
Nel racconto della parabola del convitto, Luca fa qualche cosa che Matteo non fa: definisce la strategia militare di annientamento dei servi.
Questo aspetto è interessante in quanto, il vangelo di Luca, si prefigge di conquistare il mondo.
Il vangelo di Matteo inizia dicendo:
"Gesù prese di nuovo a parlare in parabole e disse loro: "Il regno dei cieli è simile ad un re, il quale fece un festino di nozze a suo figlio. Egli mandò i servi a chiamare gli invitati, ma questi non vollero venire.".
La parabola del convitto di Luca inizia con:
"Diceva pure a colui che lo aveva invitato: "Quando fai un desinare o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi, affinché non si sentano obbligati anche loro a contraccambiarti l'invito. Ma quando fai un pranzo, invita poveri, storpi, zoppi e ciechi; e tu sarai beato per il fatto che non hanno da renderti il contraccambio; poiché sarai contraccambiato alla resurrezione dei giusti".
Nel vangelo di Luca Gesù dice che cosa si deve fare per vincere la propria battaglia e costringere le persone a convertirsi al cristianesimo.
Questo tipo di parabole hanno lo scopo di fare proselitismo fra i non cristiani. Un vero e proprio atto di guerra. Un'azione pensata strategicamente e definita, forse per la prima volta nella storia, fin nei minimi particolari. Mentre le forme religiose che hanno preceduto ebrei e cristiani erano "belle in sé" e venivano accettate o condivise in quanto "belle in sé" e venivano rifiutate in quanto non erano più "belle in sé", il cristianesimo doveva essere accettato "a prescindere".
Il cristianesimo necessitava di una strategia mediante la quale aggredire il sentimento religioso delle persone e costringerlo a piegarsi al volere di Gesù: al volere del re che fa la festa o dell'uomo che fa una gran cena.
Luca, nel suo vangelo, dice:
"non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i vicini ricchi" perché altrimenti questi potrebbero sentirsi obbligati a restituirvi il favore.
Chi sono gli amici, i fratelli, i parenti o i vicini ricchi a cui Luca si riferisce?
Intanto ci sono gli Orfici, i Neoplatonici, gli Scettici, gli Epicurei, le Religioni misteriche, gli Dèi "pagani". Gli amici di Gesù sono quelli che "chi non è contro di lui è con lui". I fratelli sono i Cinici, gli Orfici, i Neoplatonici. I parenti sono gli Stoici, i Farisei, gli ebrei. I vicini ricchi sono i Sadducei, i seguaci di Adone, gli Epicurei, ecc.
Tutti questi, se li inviti a cena, a discutere, si sentono obbligati ad onorarti discutendo. Sia durante il tuo invito che invitandoti a loro volta.
Strategicamente, evita di discutere con loro. Loro sono più preparati e più consapevoli nelle questioni della vita. Finiresti per mangiare alla loro tavola: condividere le loro idee e la loro visione religiosa.
A tal proposito Ratzinger ebbe a dire: "Possiamo discutere e trovare accordi con chiunque, meno con chi considera il nostro dio un dio padrone e pretende di processarlo per i suoi delitti".
Questa è la prima direttiva relativa all'operatività del cristiano.
Allora, a chi si deve rivolgere il cristiano per offrire il suo banchetto, la sua ideologia religiosa?
Il cristiano deve rivolgersi a:
"invita poveri, storpi, zoppi e ciechi; e tu sarai beato per il fatto che non hanno da renderti il contraccambio;".
Come pagano tutti costoro il debito che ha imposto loro chi li ha invitati al banchetto? Non certo con un altro banchetto.
Possono ripagare il loro ospite con la "gratitudine servile".
Ed è quella che Gesù va cercando. La "gratitudine servile" di chi è bisognoso e si vede soccorrere non perché è un cittadino il cui benessere è prezioso per la società, ma perché lo si deve privare della libertà di scegliere dove indirizzare la propria gratitudine. La necessità di Gesù di procurarsi un esercito di servi grati è l'unica sua possibilità di far accettare la sua visione religiosa del mondo e usare quei servi per aggredire chi non accetta quella visione del mondo.
Nel vangelo di Matteo, infatti, sono i servi del padrone di casa che vanno dai nemici del padrone di casa affinché si sottomettano e accettino di venire alla mensa del loro padrone; sono i servi che sterminano coloro che si sono rifiutati di venire alla mensa del padrone; sono i servi che aggrediscono colui che è stato costretto controvoglia a venire alla mensa del padrone e che viene legato e torturato per il divertimento del padrone Gesù.
La "gratitudine servile" è la sola possibilità, per Gesù e i cristiani, di ottenere commensali alla mensa della religione cristiana: Gesù, le persone o le compra (come altrettante prostitute) o le tortura.
Questa strategia messa a punto da Luca ha la sua apoteosi nel massacro, descritto da Matteo, di tutti coloro che non vogliono andare alla mensa del padrone Gesù e nella legittimazione della tortura a cui Gesù condanna coloro che vengono rastrellati e costretti ad aderire alla sua dottrina contro la loro volontà.
Luca, più che Matteo, riprende il Vangelo perduto e ritrovato di Tommaso Didimo e riprende l'elenco degli impegni che hanno le persone per i quali non possono venire alla mensa proposta da Gesù. Gli impegni sono quelli della vita quotidiana.
Proviamo ad analizzare la differenza che c'è fra il vangelo di Luca e quello di Tommaso Didimo in relazione alla qualità degli ospiti.
Dice Luca:
"Un uomo fece una gran cena e invitò molti. Allora della cena mandò il suo schiavo a dire ai convitati "Venite perché già tutto è pronto". Ma tutti quanti cominciarono a trovar delle scuse. Il primo disse: "Ho comprato un podere e bisogna che vada a vederlo: ti prego, fagli le mie scuse". Un altro disse: "Ho comperato cinque paia di buoi e devo andare a provarli; ti prego, fagli le mie scuse". E un altro disse: "Ho preso moglie, quindi non posso venire".
Scrive il vangelo perduto di Tommaso Didimo:
"Un uomo aveva degli ospiti. Dopo che ebbe preparato il banchetto, mandò un suo servo a invitare gli ospiti. Andò dal primo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". Quello gli rispose: "Dei commercianti mi devono denaro. Vengono da me questa sera. Andrò e darò ordini. Mi scuso per il banchetto". Andò dal secondo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello) gli rispose: "Ho comperato una casa, e sono richiesto per un giorno. Non avrò tempo". Andò dal terzo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello) gli rispose: "Un mio amico si sposa, e io darò il banchetto: non potrò venire. Mi scuso per il banchetto".
Non sono differenze da poco, ma differenze dottrinali.
In Luca:
"Un uomo fece una gran cena e invitò molti" e se ne sbatte degli "altri". Dei loro impegni e dei loro problemi. Lui ha fatto e manda il suo schiavo a dire agli "altri" che devono [obbedendo] venire.
In Tommaso Didimo:
"Un uomo aveva degli ospiti". Tommaso Didimo paventa un accordo precedente alla preparazione del banchetto. Chi prepara il banchetto, è già in accordo con gli altri ospiti i quali rinunciano a venire per l'insorgenza di problemi personali.
Nel Vangelo di Luca si esprime l'onnipotenza del padrone; nel vangelo di Tommaso Didimo si esprime un accordo violato da parte degli ospiti.
L'approccio alla parabola, messo in atto da Luca, prelude alla violenza in quanto manifesta il delirio di onnipotenza di Gesù. L'approccio alla parabola ad opera di Tommaso Didimo non prelude alla violenza ma, semmai, al dolore provocato da un amico su cui contavi. Tommaso Didimo non prelude ad un atto di violenza come nel vangelo di Luca in cui Gesù, visto mettersi in secondo piano da chi avrebbe dovuto aderire al suo invito, può decidere di massacrarlo accusandolo di "lesa maestà".
Il massacro è descritto nel Vangelo di Matteo in cui la resistenza degli invitati è tale da rivendicare lo stesso ruolo decisionale del re (di Gesù). Gli invitati si considerano dei pari e, come tali, i loro problemi, devono essere considerati prioritari ai desideri del re. Dal momento che il re, nel vangelo di Matteo, rifiuta di riconoscerli come pari, i convocati, per difendere i loro diritti, reagiscono uccidendo la banda armata di Gesù. Questa reazione di rivendicazione della loro dignità produce la reazione di Gesù, identificato col re della sua parabola in quanto portatore di verità, che fa sterminare quei malvagi e fa distruggere la loro città. Li uccide perché non si sono sottomessi alla verità accettando di venire ospiti al banchetto di Gesù.
A questo punto vale la pena di sottolineare le tre diverse conclusioni. Quella del vangelo perduto di Tommaso Didimo, quella del vangelo di Luca e quella del vangelo di Matteo. Le conclusioni qualificano l'intento per il quale la parabola è stata scritta, descritta, propagandata.
Il Vangelo di Matteo conclude il vangelo sulle nozze regali scrivendo:
"Allora usciti per le strade, i servi radunarono quanti trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze fu piena di convitati. Or, entrato il re a vedere i commensali, scorse là un uomo che non aveva l'abito da nozze. Gli disse: "Amico, come sei entrato qua senza aver l'abito da nozze?" Colui ammutolì. Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel buio; ivi sarà pianto e stridor di denti. Perché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti".
Il Vangelo di Luca conclude la parabola sul convitto:
"Poi lo schiavo disse: "Signore, si è fatto come hai comandato e ancora c'è posto". Il padrone disse allo schiavo: "Va' per le strade e lungo le siepi e forzali a venire, affinché la mia casa sia piena. Perché vi assicuro che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, gusterà la mia cena"."
Il Vangelo di Tommaso Didimo conclude la "parabola" dicendo:
"Il signore disse al servo: "Va per le strade, e conduci al banchetto quanti trovi. Compratori e commercianti non entreranno nei luoghi del Padre mio".
Queste sono le conclusioni delle tre parabole nei vangeli di Matteo, Luca e del vangelo perduto di Tommaso Didimo.
Nel vangelo di Matteo il re, Gesù, è il padrone che si ritiene in diritto di torturare le persone per il proprio piacere. Quel "radunarono" sta un po' come obbligare le persone. O un rastrellamento in stile nazista. Costringere le persone con la violenza affinché presenzino a quanto loro non volevano presenziare.
Chiusi nel campo di concentramento di Gesù, sono costretti ad assistere all'ispezione del padrone che controllava i loro "bottoni", la loro "morale", il loro "essere persone". Un padrone che conclude che tutti sono "allineati e coperti" meno uno che deve essere torturato affinché sia costretto al "pianto e allo stridor di denti".
Nel vangelo di Luca la conclusione è la violenza "forzali a venire". "Devi violentarli affinché vengano al banchetto!". La mia casa, dice Gesù nel vangelo di Luca, deve essere piena. Non importa di chi, ma di un numero sufficiente di persone con le quali io possa aggredire l'intera società civile. "Fai loro violenza affinché arrivino alla mia tavola!" questo è l'ordine di Gesù che fa della violenza il metodo sul quale si fonda il cristianesimo.
Nel vangelo di Tommaso Didimo non esiste violenza, ma constatazione. Nel Tommaso Didimo non si dice "fai violenza" o "costringili". Nel vangelo perduto di Tommaso Didimo si dice "conduci quanto trovi". Non c'è l'ordine di un rastrellamento, né c'è un delirio di onnipotenza di Tommaso Didimo che ordina o millanta. Dopo di che esiste la constatazione:
"Compratori e commercianti non entreranno nei luoghi del Padre mio".
Ma questa è una constatazione, non un incitamento al genocidio. Loro hanno scelto. Questa constatazione la possiamo interpretare, almeno per ora, in "chi si occupa di cose diverse dalla vita non può sperare di essere favorito dalla vita. Se confidi nel commercio o nel buon acquisto, confida in essi e non in cose diverse da essi come può essere la vita, la società o le passioni dell'uomo".
In Tommaso Didimo non c'è violenza, ma solo constatazione. Per questo motivo il vangelo di Tommaso Didimo fu bruciato dai cristiani. Senza la violenza i cristiani, e il cattolicesimo nello specifico culturale, non possono vivere. Mentre il vangelo di Luca segna la strategia di aggressione, il vangelo di Matteo indica la via del genocidio e della tortura.
Per questo motivo, i vangeli di Luca e di Matteo furono assunti dalla chiesa cattolica, mentre il vangelo di Tommaso Didimo fu bruciato e distrutto.
Noi ringraziamo le sabbie del deserto per avercelo restituito, ma non per questo il nostro disprezzo per il criminale Gesù si può attenuare.
Le Nozze Regali in Matteo 22, 1-14:
"Gesù prese di nuovo a parlare in parabole e disse loro: "Il regno dei cieli è simile ad un re, il quale fece un festino di nozze a suo figlio. Egli mandò i servi a chiamare gli invitati, ma questi non vollero venire. Mandò ancora altri servi dicendo: "Dite agli invitati: Ecco, il mio convito è già pronto, si sono ammazzati i buoi e gli animali ingrassati e tutto è pronto: venite alle nozze", ma quelli non se ne curarono e se ne andarono chi al suo campo, chi ai suoi affari. Altri poi, presi i servi, li oltraggiarono e li uccisero. Allora il re, pieno d'ira, mandò le sue milizie, fece sterminare quegli omicidi e bruciare la loro città. Disse quindi ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gli invitati non ne erano degni. Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete". Allora usciti per le strade, i servi radunarono quanti trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze fu piena di convitati. Or, entrato il re a vedere i commensali, scorse là un uomo che non aveva l'abito da nozze. Gli disse: "Amico, come sei entrato qua senza aver l'abito da nozze?" Colui ammutolì. Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel buio; ivi sarà pianto e stridor di denti. Perché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti."
Matteo 22, 1-14
Tommaso Didimo Paragrafo 64:
Gesù disse: "Un uomo aveva degli ospiti. Dopo che ebbe preparato il banchetto, mandò un suo servo a invitare gli ospiti. Andò dal primo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". Quello gli rispose: "Dei commercianti mi devono denaro. Vengono da me questa sera. Andrò e darò ordini. Mi scuso per il banchetto". Andò dal secondo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello) gli rispose: "Ho comperato una casa, e sono richiesto per un giorno. Non avrò tempo". Andò dal terzo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello) gli rispose: "Un mio amico si sposa, e io darò il banchetto: non potrò venire. Mi scuso per il banchetto". Il servo tornò dal suo signore e gli disse: "Quelli che hai invitato al banchetto si scusano". Il signore disse al servo: "Va per le strade, e conduci al banchetto quanti trovi. Compratori e commercianti non entreranno nei luoghi del Padre mio".
Da "I vangeli gnostici" "Vangelo di Tomaso Didimo" a cura di Luigi Morandi ed Adelphi 1984 paragrafo 64 pag. 14
[Tratto da: "Gesù di Nazareth: l'infamia umana" di Claudio Simeoni]
Pagina specifica dell'argomento
25 dicembre 2025

La strategia militare cristiana per la devastazione delle società civili comprende la sottrazione del necessario per vivere alle persone più deboli e fragili della società civile.
Il cristianesimo ha la necessità di costringere le persone di una società a credere nella promessa del suo Gesù. La promessa consiste in un nulla che il cristianesimo si fa pagare col denaro e con la vita delle persone.
Una società che vive nel benessere non ha interessi a cedere il proprio benessere in cambio del nulla offerto dal cristianesimo. Ma, in quella società vivono persone in cui spesso convive una doppia sofferenza. Una sofferenza psico-emotiva e una sofferenza economica.
La strategia militare indicata dai vangeli di Marco e di Luca, tutti e due scritti a Roma in funzione della devastazione della società romana, indicano in questo tipo di persone l'obbiettivo da colpire per poter costruire un potere sufficientemente forte per colpire, in un secondo tempo, l'intera società civile.
Afferma Gesù nel vangelo di Marco:
Poi sedutosi di faccia al tesoro, guardava la folla che vi gettava monete, e molti ricchi ne gettavano tante. Ma giunta una povera vedova, vi gettò due spiccioli equivalenti ad un quadrante. Allora, chiamati i suoi discepoli, disse loro: "In verità vi dico che questa povera vedova ha dato più di tutti quelli che hanno gettato nel tesoro, perché tutti gli altri hanno dato del superfluo, ma essa, nella sua indigenza, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto il suo sostentamento."
Vangelo di Marco 12, 41-44
Gesù sta guardando il tesoro che desidera.
Gesù ha bisogno di quell'oro, di quel denaro, per imporre la sottomissione alle persone.
Cosa vede Gesù?
Gesù vede delle persone che alimentano quel tesoro dando del denaro. Denaro che a loro non è necessario per vivere. Poi, scorge una persona disperata, psicologicamente sofferente, che antepone il proprio dolore psichico alle difficoltà economiche: quella è la preda di Gesù.
Catturare la disperazione di quella donna, prometterle la felicità eterna in cambio della sua gratitudine ora e gestire la sua disperazione per diffondere disperazione nell'intera società. Quella persona è la preda. La vedova pensa a sé stessa. Al proprio dolore. La vedova non pensa alla società. Il dolore psicologico l'ha sopraffatta. Si è isolata dai suoi simili.
Quella donna è come quell'animale del branco che ferito si è allontanato dal branco diventando una facile preda per i predatori.
Quella donna, dice Gesù, non deve essere soccorsa. Non si deve attenuare il suo dolore psico-emotivo, ma si deve usare il dolore psico-emotivo affinché lei faccia proprio il principio speranza. Si deve far in modo, dice Gesù, che il dolore di quella donna sia al servizio della diffusione del dolore sociale.
La Strategia della chiesa cattolica è sempre stata quella di usare i poveri e rapinare i poveri. Rapinare i poveri viene chiamato dalla chiesa cattolica: soccorrere i poveri.
Non c'è mai stato un povero che sia diventato ricco per il "soccorso ai poveri" della chiesa cattolica. Ogni volta che c'è una disgrazia, la chiesa cattolica trova motivo per arricchirsi. Come nel terremoto dell'Aquila: decine di milioni di euro dati alla chiesa cattolica anziché ai cittadini dell'Aquila. Le chiese per il controllo delle persone sono più importanti delle persone sinistrate. Non c'è mai stato un individuo analfabeta che attraverso la chiesa cattolica sia diventato un individuo culturalmente preparato al servizio della società. Non sto parlando della cultura che la chiesa cattolica ha rapinato alle società distruggendo le scuole e l'istruzione pubblica per gestirla privatamente e inquisire bruciando tutti gli scritti antichi e che è stata trasformata in un potere con cui controllare una società analfabeta. Sto parlando della cultura come patrimonio sociale.
Gesù insegna a rubare il denaro alle persone, accumulandolo sotto forma del tesoro a cui sta agognando per poter togliere l'indispensabile economico alle persone indigenti.
Scrive Luca nel suo vangelo riprendendo da Marco:
Alzando gli occhi, Gesù vide dei ricchi che gettavano delle offerte nel tesoro. Vide pure una povera vedova che vi gettò due piccole monete e disse: "In verità vi dico: quella povera vedova ha messo più di tutti gli altri; perché tutti gli altri hanno messo, come offerta al dio padrone, parte del superfluo, mentre costei, nella sua miseria, vi ha messo quanto aveva per vivere."
Vangelo di Luca 21, 1-4
La stessa tecnica descritta da Gesù della necessità di rapinare l'obolo alla vedova per usare il dolore della vedova contro la società civile è usato dalle Onlus e dalle Organizzazioni non Governative (spesso usate dai servizi segreti per spionaggio militare). Associazioni che rubano l'euro mediante un sms e i missionari cristiani che vanno a costruire la povertà e la miseria fra le persone fragili ed indifese in Africa. Come nessuno è mai guarito nei lager di Maria Teresa di Calcutta, così nessun povero è mai uscito dall'indigenza e dalla povertà per l'intervento dei missionari cristiani. I missionari cristiani furono talmente violenti e criminali che al momento della fine del colonialismo portoghese in Angola non c'era un solo angolano diplomato alle scuole superiori. In compenso, i missionari cristiani avevano macellato decine di popoli e distrutto sistematicamente i tessuti sociali africani in modo da creare conflitti e costringerli alla miseria attraverso la distruzione sistematica di ogni obolo che potevano risparmiare per costruire uno straccio di futuro.
La tecnica di guerra ordinata da Gesù attraverso l'ordine di sottrarre l'obolo alla vedova in cambio della consolazione per il dolore psico-emotivo è la strategia di guerra vincente che ha permesso ai cristiani, fin da subito, di incamerare i beni delle vedove e dei disperati che i cristiani tenevano nella disperazione con la promessa dell'assunzione col corpo in cielo.
Anche quando si parla di "comunismo" delle prime comunità cristiane, come descritto negli Atti degli Apostoli, lo si fa impropriamente e solo per fini propagandistici. In realtà non si tratta di "comunione di beni" da parte del gruppo, ma di sottrazione di beni a chi potrebbe costruire il benessere affinché sia ricondotto alla miseria in funzione del potere del gruppo: il gruppo è ricco, i fedeli devono essere poveri per dipendere dal gruppo. E' il modello di sétta che oggi si è evoluto col Vaticano, il maggior miliardario del mondo, possessore di beni e ricchezze finanziarie formate proprio per costruire la povertà e la miseria fra i popoli.
E' con la strategia di privare la vedova dell'obolo che il Vaticano sottrae migliaia di miliardi, grazie alle relazioni mafiose con i politici, al popolo Italiano al fine di costruire la povertà e l'indigenza in Italia.
La sceneggiata di Bergoglio è la recitazione del Gesuita famelico e assetato di sangue che deve derubare gli Italiani e deve far in modo che gli italiani siano contenti di essere derubati in nome del suo dio padrone come la vedova deve essere contenta di dare i suoi beni materiali in cambio della promessa della vita eterna.
Intanto, grazie a Bergoglio, i disoccupati italiani si suicidano!
Pagina specifica dell'argomento
24 dicembre 2025
Le parabole dei vangeli cristiani vanno lette e inserite correttamente nel sistema sociale in cui stiamo vivendo. Non vanno lette con superficialità proiettando su di loro significati che stanno solo nella nostra testa.
Soprattutto, cerchiamo di identificarci con le persone ed evitiamo di fare il tifo per Dio o per Gesù mentre si divertono ad ordinare e ad ammazzare gli uomini.
La libertà sociale è una cosa seria. Il Dio creatore dà la schiavitù agli uomini e Gesù esalta il padrone di schiavi. Sono gli uomini che, negli ultimi due secoli, si sono conquistati spazi di libertà. Una libertà precaria che i cristiani e la chiesa cattolica vogliono rubare agli uomini.
Scrive Luca nel suo vangelo:
"Egli disse ancora: "Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". E il padre divise fra i figli i suoi beni. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, mesa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, e là scialacquò tutto il suo patrimonio vivendo dissolutamente.
Quando ebbe dato fondo ad ogni cosa, venne in quella regione una tremenda carestia ed egli cominciò a sentir la miseria. Allora se ne andò e si mise a servizio di un uomo di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a custodire i suoi porci. Avrebbe voluto riempirsi il ventre delle carrube che mangiavano i porci, ma nessuno gliele dava. Allora, rientrato in sé stesso, disse: "Quanti mercenari di mio padre hanno pane in abbondanza, ed io, qui, muoio di fame!... Mi alzerò ed andrò da mio padre e gli dirò: "Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio: trattami come uno dei tuoi mercenari". E alzatosi, andò da suo padre. Lo vide il padre, mentre era ancora lontano, e ne ebbe pietà; allora, correndogli incontro, gli si gettò al collo e teneramente lo baciò. Il figlio disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre ordinò ai servi: "Portate subito la veste più bella e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, si banchetti e si faccia festa; perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto e si è ritrovato". E cominciarono a far festa.
"Il figlio maggiore era nei campi. Al ritorno, già vicino a casa, sentendo musica e canti, chiamò un servo e gli domandò che cos'era tutto quello. E il servo gli rispose: "E' tornato tuo fratello e tuo padre ha ammazzato il vitello grasso, perché lo ha potuto riavere sano e salvo". Egli allora si adirò e non voleva entrare.
"Il padre uscì fuori a pregarlo. Ma egli si rivolse al padre e gli disse: "Ecco, sono tanti anni che io ti servo, senza avere mai trasgredito uno dei tuoi ordini, e tu non mi hai dato mai nemmeno un capretto per far festa con i miei amici. Ed ora che è tornato questo tuo figlio, che ha consumato tutti i suoi beni con delle meretrici, tu gli hai ucciso il vitello grasso. Il padre rispose: "Figlio, tu sei sempre con me, e tutto quello che io ho è tuo; ma era ben giusto far festa e darsi alla gioia, perché questo tuo fratello era morto ed è ritornato in vita, era perduto e si è ritrovato."
Vangelo di Luca 15, 11-32
Questa parabola va letta ed interpretata iniziando dalla fine.
Che cosa celebra il padre? Qual è l'oggetto della festa?
IL PADRE CELEBRA SE' STESSO!
Celebra il suo successo nell'aver distrutto suo figlio e le sue possibilità di esistere indipendentemente da lui. Il padre possiede la ricchezza. Non si dice perché la possiede o come l'abbia accumulata. Per gli intenti della parabola non è importante: la ricchezza è posseduta dal padre in quanto lui è il padre.
Il figlio, prende la ricchezza del padre, ma non ha la capacità di costruire la ricchezza. La ricchezza, per i cristiani è oggetto in sé, non è frutto del lavoro e dell'attività degli Esseri Umani. Se, per i cristiani, la ricchezza fosse il frutto dell'attività degli Esseri Umani, la ricchezza non sarebbe l'oggetto del discutere, ma l'oggetto del discutere sarebbe l'attività degli Esseri Umani capace di costruire la ricchezza.
Per i Pagani non è importante l'oggetto posseduto, ma è importante l'uso che ne faccio dell'oggetto e il percorso attraverso il quale sono venuto in possesso dell'oggetto.
I cristiani partono da diverse categorie di pensiero. La ricchezza è oggetto che appartiene al padrone con la quale il padrone esercita il suo essere padrone. Per i cristiani la ricchezza non può appartenere a nessuno che non sia un padrone e, proprio perché possiede la ricchezza, è legittimato ad essere il padrone.
Per questo motivo nel cristianesimo non è ammessa la concorrenza nella ricchezza. La ricchezza appartiene al dio padrone; la ricchezza appartiene alla chiesa cattolica; la ricchezza appartiene all'imperatore; la ricchezza appartiene al re ecc. ecc..
Per i cristiani la ricchezza NON SI FORMA MEDIANTE IL LAVORO E L'IMPEGNO, MA LA RICCHEZZA E', QUALE DONO DEL DIO PADRONE A CHI IL DIO PADRONE VUOLE.
L'uomo, per i cristiani, è creato ad immagine e somiglianza del loro dio e dunque nulla può essere al di fuori del padre.
Questo è l'orrore rappresentato da questa parabola!
Il padre non si sente in dovere di fornire al figlio i mezzi psichici, morali, sociali con cui affrontare la sua vita. Il figlio, per i cristiani, è solo una bestia che va allevata in dipendenza dell'allevatore, il padre. Il padre asserve suo figlio, gli distrugge la volontà, gli distrugge la capacità di costruire la sua esistenza: lo rende dipendente da sé!
Ed ecco il figlio manifestare un guizzo di volontà: dio non esiste, dicono gli Atei. Così gli Atei si allontanano dalla chiesa cattolica: il loro padre! La chiesa cattolica ha dato loro una parte delle sue ricchezza, la coercizione educazionale. La miseria morale è la ricchezza che la chiesa cattolica ha dato agli uomini quale "padre" dei bambini che ha costretto in ginocchio. Nonostante questo, dentro di lei, qualcuno proclama che il dio padrone non esiste e tenta di uscire dall'orrore imposto dalla chiesa cattolica. Raccoglie le sue forze e si allontana.
Solo che non c'è futuro fuori dalla chiesa cattolica per coloro a cui la chiesa cattolica ha distrutto la struttura psico-emozionale rendendola dipendente da sé stessa. La chiesa cattolica è come il padre: ha distrutto le possibilità delle persone che ha educato di costruire un futuro diverso da quello che lei impone.
Così il figlio fallisce.
Non è in grado di far fronte alle contraddizioni della sua vita.
La carestia ha preso il luogo dove egli è, non il luogo dov'è suo padre.
La povertà lo mette alla prova.
Il figlio non è in grado di costruire nessun futuro.
Il padre non gli ha dato i mezzi.
D'altronde, per un cristiano, non esiste un futuro se non si è dipendenti dal padre.
Per un cristiano esiste solo il padre e tutti gli altri sono oggetti o bestiame. Oggetti o bestiame da distruggere e da annientare.
Così il padre uccide il VITELLO GRASSO!
Lo uccide per festeggiare la SUA VITTORIA SUL TENTATIVO DI AUTONOMIA DEL FIGLIO!
IL PADRE FESTEGGIA LA DISTRUZIONE DELL'AUTONOMIA DEL FIGLIO: è riuscito a distruggergli la vita!
E cosa dice il padre all'altro figlio che gli rimprovera l'atteggiamento che ha assunto?
Gli dice: "Carissimo, tu sei una merda! In molti anni di vita non ti sei mai ribellato. Hai fatto tutto quello che io ho voluto: continua ad obbedire! Tuo fratello si è ribellato, ho avuto paura che iniziasse ad esistere indipendentemente da me e ora, IO CELEBRO LA MIA VITTORIA SU DI LUI! Tu, continua ad obbedire, altrimenti fallirai pure tu: vedi come sono potente?"
E' il disprezzo del padre per i figli.
I figli saranno il suo bastone per la vecchiaia, ma non saranno mai uomini capaci di affrontare con dignità la loro vita.
Per riuscire a comprendere l'atteggiamento di disprezzo per le persone quali oggetti il cui possesso deve essere celebrato, ci sono altri due passi del vangelo di Luca che precedono quello del Figliol Prodigo. Questi passi chiariscono come l'elemento centrale del discutere non sono le persone, ma gli oggetti che il padrone possiede e la gioia del padrone nel celebrare il loro possesso.
Si tratta del vangelo "La dramma ritrovata" e il vangelo "La pecorella smarrita". Rispettivamente Luca 15, 8 e Luca 15, 1.
Nei due brani il Figliol Prodigo è rappresentato da una moneta o da una pecora. Che differenza c'è? Nessuna, per un cristiano!
La moneta è un oggetto di possesso, non è un oggetto che ha finalità di soddisfare i bisogni umani. Si celebra la moneta ritrovata in quanto moneta, non in quanto possibilità di acquistare qualche cosa che porti alla soddisfazione dei bisogni (acquisto di cibo, di vestiti, di profumi o quant'altro).
Lo stesso vale per "La pecorella smarrita" che assume il significato dell'oggetto posseduto, non del mezzo per vivere.
Quest'uso simbolico del ritrovamento ha lo scopo di distruggere il significato del Figliuol Prodigo: non ti illudere di essere una persona, per il dio padrone vali come se tu fossi una pecora o una moneta!
Si tratta della distruzione degli Esseri Umani per trasformarli in merce. Merce priva di volontà, di determinazioni e, per conseguenza, di possibilità di costruire il loro futuro.
Se qualcuno avesse dei dubbi sulle reali intenzioni criminali dell'evangelista Luca può leggersi i brani che precedono queste rappresentazioni simboliche.
Si tratta da un lato di distruggere la ricchezza di chi potrebbe costruire qualche cosa per gli Esseri Umani e che è visto da Gesù come il nemico.
In "Come seguire Gesù" dice Luca:
"Se uno viene da me e non odia il padre e la madre, la moglie e i figli e i fratelli e le sorelle, ed anche la sua vita, non può essere mio discepolo."
Vangelo di Luca 14, 26
E più sopra leggiamo che Gesù vorrebbe che tutti si mettessero in ginocchio davanti a lui e lo omaggiassero, ma trova persone che tentano di costruire il loro futuro: "Ma tutti quanti incominciarono a trovar delle scuse." Luca 14, 18. Queste persone stanno costruendo il loro futuro e sono attente a quanto devono fare: "Ho comprato un podere e debbo andare a vederlo.... Ho comprato cinque paia di buoi e devo andare a provarli.... ho preso moglie..." Luca 14, 18-19. Per Gesù sono tutte scuse per non mettersi in ginocchio davanti a lui e così esprime il suo odio: "Perché ti assicuro che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati, gusterà della mia cena." Luca 14, 24.
Il racconto del "figliol prodigo" giunge alla fine di un processo di raccontini fatti da Luca che hanno lo scopo di dimostrare come si debba distruggere gli Esseri Umani e sottometterli al padrone. Il padrone DEVE celebrare il proprio trionfo su chiunque tenta di costruire la propria indipendenza.
Troviamo la chiesa cattolica sempre pronta ad omaggiare l'ateo che in punto di morte ritorna nel suo ovile. In realtà rende omaggio a sé stessa, alla sua abilità nel distruggere gli Esseri Umani che per qualche motivo hanno voluto allontanarsi.
Tutta l'attività di manipolazione mentale messa in atto dalla chiesa cattolica fino a giungere alle pratiche della pedofilia sono finalizzate a distruggere le possibilità degli Esseri Umani di costruire loro stessi nella loro esistenza e per la loro esistenza.
Il racconto del "Figlio prodigo" indica questa attività e la funzione dell'attività educatrice della chiesa cattolica: impedire alle persone di costruire loro stesse!
Persone che vengono ridotte a bestiame (La pecorella smarrita) o ad oggetti (La dramma ritrovata) o minacciati (Nessuno gusterà la mia cena) e che devono amare solo il pazzo di Nazareth ed odiare tutto il resto (odiare padre, madre, moglie ecc.).
L'odio per gli uomini e per la vita la chiesa cattolica lo chiama amore. Amore del pazzo di Nazareth le cui finalità sono quelle di distruggere ed annientare gli Esseri Umani affinché non siano in grado di affrontare il loro futuro.
Ed è per questo che in questi giorni assistiamo alla supplica della chiesa cattolica al governo USA:
Corriere della Sera 05 marzo 2005
IL VATICANO ALLA RICE: AIUTO PER IL PROCESSO
Il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Angelo Sodano, ha chiesto al Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice (nella foto durante la visita in vaticano dell'8 febbraio scorso) che il governo americano intervenga sulla causa per pedofilia in discussione davanti alla Corte di Luisville, in Kenttuky, nel quale il Vaticano è chiamato a rispondere economicamente per gli abusi compiuti sui minori dalla diocesi locale. La santa sede ha fatto presente al dipartimento USA la sua posizione di Stato sovrano e sostiene l'immunità come previsto dalla legge internazionale.
Peccato che la legge escluda dall'immunità coloro che hanno commesso crimini contro cittadini di uno stato. In questo caso la violenza di pedofilia sui bambini.
In fondo si è comportato da padre che ha lavorato per distruggere il futuro dei ragazzi che gli erano stati affidati: come il vangelo del "figliol prodigo" gli ha indicato!
P.S. Tutti i brani dei vangeli sono presi dall'edizione della Bibbia dei Cristiani edita dalle Paoline!
N.B. [del 25 marzo 2005]
Sembra che i cristiani che hanno letto questa pagina non siano in grado di comprendere un SEMPLICE concetto di filosofia morale. In pratica non sanno distinguere l'uomo che costruisce sé stesso all'interno delle contraddizioni della vita e che prepara i suoi figli fornendo loro i mezzi psichici, morali, emozionali, intellettuali con cui affrontare a loro volta la loro vita, dall'uomo che alleva i suoi figli come fossero bestiame segregato in stalla e che poi pretendono, dandogli un po' di soldi, che costoro siano in grado di gestire la loro vita. Il padre ha costruito il fallimento del figlio perché non gli ha fornito i mezzi per costruire sé stesso e i soldi non sono mezzi, ma un capitale ad esaurimento qualora non ci sia intelligenza e strategia nel loro impiego. Intelligenza e strategia che il padre non ha trasmesso al figlio proprio per costringerlo al fallimento. Così i cristiani agirono per incendiare biblioteche, distruggere la cultura e le scuole, distruggere la sanità e le scuole di medicina, distruggere gli antichi templi in quanto centri di cultura affinché gli uomini non avessero mezzi per costruire il loro futuro: dovettero confidare nella provvidenza!
E' la differenza che esiste fra un cristiano e un Pagano Politeista. Il cristiano ignorante si spaccia per sapiente:
"Considerate, o fratelli, la vostra chiamata: tra voi non ci sono molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili. Ma dio ha scelto gli ignoranti del mondo per confondere i sapienti; di più, dio ha scelto quelli che nel mondo non han poteri, per far vergognare i forti; anzi fra le persone del mondo, dio ha voluto scegliere quelle di umili natali, disprezzate, tenute in nessun conto, come non fossero; per ridurre a nulla coloro che sono"
Epistola ai Corinti Paolo di Tarso (1, 26-28)
Ignoranti con la finalità di distruggere il patrimonio umano e culturale accumulato in migliaia di anni affinché nessun figlio possa avere la possibilità di costruire il proprio futuro lontano dal padre!
Il Pagano Politeista è un costruttore. Il Pagano Politeista semina ed ara in funzione della costruzione del futuro. Semina ed ara costruendo cultura al fine di fornire ai propri figli i mezzi psichici e morali affinché possano diventare indipendenti e costruire la loro esistenza. Gli evangelisti che descrivono il pazzo di Nazareth hanno un odio profondo per la concezione pagana del "costruirsi" e del "fornire i mezzi ai propri figli affinché diventino indipendenti e costruiscano sé stessi". L'odio per chi provvede al benessere della vita è ben espresso dal pazzo di Nazareth: "Non vogliate angustiarvi dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Di che ci vestiremo? Di tutte queste cose, infatti, si danno premura i Pagani; or il padre celeste sa che avete bisogno di tutto questo." Matteo 6, 31-32. Altrimenti come possono gli adoratori del pazzo di Nazareth elargire la loro elemosina se non hanno distrutto la capacità degli Esseri Umani di provvedere per il loro futuro?
Il raccontino del figliol prodigo è finalizzato a distruggere il futuro. E' finalizzato ad indicare ai cristiani l'imperativo di distruggere le società umane al fine di rendere gli Esseri Umani dipendenti da chi detiene la ricchezza e la capacità di accumulare la ricchezza.
Oro, trasformate tutto in oro, dice il macellaio di Sodoma e Gomorra a Mosè prima che gli "schiavi" ebrei partissero dall'Egitto! Oro, ricchezza, con cui comprare gli uomini e distruggere i sistemi sociali.
Non dice portatevi la cultura, portatevi il sapere, portatevi la capacità di trasformare il mondo. Oro con cui comperare; oro con cui dominare; denaro per distruggere i Sistemi Sociali. E' quanto fanno i missionari nei vari paesi: "Chi ve lo fa fare di coltivare, di essere economicamente indipendenti? Tanto c'è la fine del mondo!" Oppure: "Tanto arriva la roba dal mare! E' dio che la manda!" "Che serve usare le medicine locali? Mi arrivano dall'Italia grazie ai babbei e ai criminali che finanziando i missionari li aiutano a distruggere le società Africane!" E dopo aver distrutto la cultura locale serviranno altri aiuti. Altri aiuti per continuare a diffondere la miseria. Le persone distrutte dai missionari cristiani, necessitano dei missionari cristiani per sopravvivere che garantiscono di tenerli in miseria e bisognosi di aiuto.
So che i cristiani fingono di non capire, ma loro, con la loro croce, con il loro crocifisso, sono i costruttori della miseria!
Loro hanno i soldi, ma non la capacità di costruire!
Pagina specifica dell'argomento
23 dicembre 2025

La libertà religiosa, come dice la nostra Corte Costituzionale, non riguarda la libertà delle religioni di far violenza ai cittadini, ma riguarda i diritti dei cittadini di non vedersi aggredire dalle religioni nell'ossessiva ricerca di nuovi adepti.
Secondo la Corte Costituzionale, i principi religiosi vanno circoscritti alla sfera privata e non possono entrare in contrasto con le norme e la morale Costituzionale.
E' la morale Costituzionale che deve essere il faro della società civile, non la morale del Macellaio di Sodoma e Gomorra o del pederasta in croce.
Quando il principio di uguaglianza viene introdotto e disciplinato per legge in modo da consentire la libertà di scelta dei cittadini, ecco il terrorismo cristiano manifestarsi in tutta la sua violenza. E non si dica che quelle di Betori sono solo opinioni. Sono atti di guerra messa in atto sia attraverso l'organizzazione criminale "chiesa cattolica", sia attraverso i politici cattolici che, anziché fare gli interessi della nazione, preferiscono fare gli interessi del Vaticano contro i cittadini italiani.
Da quando si presentò la situazione nell'articolo, il principio di uguaglianza delle associazioni religiose è passato anche se la chiesa cattolica non solo continua a mantenere i suoi privilegi, ma continua ad attaccare i cittadini che non si sottomettono al suo Dio per impedire loro di vivere una vita serena.
Il principio della disuguaglianza voluto dalla chiesa cattolica viene chiamato, dalla chiesa cattolica, "uguaglianza e dignità dell'uomo" che consiste nell'essere tutti uguali in ginocchio davanti al suo Dio e a chi lo rappresenta, lasciando la dignità dell'uomo di sottomettersi ad ogni autorità in nome di Dio.
Scrive il giornale La Repubblica nel 2007
Libertà religiosa, lo stop della CEI: errore parificare i cattolici agli altri
Monsignor Betori in Parlamento: conseguenze gravi sul matrimonio dal rischio-poligamia
articolo di Marco Politi
ROMA - Pollice verso della Cei nei confronti del progetto di legge sulla libertà religiosa, che invece piace molto alle altre confessioni. I vescovi respingono l'idea che la Chiesa cattolica sia uguale alle altre confessioni. E criticano il fatto che il principio di laicità sia la base della libertà concessa a tutte le fedi.
Portatore del giudizio negativo, durante l'audizione in commissione Affari costituzionali della Camera, è stato il segretario della Cei monsignor Giuseppe Betori. Il concetto di laicità - ha criticato - "è più vicino al modello francese che non alla tradizione italiana". Inoltre il progetto "rischia di omologare la Chiesa cattolica e le altre confessioni religiose" nei rapporti con lo Stato.
Per la Cei suscita "sorpresa e preoccupazione" l'introduzione del principio della laicità come fondamento della legge sulla libertà religiosa. Per i vescovi dovrebbe essere il contrario, e cioè che "il diritto alla libertà religiosa strutturi il principio di laicità".
Qui però la gerarchia ecclesiastica sbaglia: la Corte Costituzionale ha già riconosciuto la laicità come principio supremo dell'ordinamento giuridico. Il che è evidente. In base alla laicità lo Stato non può ispirarsi né ad un'ideologia né ad una religione e ogni credo è uguale davanti alla legge.
Proprio questo, invece, disturba la Cei, che dai privilegi concordatari vuole dedurre uno status di rango più elevato per la fede cattolica. Betori è stato polemico: "L'inserimento del principio di laicità nell'ordinamento mediante una legge sulla libertà religiosa e la sua affermazione quale fondamento di una tale libertà appare singolare e forzata". Duro anche il giudizio sulla disciplina para concordataria dei matrimoni religiosi di altre fedi. Intanto perché c'è il rischio di introdurre istituti in contrasto con principi irrinunciabili della legge italiana. I musulmani, ha ricordato Betori, prevedono "forme di poligamia" e "non si possono riconoscere effetti civili a questi matrimoni". Ma c'è un aspetto più generale, che dà ragione ai vescovi: in molti paesi di altre culture il rito religioso è cosa diversa dal matrimonio come istituto giuridico e non ha senso inventare in Italia un "matrimonio religioso" per fedi che non lo hanno.
"Nel mondo musulmano - sottolinea in proposito Souad Sbai, leader dell'associazione donne marocchine - il contratto matrimoniale si fa dal notaio ed è assurdo trasformare gli imam in ministri del culto". In ogni caso il prelato ha ammonito che l'integrazione di nuovi gruppi etnici non può portare al cedimento di fronte a "dottrine o pratiche che suscitano allarme sociale".
L'audizione di Betori, iniziata con parole di apprezzamento, è stata scandita da una raffica di giudizi negativi sugli aspetti "problematici e non condivisibili" del progetto. La Cei teme le norme che riguardano l'accesso delle altre fedi al servizio pubblico radiotelevisivo. Chiede approfondimenti a proposito del "registro delle confessioni" e dei "diritti delle confessioni" -iscritte. E non è d'accordo su cornei! testo disciplina la materia degli edifici di culto né sull'equiparazione automatica delle confessioni e associazioni religiose alle Onlus ai fini della destinazione del 5 per mille e delle donazioni. Meno che mai la Cei accetta che il trattamento delle altre fedi ricalchi il regime giuridico "bilateralmente previsto per la Chiesa cattolica". Insomma, uno stop su tutta la linea.
La Repubblica, 17 luglio 2007
E' difficile conquistare uno spazio di libertà quando le Istituzioni favoriscono l'odio della chiesa cattolica contro i cittadini. Eppure, questa è la situazione che vivono gli italiani con una chiesa cattolica tutta tesa a stuprare i bambini, qualche volta anche fisicamente, al fine di avere adepti con i quali controllare una società che ambisce a quel benessere sociale che il suo Dio nega.
23 dicembre 2025

La diocesi di Los Angeles rifonderà 508 vittime con 660 milioni di dollari.
Hanno poco i cattolici da protestare contro la pedofilia dei preti cristiani. Sapevano che Gesù è stato arrestato col bambino nudo e, dunque, non avendo processato per pederastia Gesù, come possono pretendere che i preti cattolici, che per la religione cristiana rappresentano Gesù in terra, non facciano altrettanto?
La Cina ha detto alla chiesa cattolica che non ci sono bambini cinesi da stuprare. Per questo motivo la chiesa cattolica ha fatto una campagna d'odio contro la Cina. I paesi occidentali, al contrario, hanno consentito alla chiesa cattolica di stuprare i bambini e spesso le autorità civili hanno fatto finta di non vedere quando hanno favorito quest'attività.
Negli USA e in occidente, siamo nel 1997, da una decina d'anni stanno emergendo le notizie di stupro di minori ad opera della chiesa cattolica. Si stanno chiedendo i danni.
Scriveva il giornale La Repubblica nel 2007:
100 milioni di dollari
Nel 2004 la diocesi di Orange, in California, ha pagato 100 milioni di dollari di risarcimento a 90 vittime di abusi sessuali
85 milioni di dollari
La diocesi di Covington, nel Kentucky, ha pagato lo scorso anno 85 milioni di dollari a 360 persone molestate
1,5 miliardi di dollari
Le azioni legali per abusi sessuali sono già costate alla chiesa cattolica statunitense la cifra record di oltre 1,5 miliardi di dollari
Hanno dichiarato bancarotta per non risarcire le vittime degli abusi.
Cinque diocesi hanno chiesto la protezione dalla bancarotta: San Diego, Davenport, Portland, Spokane e Tucson
Da: La Repubblica del 16 luglio del 2007
Non pensate che l'attività di stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica sia cessata. Continua con maggior prudenza come continua la complicità delle autorità civili che, ogni tanto, gridano allo scandalo.
Pagina specifica dell'argomento
22 dicembre 2025
Non sempre si è in grado di partecipare a celebrazioni collettive. Tuttavia, è possibile, riducendo la ritualità, celebrare il Solstizio d'Inverno, come tutte le altre ricorrenze Pagane, anche in casa con qualche mediazione e con qualche accorgimento.
Nell'impossibilità di partecipare alla Celebrazione sull'Altare Pagano ho fatto in modo, sia pur con tutti i miei limiti, di celebrare il Solstizio d'Inverno, presso la mia abitazione.
Io sono abbastanza vecchio e la mia vita l'ho vissuta; tuttavia, c'è sempre un futuro, catene e limitazioni da spezzare che ci induce a ricordare il Sol Invicto. Per questo, per la mia storia, la celebrazione è non solo un dovere religioso, ma una condizione desiderabile.
Ho voluto cogliere l'occasione per illustrare il significato di simboli e azioni che vengono fatte dai Pagani durante i riti. E questo è il significato del primo piccolo filmato.
Il secondo piccolo filmato è il filmato della celebrazione del Solstizio d'Inverno fatta in un contesto privato e nelle condizioni in cui ho potuto celebrarlo.
A volte esistono delle condizioni migliori; altre volte esistono delle condizioni peggiori. Se si vuole celebrare, si adatta la celebrazione alle condizioni in cui si vive perché gli Dèi non chiedono agli uomini di essere diversi da ciò che sono diventati al momento in cui intendono celebrare e ricordare.
Pagina specifica dell'argomento
21 dicembre 2025

Durante la celebrazione del Solstizio d'Inverno si costruisce una rappresentazione con gli Dèi personali. Gli Dèi che ognuno di noi privilegia o gli Dèi di cui siamo riusciti a procurarci una qualche immagine.
Viviamo in un universo di Dèi, comunque li rappresentiamo, e li possiamo riconoscere solo se viviamo con passione e con-compartecipazione nella vita quotidiana.
Apparentemente questi Dèi appartengono a "tradizioni" diverse. Ma non è vero. E' la medesima percezione del reale divino in cui viviamo, ma veicolato e rappresentato in modi diversi.
L'unità religiosa del mondo antico è sulla percezione della realtà in cui viviamo, non sulla sua rappresentazione.
C'è un lungo discorso filosofico e teologico che si può fare su questo. Ma non lo farò ora.
Durante le celebrazioni i quattro angoli del mondo vengono chiamati attraverso dei frammenti, che ci sono pervenuti, degli Oracoli Caldaici.
Si tratta di invocazioni efficaci per costruire la relazione fra i celebranti e il mondo.
Dicono:
Evocazione al NORD
Operante, elargisce il fuoco che dona vita e colma il grembo fecondo di Hekate... sui vincoli riversa forza di fuoco vivificante, potentissimo!
Evocazione ad EST
Di là scaturisce la materia cangiante, di là precipitando, il fulmine estenua il fiore del suo fuoco, gettandosi nelle cavità dei mondi; perché è di là che tutte le cose cominciano a inclinare i raggi verso il basso, stupendi!
Evocazione a SUD
Per vincolo di Amore stupendo, che scaturì per primo dal nous, vestendo di fuoco il fuoco suo unificante per mescolare i caratteri sorgivi, effondendovi il fiore del suo fuoco!
Evocazione ad OVEST
Di fuoco d'acqua e terra e di ètere che tutto nutre!
21 dicembre 2025
Chi è un terrorista nella società civile? E' colui che in un contesto sociale, con vari mezzi, propugna un'ideologia della disuguaglianza attribuendo privilegi a sé e doveri di sottomissione ad altri.
Ciò che deve guidare l'azione dell'uomo è l'idea di uguaglianza fra ogni singolo individuo e Dio. Per Dio non intendo solo il Dio cristiano o dei monoteisti, ma ogni forma di autorità che pensa sé stessa diversa dall'insieme dei cittadini.
Tutti coloro che tendono a separare una società civile pretendendo dei privilegi, vanno considerati terroristi al di là dei mezzi che usano per ottenere quei privilegi a discapito della società.
Pretendere di ripristinare la schiavitù in Tibet, come lo pretende il Dalai Lama, è un atto di terrorismo eversivo perché dà privilegi ad alcuni e doveri di sottomissione ad altre persone.
Scriveva il giornale La Repubblica il 16 settembre 1998:
Documenti segreti confermano: "Dollari al Tibet già dal '59"
"La Cia finanziava il Dalai Lama e la guerriglia contro Pechino"
LOS ANGELES - Per oltre dieci anni il Dalai Lama è stato sul libro paga della Cia. Documenti "top secret", resi pubblici dall'agenzia di spionaggio americana, confermano che il governo Usa ha finanziato le operazioni di guerriglia tibetane contro la Cina e in generale il movimento per la liberazione del Tibet, nell'ambito di una serie di operazioni segrete intese a sovvertire i governi comunisti durante la Guerra fredda. Il finanziamento del movimento tibetano fu approvato dal presidente Eisenhower nel 1959, qualche settimana dopo la fallita rivolta dei Tibet contro la Cina, e continuò per tutti gli Anni 60; i fondi furono bruscamente tagliati quando Richard Nixon avviò la politica di apertura verso la Cina comunista (culminata nella così detta "strategia del ping-pong") agli inizi degli Anni 70.
16-09-1998 da La Repubblica
Sarebbe facile dire: "In fondo combatteva per l'indipendenza del Tibet!". Ma, non è così. Combatteva per appropriarsi del Tibet e mantenere la schiavitù degli abitanti del Tibet che erano costretti a mantenere i monaci. I vietnamiti hanno combattuto contro il colonialismo francese e USA che imponeva la sottomissione, ma quando in un paese vige il concetto di uguaglianza, si combatte contro chi non lo vuole attuare, non contro il paese.
La Cina ha imposto il principio di uguaglianza alzando i livelli di vita della popolazione. Nulla di questo è mai stato nelle intenzioni né del Dalai Lama né della banda di terroristi che è scappata dal Tibet per continuare ad avere i propri privilegi sociali.
21 dicembre 2025
Recentemente sono stato in Grecia con un viaggio organizzato. La guida parlava con entusiasmo della lotta per l'indipendenza del paese contro l'occupazione ottomana. In quella lotta la chiesa ortodossa greca ebbe un ruolo di rilievo. Una volta che la Grecia si è liberata dall'occupazione ottomana la chiesa ortodossa greca acquistò una posizione privilegiata nella società greca.
A differenza della Grecia, il risorgimento italiano ebbe molti contrasti e contrapposizioni con la chiesa cattolica. Venne distrutto lo Stato del Vaticano e in Italia ancora si ricorda, un tempo era festa nazionale oggi è solo un ricordo, il XX settembre quando attraverso Porta Pia Roma fu liberata dal potere del Vaticano.
Per un decennio circa, dall'Unità d'Italia vigeva un'idea sociale avversa al cattolicesimo. Questo finché il re non trovò più conveniente ripristinare il cattolicesimo come religione di Stato che divenne ufficiale con il Concordato firmato dal regime fascista con la chiesa cattolica.
Il risorgimento Italiano ha vissuto una separazione dell'Italia dall'orrore cattolico e non è un caso che il sanguinario adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra Biffi parla di "ferite" che la chiesa cattolica ha ricevuto al suo ideale di assolutismo monarchico.
Il revisionismo cattolico vuole censurare la storia che ha allontanato l'Italia dalla chiesa cattolica e dal suo corrispondente politico, il fascismo.
Il vizio originale del nostro risorgimento, per i cattolici, è la richiesta di libertà da Dio delle persone. Una richiesta promessa in tempi di conflitto e negata una volta che il conflitto si è concluso. Nonostante questo, il risorgimento ha dato il via ad un processo di trasformazione sociale che fra mille contraddizioni ha sempre più liberato la società dall'assolutismo cristiano. Un assolutismo che viene continuamente affermato con atti di violenza e di terrore nei confronti della popolazione.
Scriveva il giornale Il Gazzettino presentando la riflessione eversiva di Biffi l'8 dicembre del 1998:
Il cardinale Biffi: "Il risorgimento è stato una ferita per l'Italia"
Il Risorgimento? E' stato una "ferita" per l'Italia, perché ha spazzato via dalle istituzioni del nascente stato unitario i valori cattolici, facendo così nascere in larghi strati della popolazione un'avversione verso le leggi civili, che ancor oggi "faticano ad essere percepite dagli italiani come vincolanti". La pensa così il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, il quale ha impartito la sua "benedizione " a quello che a buon diritto può essere definito il primo convegno cattolico revisionista: di "Il Risorgimento e il dramma nazionale italiano" si discuterà sabato 12 dicembre a Bologna, per iniziativa del centro culturale Enrico Manfredini. Sarà lo stesso Biffi ad aprire i lavori, passando poi la parola allo storico Giorgio Rumi, docente all'Università statale di Milano, condirettore di "Liberal" ed editorialista dell'"Osservatore romano", al giurista Lorenzo Ornaghi e al politologo Edoardo Bressan dell'Università cattolica di Milano. Per i promotori del convegno, la ricorrenza dei 150 anni dai moti insurrezionali del 1848 sono l'occasione più adatta "per rinnovare la riflessione sul vizio d'origine del nostro Risorgimento".
Da Il Gazzettino, 08 dicembre 1998
Tutti tesi a trasformare i cittadini in schiavi in nome di un Dio assassino che, anziché condannarlo, preferiscono giustificarlo esaltandolo.
Siamo davanti a feroci criminali che un tribunale penale non condannerà mai, ma che agiscono per stuprare la società civile in nome di un assolutismo che la nostra Costituzione condanna.
Pagina specifica dell'argomento
20 dicembre 2025
Terroristi che non spareranno mai ad Aldo Moro o a Tagliercio, peraltro loro complici ideologici. Ma esercitano violenza nei confronti della donna che vuole abortire, contro i suoi diritti Costituzionali. Eserciteranno violenza e terrore contro chi non fa sesso come vogliono loro in nome del loro Dio assassino, il Macellaio di Sodoma e Gomorra. Non spareranno certo ad Aldo Moro o a Tagliercio, peraltro loro complici ideologici, ma useranno violenza criminale nei confronti delle persone sofferenti che desiderano morire. Ai cristiani è sempre piaciuto torturare le persone indifese.
E così l'istituzione del terrore, forte delle complicità nelle Istituzioni Italiane, è diventata un potere del terrore all'interno dello Stato Italiano:

Tratto da La Repubblica del 21 maggio 2007
I cristiani hanno stuprato milioni di bambini. Hanno esercitato violenza e genocidio nei confronti dei nativi nord e sud americani.
Hanno esercitato stupro sistematico nei confronti dei bambini europei al fine di imporre loro la fede nel loro Dio assassino.
I cristiani elogiano il loro Gesù inventore dei "forni crematori", per infilarci le persone che, di volta in volta, indicano come "malvagie" solo perché non uccidono come il loro Dio assassino: il macellaio che si vanta di aver sterminato tutta l'umanità col Diluvio Universale.
I cristiani hanno la necessità di stuprare bambini per poter imitare cristo e i suoi insegnamenti (Gesù fu arrestato quand'era in presenza di un bambino nudo). Una necessità talmente profonda e violenta che la chiesa cattolica ha dovuto mettere in piedi una vera e propria organizzazione per proteggere la propria organizzazione finalizzata allo stupro dei bambini quando le società civili hanno iniziato a ritenere lo stupro dei bambini un reato.
Nel 2007 fece scalpore un documentario della BBC sull'attività di stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica suscitando molta polemica in Italia. La sua messa in onda fu problematica. La chiesa cattolica era decisa a nascondere ad ogni costo la sua attività e si erse a protezione di sanguinari stupratori di bambini quali furono Wojtyla e Ratzinger.
La chiesa cattolica si fece forte di una destra fascista, leghista e berlusconiana che sventolava crocefissi e rosari contro i loro doveri di ottemperare alle norme Costituzionali.
L'articolo che riporto del giornale La Repubblica
ROMA — "Questo è padre Oliver O'Grady, un prete cattolico: la chiesa sapeva che era pedofilo". Comincia così il discusso reportage della Bbc "Sex crimes and the Vatican", il video più visto di Google. Trentotto minuti e 57 secondi. Un viaggio nell'orrore della pedofilia in Irlanda, Stati Uniti, Brasile.
O'Grady racconta che gli piacevano i bambini, "ma non quelli grassi e neanche quelli alti, preferivo fossero i magrolini dei quali mi attirava la zona genitale, che una forza irresistibile mi costringeva a toccare".
Un atto d'accusa durissimo contro il Vaticano, colpevole di aver insabbiato le inchieste, ostacolato la giustizia civile, trasferito i sacerdoti pur di coprirli, aver abbandonato le vittime.
Sul banco degli imputati Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI.
Secondo l'inchiesta della Bbc, era garante del Sant'Uffizio del Vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) che emise il Crimen sollicitationis, documento segreto del 1962 che istruisce i vescovi su come comportarsi coi sacerdoti accusati di pedofilia. Spiega il filmato (traduzione italiana a cura del sito Bispensiero.it) che "Ratzinger impose la direttiva per vent'anni e nel 2001 emanò il seguito del Crimen sollicitationis.
Ma lo spirito era lo stesso, ribadiva la segretezza, pena la scomunica. Ne inviò copia a ogni vescovo. E ha aggiunto che le accuse devono essere vagliate solo dal Vaticano". Avvenire bolla la ricostruzione come "infame calunnia".
Scrive l'editorialista Andrea Galli: "Nel 1962 Ratzinger non era prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo ancora teologo impegnato nella sua Germania. Un documento presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia".
Ferns, Irlanda. Colm O'Gorman, una dalle vittime e volto dell'inchiesta, aveva quattordici anni quando fu violentato da Padre Fortune
"Ogni domenica, dopo aver abusato di me, mi lasciava nel suo letto, poi scendeva a dire la prima Messa e tornava ad abusare di me".
Fortune venne trasferito. L'arcivescovo Comiskey lo cacciò dalla parrocchia e gli disse di andare in analisi.
Dopo sei anni.
Un'altra vittima, Aiden Doyle, parlò con un altro prete che invocò il segreto confessionale. Padre Tom Doyle, esperto di diritto canonico, chiarisce come il Crimen sollicitationis "prescriva una politica di segretezza assoluta. Da nessuna parte c'è scritto di aiutare le vittime".
"Solo Roma" dice lo speaker "può pronunciarsi sugli abusi sessuali sui minori".
Ancora L'Avvenire ribalta la tesi spiegando che "è un segno della volontà romana non certo di occultare ma di dare il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà "locali" potenzialmente condizionabili, ma a uno dei massimi organi della Santa Sede".
Lo scandalo pedofilia nel 2002 travolge Irlanda e Stati Uniti (4500 preti accusati di violenze), i colpevoli vengono trasferiti di parrocchia in parrocchia.
O'Gorman incontra Padre Wall, ex benedettino che ha lasciato il clero ed è a fianco delle vittime.
Denuncia: "La maggior parte dei casi non fu mai scoperta, la Chiesa vuole che tutto sia messo a tacere. Aveva un budget di 7 milioni di dollari, nel '96 per questi casi".
Nel 2002 la Chiesa cattolica americana reagì allo scandalo istituendo il Comitato nazionale per il riesame.
Il presidente Frank Keating, governatore dell'Oklahoma, paragonò la segretezza della Chiesa a quella della mafia: "I preti non obbediscono ai mandati di comparizione, fanno sparire i nomi degli stupratori. Questa è un'organizzazione criminale, non la mia Chiesa".
Rick Romley, celebre avvocato di Phoenix, ha fatto arrestare otto preti pedofili.
Mostra le lettere tornate al suo studio. "Avevo scritto al cardinale Sodano, il segretario di Stato, per chiedere se poteva ordinare a questi preti di tornare in patria. Mi rimandavano la posta indietro col pretesto che il destinatario si era rifiutato di accettarla. Non aprivano nemmeno le buste".
La Repubblica del 22 maggio 2007
Lo scandalo non consiste nella violenza e nello stupro che i preti cattolici fanno ai bambini, lo scandalo consiste nel fatto che i preti cristiani vengono, qualche volta, scoperti. Secondo la chiesa cattolica i preti devono stuprare bambini, ma diventa scandalo se vengono scoperti.
Purtroppo la magistratura è ancora ferma all'idea fascista di terrorismo. Per i magistrati è terrorista colui che chiede l'applicazione dei diritti Costituzionali mentre, al contrario, non è un terrorista colui che nega i diritti Costituzionali ai cittadini anche quando li ammazza. Non è un terrorista Dio che ammazza gli uomini, ma sono terroristi gli uomini che si vogliono liberare di Dio.
Il centro della democrazia è il cittadino, non l'Istituzione. L'Istituzione è preminente rispetto al cittadino nei regimi dittatoriali imposti in nome del Dio cristiano; è preminente nei regimi a monarchia assoluta, come nel Vaticano. In questo modo i magistrati perseguono quei cittadini che fanno della Costituzione della Repubblica il faro morale delle loro decisioni e delle loro scelte. E lo fanno in nome dell'ideologia nazista.
Si mandano terroristi, chiamati missionari cattolici, a devastare il mondo e poi, l'organizzazione dell'ordine dei giornalisti, piange lacrime da coccodrillo se il mondo devastato si ribella al terrore dei cristiani.
Riporto come esempio un altro avvenimento del 2007.
"Violentava bambini in Nicaragua"
Parma, missionario condannato a 12 anni
PARMA — Marco D., l'ex missionario sardo accusato in Nicaragua di pedofilia, è stato condannato a 12 anni di reclusione. La sentenza è stata emessa ieri dal gup di Parma al termine del processo celebrato con il rito abbreviato.
Marco D. (59 anni), originario di Villamassargia (Cagliari), è finito sotto processo perché accusato di diversi abusi sui bambini della sua missione, Befania. L'accusa aveva chiesto 16 anni. Oltre ai 12 anni di reclusione, l'ex missionario - che era stato ridotto allo stato laicale dalle autorità ecclesiastiche - dovrà pagare una provvisionale di 100 mila euro per ognuno dei tre ragazzi nicaraguensi che hanno
denunciato gli abusi subiti e che si sono costituiti parte civile nel procedimento.
La Repubblica del 24 maggio 2007
Le persone vivono nel terrore costruito e voluto dalla chiesa cattolica, eppure si continua a favorire l'attività della chiesa cattolica affinché continui a sviluppare terrore fra i cittadini che vengono costretti a finanziare i loro stessi aguzzini.
E i cristiani, con la farsa del loro "natale", rinnoveranno il loro diritto a stuprare bambini. Le Istituzioni democratiche imporranno tale diritto nelle scuole obbligandole a mettere in scena un presepe inventato da un criminale chiamato Francesco (ricordo che tutte le biografie del personaggio sono state fatte sparire, per coprire i suoi crimini, meno che quella ufficiale del Vaticano) per ergersi a padrone delle persone.
Pagina specifica dell'argomento
19 dicembre 2025

Gli antichi romani il 25 Dicembre celebravano il gioioso Dies Natalis, cioè giorno natale di Bacco, del Sole Invincibile, di Mithras e di altri dei solari.
I cristiani invece celebravano la nascita del proprio Dio il 6 di Gennaio.
Solo svariati secoli dopo (fra il 337 ed il 450 dopo Cristo), per soppiantare le feste di questi Dèi, i cristiani spostarono al 25 Dicembre anche il natale del loro Dio per appropriarsi del significato del ben più antico NATALE dei POLITEISTI che era il Natale del solstizio e del ritorno della luce del 25 Dicembre, il natale di Dionisio Bacco, del Sole invincibile, di Helios, di Mithras.
Oltre a Dionisio fra i nati verso il solstizio d'inverno ci sono altri Dèi.
Sol Invictus Dio del Vicino Oriente e poi di Roma.
Mithras, nato in una grotta (da una roccia), sotto gli occhi di pastori che lo adorarono, culto dei militari di Roma e quindi diffuso in tutti gli angoli dell'impero dalle legioni diverso dal Mithra di Persia nato da una vergine morto e risorto, sembra dopo tre giorni), e diverso da Mitra indiano Dio della luce e del giorno, poi, sempre nati insieme all'allungarsi delle ore di luce.
Adone (o Adonis) di Siria, e forse anche il suo corrispondente di Frigia, Attis (nato da una vergine, morto a titolo di sacrificio, e che inoltre risorge il 25 Marzo in corrispondenza anche di data, oltre che di significato, col periodo della pasqua).
Atargatis di Siria, grande Dea madre, Dea della natura e sua rinascita, chiamata dai romani anche Derketo e Dea Syria (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita).
Kybele (o Cibele) dea della Frigia amata da Adone (il 25 Dicembre era festeggiata insieme ad Adone: ma che tale data fosse considerata la nascita in questo caso non è certo, è solo presunto).
Astarte (o Asteroth) della Fenicia, Dea suprema, nonché Dea della fecondità e dell'amore. Venerata anche dal re Salomone a Gerusalemme (la sua festa risulta al 25 Dicembre, quasi con certezza come data di nascita). Anche essa scese agli inferi e risorta.
Il Dio solare babilonese Shamash del Vicino Oriente.
Il Dio sumero Dumuzi (o Tammuz) la cui morte periodica rituale corrisponde a quella di Adonis era pianta anche alle donne ebree (Ezechiele VIII, 14).
Baal - Marduk, Dio supremo del pantheon Babilonese.
Osiride Dio supremo egizio della morte e rinascita sia della vegetazione, sia, per estensione dell'uomo. La resurrezione è il tema centrale del mito trinitario egizio di Osiride, Iside ed Horus dal quale pare proprio che sia stata presa l'ispirazione per una successiva famosa resurrezione in ambito ebraico. Osiride muore con l'inverno e rinasce di primavera.
Horus, Dio falcone solare, figlio di Osiride ed Iside con cui costituiva una popolarissima triade che (insieme alle tante altre triadi di Dei popolarissime in tutto il mediterraneo) è stata d'ispirazione alla triade cristiana non ufficiale di Dio padre, Madonna e Bambino Gesù, nonché al raggruppamento ufficiale della trinità, che esclude l'elemento femminile. La sua nascita era celebrata il 26 Dicembre.
Ra, il Dio Sole egizio corrispondente ad Helios, la cui nascita era celebrata il 29 Dicembre nella città tempio di Heliopolis a lui dedicata nella zona dell'attuale Cairo.
Krishna, (attualmente il Dio più importante dell'india) che inizialmente appare nel testo sacro Mahabarata come reincarnato dal Dio padre Visnù come un uomo eroico o semidio, eppoi si rivela come Dio. Era venuto al mondo per riconquistarlo dai demoni. (Avete notato qualche parallelismo?). Infine Krisna muore ucciso (da una freccia, non sulla croce), ma, tranquilli, rinascerà anche lui.
Fra l'altro anche lui come Babbo Natale porta doni nel cuore della notte!
Joshua Ben Josef (detto Gesù, Nazareno, Galileo, Cristo e Salvatore) che conclude gli Dèi di ambito mediterraneo orientale ed indoiranico.
In ambito Nord Europeo gli Dèi nati verso il solstizio sono due.
Baldur e Freyr in Scandinavia.
In ambito Centro Americano troviamo tre Dèi.
Bacab Dio dei Maya dello Yucatan (attuali Guatemala e Messico Sud Est).
Huitzilopochtli e Quetzocatl (Il serpente piumato) entrambi del Messico centrale azteco.
Pagina specifica dell'argomento
18 dicembre 2025

Ho fatto un po' di ricerca sul materiale nel quale ero convinto di aver preso la definizione di Correnti Vegetative negli anni '80. Ho rintracciato un po' di libri di Wilhelm Reich da cui ero convinto di aver preso spunto, ma riguardandoli dopo tanto tempo mi sono accorto che la mia esperienza non ha nulla a che vedere con Reich.
Il fatto di aver usato, fin dal primo testo che parla delle Correnti Vegetative nello specifico nel 1997, un termine preso dalla lettura di Reich significa che ho usato solo formalmente la dicitura reichiana, ma sostanzialmente è un'esperienza personale. Nello stesso testo (vedi testo originale del Crogiolo dello Stregone 1997) le Correnti Vegetative vengono paragonate, per similitudine, alle idee sulla kundalini. Un po' come ho fatto col termine scetticismo preso sicuramente dall'idea sullo scetticismo di Dal Pra, ma che è stato riempito di contenuti diversi, via via sempre più complessi (fino alla comparazione con la "teoria" della percezione jainista), a mano a mano che l'uso dello scetticismo, come strumento, mi modificava ampliando e approfondendo sia lo scetticismo che il Bastone dello Stregone. Come avvenne per il termine Follia Controllata preso da Castaneda. Nel corso della pratica del Crogiolo dello Stregone la Follia Controllata ha dimostrato di essere un elemento profondamente diverso da quanto descritto da Castaneda pur comprendendo il significato dato da Castaneda. A guardare bene, ogni elemento del Crogiolo dello Stregone è stato preso dalla cultura generale, ma è il modo col quale è stato significato che diventa caratteristico nel Crogiolo dello Stregone.
Una maestra che dice al bambino: "Fai attenzione a quanto dico!" non è, chiaramente l'Attenzione del Crogiolo dello Stregone, ma l'Attenzione del Crogiolo dello Stregone non può prescindere dal "fare attenzione" come indicato da quella maestra.
Esistono fattori comuni che guidano l'esperienza psichica umana. Esattamente come esistono fattori fisici comuni che indicano la forma generale della specie umana. Per questo chi inizia delle pratiche di analisi di sé stesso nel mondo in cui vive incontra sensazioni e trasformazioni che sono simili nelle varie culture al di là della descrizione specifica che le singole culture ne danno. Tutte le culture si fondano sulla descrizione della forma del mondo e sulle allucinazioni. I contenuti della forma del mondo e delle allucinazioni è specifico di ogni cultura.
Questo per dire che tutti gli uomini hanno i formicolii dentro il corpo che chiamo correnti vegetative, la descrizione, l'uso e la funzione possibile di tali formicolii viene descritta in maniera diversa a seconda delle culture degli uomini e del modo con cui gli uomini hanno penetrato lo sconosciuto in cui vivono e sono nati.
Questa riflessione è stata fatta in quanto i formicolii nel corpo sono costanti della vita dell'uomo. Si percepiscono sempre uguali, più o meno forti, in tutte le funzioni che noi attribuiamo a questi formicolii. Non esiste una "gerarchia": si sentono quando si è stanchi non diversamente dal sentirli quando si blocca il dialogo interno o non diversamente da quando si pratica contemplazione o ascolto specifico delle correnti vegetative o quando, ancora, ci si predispone per praticare il sognare. La sensazione è sempre quella e ci dice che è in atto la formazione di un equilibrio neurovegetativo in presenza di uno squilibrio neurovegetativo.
Dove la provocazione dello squilibrio neurovegetativo appartiene alle scelte e all'intento della persona e la riformazione dell'equilibrio non è altro che il ripristino delle condizioni funzionali più il guadagno che si è ottenuto, in termini di trasformazione soggettiva, nell'aver imposto alla propria struttura neuro-vegetativa quello squilibrio. E' il meccanismo con cui l'emozione capitalizza nella consapevolezza l'esperienza emotiva.
E' sufficiente questa osservazione per stabilire la differenza fra le teorie della kundalini e l'ascolto delle correnti vegetative del Crogiolo dello Stregone. Nell'idea della kundalini c'è l'idea del soggetto creato dal dio padrone; nell'ascolto delle correnti vegetative c'è l'idea della trasformazione dell'individuo mediante una costante modificazione del sistema neuro-vegetativo attraverso una serie di squilibri e riequilibri della struttura psico-emotiva. Le trasformazioni dell'individuo vanno nella direzione in cui l'individuo mette in atto gli squilibri perché il riequilibrio avviene caricando di esperienza e di specializzazione psico-emotiva nella direzione in cui l'individuo ha diretto lo squilibrio.
Nella kundalini c'è l'idea dell'uomo creato dal dio padrone; nelle correnti vegetative c'è l'idea dell'uomo che diviene nella Natura in quanto soggetto della Natura. E il divenire dell'uomo è nelle mani dell'uomo.
Fine ventunesima parte... Continua...con la ventiduesima parte "gli aspetti magici delle Tre Arti Magiche in Stregoneria - Dalla contemplazione all'Ascolto delle Correnti Vegetative - Correnti vegetative e kundalini la questione relativa al sesso o al chakra del sesso."
Tratto da: Il Crogiolo dello Stregone
18 dicembre 2025
1 Non ci si può presentare da soli ad un altro amico nostro se non è un terzo a farlo;
2 Non si guardano mogli di amici nostri;
3 Non si fanno comparati con gli sbirri;
4 Non si frequentano nè taverne e nè circoli;
5 Si è in dovere in qualsiasi momento di essere disponibile a Cosa Nostra. Anche se c’è la moglie che sta per partorire;
6 Si rispettano In maniera categorica gli appuntamenti
7 Si deve portare rispetto alla moglie
8 Quando si è chiamati a sapere qualcosa si dovrà dire la verità;
9 Non ci si può appropriare di soldi che sono di altri e di altre famiglie
10 Non può entrare a far parte di Cosa Nostra chi ha un parente stretto nelle varie forze dell’ordine, chi ha tradimenti sentimentali In famiglia e chi ha un comportamento pessimo e non tiene al valori morali;
Tratto da: La Repubblica dell'8 novembre 2007
Pagina specifica dell'argomento
17 dicembre 2025

Nel 2007 ci fu il maggior attacco portato dal Vaticano al mondo. Una dichiarazione di guerra a tutte le società civili che continuerà col genocidio dell'Iraq ad opera dei cristiani Bush, Blair e Berlusconi.
Pochi riuscirono a capire che l'enciclica SpeSalvi era una dichiarazione di guerra dell'assolutismo, il Vaticano chiama l'assolutismo sociale "verità", all'uguaglianza degli uomini con Dio che il Vaticano chiama "relativismo". La verità di Dio diventa relativa perché limitata dal diritto della libertà dell'uomo, la verità dell'uomo nel momento presente.
Nemmeno l'ONU riusciva a capire in che cosa consisteva la dichiarazione di guerra di Ratzinger il cui scopo era schiavizzare le donne affinché non abortissero e producessero figli per la gloria di Dio e degli schiavisti che si nascondono nel cristianesimo. Schiavisti e pederasti di cui Ratzinger e il Vaticano si sono fatti protettori e garanti.
Io ho analizzato la SpeSalvi di Ratzinger, ne ho fatto un libro, il quarto volume della Teoria della Filosofia Aperta, dimostrando come Ratzinger mentiva anche citando i suoi stessi vangeli. Malafede e vigliaccheria culturale caratterizzavano gli scritti di Ratzinger e non stupisce che in quel clima Berlusconi, il puttaniere per eccellenza, si esaltava ed elogiava Ratzinger per aver spanto disprezzo nei confronti degli uomini per la gloria del Macellaio di Sodoma e Gomorra.
Riporto un articolo di allora del giornale La Repubblica. Poche persone si levarono a contrastare Ratzinger e decine di migliaia di bambini furono stuprati per la gloria del Dio di Ratzinger e nell'indifferenza di chi, pensando di perdere voti criticando Ratzinger, voltò le spalle ai cittadini abbandonandoli all'odio della chiesa cattolica.
Il giornale La Repubblica in un articolo scrisse:
CITTA' DEL VATICANO - Ventiquattr'ore dopo la pubblicazione della SpeSalvì, papa Ratzinger attacca il "relativismo" predominante nelle organizzazioni internazionali, fra cui quelle che dipendono dalle Nazioni Unite, e dichiara di aver scritto la sua seconda enciclica come risposta al "nichilismo" imperante. Il nichilismo, ha affermato il pontefice celebrando l'Avvento nella basilica vaticana, "corrode la speranza nel cuore dell'uomo" perché diffonde la convinzione che "dentro di lui e intorno a lui regni il nulla: nulla prima della nascita, nulla dopo la morte".
Ieri mattina Benedetto XVI ha ricevuto le Ong cattoliche in occasione di un convegno organizzato dal segretario di Stato cardinale Bertone. "Il dibattito internazionale - ha lamentato il Papa dinanzi a esponenti che collaborano sistematicamente con l'Onu - appare spesso segnato da una logica relativistica che pare ritenere, come unica garanzia di una convivenza pacifica tra i popoli, il negare cittadinanza alla verità sull'uomo e sulla sua dignità nonché alla possibilità di un agire etico fondato sul riconoscimento della legge morale naturale".
La tensione fra il Vaticano e alcune organizzazioni internazionali è riesplosa recentemente sulla questione dell'aborto e dei contraccettivi. Con l'Unhcr, che si occupa dei campi di rifugiati in tutto il mondo, la Santa Sede ha polemizzato per la distribuzione di kit contraccettivi (per prevenire gravidanze insostenibili in condizioni di estrema difficoltà). Mentre con Amnesty International è scontro dopo la decisione dell'organizzazione umanitaria di verificare se anche il diritto all'interruzione di gravidanza non vada considerato un diritto fondamentale della donna.
Benedetto XVI non accetta il rifiuto delle istanze internazionali di considerare unicamente etico ciò che è prescritto dal magistero vaticano. Si sta imponendo una concezione del diritto e della politica - ha polemizzato - in cui conta solo il consenso tra gli stati, frequentemente ispirato a "interessi di corto respiro" o manipolato dalle "pressioni ideologiche".
Ratzinger ha rilanciato i principi "non negoziabili" e ha parlato di "frutti amari" della logica relativistica: diritti concepiti come conseguenze di "certi stili egoistici", disinteresse per le necessità economiche e sociali dei popoli più deboli, disprezzo del diritto umanitario e difesa selettiva dei diritti umani. Le Ong cattoliche, ha concluso, devono "opporre al relativismo la grande creatività della verità circa l'innata dignità dell'uomo".
Nel pomeriggio il pontefice si è poi recato in San Pietro a denunciare il "paganesimo dei nostri giorni", cioè relativismo e nichilismo.
Il rischio che il discorso papale venisse percepito come attacco diretto alle Nazioni unite è stato immediatamente percepito dalla segreteria di Stato vaticana. Poche ore dopo, il portavoce papale padre Lombardi spiegava che mai il Papa aveva! attaccato l'Onu e che circolavano "interpretazioni forzate". Ciò nonostante, in serata, è intervenuto uno dei portavoce del Palazzo di Vetro, Farhan Haq, per sottolineare che le Nazioni Unite, pur nascendo da un accordo fra Stati, si fondano sulla "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo" e quindi sugli stessi principi etici del Papa.
L'ultima enciclica, com'era prevedibile, ha suscitato commenti contrastanti. Entusiasta Berlusconi per gli attacchi al marxismo: "Non posso che condividere al cento per cento ciò che ha scritto il pontefice". Polemico lo storico Nicola Tranfaglia, secondo cui Marx ebbe sempre presente l'uomo come essere umano, mentre Ratzinger "non condanna la sola teoria che nella storia dell'umanità ha elevato l'uomo a Dio proponendola razza eletta: il nazismo".
La Repubblica del 02 dicembre 2007
Nichilismo è il Dio dei cristiani. Il senso del nulla. Colui che provoca disperazione per la morte. Una disperazione che il cristiano sottomesso vive come una lunga agonia che tenta di esorcizzare coinvolgendo altre persone della società nella sua disperazione.
"Dovete costringere le donne disperate a fare figli" dice Ratzinger alle ONG cattoliche. ONG che spesso si prestano a fare da copertura a servizi di informazione militari, militarizzate esse stesse in funzione di interessi precisi. Abbiamo visto i cristiani in Afganistan collaborare con l'esercito di occupazione. Abbiamo visto gli stessi cristiani in Iraq aiutare i macellai. Abbiamo visto i cristiani negare i preservativi in Africa e, con questo, impedire l'autodeterminazione delle donne diffondendo AIDS.
Il nichilismo è il vuoto del Dio dei cristiani. Un Dio con cui i cristiani seminano disperazione per poter riprodurre disperati a maggior gloria del loro Dio.
Pagina specifica dell'argomento
16 dicembre 2025

L'empatia non è una questione di simpatia, è l'insorgenza di un'emozione che coinvolge la struttura fisica dell'individuo.
La questione l'ho trattata fin dalla fine degli anni '80 all'interno del Libro dell'Anticristo. Noi siamo legati emotivamente ad ogni essere del mondo. Alcuni più di altri sono in grado di attivare la nostra con-partecipazione emotiva.
Dal punto di vista razionale, la condizione della con-partecipazione è abbastanza logica. Le religioni, come il cristianesimo, nella loro attività di condizionamento educazionale dell'infanzia, lavorano per allontanare le persone dalla con-partecipazione emotiva con gli altri uomini e legarla come con-partecipazione emotiva alla "sofferenza di Cristo" che diventa la con-partecipazione alla sofferenza di ogni padrone sociale.
Ultimamente, con i nuovi strumenti di analisi, si sta cercando di capire che cosa si attiva nel cervello umano quando viviamo, psicologicamente, lo stesso dolore di altri uomini.
Scriveva un piccolo giornale nel 2004:
Se una persona a noi cara sta male, anche noi soffriamo. Può sembrare una banalità, ma adesso è stata dimostrata scientificamente. Infatti, in base ai risultati di una ricerca condotta dal University College di Londra, quando assistiamo al dolore di una persona a noi vicina, nel nostro cervello si attivano l'insula e la corteccia cingolata anteriore, le stesse zone che entrano in gioco se a provare dolore siamo proprio noi. E la prova che la compartecipazione al dolore altrui non è solo emotiva, viene documentata dalla risonanza magnetica.
Da Telesette del 16.03.2004
Appare del tutto evidente che, quanto analizzato e individuato, non è la causa dell'insorgenza emotiva della con-partecipazione al dolore dell'altro, ma gli effetti fisici, i riscontri sul corpo, dell'insorgenza emotiva alla con-partecipazione del dolore.
Alcune persone sono maggiormente sensibili, altre meno. Ad esempio, molte persone sono sensibili al dolore dei Palestinesi provocato dagli Israeliani; gli israeliani sono insensibili al dolore degli altri compiacendosi di infliggere dolore ai Palestinesi per poterli saccheggiare, stuprare e derubare.
Il condizionamento educazionale indotto dall'ideologia ebraica impedisce la con-partecipazione al dolore dell'altro perché vive di auto-compassione di sé stesso giustificata dal delirio di onnipotenza del Dio che gli ha indicati come "razza superiore" o "popolo eletto".
16 dicembre 2025

Dionisio o Bacco o Libero, Dio del vino della gioia e delle orge di Grecia e Roma. Moltissime sono le similitudini fra i misteri di Dionisio (conosciuto da 13 secoli prima di Cristo) su cui è stato ostruito il "mito cristiano". Dioniso, figlio di Semele e Zeus, non nasce come un Dio. Nasce come un mortale figlio di Zeus, un uomo che diventa un Dio, e per questo venerato come "liberatore" dalla condizione umana per accedere alla condizione divina. Una volta defunto discese agli inferi. Dioniso è il "nato tre volte" e la sua vicenda descrive le tappe umane per trasformarsi in un Dio.
Scrive Euripide nella commedia I Cretesi:
Euripide, I Cretesi, fr. 79, 4-15
Eccomi giunto. Ho lasciato i templi divini; hanno coperture di travi, fornite dai cipressi del luogo, tagliate dalla scure dei Calibi, e precise giunture, che una mescola di colla tiene insieme con la forza di un toro. Pura è la vita a cui tendiamo, da quando sono divenuto iniziato di Zeus dell'Ida e bovaro di Zagreo, che va nella notte; ho celebrato i rituali festini a base di carne cruda e le fiaccole in alto ho levato in omaggio alla madre montana insieme ai Cureti; sono stato consacrato e ho ricevuto il titolo di bacchos.
E ancora:
Euripide, Le Baccanti 72-4
Beato, colui che, conosciuti per divino favore i riti iniziatici degli Dèi, pura rende la sua esistenza ...
Anche per essere ammessi al culto dionisiaco era necessario essere iniziati (batezzati?), introdotti al tempio e sottoposti ad un rigido digiuno.
Altra somiglianza nel rituale di Dioniso ripreso dai cristiani è quello che prevedeva l'omofagia (consumazione della carne e del sangue di un animale). I cristiani parlano della carne e del sangue del loro Gesù. Dioniso, inoltre, era strettamente connesso con i cicli vitali della natura alla quale venivano legati il concetto di resurrezione (primavera) e morte (autunno) proprio come manifestazione della morte dell'uomo e la resurrezione come un Dio.
Il pasto omofagico realizzava l'unione tra il sacrificante e la divinità destinataria del sacrificio. Il pasto comune consentiva anche una comunione mistica tra tutti i partecipanti. Il gruppo trovava la sua unità religiosa attraverso l'identificazione dei sacrificanti con Il Dio attraverso la vittima del sacrificio che veniva identificata con Dioniso.
Questa pratica sarà copiata dal cristianesimo dove, il termine comunione, anziché indicare la fratellanza fra i partecipanti, è usato nel senso di "eucaristia" (uno dei sacramenti della religione cristiana che sottomette i partecipanti a Dio).
Scrive Platone nel Fedone:
Platone, Fedone 69c-d
69c. ... E questi, che hanno istituito per noi i riti iniziatici, probabilmente non sono uomini di poco conto, ma da molto tempo essi in realtà, esprimendosi in forma enigmatica, fanno capire che chi giunga nell'Ade senza aver ricevuto l'iniziazione e incompleto per la sua mancata partecipazione ai riti misterici, giacerà nella melma, mentre chi vi giunga dopo aver ricevuto la purificazione ed essere stato iniziato, vivrà con gli Dèi. Infatti, come dicono coloro che hanno consuetudine con i riti iniziatici, "Sono molti a portare il tirso...
Appare evidente l'operazione di Platone nel voler orientare i riti dionisiaci nel senso di "inferno e paradiso", "giacere nella melma e vivere con gli Dèi". Cosa che sarà continuata dai cristiani.
Anche i simboli di Dioniso: la vite, il melograno, l'ariete corrispondono perfettamente (vite e melograno), o approssimativamente (ariete-agnello) ai simboli attribuiti dai cristiani a Gesù.
Nota: Le citazioni sono prese da "Le religioni dei misteri" vol. 1, di Scarpa, Editore Lorenzo Valla.
Pagina specifica dell'argomento
15 dicembre 2025

Fino a quando sulla scena della storia del pensiero umano non è apparsa la psicoanalisi, lo studio dell'inconscio e la definizione del concetto di allucinazioni, illusioni, allucinosi, la tendenza era quella di affermare come reale ogni oggetto che appariva alla percezione. Anche il più assurdo, affermato da persone deliranti. Come l'apparizione della madonna dei cristiani.
Solo il sogno non rientrava in quelle categorie di giudizio.
Le esperienze di premorte (quelle poche che c'erano in quanto oggi la casistica è aumentata per la presenza degli ospedali e dei loro Pronto Soccorsi) erano considerate effettivamente delle visioni del mondo oltre la morte e la visione, per la scienza di allora (e fino ad un paio di decenni fa), rappresentava la reale visione del mondo oltre la morte.
Oggi si può distinguere fra il possedere un cervello capace di produrre delle immagini senza percepire esternamente i contenuti di quell'immagine e la struttura di pensiero, educazionalmente imposta, che fornisce i contenuti e la forma di quelle immagini.
Questo anche quando si percepisce oggetti reali, di cui il cervello non ha le categorie per descriverli, prende in prestito la forma propria indotta dal condizionamento educazionale che può dare una descrizione a quel percepito. Il percepito produce delle sensazioni e queste cercano la spiegazione nelle descrizioni del condizionamento educazionale. Specialmente in campo religioso.
Ad esempio, in presenza di una febbre estremamente forte le allucinazioni del cattolico si riempiono di forme religiose, dagli angeli alle madonne.
Oggi la psicologia conosce quei meccanismi; o meglio, sarebbe più corretto affermare che la psicologia riesce a ricondurre il descritto delle immagini al condizionamento educazionale ricevuto dalle persone. Anche se la psicologia e la psicoanalisi è intimidita dal potere religioso cattolico e tende ad assecondarlo.
Ciò che ancora non si vuole mettere a fuoco è che quel meccanismo, capace di produrre allucinazioni e illusioni, non è un organo vuoto dentro di noi, ma è, appunto, un meccanismo di CUI NOI POSSIAMO SERVIRCI!
Quando noi parliamo di Arte del Sognare, Vivere per Sfida, Arte dell'Agguato, Intento ecc. noi non facciamo altro che mettere in funzione quell'apparato, o parte di esso, solo che, anziché girare a vuoto e produrre allucinazioni, allucinosi e illusioni in situazioni particolari, lo forziamo a produrre una parte delle intuizioni che noi usiamo nella nostra pratica quotidiana.
Quando si è in una situazione di premorte, la ragione è morta!
La descrizione, che forma il pensiero razionale, sta morendo.
Quando la descrizione muore, muore anche la sua realtà (la realtà del mondo quotidiano per l'individuo cessa). Rimangono le aspettative: appunto, le illusioni!
Queste sono le ultime a morire e queste si trasformano in sensazioni che vengono trasformate dal cervello in immagini del proprio condizionamento educazionale.
Ti hanno addestrato a credere nel paradiso? Le immagini della tua premorte avrà contenuti paradisiaci, di pace e di trombe angeliche. Ti hanno addestrato a credere nell'inferno e ti hanno imposto sensi di colpa? Le immagini della tua premorte avrà contenuti infernali nei quali espiare i tuoi sensi di colpa.
Alla luce della psicanalisi, la società ha dovuto prendere atto di queste peculiarità dell'individuo, ma né la psicanalisi, né la società sono in grado di dare una diversa direzione alla percezione e ai desideri dell'individuo.
Usare quell'apparato cerebrale per produrre intuizioni, anziché allucinazioni o illusioni, può essere fatto dal singolo individuo attraverso la disciplina con cui affronta la sua vita. L'individuo può abbandonarsi al cristianesimo e accettare allucinazioni e illusioni come volontà di Dio che lui deve subire o può prendere in mano la sua vita e iniziare a: Vivere per Sfida, l'agire sotto Stress, praticare il sognare, praticare l'intento, praticare l'Arte dell'Agguato, praticare la Follia Controllata ecc. ecc.
Tutto quello che abbiamo descritto nel lungo Corso di Stregoneria che abbiamo tenuto.
Ciò che è muto dentro all'individuo diventa vivo e propositivo.
In situazione di premorte un individuo che ha praticato il vivere per sfida, prendendosi nelle proprie mani la responsabilità della propria vita, è già in grado di trasferire la propria Coscienza dal corpo fisico al corpo luminoso. La scienza sviluppata dall'evoluzionismo, in particolare dall'evoluzionismo biologico degli ultimi 50 anni, sa perfettamente che l'individuo è il prodotto dell'ambiente in cui nasce e si sviluppa. Si adatta all'ambiente sociale e risponde alle esigenze dell'ambiente sociale per farsi accettare. Se l'ambiente sociale gli dice di mettersi in ginocchio e pregare il Dio padrone, costui si metterà in ginocchio e pregherà il Dio padrone adattandosi a quella condizione.
La società elabora un "ambiente ideale" che altro non è che un concetto di VERITà'. La verità sociale che l'individuo deve accettare. La Stregoneria afferma che un ambiente deve fornire all'individuo non una verità cui aderire, ma strumenti attraverso i quali poter mettersi alla ricerca del vero che nega sé stesso per un nuovo vero. Cioè, un concetto di LIBERTA'.
Ora, segue la domanda: come possono degli individui adulti fornire ai bambini strumenti adeguati per affrontare l'ambiente se essi stessi si mettono in ginocchio e non vivono strategicamente, non vivono per sfida, si vergognano delle loro debolezze e dei loro errori e davanti ai bambini vorrebbero apparire onnipotenti?
Per questo motivo la scienza si ferma nella descrizione dei fenomeni e la psicoanalisi si arresta impotente nell'illusione di un individuo perfetto! Ciò che rimane è la Stregoneria con l'impeccabilità dello Stregone che con la sua autodisciplina, per quanto poco, ci prova a dare l'assalto al cielo e non si vergogna dei suoi fallimenti e delle sue miserie in quanto queste sono la ricchezza della sua esistenza.
Pagina specifica dell'argomento
14 dicembre 2025
Il condizionamento educazionale è quell'insieme di credenze e certezze apriori che vengono imposte all'Essere Umano fin dal primo momento della sua uscita dalla vagina della madre. Un corpo dottrinale che viene imposto al nuovo nato in tutti i modi in quanto gli "adulti" sono convinti di aver raggiunto una conoscenza assoluta dello sconosciuto in cui sono nati e questa conoscenza non la donano al nuovo nato ma la impongono.
Quella conoscenza, o presunta tale, viene imposta in quanto gli adulti non sono in grado di descriverla e definirla in termini logici. E' una conoscenza che non è logica, ma è un loro adattamento emotivo. Una conoscenza che è stata a sua volta imposta agli Esseri Umani adulti quando erano piccoli e non avevano capacità critica per opporvisi e contestarla.
Il condizionamento educazionale è in pratica un atto militare nei confronti di chi non si può difendere. Un'azione di stupro mentale che tarpa le ali del nuovo nato costringendo la sua vita entro muri grigi di una credenza imposta aprioristicamente.
In molti casi l'adulto è convinto di fare una buona cosa. Tende a dare al nuovo nato quegli strumenti attraverso i quali integrarsi nel Sistema Sociale ed essere, da questo, accolto. Un Sistema Sociale accetta solo quegli elementi che si conformano alle proprie credenze aprioristiche e non tollera nessuna variazione di quell'apriori in quanto un nuovo apriori lo costringerebbe a modificare l'intero insieme di cui è portatore e gestore.
In un insieme dove gli Esseri Umani si mettono in ginocchio davanti ad una figura spacciata per divina, non è tollerabile chi propone una figura divina diversa.
Anche se si iniziasse una guerra e la nuova figura divina fosse accettata, il Sistema Sociale sarebbe costretto a riadattarsi incorporando due figure diverse davanti alle quali mettere in ginocchio gli Esseri umani.
Così nella psiche umana, ogni volta che la percezione viene alterata, si produrranno immagini diverse a seconda dell'adesione soggettiva a questo o a quell'apriori.
Ancora più violentemente reagirà quel Sistema Sociale quando non si tratterà più di sostituire un apriori divino con un altro apriori divino, ma si tratterà di non mettere più in ginocchio nessun Essere umano davanti a nessun divino.
Quando si tratterà di eliminare il condizionamento dell'apriori divino all'interno del tessuto sociale.
L'eliminazione dell'apriori procederà necessariamente dalle classi sociali "acculturate" alle classi sociali considerate "inferiori" all'interno del Sistema Sociale.
Un modo di procedere lento che andrà a sostituire la sottomissione ad un divino con nessuna sottomissione pur veicolando in esso le emozioni soggettive. Generazione dopo generazione.
Il problema del condizionamento educazionale sta essenzialmente nei portatori di quel condizionamento educazionale.
Gli elementi che concorrono a formare il condizionamento educazionale si fissano all'interno degli Essere Umani in modo tale da imporre loro la riproduzione di quel condizionamento educazionale.
Tanto maggiore sarà il potere sociale detenuto da quegli Esseri Umani, tanto più violenta sarà l'attività impositiva di una forma divina che impone sottomissione agli uomini.
L'uscita dal condizionamento educazionale non è un'uscita attraverso delle imposizioni al nuovo nato, ma sarà un'uscita dalla sottomissione degli individui adulti che curano il nuovo nato, attraverso un processo di trasformazione e di costruzione continua di loro stessi. Essi, al nuovo nato, non trasmetteranno la "verità di un divino", ma la realtà della necessità di trasformarsi e di appropriarsi degli strumenti che consentono la trasformazione.
Il condizionamento educazionale si fissa nell'individuo soltanto quando l'individuo cessa di crescere, di trasformarsi, di cercare conoscenza e di fare esperienze.
Finché l'attività con cui l'individuo manipola sé stesso e si trasforma nessun condizionamento educazionale riuscirà mai ad attecchire e a bloccarlo. Il condizionamento educazionale giunge ad attecchire all'interno dell'individuo soltanto quando l'individuo ritiene che non vi sia più nulla da aggiungere alla sua conoscenza e alla sua coscienza, nulla da variare.
Egli ritiene di essere in possesso della conoscenza, del sapere. Ritiene che quanto ha raggiunto sia il fine della sua vita e a quel fine deve dedicare sé stesso.
A sua figlia e a suo figlio darà quanto egli ha "trovato"; in realtà quanto lo ha sconfitto e sottomesso.
Quando si intende cancellare un apriori è necessario trasmettere la sospensione del giudizio o l'atteggiamento scettico.
E' importante sapere come quanto si conosce altro non è che interpretazione soggettiva di elementi oggettivi.
E' necessario sapere che quanto si conosce sia in realtà una parte di un tutto che proprio perché ci comprende non è da noi comprensibile. Noi non siamo l'assoluto, ma parte di un tutto all'interno del quale noi muoviamo.
L'immensità di quanto ci circonda e avvolge. E' in grado di comprendere noi. Noi siamo compresi in una realtà talmente vasta che solo un "pazzo", dal punto di vista sociale, può pensare di comprendere.
Noi, al contrario, dobbiamo imparare a strutturare noi stessi per muoversi nello sconosciuto. Esplorarlo e svelarlo un po' alla volta.
Questa è l'unica alternativa che abbiamo. Pertanto, noi non sappiamo cosa incontreremo nella nostra vita, ma la "pazzia" socialmente imposta ci costringe a descrivere il mondo pretendendo che tutto sia sottomesso alla nostra descrizione, alla nostra comprensione.
Il condizionamento educazionale si fissa dentro di noi soltanto quando noi affermiamo di comprendere. Quando rinunciamo, o siamo costretti a rinunciare, ad espandere la nostra percezione nell'infinito in cui siamo compresi. Il condizionamento educazionale ci distrugge sottomettendoci quando noi cessiamo di affrontare il nostro cammino nello sconosciuto alzando muri e barriere sia psicologiche che di conoscenza entro le quali muoversi. Quelle barriere si chiamano fede, credenze, idee aprioristiche di una realtà che ci si rifiuta di esplorare.
Credere una cosa non è un atto neutro. E' una barriera che si erge fra il nostro pensiero e quanto sta oltre. L'atteggiamento scettico e la sospensione del giudizio ci permette di rimuovere quella barriera.
Nel Sistema Sociale in cui viviamo, la sospensione del giudizio non viene insegnata né ai bambini, né agli adulti. L'arroganza degli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra è tale da bloccare ogni altra ipotesi, oltre la loro, con la quale si può affrontare la realtà. L'arroganza impedisce di toglierci dal centro dell'universo.
Così negli effetti NDE il condizionamento educazionale incide in maniera preponderante nella descrizione psichica delle percezioni in stato di coma che la ragione deve necessariamente piegare all'interno della propria descrizione. Si affronta lo sconosciuto della percezione con gli strumenti che ci si è dati nel corso della propria esistenza. Qualunque strumento questo sia.
Così all'interno del condizionamento educazionale cattolico si incontrano descrizioni proprie di quella religione mentre nel condizionamento educazionale induista la descrizione delle immagini variano obbedendo ad un'altra struttura descrittiva.
Questo ci dimostra come gli strumenti psicologici, attraverso i quali costruiamo la nostra esistenza, incidono sulla descrizione del percepito che può essere tanto più vicino al reale quanto più ci siamo liberati dalla descrizione educazionalmente imposta e tanto più sono gli elementi di analisi e di critica che inseriamo nel nostro modo di affrontare l'esistenza.
Qualunque cosa siano le immagini trascendenti che si presentano all'individuo all'interno delle NDE, si riducono a descrivere le convinzioni soggettive che ha maturato all'interno del condizionamento educazionale che ha subito.
Proprio gli effetti trascendenti delle NDE ci stanno a dimostrare come l'individuo abbia distrutto la propria esistenza. Egli appartiene a quel trascendente. Le immagini religiose che evoca in stato di coma, altro non sono che la rappresentazione del condizionamento educazionale che ha subito.
Non esiste una sua vita, un suo vivere, una sua percezione del mondo, esiste una sua appartenenza a quel trascendente. E' una specie di effetto consolatorio del fallimento della propria esistenza, distrutta attraverso il condizionamento educazionale che ha posto fine alla sua ricerca.
Nella ricerca del Graal non è importante trovare il Graal, ma è importante continuare a cercare. Continuare a modificare sé stessi all'interno del proprio processo di ricerca. Così la vita è sfida. Non è importante vincere la sfida ma modificarsi mettendo sfida dopo sfida in un processo continuo di trasformazione.
Il condizionamento educazionale che sottomette impone la fine di ogni sfida e di ogni trasformazione.Impone la distruzione della propria esistenza; impone la distruzione di tutto il proprio essere e, peggio ancora, impone di riproporre la propria sconfitta ad altri Esseri per non diventare disperati.
La consolazione, nel condizionamento educazionale, è relativa alla distruzione dei processi di modificazione di altri individui attraverso l'imposizione del condizionamento educazionale a tutti gli individui del sistema sociale in cui si vive.
La divisione che venne fatta da un relatore fra esperienze NDE trascendenti ed autoscopiche ci permette di comprendere come, davanti al pericolo di morte, non siamo tutti uguali, ma lo affrontiamo con il bagaglio etico, morale, di conoscenza, consapevolezza e attitudine che ci siamo dati nel corso della vita.
E' importante sapere che si muore esattamente con gli strumenti attraverso i quali si è costruita la propria esistenza. Ma la morte è morte della Coscienza di Sé soltanto quanto il condizionamento educazionale ha distrutto il divenire dell'individuo risolvendolo in sé stesso.
Pagina specifica dell'argomento
13 dicembre 2025

Le DETERMINAZIONI consentono all'individuo di dire al mondo: "io esisto"! "Io sono". Io sono l'ultima condizione dell'esistenza per cui la specie è divenuta e si è trasformata in milioni e milioni di anni. Io sono ciò per cui tutti i miei antenati sono vissuti fin da quando sono usciti dal "brodo primordiale".
La VOLONTA' costruisce e le alimenta l'agire dell'individuo nel mondo. E' la qualità attraverso la quale la specie cui appartengo è divenuta e si è trasformata generazione dopo generazione fin dal "brodo primordiale".
Le DETERMINAZIONI sono riconosciute come manifestazione dell'intento di trasformazione soggettiva degli Esseri della Natura in altrettanti Dèi, VOLONTà è espressione di un DIO, fabbricato da NECESSITA', che si esprime nella sostanza dell'esistente, GAIA, al fine di costruire continuamente la Coscienza di Sé.
Le DETERMINAZIONI soggettive le riconosciamo quale manifestazione del nostro essere Dèi nel momento in cui riconoscendole le pratichiamo; VOLONTà è una manifestazione divina estranea alla nostra ragione. E' estranea perché costruita nell'inconoscibile che ci circonda (sia in termini di spazio che di tempo) ed estranea perché la ragione umana non ammette uno sconosciuto e tanto meno un inconoscibile pur accettando il concetto che il mondo, come oggi noi lo descriviamo, era inconoscibile per l'Essere Feto.
Cosa sono le determinazioni in Stregoneria?
Sono lo "stampo" divino dell'Essere Umano, nel nostro caso e degli Esseri della Natura quando parliamo delle loro determinazioni specifiche. Sono ciò che ci qualifica come Essere Umano, diversi dell'Essere Albero o dall'Essere Cavallo. Sono le caratteristiche con cui l'uomo vive nel mondo.
Sono quegli attributi per cui noi parliamo di questa o quella specie. Pertanto, partendo da quegli attributi, noi individuiamo le azioni, i bisogni, le tensioni e gli strumenti attraverso i quali quell'Essere della Natura costruisce sé stesso in quanto DIO.
Non esiste nessuna via alla conoscenza e alla formazione della consapevolezza che ignori le determinazioni, le specificità, dell'Essere della Natura di cui parliamo.
13 dicembre 2025

Il mondo come ragione, forma e quantità;
il mondo come tempo, l'azione come oggetto;
il mondo come emozione, l'intento come oggetto.
Emozioni, tempo e ragione sono modi soggettivi con cui noi possiamo percepire il mondo ed organizzare la nostra vita nel mondo. Nello stesso tempo, sono mondi in cui la qualità degli oggetti si rappresenta in maniera diversa. Nel mondo delle emozioni non c'è spazio per la forma e la quantità di oggetti.
L'emozione che si presenta è oggetto in sé. Non è "l'emozione espressa da un soggetto", ma essa stessa è il soggetto.
Chi vive nel mondo emotivo non percepisce la forma dell'oggetto che manifesta la percezione ma, se proprio deve descrivere la sua percezione dell'emozione, ad uguali emozioni sarà attribuito il medesimo oggetto descritto attraverso la ragione.
Lo stesso vale per il tempo e per il mondo del tempo. La ragione, legata allo spazio e alla forma, non concepisce la trasformazione dello spazio e della forma. Il mondo della ragione è composto da un presente dopo un altro presente. Quando la ragione parla del passato non parla mai di ciò che è stato messo in moto per generare questo presente, ma parla di un presente passato in cui gli attori di quel presente si muovono staticamente anche se il presente, di cui parla, è passato. In quel passato, quel presente, non cresce, non si è trasformato, non ha negato sé stesso per generare un diverso presente che chiamiamo "oggi", "ora".
Il mondo dell'emozione, il mondo del tempo, il mondo della ragione, sono lo stesso mondo che noi percepiamo in modo diverso; il nostro mondo interno, il mondo della natura e il mondo sociale convivono l'uno nell'altro anche se si sono generati l'uno dall'altro per diversificazione, sedimentazione e separazione.
La sintesi di questi mondi è in ognuno di noi e noi viaggiamo nell'uno e nell'altro a seconda di come noi usiamo la nostra attenzione. Noi possiamo far interagire un mondo nell'altro attraverso la nostra autodisciplina.
Noi possiamo muoverci nel mondo del tempo e nel mondo delle emozioni e raccogliere ciò che è stato lasciato da chi è venuto prima di noi, ma lo possiamo fare solo col nostro intento.
Pagina specifica dell'argomento
12 dicembre 2025

Mi sembra evidente (forse solo a me) che per rispondere ad una domanda che la sua origine nel monoteismo(da dove viene il mondo e la vita) e dare una risposta coerente dal punti di vista del Paganesimo Politeista è necessario cambiare i fondamenti della filosofia. Proviamo a vedere come si origina la domanda che fai!
Tu dici: "non hai risposto in ordine alla questione della origine o meno dell'esistente nel Paganesimo."
Da dove nasce quest'esigenza?
Dalla soggettività di chi la esprime!
Chi la esprime afferma: "Io che manifesto tutta questa intelligenza, tutta questa ragione sono importante.
Cosa ha manifestato tutta questa mia capacità? Qual è la sua origine?"
E qui esistono i vari giochi dell'auto identificazione soggettiva.
Eliminiamo questo soggetto che afferma di essere intelligente, razionale e pensante.
Annulliamone la ragione che si è imposta su di lui negli ultimi quindici-ventimila anni ed abbiamo un qualunque animale della Natura. A mio avviso è necessario partire da questo presupposto per comprendere l'universo e il suo continuo divenire e trasformazione. Noi Esseri Umani siamo educati (anche quando non appare l'influenza monoteista) ad esaltare noi stessi mettendoci al di sopra delle altre specie della Natura. E nel farlo non ci riferiamo MAI alla vita nel suo sviluppo, ma ci riferiamo alla nostra ragione. Non cerchiamo le ragioni dell'esistenza della vita, ma le ragioni della supremazia della nostra ragione su tutte le altre forme di espressione degli Esseri della Natura (e di noi stessi!). Ci troviamo a vivere la contraddizione per cui usiamo termini che si riferiscono alla vita, ma cerchiamo le ragioni di supremazia della nostra ragione.
La forma, i numeri, la quantità è tutto convenzionale: non esiste! O meglio, esiste come metodo di ricezione e trasmissione all'interno della nostra specie. Pensieri che si trasformano in parole.
Ti faccio un esempio! Se tu dici: "Questa sedia costa cento Euro!" Quello che tu dici ha un senso per chi sa che cos'è una sedia, per chi sa che farsene della sedia, per chi vive in una società retta dalle leggi che regolano la circolazione della moneta ecc. ecc.
Se tu vai in una società che non conosce l'uso della moneta, non sanno che cosa stai dicendo! Peggio ancora se parli con un Essere Lombrico del valore e dell'utilità della sedia.
Eppure devi convenire che sia tu, che l'abitante di una società che non conosce l'uso della moneta che il lombrico c'è un elemento comune: ed è la vita!
C'è la capacità soggettiva di adattare sé stessi al meglio all'interno delle condizioni incontrate nell'oggettività. Soltanto se condividiamo questo possiamo parlare dell'origine della vita dal punto di vista del Paganesimo Politeista. La VITA, non la ragione degli Esseri Umani, né la proboscide dell'elefante, né le zanne del leone.
Perché dico questo?
Perché quando c'è la percezione dell'inizio dell'universo da parte della nostra struttura psico-emozionale la ragione proietta sé stessa su quanto percepito e ci mette il suo zampino: causa incausata, motore primo, essere assolutamente necessario ecc. ecc.
L'unica realtà della quale noi siamo consapevoli è che la caratteristica dell'acqua è quella di bagnare.
Perché l'acqua bagna? L'analisi scientifica ci dice che le sue particelle sono composte in un certo modo per cui hanno un carattere particolare di adesione per le caratteristiche intrinseche ecc. ecc.
Sta di fatto che, anche prima che la scienza cercasse delle spiegazioni, comunque l'effetto dell'acqua era quello di bagnare.
Così, la caratteristica della particella più piccola della materia (che noi chiamiamo Energia Vitale) e che compone il mattone primo di tutto ciò che esiste ha la CARATTERISTICA di passare dallo stato di INCONSAPEVOLEZZA a quello di CONSAPEVOLEZZA DI SE', qualora incontra le condizioni favorevoli.
Come l'acqua ha la caratteristica di BAGNARE, così la materia (o l'energia se vuoi che tanto sono la stessa cosa) hanno la caratteristica di diventare CONSAPEVOLE di Sé!
Pertanto, anche la vita si sviluppa prima che la teologia monoteista indicasse delle ragioni per le quali la vita si è sviluppata e, tutto sommato, alle religioni premonoteiste non è mai importato nulla delle spiegazioni per le quali la vita si è sviluppata: non troverete nessun "padrone della vita" prima del 700 a.c. (L'Adone dei Caananei aveva un altro significato anche se può essere stato mutuato dagli ebrei!).
Quando dici "perché se si giunge a dire che ad un certo punto tutto si e' generato perché un qualcosa di Primo ha raggiunto la consapevolezza di se si ritorna al punto di partenza?"
C'è un primo che raggiunge la Coscienza di sé. Nella mia visione erano alcune Galassie, alcuni ammassi stellari. Altri li seguirono a ruota. Dopo il Big Bang. Però, loro NON DETTERO IL VIA ALLA VITA: LORO ERANO LA PRIMA MANIFESTAZIONE DELLA VITA! Non hanno creato la vita: erano la vita stessa. La vita che iniziava il suo processo di divenire. Perché la vita è manifestata dalla Coscienza di chi riconosce sé stesso diverso dal circostante e mette in atto azioni attraverso le quali sviluppare sé stesso.
Non stiamo parlando della stessa cosa dei monoteisti!
Fu uno dei motivi per cui mi fu facile passare dalla visione Cosmologica de "Il Libro dell'Anticristo" alla Teogonia di Esiodo anche se quando scrissi il libro dell'Anticristo avevo un certo disprezzo per la religione Greca per come me l'avevano raccontata. Tu dici: "Inoltre andando indietro si rischia di arrivare al punto di dire che esiste un'entità' da cui tutto origina, può' essere esso il Big Bang, il macellaio di S. e G., Allah, perfino il Nulla può diventare l'ente originario."
Questo è un problema.
Innanzi tutto diciamo che prima La COSCIENZA UNIVERSO muore!
L'energia vitale che la compone si DISORGANIZZA manifestando quello che i Greci chiamano Caos primigenio.
Ciò che a noi interessa sapere è che prima c'era il rumore della vita; ora, nel Caos primigenio NON CE' PIU' IL RUMORE DELLA VITA. Non c'è più fino a quando le prime Galassie non riconoscono sé stese diverse dal circostante.
Il Big Bang è il passaggio da uno stato di Consapevolezza dell'universo ad uno stato di NON-consapevolezza dell'universo. Uno stadio di disorganizzazione della struttura dell'Energia Vitale che la mitologia Greca definisce CAOS!
Dal Caos emerge la vita per trasformazione e in continuo divenire.
A me ciò che non si esprime non interessa. A me interessa ciò che si esprime: la vita di cui siamo parte!
Ed è nella vita che costruisco le strategie d'esistenza in base alle mie possibilità: ogni Essere in base alle proprie possibilità percorre il proprio sentiero nell'infinito dei mutamenti.
Un'altra cosa è da precisare: nel vuoto siderale c'è solo l'oggetto che manifesta il Big Bang, non c'è una volontà al di fuori dell'oggetto stesso. Se ci fosse una volontà al di fuori dell'oggetto, le azioni diventerebbero oggetto, manifestato all veggente che pratica Stregoneria!
E su questo non c'è mediazione: chi afferma il contrario lo dimostri. Affermare il contrario, non è un'altra ipotesi. E' UNA TRUFFA! Il truffatore afferma qualche cosa di contrario e chiede di metterlo sullo stesso piano. Dice: io non dimostro resistenza dell'oggetto e tu non dimostri la non esistenza dell'oggetto che io affermo. Fa parte dell'insieme dei discorsi ingannevoli!
TUTTO QUANTO ESISTE E' UN CROGIOLO DI DEI!
NON ESISTE NULLA CHE NON SIA UN SISTEMA DI RELAZIONE FRA DEI!
Possiamo dire che TUTTO CIO' CHE ESISTE E' MATERIA?
LO POSSIAMO AFFERMARE!
Possiamo dire che tutto ciò che esiste è ENERGIA?
LO POSSIAMO AFFERMARE!
Ogni affermazione è corretta!
La differenza sta nel come noi puntiamo la nostra attenzione e le strategie di vita che mettiamo in atto considerando l'oggetto in un modo o nell'altro.
Un BOSCO è fatto da un insieme di vegetali e animali!
Affermazione corretta!
Un BOSCO è un insieme di forme!
Affermazione corretta!
Un BOSCO è un insieme di DEI!
Affermazione corretta.
In queste tre affermazioni parliamo dello stesso oggetto! Lo stesso oggetto, il Bosco che possiamo pensare come un insieme di animali e vegetali, un insieme di forme o un insieme di DEL Non cambia l'oggetto a cui noi ci riferiamo, cambia il nostro modo di porci davanti a quegli oggetti e gli atteggiamenti che noi assumiamo.
Ti sembra che un BOSCO sia statico?
Ti sembra che quegli DEI che lo compongono siano in un limbo?
Pensa a tutto quello che esiste come un immenso BOSCO!
Questa è la visione degli DEI nel Paganesimo Politeista!
Per la questione del divenire, anziché pensare alle cose come un prima e un dopo, pensa alle cose come un CONSEQUENZIALE!
Non è che prima c'è una cosa e poi ce né un'altra. Data un'oggettività che "ha una qualità", che è "in possesso di caratteristiche", ne consegue che "dei soggetti" manifestano sé stessi diversi dal circostante.
Ne consegue che tale manifestazione avviene mediante AZIONI.
Ne consegue che tali azioni producono dei "turbamenti" nel mare da cui loro stessi sono emersi e tali turbamenti, a loro volta, favoriscono l'emergere di altri soggetti che riconoscono loro stessi diversi dal circostante dal quale sono emersi ecc. ecc.
Ciò che muove il soggetto è: "Io esisto e sento il bisogno di espandermi!" Il bisogno di espandersi è il bisogno di Eros primordiale, di Intento, di Fanete la forza intrinseca al passaggio soggettivo dall'inconsapevole al consapevole che spinge il soggetto a manifestare la sua volontà!
La differenza col monoteismo sta nel fatto che il Paganesimo priva i soggetti della condizione morale di dipendenza dalle condizioni che li hanno generati in quanto, in quelle condizioni, non riconoscono una volontà finalizzata alla loro generazione (nemmeno il far l'amore dei genitori) né una volontà che ne determini e diriga le proprie trasformazioni.
La caratteristica del monoteismo è quella di negare che dalle condizioni i soggetti si generano. I soggetti si generano per una volontà programmatrice, un'intelligenza, che ne determina la loro esistenza e, nel far questo, li rende dipendenti da tale volontà, da tale intelligenza.
Dopo di che, qualcuno decide che cosa vuole tale intelligenza e perché!
Il paganesimo nega anche che il venir in essere dei soggetti avvenga per "caso".
Infatti, il concetto di "caso" è un concetto opposto al concetto di volontà creatrice e programmatrice.
Gli Esseri vengono in essere PER LE CONDIZIONI CHE SI SONO MANIFESTATE! Vengono in essere COME SOLUZIONE DELLE CONTRADDIZIONI che si manifestano nell'oggettività nella quale essi vengono in essere.
Se vuoi è Eraclito! Gli Esseri vengono in essere perché l'oggettività esprime le contraddizioni che si risolvono mediante AMICIZIA o CONTESA FURENTE! Se, invece, vuoi adottare le categorie Orfiche, puoi dire che gli Esseri vengono in essere perché nell'oggettività si manifesta ARMONIA e PERSUASIONE!
Lo scopo del monoteismo di far dipendere la vita da una volontà esterna è quello di renderla dipendente da sé stesso. Piegarla alla propria morale, soggiogarla, schiavizzarla.
Questa schiavizzazione si riproduce nel contesto sociale: "Tra tutte le leggi non ve n'è più favorevoli a principi, che la Cristiana; perché questa sottomette loro, non solamente i corpi, e le facoltà de' sudditi, dove conviene, ma gli animi ancora, e le coscienze; e lega non solamente le mani, ma gli affetti ancora, e i pensieri." Giovanni Boterò riportato dall'articolo di Gad Lener su La Repubblica del 06.07.2005.
Il Paganesimo afferma che gli Esseri vengono in essere come manifestazione della soluzione delle contraddizioni che si manifestano nell'oggettività e a loro volta, il loro vivere, crea contraddizione nell'oggettività in cui agiscono e tale azione manifesta condizioni in cui altre contraddizioni, giungendo a soluzione, manifestano altri Esseri che vengono in essere.
Pertanto non esiste nella religione pagana una forma di assoggettamento o di dipendenza di un Essere nei confronti di un altro Essere (qualunque sia la sua natura): né questa può essere pretesa in base a dei canoni morali, etici o quant'altro.
Pagina specifica dell'argomento
11 dicembre 2025

Fin dalla prima volta che presi in mano la bibbia di ebrei e cristiani, apparve chiaramente che fu scritta sotto effetto di droghe. Io ero convinto che fosse oppio, una pianta usata in medio oriente mentre Allegro parlava di amanita muscaria.
Non è il tipo di pianta che interessa. Ciò che interessa è l'origine psicologica dei deliri fatti propri dalla bibbia e spacciati come "volontà di Dio".
Per riuscire a conoscere una realtà che trascenda la quotidianità è necessario alterare la percezione portandola fuori dalla ragione. Ma la percezione, portata fuori dalla ragione, dà forma ai desideri delle persone. Specialmente quando è indotta attraverso droghe o alterazione della temperatura corporea. Non descrive una realtà altra. Per arrivare a descrivere una realtà altra, serve molta disciplina. Serve “potere personale” per soggettivare una realtà diversa dalla ragione senza essere coinvolti nei desideri soggettivi.
E' indubbio che chi ha scritto dell'ipotetica figura di Mosè aveva tanto desiderio di onnipotenza. A quel desiderio di onnipotenza non ha fatto altro che dare una forma ideologica il cui scopo era quello di massacrare l'umanità per la gloria del popolo eletto. La sua gloria personale che divenne la gloria del popolo eletto.
Mosè non è mai esistito. E' esistito solo il delirio che viene attribuito alla forma chiamata Mosè.
Non abbiamo dati per conoscere da dove ha origine quel delirio, ma nel "Fungo sacro e la croce" Allegro formula una teoria e un'ipotesi che, al di là della realtà storica, tende a spiegare i deliri della bibbia e la volontà sanguinaria degli ebrei che macellano in nome del loro sanguinario Dio. La bibbia è tutto un vanto su quanto sono bravi gli ebrei a macellare i popoli vicini. Che poi è lo stesso Dio con cui i cristiani hanno legittimato il genocidio dei popoli nel mondo.
Nell'archivio ho ritrovato questo articolo di quasi 20 anni fa che suffraga l'ipotesi che la bibbia è stata scritta da dei drogati che deliravano di onnipotenza. Come, del resto, è la stessa condizione psicologica attraverso la quale sono stati scritti i vangeli cristiani.
“Il popolo di Mosè usò allucinogeni” bufera su un ricercatore israeliano
GERUSALEMME - E' il momento in cui Mosè sta per ricevere le tavole della Legge. "E vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba - si legge nel capitolo 19 dell'Esodo - tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso dal tremore. Il monte Sinai era tutto fumante perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parla e Dio gli rispondeva con voce di tuono".
Per secoli laici e religiosi, si sono chiesti dove i compilatori del Libro avessero attinto gli elementi di una così potente descrizione. La risposta, secondo Benny Shanon, professore di psicologia cognitiva alla Hebrew University di Gerusalemme, potrebbe essere più banale di quanto si è finora pensato. In un articolo per la rivista filosofica Time and Mind uscita qualche giorno fa a Oxford, Shanon ipotizza, provocatoriamente, ma non troppo, che quella scena potrebbe essere stata partorita da menti sotto effetto di sostanze allucinogene, facilmente reperibili in natura. Sostanze di cui gli antichi israeliti avrebbero potuto fare uso durante le loro cerimonie religiose.
Un trip collettivo, insomma, cui non si sarebbe sottratto neanche Mosè. Shanon ha ricavato questa convinzione - che, ammette il professore, non potrà mai ricevere nessuna sanzione scientifica - comparando la descrizione biblica con le esperienze avute quando, visitando l'Amazzonia, bevve una pozione ricavata da una pianta chiamata “ayahuasca”. Nome scientifico: Peganum Harmala, una delicata piantina che produce un fiore bianco a cinque petali, di cui i popoli primordiali dell'America del sud usavano le bacche.
Dopo aver bevuto la pozione, ricorda Shanon, "ho avuto visioni che avevano una connotazione spirituale-religiosa". E se il popolo di Mosè non si fosse a suo tempo trovato nella stessa identica condizione? Lo studioso avanza l'ipotesi che gli antichi israeliti avrebbero potuto imbattersi nel Sinai e nel Negev in due piante simili all'ayahuasca: una è una radice selvatica usata come allucinogeno dalle tribù beduine fino ai giorni nostri. L'altra è la famosissima acacia dai cui tronchi venne ricavato il fasciame adoperato per costruire l'Arca di Noè.
Chissà.
La notizia, riportata dal quotidiano israeliano Haaretz, ha scatenato una ridda di reazione fra i lettori. Uno dei commenti più ricorrenti era: "E Shanon, cosa ha fumato prima di scrivere il suo studio?" Il professore di Gerusalemme da parte sua vede segni d'alterazione anche nell'episodio, raccontato nell'Esodo, che ritrae Mosè mentre osserva il cespuglio e d'un tratto gli compare Dio. Mosè guardò, e scorse il cespuglio in preda alle fiamme e il cespuglio non ne fu consumato" si legge. "Il tempo - dice il professore - passa diversamente sotto l'effetto di un allucinogeno e durante quel tempo Mosè sentì la voce di Dio parlargli. "Naturalmente - conclude - non tutti quelli che usano queste piante possono ricevere la Torah. Per questo, bisogna essere Mosè".
Da: Repubblica del 5 marzo 2008
Solo che Mosè non è mai esistito. Non è mai esistita la "fuga dall'Egitto" e, quelli che oggi chiamiamo ebrei, altro non erano che dei beduini che vagavano, col loro bestiame, in quelle terre fra analfabetismo e delirio. Solo a Babilonia impararono a leggere e a scrivere. Quando tornarono sognavano di sterminare quella parte della loro popolazione rimasta fedele all'antico culto di Baal.
Tornarono col delirio del "Dio lo vuole" e iniziarono a sterminare in nome del loro Dio.
Di ebrei e cristiani si potrebbe dire: drogati e criminali!

Pagina specifica dell'argomento
10 dicembre 2025

Di volontà ne possiamo parlare, ma non possiamo descriverla come oggetto o come DIO. Volontà, come Intento e Necessita, precede gli Esseri Umani e la formazione della vita come noi la pensiamo.
Precede l'Essere Natura, ma non precede l'emozione, Urano Stellato.
La volontà non la possiamo descrivere come oggetto. La ragione non dispone di un vocabolario di aggettivi per definire volontà. In filosofia non esiste il concetto di volontà. Schopenhauer l'ha usata come parola, ma la volontà, come pensata da Schopenhauer, era usata per annientare il desiderio. L'individuo usa la volontà per cessare di desiderare. Come nel buddismo.
Al contrario, volontà è una potenza che spinge gli individui a veicolare il desiderio nel mondo in cui sono nati.
Volontà possiamo solo vederla in azione espressa dagli individui. Tuttavia, non possiamo non parlarne in quanto è la forza che sta fra il desiderare e la veicolazione del desiderio nel mondo come azione del soggetto nel mondo. Volontà è oggetto in sé stessa dal quale ogni azione attinge per esprimersi. Questa forza non appartiene al mondo della ragione, ma agisce nel mondo della ragione.
La ragione può descrivere il coraggio con cui è manifestata la volontà; l'intelligenza con cui è manifestata la volontà; ma non ci sono elementi per definire la volontà con le parole della ragione.
Volontà è uno strumento forgiato da GAIA e donato da questa a CRONOS affinché costruisse sé stesso facendo del tempo uno spazio diverso dall'emozione.
Volontà diventa indispensabile là dove il mutamento, attraverso l'accumulazione quantitativa, di coinvolgimenti soggettivi ed esperienza, che permette la nascita della trasformazione qualitativa, determina la costruzione del "Dio" che possiamo diventare.
10 dicembre 2025

Il mondo pensava di essere furbo quando, con la globalizzazione in seguito alla crisi economica provocata dagli USA nel 2007, spostò le fabbriche e tutta la manifattura in Cina. Si liberava di operai "costosi" e poteva commerciare con merci a basso prezzo.
Non si sono resi conto delle conseguenze delle loro scelte. Hanno provveduto a manganellare chi si opponeva alla globalizzazione.
La Cina ha preso tutto e, tutto quello che ha preso lo ha usato per imparare. Migliorare. Modificare.
Eppure l'occidente sapeva che la Cina nel 2010 sfornava 300.000 ingegneri all'anno. Ma l'arroganza dei cristiani non ha limiti.
Avete fatto della Cina la fabbrica del mondo perché all'occidente conveniva e ora all'occidente non resta che comperare dalla Cina. Questo perché le scelte dell'occidente hanno distrutto quei lavoratori che sapevano lavorare: quella che chiamavano la "classe operaia" e che sosteneva le economie di tutti i paesi occidentali.
Ora potete mettere tutti i dazi che volete alla Cina. Non solo saranno inefficaci, ma si ritorceranno contro i paesi occidentali.
C'è un solo modo per affrontare la Cina: costruire una manifattura nazionale. Solo che per farlo è necessario costruire una classe operaia consapevole del proprio ruolo sociale. Per farlo è necessario pagare stipendi decenti, ma l'occidente preferisce organizzare la propria economia sul precariato, l'emarginazione e l'indigenza diffusa.
Gli USA mettono i dazi alla Cina? I dazi li paga gli USA per importare merci dalla Cina. Questo perché non è la Cina ad aver bisogno delle merci dagli USA, ma sono gli USA ad aver bisogno delle merci dalla Cina. E questo vale anche per l'Europa.
Come scriveva Asimov: "Davanti alla stupidità nemmeno gli Dèi possono fare qualche cosa!".
Pagina specifica dell'argomento
09 dicembre 2025

Si è sempre saputo che il modello di "macho" proposto dagli individui è un modello che nasce dalle pulsioni omosessuali e dalla necessità degli omosessuali sia di mascherarsi sia di ritagliarsi uno spazio di sopravvivenza in una società che condanna l'omosessualità.
Non so quanto le ricerche, da allora, sono proseguite, ma sta di fatto che la ricerca ossessiva del potere e del dominio sociale segue modelli "machisti" che tendono a isolare e sottomettere la donna. Tanto più l'omosessualità sarà repressa nella società, tanto maggiore sarà l'emarginazione della donna perché l'omosessualità repressa reagisce, scalando la gerarchia sociale e violentando la società che la reprime per garantirsi spazi di sopravvivenza.
Tutta la guerra fatta dalla chiesa cattolica contro la donna ha la sua origine nell'omosessualità riprendendo il discorso sull'amore omosessuale fatto da Platone nel Simposio.
Questo è il risultato di un'indagine fatta oltre 20 anni fa i cui risultati sono stati fatti sparire o almeno, non diffusi al grande pubblico.
Macho sospetto
CONFERMATA con un semplice quanto efficace esperimento la vecchia interpretazione psicanalitica secondo cui i maschi più ostili verso gli omosessuali sono così proprio per reprimere i propri desideri omosessuali. Utilizzando lo strumento che misura l'erezione del pene, ricercatori dell'università della Georgia hanno registrato le reazioni spontanee a Filmati erotici eterosessuali, omosessuali maschili e femminili. Spettatori, un gruppo di maschi eterosessuali di cui 29 si dichiaravano a proprio agio di fronte ad omosessuali maschi e 55 che manifestavano segni di disagio di varia intensità, dall'imbarazzo sino all'ostilità. Identiche le reazioni di eccitamento alle scene eterosessuali ed omosessuali femminili. Ma durante le scene omosessuali maschili hanno avuto un maggior afflusso di sangue al pene il 20 per cento dei non ostili contro il 66 per cento degli ostili all'omosessualità.
Da: Salute di Repubblica del 17 ottobre 2002
09 dicembre 2025
Il principio secondo cui "lo sconosciuto è sempre maggiore del conosciuto", deve essere sempre alla base della consapevolezza dell'individuo nell'uso delle proprie determinazioni.
Conoscere le determinazioni dell'Essere Umano appartiene al "conosci te stesso!". Il conoscere sé stessi non significa descrivere sé stessi e pertanto elencare tutte le qualità e tutte le determinazioni dell'Essere Umano, ma significa agire con tutto sé stesso.
La ragione ha un problema non indifferente. Essa descrive solo una piccola porzione dello sconosciuto e vuole costringere 1'Essere Umano ad ignorare quella parte di sé stesso che essa non riesce a descrivere.
Psiche come sessualità
Quando individuiamo la sessualità e le determinazioni sessuali di un individuo facciamo un ulteriore passo in avanti. Passiamo dalla pura fisicità alla relazione fra psiche e fisicità. Riconosciamo il potere emotivo della materia che chiamiamo "vita".
Psiche come libertà
Tutte le determinazioni degli Esseri della Natura spingono verso Libertà. La Libertà è intesa come possibilità di scaricare le tensioni accumulate mediante l'uso delle determinazioni nell'ambiente in cui si vive.
Queste tensioni sono dentro 1'Essere umano e lo spingono a spezzare la gabbia in cui la ragione tende a costringere la psiche e l'emotività degli Esseri umani.
In cui il sistema del dovere sociale tende ad imprigionare le pulsioni di vita del singolo individuo.
Psiche come intuizione e percezione
L'azione quale risposta all'emozione che scuote il torpore della ragione costruisce un ponte rispetto ad uno sconosciuto che, racchiuso dentro 1'Essere Umano, spinge per emergere. Lo sconosciuto deve emergere scuotendo la ragione, modificandone i confini, ma senza mettere in pericolo la struttura della ragione che, comunque, è lo strumento con cui 1'Essere Umano si relazione nel Sistema Sociale. L'emergere delle emozioni come determinazioni d'esistenza dell'Essere Umano permette la costruzione di un ponte fra lo sconosciuto che comunque opera e spinge per emergere nell'Essere Umano e la descrizione della ragione che, scossa dai fremiti dell'emozione e dilatata dall'azione che il soggetto mette in atto, tenta di mettere ordine nei fenomeni che giungono al soggetto.

Pagina specifica dell'argomento
08 dicembre 2025

Il movimento fondamentale che il Pagano Politeista individua nell'universo è la trasformazione continua dell'Energia Vitale da inconsapevole a Consapevole attraverso un movimento continuo. L'universo, con quanto contiene, diviene in sé e per sé. La forza di trasformazione è nel mondo, nell'esistente; è la qualità che il mondo esprime!
Quella forza è l'essenza del Libero Arbitrio che nel Paganesimo Politeista viene definito come: Adattamento Soggettivo alle Variabili Oggettive ed appare al veggente come una forza attiva che permea l'intero esistente. Questa forza è NECESSITA'.
Il Paganesimo Politeista ritiene che il mattone primo che forma l'universo è l'Energia Vitale che per effetto di Necessità si struttura adattandosi in modo diverso a seconda delle condizioni incontrate. Sono i singoli Esseri e l'Essere Umano nel nostro caso che, attraverso l'adattamento funzionale della sua Attenzione, sceglie di percepire e distinguere le diverse forme della materia o le diverse forme di energia.
Quando, attraverso gli adattamenti alle condizioni incontrate, una concentrazione di Energia Vitale diventa Cosciente di Sé, alla Necessità di cui è formata vi aggiunge la sua Volontà. Questa Coscienza diventa Fato e in quanto divinità, nelle specificità del proprio divenuto, esercita la propria volontà per scegliere i propri adattamenti e svilupparsi, mutamento dopo mutamento per diventare eterna. Ogni Essere esercita la propria volontà rispetto al mondo in cui vive, vale per un Essere Virus, vale per un Essere Cipolla come vale per un Essere Umano e ogni altro singolo Essere appartenente all'Essere Natura!
Per il Paganesimo Politeista ogni Essere, che esercita la propria volontà di espansione nella vita, è un Dio e ci relazioniamo con esso in quanto tale! Infatti, quella Coscienza dal solo subire le condizioni nelle quali è germinata inizia ad agire al loro interno, per scegliere le migliori condizioni possibili al proprio sviluppo.
Un esempio di questo è dato da Zeus che quando gli viene profetizzato che un figlio maschio nascerà da Meti che lo detronizzerà, egli sceglie! Fagocita Meti e si trasforma scegliendo la sequenza delle proprie trasformazioni.
08 dicembre 2025

Non ci si rende conto che ogni soggetto sociale ha la proprietà di sé stesso e fare violenza implica sempre fare violenza allo stato di essere di ogni individuo. Affermare che una bambina di due anni fosse posseduta da un demonio è un atto criminale in sé stesso che ha come finalità il costringere la bambina a comportamenti predefiniti e a lei estranei.
L'esorcismo cristiano è un atto criminale. Implica violenza alle persone e legittima tale violenza per un "bene superiore". Come Hitler fece con i campi di sterminio. L'atto è diverso, ma l'ideologia che lo giustifica è la stessa.
Nessun indennizzo a chi partecipa a "esorcismi"
ROMA - Per la Cassazione è una "colpa grave" partecipare a pratiche eserciste che, in quanto tali, destano "allarme sociale e nella pubblica opinione" e pertanto gli ermellini escludono che i partecipanti a questi riti abbiano diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione anche quando vengono assolti per le sevizie inferte alle vittime di questi riti. Così la Suprema Corte ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione a Domenico L., un giovane di 32 anni, che era stato sottoposto a custodia cautelare in quanto aveva partecipato a un rito esorcista molto violento per liberare una neonata di due mesi dal demonio. La piccola era morta durante questo rito. In seguito, durante il processo celebratosi per l'omicidio della bimba, i giudici assolsero tutte le persone che avevano partecipato alla pratica esorcista e condannarono per omicidio preterintenzionale il solo "materiale esorcista", Giuseppe Fortini. In seguito a questa sentenza assolutoria, Domenico L. aveva chiesto l'indennizzo per la carcerazione preventiva. Ma Piazza Cavour gli ha risposto che "in tema di presupposti per la riparazione dell'ingiusta detenzione, si esclude il comportamento consapevole e volontario i cui esiti siano tali da creare una situazione di allarme sociale e di doveroso intervento dell'autorità giudiziaria a tutela della comunità, ragionevolmente ritenuta in pericolo".
Il Gazzettino 28 luglio 2004
Il problema dell'Italia è che non c'è un'azione di repressione preventiva rispetto a questo tipo di delitti. Chi dovrebbe provvedere ha altre priorità, ma non le stesse priorità dei cittadini.

Pagina specifica dell'argomento
07 dicembre 2025

Marte era considerato il Dio della guerra, ma per gli antichi romani era il Dio che combatteva le calamità.
Fu solo quando Marte fu associato ad Ares che perse la sua caratteristica di protettore dell'attività agricola per diventare un Dio marziale.
Ricordo ancora che "sacrificare animali" a questo o a quel Dio, per i romani era l'occasione di mangiare carne. Non era facile per i romani conservare la carne una volta ucciso l'animale. Per questo, il sacrificio animale era l'occasione per un banchetto collettivo.
Questa è l'invocazione a Marte che il paterfamilias recitava durante la cerimonia di purificazione (lustratio) dei campi, in cui veniva immolato un porco, un montone o un toro (suovitaurilia). Il carme è tramandato, anche se in forma rammodernata, da Catone nel De agricultura (141).
Marte padre,
ti prego e scongiuro, sii benevolo e propizio
a me, alla casa e alla nostra famiglia.
Per questa ragione
ho fatto condurre attorno al mio campo
alla terra e al fondo porco montone toro,
perché tu i mali che
si vedono e che non si vedono,
carestia e devastazione,
calamità e bufere impedisca allontani e scacci,
e perché tu messi e biade
vigneti e piante lasci crescere e prosperare,
pastore e bestiame
conservi sano,
e dia buona salute e forza a me,
alla casa e alla nostra famiglia.
Per queste cose,
per purificare il fondo,
la terra e il mio campo,
e per fare la purificazione,
come ho detto,
sia onore a te con
questo sacrificio di porco
montone toro lattanti.
Marte padre,
per questa stessa cosa,
sia onore a te con questo sacrificio di
porco montone toro lattanti.
Mars pater,
te precor quaesoque,
uti sies volens propitius
mihi domo familiaeque nostrae.
Quoius rei ergo
agrum terram fundumque meum
suovitaurilia circumagi iussi,
uti tu morbos visos invisosque,
viduertatem vastidinemque,
calamitates intemperiasque
prohibessis defendas averruncesque,
utique tu fruges frumenta,
vineta virgultaque,
grandire beneque evenire siris,
pastores pecuaque
salva servassis,
duisque bonam salutem valetudinemque
mihi domo familiaeque nostrae!
Harunce rerum ergo,
fundi terrae agrique mei lustrandi
lustrique faciendi ergo,
sicuti dixi,
macte hisce souvitaurilibus lactentibus immolandis esto.
Mars pater,
eiusdem rei ergo
macte hisce suovitaurilibus lactentibus immolandis esto.
Pagina specifica dell'argomento
06 dicembre 2025

Aristotele, dopo aver accennato, con superficialità, sulle cause del venir in essere del presente come pensato dai filosofi pre platonici, corre immediatamente a cercare conforto delle sue "teorie" nel concetto di intelletto di Anassagora.
Il concetto di intelletto di Anassagora è ben lontano dall'essere un Dio. E' l'intelletto, l'intelligenza. Ora, ognuno può interpretarlo come vuole perché:, sembra, che lo stesso Anassagora non abbia mai voluto precisare che cosa sia l'intelletto. Non si comprende se sia un oggetto esterno alle cose esistenti o se è la capacità delle cose esistenti di agire opportunamente attraverso l'intelletto.
Scrive Aristotele:
Ma dopo questi pensatori e dopo che furono addotti siffatti princìpi, poiché: proprio questi ultimi si rivelarono insufficienti a spiegare la generazione naturale delle cose esistenti, ancora una volta i filosofi, costretti, come abbiamo già rilevato55, dalla stessa verità, si diedero alla ricerca di un altro principio. Difatti è senza dubbio inverosimile che il fuoco e la terra o qualche altro elemento di tal genere sia causa del fatto che in parte le cose esistenti siano, in parte si generino in conformità col bene e col bello, ed è, altresì, impossibile che quei filosofi ci credano; né:, d'altronde, sarebbe stato ragionevole affidare un compito così importante al caso e alla fortuna56. Ecco perché:, quando qualcuno57 disse che, proprio come negli animali, così anche nella natura la causa del mondo e di tutto quanto il suo ordinamento è un Intelletto, egli apparve come una persona sobria rispetto ai più antichi che parlavano a casaccio. E noi sappiamo con certezza che Anassagora seguì questi ragionamenti, quantunque si dica che Ermotimo di Clazomene59 abbia parlato di una tale causa già prima di lui. Ma, comunque le cose siano andate, i sostenitori di questa dottrina riuscirono non solo a porre come principio delle cose ciò che è la causa della loro bellezza, ma anche un principio che è in grado di assicurare alle cose il loro movimento.
Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 19-20
Il termine "agathon" in Grecia deriva dalla parola greca antica (agathos), che si traduce in "buono" o "virtuoso". Nella filosofia greca, la bontà, il bene, rappresenta l'eccellenza morale e la virtù etica e viene riferito alla mente. Come nome, Agathon significa nobiltà, integrità e la ricerca delle più alte virtù. Questo termine viene riferito all'intelletto di Anassagora che Aristotele interpreta come una sorta di "ordinatore del mondo" perché:, lui afferma: "Difatti è senza dubbio inverosimile che il fuoco e la terra o qualche altro elemento di tal genere sia causa del fatto che in parte le cose esistenti siano, in parte si generino in conformità col bene e col bello, ed è, altresì, impossibile che quei filosofi ci credano; né:, d'altronde, sarebbe stato ragionevole affidare un compito così importante alcaso e alla fortuna.
I filosofi, dice Aristotele, affermano che il mondo nasce dagli elementi, ma Aristotele ritiene impossibile che questi filosofi ci abbiano creduto. In sostanza, Aristotele inizia la sua dissertazione filosofica affermando che coloro, di cui parla, sono in malafede: Talete, Anassimene, Anassimandro, Empedocle, ecc.
Anassagora viene usato da Platone e da Aristotele per contrapporsi ai filosofi ionici che facevano venir in essere il presente dai vari elementi fisici, ritenuti fondamentali per la vita stessa.
Scrive Platone nel Fedro:
Imbattutosi in un uomo di questo tipo, ossia in Anassagora, ed essendosi riempito di indagini celesti ed essendo pervenuto alla natura dell'intelletto e della ragione, questioni intorno alle quali Anassagora faceva un discorso ampio, di qui ricavò quello che era utile per l'arte dei discorsi.
Platone "Tutti gli scritti", Fedro, Bompiani, 2014, pag.575
Non esiste nessuna citazione che ci indichi che Anassagora sia "pervenuto alla natura dell'intelletto", ma io ho l'impressione che nei processi di trasformazione attribuiti agli elementi fisici, considerati arché:, Anassagora abbia aggiunto "l'intelligenza" come strumento con cui gli oggetti si adattavano nei processi di trasformazione che dall'origine ha formato il presente.
Anche perché:, il Diels-Kranz, alla voce Anassagora, scrive citando Platone:
47. Plat. Phaed. 97 b. Ma avendo udito una volta un tale che, a quanto disse, leggeva un libro di Anassagora e affermava che è l'intelletto l'ordinatore e la causa di tutte le cose, godetti di tale causa e mi parve che in certo modo stava bene che causa di tutte le cose fosse l'intelletto e pensai che, se la cosa era in questi termini, l'intelletto ordinatore ordinasse tutto e disponesse ogni cosa nel modo migliore: per conseguenza, se di ciascun essere uno volesse trovare la causa per la quale viene alla luce o perisce o esiste, deve trovare qual è il suo modo migliore di esistere o di subire o di fare alcunché:. In forza dunque di tale ragionamento nient'altro conviene all'uomo indagare e intorno a se stesso e intorno agli altri esseri se non ciò che è il meglio e l'ottimo, ed è necessario che costui conosca anche il peggio, perché: è la stessa la scienza dell'uno e dell'altro. Ragionando così, credevo tutto contento d'aver trovato in Anassagora il maestro della causa degli esseri secondo il mio intendimento, e che egli mi avrebbe detto in primo luogo se la terra è piatta o rotonda e, dopo avermelo detto, me ne avrebbe spiegato la causa e la necessità, indicandomi il meglio e che è bene per essa essere così e se m'avesse detto che sta al centro m'avrebbe spiegato che è bene per essa stare al centro e se me l'avesse dimostrato mi preparavo a non desiderare più alcun genere di cause. Così pure riguardo al sole ero pronto a imparare le stesse cose e alla luna e agli altri astri e alla velocità che hanno gli uni verso gli altri e ai rivolgimenti e agli altri fenomeni, in che modo è bene che ogni corpo faccia e subisca quel che subisce. Non avrei mai pensato in realtà che lui, dicendo che tutte queste cose sono ordinate dall'intelletto, aggiungesse ad esse un'altra causa se non questa, che cioè il meglio per loro è di stare come stanno: e perciò pensavo che egli, avendo attribuito a ciascuna cosa in particolare e a tutte in comune questa causa, avrebbe pure spiegato quel che è il meglio per ciascuna e il bene comune a tutte. E non avrei ceduto queste speranze a nessun prezzo, ma presi quei libri con somma cura e quanto più presto potei li lessi per imparare al più presto quel che è il meglio e il peggio. Ed ecco, amico mio, che da quella meravigliosa speranza crollai trascinato giù, perché:, andando avanti nella lettura, vedo che il mio eroe non si serviva affatto dell'intelletto e non gli attribuiva nessuna causa nell'ordinamento delle cose e ricorreva all'aria, all'etere, all'acqua e ad altre molte e strane cose.
Da: Diels-Kranz, "I presocratici - testimonianze e frammenti" vol. 2, Editore Laterza, 1990, pag. 575-576
Da quanto riporta il Diels-Kranz. Anassagora, come dice Platone "vedo che il mio eroe non si serviva affatto dell'intelletto e non gli attribuiva nessuna causa nell'ordinamento delle cose e ricorreva all'aria, all'etere, all'acqua e ad altre molte e strane cose".
E' difficile pensare che Anassagora pensasse all'intelletto come oggetto in sé:. Appare piuttosto che Anassagora attribuisse l'intelletto agli oggetti esistenti prodotti dall'acqua, l'etere, l'aria, ecc. nei loro processi di adattamento per arrivare al presente.
La questione iniziale consiste sul "dove" si colloca l'intelletto. Se lo si colloca nei corpi di materia-energia o se lo si vuole collocare al di fuori dei corpi indicandolo come "l'Intelletto" generatore o creatore dei corpi come sembra propendere, in questa prima fase della metafisica, Aristotele.
Scrive Aristotele nella metafisica:
E si potrebbe, d'altra parte, supporre che verso una tale soluzione propendesse per primo Esiodo o anche qualche altro che considerò come principio tra le cose esistenti l'Amore o il Desiderio, come, del resto, ha fatto anche Parmenide; anche quest'ultimo, infatti, rappresentando la generazione dell'universo dice che < Afrodite > in primo luogo Amor concepiva tra tutti gli dèi, mentre Esiodo afferma:
Nacque tra tutti gli dei il Caos primiero e sol dopo
Gaia dall'ampio petto...
Quindi l'Amor che su tutti i numi immortali risplende, volendo significare che negli esseri è indispensabile la presenza di una certa causa capace di mettere in moto e di raccogliere le cose. Si potrà decidere in appresso in che senso e a chi di costoro si debba assegnare la priorità di tali scoperte; ma, siccome nella natura si riscontra la presenza anche dei contrari delle cose buone - ossia la presenza non solo dell'ordine e della bellezza, a ma anche del disordine e della bruttezza; anzi le cose cattive sono più numerose di quelle buone e le cose di scarso pregio sono più numerose di quelle belle -, un altro filosofo introdusse l'Amicizia e la Contesa, considerando spettivamente ciascuna di queste come causa di ciascuna di quelle cose.
Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 20-21
Consideriamo i primi due personaggi che vengono citati da Aristotele. Noi possiamo pensare che Aristotele fosse in possesso di versioni diverse di Esiodo rispetto a noi come possiamo pensare che Aristotele fosse in possesso di affermazioni più vaste della filosofia di Parmenide e non solo quelle filtrate attraverso Platone nel Parmenide.
Io leggo le frasi di Esiodo citate da Aristotele.
Queste dicono:
Dunque, per primo fu Caos, e poi
Gaia dall'ampioo petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono la vetta nevosa dell'Olimpo,
e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade
Poi Eros, il più bello fra gli immortali
che rompe le membra, e di tutti gli Dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Esiodo, Teogonia, BUR, 1999, pag. 71
Esiodo non parla di un soggetto al di fuori della realtà. Dice: "Primo fra tutti fu Caos". Solo che Caos è la realtà percepita dal veggente. il veggente non la può descrivere perché: non ha gli strumenti di forma e quantità, gli strumenti della ragione, con cui produrre una descrizione per come la percepisce. La visione del veggente è confusa. Il veggente non è in grdo di selezionare, in ciò che vede, qualche cosa di definibile. Caos, l'indefinibile, è l'unico modo che ha quel veggente di chiamare quanto vede e che non può descrivere.
Caos diventa oggetto in sé:, al di fuori di quanto il soggetto definisce. Caos non ha intelligenza, non ha volontà, non ha scopo.
Caos è una realtà che soggettivamente non si può definire, ma che viene percepita con il corpo e con le emozioni del veggente che può abitare e muoversi nel Caos, ma non lo può descrivere.
In questa realtà si aprono degli spazi definibili dal veggente. In questo modo il veggente può iniziare a descriverli.
Da Caos il veggente distingue la materia. La materia entra nella ragione del veggente. Ha delle qualità e acquista delle forme che possono passare dalla percezione del vissuto, come l'abitare il Caos da parte del veggente, alla descrizione della ragione perché:, finalmente, ha selezionato qualche cosa in Caos: la materia che il veggente chiama Gaia, Gea. Al veggente non interessa se Gaia è solo materia o è un composto di materia ed energia. Quanto percepisce, lo definisce con la sua ragione e con la cultura razionale con cui definisce quanto riesce ad entrare nella sua ragione selezionato dal Caos che abita.
Tutto nasce da Gaia, dalla materia, che fornisce "sede sicura di tutti gli immortali" sia che abitino nel luogo chiamato Olimpo sia che abitino nel "Tartaro dalle ampie strade".
Quale versione della Teogonia di Esiodo abbia Aristotele, non lo so, ma nella mia Teogonia non dice: "Quindi l'Amor che su tutti i numi immortali risplende", ma dice: "Poi Eros, il più bello fra gli immortali che rompe le membra, e di tutti gli Dèi e di tutti gli uomini doma nel petto il cuore e il saggio consiglio". Con uno sguardo superficiale, le due citazioni appaiono simili, ma in realtà sono diverse ed opposte. Nella versione di Aristotele, Amor, Eros, risplende al di sopra degli Dèi. Appare come un Dio esterno agli Dèi che sovrasta gli Dèi. Nella mia versione, Eros sta all'interno degli Dèi, doma il petto, alimenta il saggio consiglio e spezza le membra (o sciogli i legamenti), cioè porta gli Dèi e gli Esseri della Natura a superare la forma nella quale vivono.
Mentre Aristotele considera che Eros è al di fuori della materia vivente, la citazione lo indica come proprietà della materia vivente. Una qualità della materia che alimenta la necessità di vivere quando diventa cosciente. Dire quell'oggetto è rosso, significa che rosso è una qualità dell'oggetto. Non è un soggetto al di fuori dell'oggetto.
Per comprendere come Aristotele colloca Eros, l'Eros primordiale che emerse da Caos, è necessario ricorrere a come definisce Eros, Platone nel Simposio:
"Però - risposi io -, tutti ammettono che è un grande dio!".
"Parli di tutti, intendendo tutti quelli che non sanno - disse -, oppure anche di quelli che sanno?".
"Proprio di tutti".
E lei, ridendo, disse: "E come può essere, o Socrate, [C] che ammettano che egli sia un gran dio, quelli che dicono che non è nemmeno un dio?"
"E chi sono costoro?", chiesi.
"Uno sei tu -rispose- e uno io".
Ed io ribattei: "In che modo puoi dire questo?".
E lei rispose: "è facile! Dimmi: non affermi tu che tutti gli dèi sono beati e belli? O avresti forse la sfrontatezza di dire che qualcuno degli dèi non sia né: bello né: beato?".
"Per Zeus, io no", dissi.
"E non dici felici coloro che sono in possesso di cose buone e belle?".
"Sicuramente".
"Ma tu hai ammesso che Eros, per mancanza delle cose buone e belle, ha desiderio di queste cose di cui è mancante".
"L'ho ammesso, infatti".
"E allora, come potrebbe essere dio chi non è partecipe delle cose belle e delle cose buone?"
"In nessun modo, a quanto pare"
"Dunque, vedi - disse — che anche tu non credi che Eros sia un dio?"
"Allora - dissi -, che cos'è Eros. E un mortale?".
"No certo . . ."
"Ma, allora, che cos'e? .
"Come si è detto prima - disse è qualcosa di intermedio fra mortale e immortale".
"Allora che cos e, o Diotima?"
"Un gran demone, o Socrate: infatti, tutto ciò che è demonico è intermedio fra dio e mortale".
"E quale potere ha?", domandai.
"Ha il potere di interpretare e di portare agli dèi le cose che vengono dagli uomini e agli uomini le cose che vengono dagli dèi: degli uomini le preghiere e i sacrifici, degli dèi, invece, i comandi e le ricompense dei sacrifici. E, stando in mezzo fra gli uni egli altri, opera un completamento, in modo che il tutto sia ben collegato con se medesimo. Per opera sua ha luogo tutta la mantica e altresì l'arte
sacerdotale che riguarda i sacrifici e le iniziazioni e gli incantesimi e tutta quanta la divinazione e la magia. Un dio non si mescola all'uomo, ma per opera di questo demone gli dèi hanno ogni relazione ed ogni colloquio con gli uomini, sia quando vegliano, sia quando dormono. E chi è sapiente in queste cose è un uomo demonico; chi, invece, è sapiente in altre cose, in arti o in mestieri, è uomo volgare. Tali demoni sono molti e svariati; e uno di essi è Eros".
Platone, Simposio (202,B - 203, B), pag. 510 - 511
Dopo la discussione in cui si esaltava Eros, Platone, per bocca di Socrate che riferisce le opinioni di una donna di Mantinea, Diotima, presentata da Platone come saggia e sapiente, Eros, che sorge dal Caos, diventa un demone che fa da tramite fra gli uomini e gli Dèi.
Esiste una volontà precisa di rubare alla materia le sue qualità attraverso le quali diviene nell'esistenza per attribuire, ciò che la materia costruisce con le sue trasformazioni, ad un soggetto altro che domina la materia.
Diverso è il discorso in Parmenide. Parmenide parla di Eros, ma lo considera una "creazione dell'Essere".
Nel frammento 13, del Poema sulla natura, Parmenide dice:
"Primo fra tutti gli dei [l'Essere] creò con la mente Amore [Eros]."
Parmenide, Poema sulla Natura, traduzione di Giovanni Cerri, Editore BUR, maggio 2000, pag. 157
D'altro canto, è Parmenide che pone l'Essere al di sopra degli Dèi quale creatore degli Dèi e del destino.
Dice Parmenide nel frammento:
Come poi potrebbe sussistere l'Essere? Come rinascere?
Poni ch'è nato, non è, se pure è sul punto di essere.
Tolta è così di mezzo nascita e morte oscura.
Mai potresti distinguerlo in parti, è tutto omogeneo;
non più qui, meno lì, per cui non potrebbe consistere,
è invece all'opposto tutto pieno di Essere.
E dunque tutto continuo: si stringe l'Essere all'Essere.
Immobile allora nei ceppi delle sue grandi catene,
è privo d'inizio, di fine, dato che nascita e morte
sono respinte lontano, certezza verace le esclude.
Parmenide, Poema sulla Natura, traduzione di Giovanni Cerri, Editore BUR, maggio 2000, pag. 153
A questo punto è doveroso chiedesi: quale causa sul venir in essere del mondo e della vita cerca Aristotele?
Ciò che appartiene alla materia emergendo progressivamente da Caos; o ciò che sovrasterebbe l'esistente, Dèi, uomini, mondi e natura, che Parmenide chiama "Essere", immobile, eterno, mai nato, e che definisce come "il tutto dell'esistenza"?
E' la contraddizione interna della metafisica: Essere e non-Essere.
Su entrambi si può costruire una logica metafisica che esclude necessariamente l'altra nella definizione del trascendente all'esistenza. Una mette il trascendente al di sopra della realtà. Costruttore e dominatore della realtà; l'altra mette in trascendente nel divenire della realtà, una realtà che si nega continuamente, che "non è", per essere ciò che ancora non è.
Una definisce un proprietario della realtà, l'altra definisce la realtà priva di proprietari.
E' buffo Parmenide scriva nel frammento 2:
Ecco che ora ti dico, e tu fa' tesoro del detto,
quelle che sono le sole due vie di ricerca pensabili:
l'una com'«è», e come impossibile sia che «non sia»,
di persuasione è la strada, ché: a verità s'accompagna,
l'altra come «non è», come sia necessario «non sia», 5
che ti dichiaro sentiero del tutto estraneo al sapere:
mai capiresti ciò che «non è», è cosa impossibile,
né: definirlo potresti...
Parmenide, Poema sulla Natura, traduzione di Giovanni Cerri, Editore BUR, maggio 2000, pag. 149
La strada dell'"Essere" porta alla "verità dell'Essere"; l'altra strada come "non è" determina come "sia necessario che non sia" non porta alla "verità", ma porta alla ricerca del vero dove ciò che non è si nega continuamente per continuamente costruire un diverso sé: stesso in un continuo cammino verso l'infinito.
La questione pratica della contraddizione all'interno della metafisica è semplice: la "verità dell'Essere" porta a formulare l'idea del dominio dell'uomo sull'uomo in quanto, il dominatore, afferma la verità dell'Essere; la necessità del "non è" porta ad una continua trasformazione di ogni soggetto dell'universo che diviene in sé:, e per sé:.
Due sentieri di filosofia metafisica. Uno arriva all'attuale ontologia che definisce l'assoluto che domina l'uomo; l'altro arriva alla dialettica della negazione della negazione che costruisce l'uomo nel suo abitare il mondo.
E' certamente più facile, nelle condizioni educazionali in cui viviamo, capire una metafisica che chieda all'uomo di credere, obbedire e che imponga doveri che non una metafisica che necessita di essere definita nei modelli esistenziali per permettere agli uomini di negare sé: stessi per costruire un diverso sé: stesso onde soddisfare i propri desideri e i propri bisogni nella società in si vive.
Una via facile: "Qui comando io e tu obbedisci!"; e una via difficile: "Queste sono le mie scelte per i miei intenti e questi sono i miei errori che non mi permisero di raggiungere l'obbiettivo, ma che mi hanno permesso di accumulare esperienza, sapere e consapevolezza in una trasformazione continua".
La questione su l'"Amicizia" e "Contesa" o "Armonia" e "Peitò", sarà oggetto del prossimo capitolo in quanto la questione è relativa al venir in essere della realtà.
Pagina specifica dell'argomento
05 dicembre 2025

E' paradossale, ma non privo della sua logica il sistema di ricatto usato dalla struttura verticale giuridica in relazione al controllo dei suoi stessi membri.
Un esempio può essere chiarificatore: gli ordini dati dal comando della struttura giuridica possono essere violati dai suoi membri solo se la struttura giuridica non viene coinvolta e responsabilizzata per la violazione.
L'ordine, della struttura giuridica, deve essere eseguito, ma se l'esecuzione non è corretta (rispetto le regole e i limiti imposti) la struttura giuridica non deve essere chiamata ad intervenire perché, se interviene, si assume la responsabilità della violazione; se non interviene, ed è a conoscenza della violazione, ne è responsabile. Se finge di non saperne nulla, può ricattare il membro che ha commesso la violazione e, attraverso il ricatto, esercitare un "maggior" controllo su chi è demandato ad eseguire i suoi ordini.
05 dicembre 2025

Tutti conosciamo come i cristiani si relazionano col loro Dio.
Devono essere umili, obbedienti e sottomessi, Non devono anteporre il loro essere uomini civili, con i loro bisogni, davanti a Dio. I cristiani chiamerebbero questo : arroganza nei confronti di Dio.
Il cristiano deve essere umile davanti a Dio e violento e sfrontato davanti agli uomini perché rappresenta il suo Dio agli uomini.
Questo comportamento appartiene esclusivamente alla religione cristiana. Quando il Dio degli ebrei e dei cristiani ordina ad Abramo di ammazzare suo figlio Isacco, Abramo risponde: "Signorsì, signore!" e i filosofi assolutisti, come Kierkegaard o Cacciari, si guardano bene dal censurare come criminale il Dio dei cristiani. Come se ordinare di ammazzare il proprio figlio fosse una cosa legittima.
Ma il Pagano, come si comporta davanti agli Dèi?
Vale la pena di citare Ovidio nei Fasti che ci permette di capire che gli uomini non si sottomettono agli Dèi, né gli Dèi chiedono agli uomini di sottomettersi.
Scrive Ovidio:
"Che cosa facessero, liberi dai legami, quali formule magiche
pronunciassero, con quale arte i veggenti traessero Giove
dalle sedi
celesti, è impossibile che lo sappia l'uomo indisciplinato.
Dirò quello che so e che può essere svelato dal pio labbro del poeta.
Ti attirarono giù dal cielo, o Giove; perciò i posteri
ti celebrano ancor oggi col nome di Elicio.
Si sa che tremò la cima del bosco Aventino,
il suolo s'infossò gravato dal peso di Giove:
il cuore di Numa ha un soprassalto, gli fugge il sangue
da tutto il corpo, e i capelli gli si drizzano sul capo.
Come riprese spirito disse Numa:
"Re e padre degli Dèi del cielo se ho sempre toccato i tuoi
altari con mani pure,
se anche la mia richiesta è avanzata con lingua pia,
dammi sicuri insegnamenti per scongiurare i fulmini".
Giove assentì alla preghiera, ma celò il vero con oscura
perifrasi, e atterrì Numa con ambigue parole:
"Taglia una testa", disse. "Obbedirò", fu la risposta di Numa.
"Dovrò tagliare una cipolla cavata dal mio orto."
Giove precisò: "Di uomo".
"La cima dei capelli", disse il re.
Ma Giove chiede una vita; e Numa dice "Di pesce".
Giove sorrise, e soggiunse: "Con questi mezzi cerca
di scongiurare i miei dardi, o uomo degno del colloquio con gli Dèi.
Ma quando il dio del Cinto [Febo-Apollo-Sole] domani avrà
mostrato l'intero
suo disco, io ti darò sicura garanzia della tua sovranità"."
Ovidio, I Fasti 3, 323-346
A differenza del Dio cristiano, gli Dèi non dicono cosa un uomo o una donna devono o non devono fare.
Qualunque cosa un uomo o una donna decide di fare è frutto dei suoi bisogni e delle sue scelte nel mondo e nelle condizioni in cui ha vissuto e vive.
Agli Dèi, ogni scelta sta bene.
Se queste scelte trovano il favore degli Dèi, o di alcuni di essi, questi uomini e queste donne troveranno degli Dèi che favoriranno il loro cammino in quelle scelte. Coincidenze e sensazioni li guideranno in un cammino propizio.
Se queste scelte non trovano il favore degli Dèi, o gli Dèi saranno indifferenti o, qualora quelle scelte contrastino con le scelte degli Dèi, o parte di essi, saranno ostacolati attraverso coincidenze sfavorevoli o scelte autodistruttive sorte da sensazioni e preconcetti.
I Pagani non supplicano gli Dèi, li abitano in un cammino quotidiano che va dalla nascita del corpo fisico alla morte dello stesso.

Pagina specifica dell'argomento
04 dicembre 2025

Oggi la paura si costruisce attraverso le "fake news", bufale o notizie false, diffuse appositamente attraverso l'web.
E' cambiato il mezzo, ma la tecnica è rimasta uguale.
E' importante, per la riuscita della diffusione di notizie che creano allarme, che non venga diffusa in un ambiente culturale che potrebbe verificare immediatamente l'attendibilità della notizia.
Sistemando la parte oscura della mia libreria, là dove immagazzino gli scarti culturali che in qualche modo vengo in possesso, mi è saltato in mano un supplemento del "Giornale dei Misteri" del 1995. Un liberculo intitolato "Nostradamus - La fine del mondo nel 2000".

Sicuramente qualcuno ci credeva.
Molte chiese si erano radunate a pregare per la fine del mondo imminente e, forse, qualcuno pensò che non ci fosse nulla di male ad alimentare l'idea che il mondo stesse finendo.
Il "Giornale dei Misteri" era edito dalle "Edizioni Cioè".
Nelle 96 pagine del liberculo si legge la distruzione del Vaticano, l'avvento dell'anticristo, le stelle che cadono sulla terra e l'occupazione dell'Europa ad opera dell'Islam.
In sostanza, guerre a non finire.
In particolare, da pag. 59 a pag. 61.
A pag. 59, vicino ad un'immagine di un missile atomico USA inizio citazione:
Caos generale.
"La grande, stella brucerà durante sette giorni - dice la Cent. II - 41 - e una nube farà apparire due soli. Quando un grande Pontefice cambierà di territorio il grosso mastino urlerà tutta la notte".
Durante sette giorni la stella (rossa) porterà la distruzione e l'incendio nella grande (città di Parigi). Un temporale (la nuova guerra, i nuovi disordini, o anche il "dardo del cielo") farà apparire due soli, cioè due Papi: l'uno vero e l'altro adultero. Il grosso mastino, cioè il grande Molosso, vale a dire le armate turche o mussulmane, urleranno, faranno grande spavento ai cristiani durante il periodo di tenebre che oscurerà la Chiesa sotto il loro dominio e quello dell'Antipapa, e quando il grande Pontefice (Angelico fuggirà da Roma).
E la Cent. VI - 77 viene a fornire dei particolari circa la messa in atto dello "stratagemma simultaneo" da parte dell'imperatore Tedesco: "Per la vittoria dell'inganno fraudolente di due eserciti uno, la rivolta tedesca, il capo assassinato e suo figlio nella tende.
Che continua a pag. 60.
A pagina 60 c'è l'immagine di un cimitero nella cui didascalia è scritto: "... l'aspro nelle lettere farà così orribile scarrozzata, Ferro appuntito messo a tutti fino alla manica.”

A pag. 60 continua con la centuria VI - 77:
Firenze, Imola perseguitati nella Romagna".
A seguito della vittoria del fraudolente ingannatore, scoppierà la rivoluzione in Germania. I due eserciti (russo-arabo e tedesco) saranno riuniti in uno solo, sotto comando tedesco. Il capo (generale) tedesco (o russo) sarà ucciso, sotto la tenda. Allora quelli di Firenze e Imola saranno perseguitati in tutta la Romagna.
Roma devastata e saccheggiata.
Dice la Cent. VI - 98 che "La grande città dei Volsci sarà rovinata, insozzata, fatta pestilente ad essi di paura così forte terribili. Sole e Luna saranno saccheggiati e violati i loro templi. I due fiumi saranno arrossati di sangue cadente ".
E la Cent. X - 65 incalza dicendo: "Oh vasta Roma, si avvicina la tua rovina, non ancora delle tue mura, ma del tuo sangue e della tua sostanza. L'aspro nelle lettere farà una così orribile scarrozzata, ferro appuntito messo a tutti fino alla manica".
Perciò la grande città dei Volsci, vale a dire dei Romani terrorizzati dallo spiega mento di tante forze nemiche, sarà insozzata dai barbari invasori e resa pestilenziale. Saccheggeranno tutto l'oro e l'argento e violeranno, profaneranno le Chiese, mentre due fiumi (Tevere e Po) saranno arrossati dal sangue di tanti uccisi. Ma questa non sarà proprio la distruzione di Roma (che verrà solo al tempo del vero e ultimo Anticristo), bensì un flagello che sterminerà gran parte dei romani e molti italiani, soprattutto sacerdoti. Spoglierà, infatti, le loro sostanze; dato che l'"aspro in lettere farà tale orribile, devastatrice e vendicatrice scarrozzata avanti e indietro per la Penisola, finché poi tutti egli obbligherà a portare fin'anco sulla manica il suo emblema, cioè il ferro con punte".
-fine citazione liberculo "Nostradamus - La fine del mondo nel 2000".-
Erano bufale, inganni per creduloni che correvano a votare per i partiti nazisti credendo che davvero Dio esistesse e stesse progettando la fine del mondo: "lo aveva detto Nostradamus", non Lamberto Antonelli direttore responsabile.
Così si diffonde la paura e la paura ha lo scopo di trasformare le persone impaurite in prede. Prede da rapinare. Da immiserire. Da rubare loro il futuro.
Davanti a questi delitti dovrebbe essere istituita la carcerazione a vita perché non è ammissibile che nella nostra società, persone fragili, siano prede di truffatori privi di scrupoli sociali e morali. In altre parole, delinquenti che si nascondo dietro un lavoro, una mansione, una funzione sociale.
Pagina specifica dell'argomento
03 dicembre 2025

Nell'osservare l'economia e gli andamenti economici a livello mondiale, sto osservando le quotazioni degli ETF.
Cosa sono gli ETF?
Gli ETF, o Exchange Traded Funds, sono fondi di investimento quotati in borsa, che replicano la performance di un indice (come il FTSE MIB o l'SeP 500) e possono essere comprati e venduti come le azioni. Offrono diversificazione immediata, costi di gestione bassi e liquidità, combinando i vantaggi dei fondi comuni con la negoziabilità in tempo reale delle azioni.
I mercati titolano:
Bitcoin sotto 86.000$: rischio in aumento, ETF in fuga e la scommessa estrema di Michael Saylor.
La principale criptovaluta oscilla tra ribassi e rimbalzi tecnici mentre l'avversione al rischio cresce.
Il problema diventa che i parametri economici su cui si valutava un'economia sono saltati. Il sistema finanziario sta procedendo indipendentemente dall'economia reale. Sembra che abiti in un mondo di favole fatto da miliardari completamente slegati alla realtà che giocano ad un risiko militare dove le nazioni sono solo pedine di un grande gioco.
Non so fino a che punto possa continuare questo gioco che sembra l'anticamera di una guerra vera e propria. E non in senso virtuale.
03 dicembre 2025

Il rito religioso del Solstizio d'Inverno è organizzato dalla Federazione Pagana presso il Luogo di Culto del Bosco Sacro in Jesolo, Venezia il giorno 20 dicembre 2025 dalle ore 16,30 e terminerà alle 19.00 circa.
Il rito del Solstizio d'Inverno è il rito che celebra il prigioniero, il Sole rinchiuso nei giorni corti, che non si arrende, ma risorge a nuova vita. E' l'attimo in cui la sconfitta è trasformata in vittoria e il Sole inizia ad allungare i suoi giorni.
Il rito segue lo schema di tutti i riti religiosi della Federazione Pagana con l'accensione del braciere, la chiamata dei Quattro Canti del mondo, la recitazione degli Inni Sacri, l'accensione dei Fuochi Sacri e la chiamata degli Dèi. I bracieri accesi saranno tre: il braciere dell'Altare per gli Inni e due bracieri a simboleggiare il grande fuoco.
Sarà allestito l'altare degli Dèi e se ce ne sarà la possibilità sarà portato sull'altare, qualche cosa da bere. La partecipazione al rito è gratuita. Non comporta nessun obbligo e nessun impegno.
Anche quest'anno si potrà constatare quanto è cresciuto il Bosco Sacro in Jesolo.
Si può rappresentare che cosa sia la passione religiosa rispetto al mondo in cui viviamo e come tale passione possa chiamare il mondo in cui viviamo, e le forze che lo abitano, ad affiancare i nostri progetti di vita.
Non si può imporre alle persone un sistema religioso opposto a quello che hanno subito nella loro infanzia.
Sono consapevole della difficoltà della Religione Pagana che, proponendo un sistema di pensiero che non chiede alle persone di aderire ad una verità, ad una morale predeterminata, non imprigiona le persone ha in una società in cui la religione è pensata come "il padre che ordina e opprime". La Religione Pagana non ordina né opprime.
Eppure, liberare le persone dall'oppressione da regole morali abnormi, è proprio il compito della religione pagana anche se noi, oggi, non potremmo assistere alla sua realizzazione.

Pagina specifica dell'argomento
02 dicembre 2025

L'accusa di Trump al governo venezuelano per poter attaccare il Venezuela non è un'invenzione di Trump, anche se Trump sta usando la provocazione per addivenire ad uno scontro armato con il Venezuela.
La provocazione degli USA contro i vari Stati avviene sempre con l'uso dei missionari Mormoni o Evangelici che creano eversione dell'ordine democratico in nome del falso ideale della libertà religiosa che loro interpretano come diritto di imporre con la violenza, l'inganno e il raggiro la loro religione a persone fragili e indifese per poi usarle come massa di manovra contro i governi dei vari paesi.
Perché è un falso ideale quello della libertà religiosa invocato da cattolici, mormoni e evangelici?
Perché la libertà religiosa non riguarda il diritto delle religioni di violentare gli uomini fragili e indifesi nelle varie società civili, ma riguarda il diritto dell'uomo di non farsi violentare dal Dio dei cattolici, dei mormoni e degli evangelici.
La responsabilità del crimine non è solo quella dei cattolici, dei mormoni e degli evangelici, anche se loro sono gli esecutori materiali del crimine, ma anche quelle società civili che non si prendono cura delle persone fragili ed emarginate al loro interno migliorando le condizioni di vita.
Ora Trump ha iniziato a macellare individui sparando missili sulle barche e facendo in modo che non ci siano sopravvissuti che possano raccontare i suoi delitti.
Scriveva nel 2005 il giornale Il gazzettino:
VENEZUELA Mormoni espulsi perché colpevoli di "genocidio culturale" degli indios che aiutavano e indottrinavano
Chavez caccia 200 funzionari USA
Oltre 200 giovani missionari americani mormoni hanno lasciato il Venezuela per motivi di sicurezza pur se, nell'ambito dell'ormai prolungato scontro tra Caracas e Washington, nella capitale statunitense non mancano esortazioni alla Casa Bianca a riannodare il dialogo con il presidente Hugo Chavez, apparentemente, per un tema di forniture belliche. Nel primo caso, l'annuncio della partenza di 219 ragazzi, che fa seguito alle disposizioni date due settimane dal capo dello Stato perché venissero espulsi, è stata dato dallo stesso ambasciatore Usa a Caracas, William Brownfield. "La maggior parte di essi - ha spiegato il diplomatico - si è deciso a lasciare il Paese perché la questione della sicurezza era un po' complicata. Mi auguro che ciò non dia l'immagine o faccia percepire che in Venezuela ci sia una carenza di tolleranza. Sarebbe un'immagine o faccia percepire che in Venezuela ci sia una carenza di tolleranza. Sarebbe un'immagine sbagliata.
Insomma non è poi così grave in effetti dopo la sortita di due settimane fa contro i missionari battisti di Nuevas Tribus, Chavez sembra essersi dimenticato del problema della setta evangelica. Tanto che il leader delle comunità indigene dove operano i missionari Usa ha assicurato che "nessuno ci ha interpellato sul da farsi" e ribadito che gli esponenti della "Nuevas Tribus" "devono essere immediatamente espulsi", come chiedono "tutte le 33 comunità abitate da otto etnie indigene". In proposito è intervenuto anche il sociologo ed ex deputato Alexander Luzardo, secondo il quale "pur se è vero che negli ultimi tre o quattro decenni i missionari USA hanno dato agli indigeni l'assistenza medica", il loro intervento "ha provocato un genocidio culturale. Hanno utilizzato gli indigeni come cavie provando su di loro dei medicinali, per poi venderli sul mercato e la loro espulsione non sarebbe che attenersi alla Costituzione ". Insomma pressioni su Chavez, apparentemente in altre faccende affaccendato sul fronte statunitense. In effetti, già da tempo Caracas ha concordato con la Spagna l'acquisto di 12 aerei C-295, ma Washington è deciso ad opporsi a tale cessione e lo può fare perché il 50/60% dei loro componenti è di fabbricazione Usa. "E' una misura inaccettabile" ha sostenuto ieri il ministro del commercio estero venezuelano Gustavo Marquez. Guarda caso in linea con la rivista Usa "Defense News" che non solo si lamenta del veto per i C-295, ma rivela anche che, secondo fonti dell'industria bellica israeliana, Washington fa pressioni su Israele perché sospenda il contratto con Caracas per la revisione degli F-16 dell'aeronautica venezuelana.
Ed è appunto in questo contesto che il leader repubblicano Dan Burton ha rivelato di aver detto a Condoleezza Rice ed altri funzionari del Dipartimento di Stato che "è necessario riannodare al più presto il dialogo con Caracas per evitare che possano sorgere altri conflitti".
In pratica, al di là degli apparenti ferri corti a parole tra i due Paesi, gli affari, soprattutto nell'ambito del petrolio - il Venezuela è tra i grandi fornitori di greggio degli Usa, dove ha anche importanti raffinerie - ed, ora, delle armi, sembrano finire per costringerli a scendere a patti.
[Il Gazzettino 27 ottobre 2005]
Ovviamente, i tempi sono cambiati, gli amici e le alleanze sono cambiate, ma la sete di dominio sembra rimasta una costante.
Difficile spiegare alle persone che la guerra non si combatte solo con le armi, ma soprattutto con l'uso del fanatismo religioso. Non c'è differenza fra il fanatismo religioso cristiano, sia di cattolici, mormoni ed evangelici, dell'islam, degli ebrei o dei buddisti. Si tratta di ideologie volte al fanatismo che, impossessandosi dei singoli individui lavorano per destabilizzare le nazioni e distruggere le società civili.
Pagina specifica dell'argomento
01 dicembre 2025

La violenza, questo mostro che viene praticato da troppi uomini, viene usata per ridurre le persone ad oggetti di possesso, spesso massacrandoli. Massacrandoli, gli uni contro gli altri, quando le diverse religioni, o interessi economici rappresentati dalle diverse religioni, si contendono il possesso di persone, gruppi di persone, popoli o nazioni. Per eliminare questa violenza, vi è un solo mezzo. E' necessario opporre all'ideologia religiosa del possesso delle persone, l'ideologia dell'autodeterminazione delle persone contro ogni pretesa di un dio padrone di possederle. Opporre all'ideologia della verità, che vuole il possesso dei corpi delle persone (delle donne, dei bambini, degli emarginati, dei malati, ecc.), l'ideologia della libertà che imponga alle religioni del possesso (monoteiste e buddisti) il rispetto della determinazione delle persone del proprio corpo e della propria vita.
La storia conosce solo due tipi di religioni: le religioni che impongono una verità e che aggrediscono le persone affinché si sottomettano a quella verità, e le religioni di libertà che, riconoscendo gli ostacoli che si frappongono allo sviluppo della vita degli uomini, indicano gli ostacoli agli uomini affinché rimuovendoli riacquistino il controllo di sé stessi e del loro futuro.
Noi siamo per la religione di LIBERTA', contro ogni religione che trasformi l'uomo in un oggetto posseduto da un qualche dio padrone e, per estensione, da chi lo rappresenta o afferma di rappresentarlo.
Tutte le religioni di verità monoteiste, cristianesimo (in tutte le sue sette), ebrei (in tutte le loro sette), islam (in tutte le sue sette), comprendendo il buddismo, sono religioni ingiuste e inumane. Tutte hanno una verità di imporre all'uomo per impedire all'uomo la sua libertà, sia sociale che personale. Tutte praticano l'omicidio dell'uomo per la gloria della loro verità, del loro dio padrone.
Noi pensiamo che la realizzazione della religione Pagana Politeista aprirà un ulteriore dibattito fra gli Esseri Umani sulla libertà sociale, sul diritto di ogni singola persona (specialmente le donne) di disporre del proprio corpo e della propria persona, sui caratteri peculiari della democrazia moderna e sui doveri delle Istituzioni nei confronti dei cittadini.
In questi duemila anni abbiamo assistito alle più crudeli guerre portate dalle religioni monoteiste, cristianesimo, islam, ebraismo e buddismo, contro l'umanità fino alla realizzazione di tante società costruite ed organizzate sul modello della "città di dio" che hanno seminato odi, discordie e genocidio, al solo fine di costringere l'uomo all'obbedienza e alla sottomissione al proprio dio padrone.
In questi duemila anni abbiamo assistito al bisogno di libertà dell'umanità. Il bisogno di liberarsi dall'orrore della "città di dio". Un'impresa del pensiero umano nobile e gloriosa che ha salvato l'umanità circoscrivendo nella società l'azione delle religioni rivelate nella sfera personale della malattia psichiatrica, chiamata fede, vissuta in forma privata. Quando la società umana, nel corso del suo sviluppo, arriverà all'eliminazione (o almeno all'eliminazione nell'agire delle istituzioni sociali) delle pretese di legittimità sociale dell'ideologia del possesso degli individui, non ci saranno più conflitti sociali perché le Istituzioni avranno come ideale sacro l'autodeterminazione della persona per la costruzione del futuro sociale.
Lo studio delle leggi che regolano le relazioni emotive nella società nasce dal desiderio di eliminare l'ideologia del possesso delle persone. Questo è il compito della Religione Pagana. Il compito della Religione Pagana è quello di sostituire i dogmi di verità delle religioni monoteistiche e del buddhismo, con i dogmi di libertà che garantiscano il divenire dell'uomo. E' questa la differenza fra noi, Pagani Politeisti, e ogni altra religione rivelata, buddismo compreso.
E' essenziale che chi manifesta le idee Pagane di liberazione della struttura emotiva dell'uomo dall'orrore cristiano, tenga sempre conto dei rapporti fra lui e le sue idee, fra le sue idee e il mondo in cui vive e le sue idee e la società specifica in cui agisce. Deve tener conto, essenzialmente, che vive in un complesso religioso monoteista e che i monoteisti, sia essi cristiani che ebrei, musulmani o buddisti, consentono la "libertà di espressione" soltanto nella misura in cui tale libertà si applica a loro e ai loro diritti di prevaricare e di sottomettere le persone più deboli. Quando la società viene pervasa da istanze di libertà delle persone, i monoteisti mettono in atto azioni delittuose, criminali e mafiose, per impedire che si avvii un dibattito che possa mettere in discussione il loro diritto di possedere le persone e di usarle come schiavi. In modo particolare, i monoteisti non tollerano che si metta in discussione le loro attività criminose nei confronti dei bambini. Sui bambini i monoteisti impongono la patologia psichiatrica di onnipotenza, con l'identificazione nel dio padrone o nel "Gesù dolorante", in modo da renderli dipendenti dall'idea del dio padrone e bisognosi di provvidenza per tutta la loro esistenza.
Se il Pagano Politeista non tiene conto che c'è un insieme religioso che agisce contro di lui e che ha lo scopo di far fallire i suoi progetti e si occupa solo del suo sentire intimo, difficilmente potrà evitare la sconfitta lungo il suo cammino.
Una sconfitta che non sarà la sua sconfitta. La morte del corpo fisico metterà comunque fine ad ogni trasformazione, ma la sconfitta dell'apertura emotiva verso il futuro della società nella quale agisce. La sconfitta dell'apertura verso il futuro di quella società che egli aveva intuito ma non ha saputo realizzare.
Il Pagano Politeista riconosce l'esistenza di Dèi che vengono qualificati e sostanziati (nella loro presenza e nelle loro azioni) nelle relazioni che egli costruisce o subisce col mondo che gli sta attorno. Il Pagano Politeista sa anche che quegli stessi Dèi sono espressi anche dalla cultura sociale in cui vive nelle relazioni che gli uomini intrattengono fra di loro e con le culture del mondo. Gli Dèi, espressi dalle relazioni, non sono specifici dell'azione del singolo Pagano. Non sono controllati dal Pagano attraverso la sua azione, ma l'azione del Pagano Politeista viene ispirata dagli Dèi che si alimentano e si esprimono nelle relazioni dinamiche fra le culture, fra i popoli, fra le nazioni e all'interno delle stesse culture, degli stessi popoli, delle stese nazioni.
Un esempio pratico pu essere il rapporto che esiste fra l'azione del Pagano e la diffusione delle sue idee in una società democratica. La democrazia di un paese occidentale è gestita da individui la cui religione è quella monoteista, cattolica in Italia. Individui la cui ideologia emotiva è quella della monarchia assoluta come manifestazione del dio padrone nella società. Questi monoteisti interpreteranno la loro religione per giustificarla di fronte ai principi Costituzionali solo che, seguendo la religione cattolica, costoro applicheranno i principi Costituzionali a sé stessi, rivendicando dei privilegi sociali, evitando di applicarli, se non formalmente, ai cittadini o a tutti coloro che ritengono sottoposti o che debbano essere sottomessi. Pretenderanno i doveri dai cittadini applicando a sé stessi il diritto di venir meno ai propri doveri. Così, il Pagano Politeista, che la religione cattolica non è in grado di contrastare ideologicamente in base ai principi di quella società, si troverà ad essere vessato, denigrato calunniato, diffamato e ingiuriato. Comunque i cristiani tenteranno di impedire a quel Pagano di sviluppare il suo pensiero, di creare dibattito sulle idee, ritenendo che, in fondo, il più forte abbia diritto, nella società, di vessare il più debole. Molto probabilmente si verificherà che il Pagano sufficientemente preparato per argomentare in maniera efficace in relazione al monoteismo si sentirà dire, da veri o finti pagani, che se l'è cercata.
Ogni Pagano che agisce in una società deve concentrare la sua attenzione sui problemi principali che gli si presentano. Deve saper dividere il principale dal secondario e concentrare le sue forze sulle questioni più importanti. Le questioni più importanti che le sue forze gli consentono di affrontare. In ogni insieme, sia sociale che culturale, esistono questioni importanti e questioni secondarie. Il Pagano deve concentrare l'attenzione sul principale, e su quello alimentare il suo intento d'azione, e tralasciare o non farsi coinvolgere dagli aspetti secondari.
Quando la religione monoteista presenta un'emergenza o dei problemi, invitando il Pagano Politeista a partecipare a quei problemi "per il bene della società e dell'umanità", il Pagano Politeista deve ritrarsi perché un monoteista, un cattolico nel caso dell'Italia, non ha mai a cuore il bene della società o dell'umanità. Un cattolico usa la società e l'umanità come uno strumento per glorificare il suo dio padrone. L'umanità, per un cattolico, è un oggetto d'uso, uno strumento con cui imporre il proprio dominio. I missionari cristiani in Africa hanno costruito la miseria e ora usano la miseria per ricattare i popoli occidentali; con la miseria si fanno finanziare per poter perpetuare le condizioni di miseria. I missionari cristiani godono della miseria dei popoli. Nella miseria dei popoli e delle società si sentono tanto "dio padrone"; sentono di possedere quei disgraziati come oggetti.
Un Pagano Politeista maturo non si ferma ad immaginare gli Dèi. Non fantastica con le "nebbie di Avalon" o con i giochi infantili della Wicca. Non usa i tarocchi per sperare di indovinare il futuro. Un Pagano Politeista maturo incontra gli Dèi nella quotidianità. Li incontra nelle azioni e riconosce che le relazioni che sta vivendo sono relazione volute dagli Dèi o da lui imposte agli Dèi che coinvolgono le sue emozioni. Pertanto, l'azione del Pagano Politeista tiene conto della realtà oggettiva della situazione in cui vive, della sua quotidianità. Non si immagina di volare su una scopa, né di cavalcare Pegaso. Il Pagano maturo pianifica la sua azione con la quale deve diffondere le sue idee. Sceglie la direzione, l'ambiente, e la sfaccettatura delle idee che in quell'ambiente vuole presentare. Grande fu l'amore di Giordano Bruno, stolte le sue scelte che lo portarono sul rogo. Fu accecato dal dio buono e non si avvide di quanto sangue quelle mani grondavano.
Il Pagano Politeista fa un bilancio delle sue idee e delle idee del monoteismo, del cattolicesimo nel caso italiano. Il Pagano fa un bilancio fra la sua forza culturale e le idee sociali per manifestare le sue idee in quel determinato momento. In quel momento le sue idee scorrono veloci? Deve far attenzione a quante idee e quanta cultura è in grado di gestire. In quel momento la sua persona viene offesa, vilipesa, insultata? Deve far in modo di proteggere la scintilla delle idee.
Il Pagano Politeista non ritiene, come il cristianesimo, "che non bisogna dare le perle ai porci". Prima di tutto perché non ritiene che nessuna persona sia indegna della vita e del sapere e poi perché il valore di una perla di conoscenza è tale solo quando la si riconosce. Inoltre, la conoscenza non è una cosa che qualcuno dona, ma è un qualche cosa che qualcuno DEVE rubare e far sua. Se non si acquatta come un ladro nella notte per afferrarla, significa che non ne conosce il valore. Le perle di conoscenza, quando vengono rubate, arricchiscono il ladro, ma non impoveriscono il derubato.
Il Pagano Politeista, nella sua azione, deve concentrare la sua attenzione sui fenomeni importanti nei quali agisce per fondare il futuro religioso e sociale.
Perché è stato necessario fondare la Federazione Pagana per permettere la diffusione delle idee proprie della Religione Pagana?
Per consentire alle idee della Religione Pagana di affrontare, confrontarsi e dibattere le idee diverse che agiscono nella società civile.
Perché è necessario studiare le idee della società civile e confrontarle o confutarle con le idee proprie della Religione Pagana?
Per far sì che la società civile sostituisca la propria visione creazionista, che la costringe a pensare il mondo soggettivando l'ottica del dio padrone, con una visione del divenuto e delle trasformazioni del mondo riconoscendo la necessità che l'uomo si attrezzi, culturalmente ed emotivamente, per affrontare al meglio i propri problemi esistenziali.
Imparare, studiare e discutere le idee, non è facile. Si è spesso indotti a discutere per schemi, modelli o etichette, anziché nei contenuti delle idee. L'idea non si distingue per l'immagine, ma per i suoi contenuti. Sono i contenuti dell'idea l'oggetto del discutere e non la sua rappresentazione.
Quando discutiamo, opponendo idea ad idea, non possiamo pensare di avere tutte le ragioni sufficienti per supportare le nostre idee. La cultura in cui viviamo si è formata negli ultimi quattromila anni del vissuto umano e lo stesso Essere Umano si è trasformato, fagocitando la cultura del proprio vissuto, in miliardi di anni d'esistenza sul pianeta. Noi non saremo mai ciò che necessitiamo in assoluto di essere, ma siamo una somma di esperienze personali innestate su un corpo, che si è sedimentato in miliardi di anni, capace di manifestare una struttura emotiva che appare incomprensibile ad una ragione che, tuttavia, è emersa da essa.
I Pagani devono essere individui di esperienza, che vivono nelle relazioni con e nel mondo e, nello stesso tempo, devono studiare per leggere le esperienze di altri e confrontare l'esperienza di altri con la propria esperienza.
Il metodo che il Pagano assume è quello di passare dalla vita pratica delle relazioni nel mondo in cui vive, alla descrizione teorica del proprio vissuto nel tentativo di individuare tutti i meccanismi della propria esperienza e poter fornirsi di esperienze per affrontare nuove e diverse esperienze teorizzando ancora sui meccanismi delle nuove esperienze.
La verità, in cui un Pagano vive, è una verità in perenne modificazione perché varia sia per l'esperienza dalla quale è espressa sia per le sue capacità dell'individuo di sintetizzare la propria esperienza in un insieme di principi teorici capaci di guidarlo in nuove esperienze.
In campo sociale, un Pagano tende ad acquisire una completa conoscenza di tutti gli aspetti che concorrono alla formazione delle condizioni e delle contraddizioni nelle quali vive.
Il Pagano nel diffondere le proprie idee e la propria visione del mondo commette molti errori. Soprattutto errori dovuti all'idea che la struttura ideale che ha elaborato sia una novità assoluta nella storia; la convinzione che tutti, indistintamente, possano capire le sue idee; la convinzione che non esista un "oltre" a ciò che ha scoperto ed elaborato teoricamente.
L'errore più grande che può commettere un Pagano è l'errore di "arroganza". Un Pagano non è umile. Ciò che egli conosce, qualunque sia la conoscenza, è stata costruita dal singolo Pagano con immenso sforzo e dedizione inflessibile. Ogni Pagano è orgoglioso dei risultati raggiunti perché quei risultati non solo gli hanno dato una maggiore comprensione del mondo, ma una maggiore lucidità nella percezione ed analisi dei fenomeni che dal mondo gli si presentano.
L'errore di "arroganza" arriva quando il Pagano proclama che non esiste un oltre. Quando inizia ad affermare senza argomentare. Quando cessa di analizzare quanto intuisce per trasformare il suo intuito in un'affermazione perentoria. Quando alle idee e all'analisi teorica sostituisce la sua persona.
Supponiamo che due Pagani inizino insieme ad esplorare il mondo partendo dalle argomentazioni esoteriche che incontrano nella loro cultura. Una volta che hanno iniziato a praticare la magia nelle relazioni con il mondo e che la magia inizia a trasformarli, entrambi i Pagani hanno davanti a loro vari sentieri che possono percorrere.
Esistono percorsi "facili", che danno un risultato immediato, come, ad esempio, iniziare ad occuparsi di erbe, di unguenti, di pratiche di meditazioni che, essendo pratiche culturalmente accettate, permettono al Pagano di ottenere un'approvazione sociale quasi immediatamente.
Al contrario, esistono percorsi "difficili", che non solo non danno un risultato immediato, ma creano diffidenza e sospetto fra le persone perché le trasformazioni che questi sentieri inducono non fanno parte dell'orizzonte culturale in cui il Pagano opera e per poter percorrere quel sentiero è necessario modificare anche l'ambiente culturale.
Il sentiero facile è abbastanza appagante. Il pagano che lo percorre si muove avendo come fine l'approvazione sociale. Il sentiero difficile non ha come fine l'approvazione sociale, ma la qualità della trasformazione sociale che si induce sviluppando quella visione del mondo.
Chi percorre il sentiero facile mira a garantirsi i risultati sociali nel mondo presente; chi percorre il sentiero difficile non si cura di raccogliere risultati, ma solo di diffondere le teorie che ha sviluppato alimentando le esperienze della sua vita.
Pagina specifica dell'argomento
A che cosa serve una religione
Vai alla presentazione delle pagine mensili di Cronache Pagane
Torna agli argomenti del sito Religione Pagana
Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.
This website does not use artificial intelligence, only human intelligence.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!
AVVISO: Questo sito web non usa l'intelligenza artificiale, ma solo l'intelligenza umana.
Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.